AVSI in Libia
- Ufficio di Tripoli
Libia oggi: un paese in transizione prolungata
Dopo la fine del regime di Gheddafi nel 2011 e la guerra civile che ne è seguita, la Libia continua a vivere una fase di instabilità profonda. Il paese resta diviso sia sul piano politico sia territoriale, con una separazione persistente tra Est e Ovest.
La fine dei combattimenti a Tripoli e il cessate il fuoco firmato a Ginevra il 23 ottobre 2020 tra il governo di Tripoli e le forze di Bengasi hanno formalmente chiuso la fase di guerra aperta. Tuttavia, il conflitto si è evoluto in uno stallo duraturo: autorità rivali continuano a coesistere, i gruppi armati restano integrati nelle strutture statali e cicli ricorrenti di violenza continuano a minare la stabilità. Questo contesto alimenta crisi periodiche, collasso dei servizi e una diffusa insicurezza.
Un panorama politico frammentato
Secondo l’International Organization for Migration il rinvio delle elezioni nazionali previste per dicembre 2021 ha aggravato la frammentazione istituzionale e intensificato le tensioni tra gruppi politici, con effetti negativi sulle condizioni socioeconomiche della popolazione.
Le istituzioni nazionali hanno perso credibilità agli occhi di molti cittadini e il paese resta privo di un governo unificato eletto. In questo contesto, le istituzioni locali — in particolare sindaci e municipalità — rappresentano gli interlocutori più affidabili per il ripristino dei servizi essenziali e per la costruzione di una stabilità a livello comunitario.
Bisogni umanitari diffusi e prolungati
Secondo OCHA, circa 787.090 persone necessitano assistenza umanitaria. Si tratta di sfollati interni, migranti, rifugiati e richiedenti asilo. Ad agosto 2024, la Libia ospitava 139.305 sfollati interni, inclusi sia coloro colpiti dal conflitto sia le persone colpite dalla tempesta Daniel.
Economia in difficoltà e servizi pubblici sotto pressione
La Libia continua ad affrontare sfide significative dal punto di vista economico e dei servizi pubblici. Nell’aprile 2025 il dinaro libico è stato svalutato del 13,3%. In termini pratici, un bene importato che prima costava l’equivalente di 100 euro arriva a costarne circa 113, con un aumento significativo dei prezzi di carburante, cibo, medicine e altri beni essenziali.
I servizi pubblici, in particolare nei settori dell’elettricità, della sanità e dell’acqua, restano discontinui e insufficienti rispetto ai bisogni della popolazione. I servizi idrici e igienico-sanitari sono particolarmente sotto pressione a causa del deterioramento delle infrastrutture, soprattutto nelle regioni orientali e meridionali, dove sistemi di sanificazione inadeguati e fonti d’acqua contaminate aumentano il rischio di malattie.
Cambiamento climatico e crisi idrica
Le vulnerabilità del Paese sono ulteriormente aggravate dagli effetti del cambiamento climatico. L’impatto della tempesta Daniel nel 2023 e le ricorrenti alluvioni evidenziano la forte esposizione della Libia a shock ambientali e la necessità di sistemi più resilienti.
Secondo il World Population Review Water Stress by Country 2026, la Libia è tra gli undici paesi più colpiti da stress idrico. Il paese dipende fortemente dal Great Man-Made River, un sistema di tubature e pozzi sotterranei che trasporta acqua dalle falde del sud desertico alle città costiere. Pur essendo uno dei più grandi progetti di ingegneria idrica al mondo, anni di conflitto, danni alle infrastrutture e limitati investimenti nella manutenzione ne hanno ridotto l’efficacia, aumentando i rischi legati alla disponibilità di acqua.
L’accesso all’acqua è diffuso ma non sempre affidabile né sicuro. La qualità resta spesso limitata e i sistemi di trattamento delle acque reflue sono insufficienti, con importanti implicazioni per la salute pubblica. Le donne e le ragazze risultano particolarmente esposte a queste criticità, soprattutto nelle aree rurali.
Educazione e protezione dell’infanzia: una generazione a rischio
I bambini sono tra i più colpiti dalla crisi prolungata. Secondo UNICEF, circa 340.000 minori necessitavano assistenza umanitaria urgente.
L’accesso all’istruzione è fortemente limitato: il 43% dei bambini rifugiati sudanesi è fuori dalla scuola e il 78% dei minori provenienti da comunità migranti dell’Africa subsahariana non accede all’istruzione formale. Le principali barriere sono di natura economica, amministrativa e linguistica.
Anche i bambini libici affrontano difficoltà importanti, legate a classi sovraffollate e alla carenza di insegnanti qualificati, con conseguenti alti tassi di abbandono. Sul piano della protezione, i minori non accompagnati e i bambini in movimento sono esposti a rischi elevati di sfruttamento e abuso, in un contesto caratterizzato da limitata protezione legale.
AVSI in Libia
AVSI è presente in Libia dal 2023 con l’obiettivo di migliorare l’accesso ai servizi essenziali e rafforzare le istituzioni locali, contribuendo alla resilienza delle comunità. AVSI opera sia nell’Est sia nell’Ovest del paese e collabora con autorità locali e organizzazioni della società civile.
L’approccio combina riabilitazione delle infrastrutture, rafforzamento delle capacità e interventi basati sulla comunità, con una forte attenzione alla sostenibilità.
Il primo intervento: EQUAL
AVSI ha avviato le sue attività in Libia con il progetto EQUAL — Enhancing the Quality Basic Services Access in Southern Libya (2023–2024), finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.
Realizzato a partire da febbraio 2023 nei municipi di Darj, Sinawn, Ash Shwayrif, Al Gorda e Brak al Shati, il progetto si è concentrato sul rafforzamento del ruolo delle municipalità nel supportare processi di pace e migliorare l’accesso ai servizi essenziali. Le attività hanno incluso la riabilitazione delle infrastrutture, l’installazione di sistemi di energia solare nei centri sanitari e il supporto alla gestione dei rifiuti solidi. L’intervento ha contribuito a migliorare le condizioni di vita nelle comunità del sud e del nord-ovest della Libia, accompagnando queste azioni con formazione per funzionari pubblici e fornitori di servizi e con iniziative di sensibilizzazione rivolte alla popolazione.
Progetti attivi
- JUSUR — Promoting bridges of tolerance and respect in Libyan society (2025–2026), realizzato a Tripoli con il supporto della Fondazione Sacchi e della Iveco Foundation e in collaborazione con il Libyan Scout Movement, mira a rispondere ai bisogni psicosociali dei giovani nei quartieri vulnerabili della capitale. Il Libyan Scout Movement è una delle reti giovanili più radicate del paese, con una presenza in oltre 160 città e municipalità e circa 70.000 membri e volontari attivi. Il progetto promuove la creazione di una rete sostenibile di supporto psicosociale attraverso capi scout ed educatori, favorendo la salute mentale e l’integrazione sociale di bambini e ragazzi tra i 6 e i 15 anni, inclusi migranti e minoranze. Le attività comprendono programmi educativi e ricreativi, iniziative interculturali, corsi di recupero scolastico e supporto psicosociale.
Un elemento centrale è la formazione, che coinvolge 22 dirigenti scout regionali e 260 educatori distribuiti nelle 22 regioni del paese. Il progetto coinvolge direttamente 750 bambini e giovani e si estende alle loro comunità, raggiungendo oltre 18.500 membri scout e circa 3.000 familiari. Il progetto include anche la riabilitazione di un centro di formazione nella Medina di Tripoli, destinato a diventare uno spazio comunitario permanente.
- il progetto AQUA — Improved access and water resources management (2026–2027), finanziato da AICS e realizzato con WeWorld, COOPI e MM Spa, prevede un intervento in sei municipalità libiche. AVSI opera nelle aree di Al Abyar e Sahil Al Jabal, nell’Est del paese, per migliorare l’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari attraverso un approccio integrato. Le attività includono l’installazione di stazioni pubbliche di acqua potabile basate su sistemi di osmosi inversa, il rafforzamento della distribuzione idrica e la creazione di laboratori per il monitoraggio della qualità dell’acqua. Il progetto prevede anche interventi sulle infrastrutture sanitarie e la manutenzione di strutture pubbliche, oltre all’introduzione di un sistema pilota di trattamento naturale delle acque reflue nel comune di Al Abyar. Queste azioni sono accompagnate da attività di formazione per il personale municipale e campagne di sensibilizzazione per promuovere pratiche igieniche sicure. Il progetto contribuisce inoltre a rafforzare la governance locale attraverso lo sviluppo delle capacità tecniche e gestionali delle municipalità, con particolare attenzione alla gestione dei servizi idrici, alla raccolta dati e alla pianificazione integrata delle risorse, con l’obiettivo di garantire servizi più sostenibili ed efficienti.
