- Ufficio di Kismayo Kibora, Sinai
accanto all’hotel Mecca - Ufficio di Mogadishu Airport road, Wadajir District
- Ufficio di Dhobley Waberi Area
La sicurezza alimentare in Somalia resta una delle principali sfide per milioni di persone. Siccità ricorrenti, inondazioni, conflitti e spostamenti forzati influenzano l'accesso al cibo, all'acqua e ai servizi essenziali. In questo contesto AVSI opera nel Paese dal 2017, con interventi che spaziano dall'istruzione all'agricoltura, dalla gestione delle risorse idriche al sostegno di sfollati e rimpatriati.
La presenza dell'organizzazione in Somalia nasce dall'esperienza maturata nei campi profughi di Dadaab, in Kenya, dove AVSI lavora dal 2009 con la popolazione rifugiata somala.
Somalia oggi: un Paese segnato da crisi prolungate
Situata nel Corno d'Africa, la Somalia registra uno degli indici di sviluppo umano più bassi al mondo, pari a 0,404 secondo i dati del 2023.
Decenni di conflitto, instabilità politica e debolezza delle istituzioni hanno limitato l'accesso all'istruzione, ai servizi sanitari e alle opportunità economiche. A queste difficoltà si aggiungono siccità frequenti, infrastrutture carenti e una forte dipendenza dall'agricoltura di sussistenza e dall'allevamento.

Dal Kenya alla Somalia: il legame costruito attraverso l'istruzione
L'intervento di AVSI in Somalia è strettamente connesso al lavoro svolto a Dadaab, uno dei più grandi complessi di campi profughi al mondo. Negli ultimi trent'anni centinaia di migliaia di persone hanno lasciato la Somalia a causa della guerra civile e dell'instabilità.
Secondo UNHCR, in Kenya vivono circa 462.149 rifugiati somali, di cui 263.811 a Dadaab.
Nei campi, dove il 96% dei rifugiati proviene dalla Somalia, AVSI ha concentrato gran parte del proprio lavoro sull'istruzione. Dal 2016 ha formato circa 4.000 insegnanti, in maggioranza donne.
L'impatto di questa attività si osserva anche oltre il confine. Una ricerca condotta da AVSI evidenzia che quasi il 23% degli insegnanti della regione del Lower Juba ha partecipato a programmi di formazione realizzati a Dadaab. Inoltre, il 67% dei dirigenti scolastici considera molto elevata la preparazione tecnica di questi insegnanti rispetto a quella dei colleghi che non hanno seguito lo stesso percorso.
La collaborazione con il settore educativo somalo consente inoltre agli insegnanti certificati che rientrano dal Kenya di inserirsi nel mercato del lavoro locale.
Acqua e cambiamento climatico nel Lower Juba
Nel 2023 la Somalia ha attraversato una delle peggiori siccità degli ultimi decenni, seguita pochi mesi dopo da estese inondazioni.
La disponibilità d'acqua rappresenta una questione centrale. I fiumi Juba e Shabelle sono gli unici corsi d'acqua permanenti del Paese e svolgono un ruolo essenziale per l'agricoltura delle regioni meridionali, pur essendo soggetti a una forte stagionalità.
Dal 2017 AVSI collabora con l'organizzazione WASDA per migliorare l'accesso all'acqua nelle aree di intervento. Oltre 36.000 persone hanno beneficiato di queste attività.
Nel 2022 sono stati realizzati otto pozzi poco profondi destinati sia alle famiglie sia agli allevatori. Sono stati inoltre recintati bacini idrici utilizzati dalle comunità locali, con l'obiettivo di migliorarne la sicurezza e le condizioni igieniche.
Nel 2024 gli interventi hanno incluso la costruzione di tre serbatoi idrici a Dhobley, l'installazione di quattro pompe per l'irrigazione e quattro sistemi di raccolta dell'acqua piovana a Kismayo. Per facilitare l'accesso all'acqua alle persone anziane e alle famiglie più vulnerabili sono stati introdotti voucher dedicati, insieme a mezzi per il trasporto e la distribuzione dell'acqua.
Nelle scuole, la presenza di cisterne e sistemi di raccolta dell'acqua piovana consente di migliorare le condizioni igieniche e ridurre le assenze degli studenti.
Agricoltura in Somalia: tra difficoltà e innovazione
L'agricoltura resta una delle principali fonti di reddito per la popolazione somala. Le coltivazioni più diffuse comprendono sorgo, mais e sesamo, mentre cammelli, capre e pecore rappresentano una risorsa centrale per molte famiglie.
Il settore deve però confrontarsi con degrado del suolo, siccità ricorrenti, infrastrutture limitate e instabilità politica.
Nelle regioni del Lower Juba AVSI affianca agricoltori e allevatori con attività pratiche volte a migliorare la produzione agricola e l'utilizzo delle risorse disponibili. Gli interventi comprendono la distribuzione di strumenti per la raccolta dell'acqua piovana, l'installazione di pompe per l'irrigazione, corsi sugli orti familiari, attività di avicoltura e supporto alla gestione degli allevamenti.
Sicurezza alimentare in Somalia: dati e interventi
La crisi alimentare nel Paese è legata a una combinazione di fattori: precipitazioni irregolari, inondazioni, siccità prolungate, prezzi elevati dei generi alimentari, conflitti e difficoltà di accesso ai mercati.
Secondo la classificazione IPC, circa sei milioni di persone, pari al 31% della popolazione analizzata, si trovano in condizioni di insicurezza alimentare acuta di fase 3 o superiore. Di queste, 1,9 milioni sono in fase di emergenza.
Per rispondere a questa situazione AVSI interviene sia sulle necessità immediate sia sui fattori che limitano la produzione agricola.
Le attività includono:
- servizi agevolati di aratura con trattori per permettere la preparazione dei terreni nei periodi più favorevoli;
- formazione sulla produzione di fertilizzanti organici;
- distribuzione di sementi resistenti alla siccità, tra cui mais, fagioli e colture foraggere;
- corsi sulle tecniche agricole sostenibili, come rotazione delle colture, conservazione dell'acqua e agricoltura biologica;
- programmi Cash for Work rivolti a persone sfollate e famiglie vulnerabili;
- rafforzamento delle filiere del pollame, dell'allevamento e della pesca.
Nell'ambito del lavoro sulle filiere produttive, AVSI ha distribuito incubatrici, mangimi e pulcini , ha curato oltre 30.000 capi di bestiame contro malattie potenzialmente letali e ha sostenuto i pescatori con dieci nuove imbarcazioni, reti da pesca e due strutture di appoggio.
Sfollati interni, migranti e rimpatriati
La Somalia conta circa 19 milioni di abitanti e presenta una realtà demografica caratterizzata dalla presenza di migranti, sfollati interni e persone rientrate dall'estero.
Povertà, disoccupazione, instabilità e fenomeni climatici estremi spingono molte persone a spostarsi all'interno del Paese o oltre i confini.
Gli interventi di AVSI combinano formazione, attività agricole e programmi Cash for Work per consentire alle famiglie di produrre cibo e generare reddito anche in contesti esposti a siccità e inondazioni.
Il Graduation approach per accompagnare le famiglie verso l'uscita dalla povertà estrema
In Somalia AVSI applica il cosiddetto Graduation Approach, una metodologia che combina diverse tipologie di intervento in un percorso progressivo.
Il modello integra trasferimenti monetari, formazione professionale, accesso ad attività generatrici di reddito, inclusione finanziaria e accompagnamento continuativo delle famiglie.
Le valutazioni periodiche delle condizioni dei nuclei familiari consentono di adattare gli interventi alle necessità osservate nel tempo.
Attualmente AVSI opera con questo approccio in insediamenti di sfollati interni e comunità ospitanti.





