Campagna

Emergenza Libano. #LoveBeirut

Migliaia di appartamenti sono stati sventrati dall'esplosione del 4 agosto. Stai con noi, ricostruiamo le case delle famiglie di Beirut.

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AVSI lancia un appello urgente: stiamo accanto a chi ha visto, in un attimo, scoppiare le finestre, crollare i muri di casa. Ricostruiamo subito le case delle famiglie povere.

#LOVEBEIRUT è lo spirito con il quale, dopo l’esplosione che ha distrutto il porto di Beirut e devastato buona parte della città, AVSI vuole camminare al fianco delle persone più bisognose: quelle che non riceveranno finanziamenti dalle banche, che faticavano ad arrivare alla fine del mese già prima dell’incidente, e quelle famiglie in cui solo un componente lavora informalmente e saltuariamente, che sovente rimangono le ultime della lista o addirittura invisibili.

Questo per sostenere la difficile ripresa di un Paese già in ginocchio a causa di una crisi economica fortissima; prima della deflagrazione già il 50% della popolazione libanese viveva al di sotto della soglia di povertà.

In sintesi

  • Una equipe sociale di AVSI visita le famiglie nei quartieri popolari di di Geitawi, Bourj Hammoud e Achrafieh e, in collaborazione con gli amministratori locali, individua le famiglie povere che senza un aiuto non possono rimettere in sicurezza la casa.
  • Una equipe tecnica identifica i bisogni e i costi.
  • Piccole imprese private selezionate, supervisionate e finanziate da AVSI, riparano le case e i piccoli negozi.
  • Le famiglie vengono accompagnate anche da un punto di vista psico-sociale verso il ritorno a una condizione di quasi normalità.

Obiettivo: permettere a famiglie svantaggiate e povere di ritornare nella propria abitazione

Costi: un intervento di riabilitazione essenziale ha un costo di circa 2.000 - 2.500 euro.

Cosa abbiamo già fatto

Il 5 agosto le nostre equipe si sono recate nei quartieri di Beirut di Geitawi, Bourj Hammoud e Achrafieh e hanno individuato i primi beneficiari: persone anziane, donne vedove e famiglie bisognose a cui la furia dell’onda d’urto causata dall’esplosione ha distrutto porte e finestre.

Abbiamo contattato imprese locali e l'11 agosto sono iniziati i primi 10 cantieri. Al 4 novembre 90 strutture sono state riabilitate, 21 cantieri sono in corso e 28 sono in partenza.
Non solo: grazie al sostegno del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Undp) 75 famiglie hanno ricevuto un pacco alimentare e 70 lo riceveranno entro il 6 novembre.

Un intervento rapido possibile grazie a un'altrettanta rapida risposta al nostro appello: centinaia di persone hanno aderito alla campagna e in due giorni abbiamo raccolto 50mila euro, in un mese 300mila euro.

Segui l'avanzamento dei cantieri in questa mappa

Oltre le case, le persone

Il lavoro da compiere è ancora molto: le abitazioni seriamente danneggiate sono 44mila, le persone colpite 300mila, gli studenti rimasti senza scuola 85mila, le scuole compromesse 159, ma con il vostro aiuto noi continueremo a stare accanto ai più vulnerabili. Mentre i lavori di ricostruzione delle strutture proseguono, garantiamo il sostegno educativo, psicologico, sociale ed economico necessario.

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Causale: “Emergenza Libano” | Per bonifici dall’estero: Swift code (BIC): UNCRITMM

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