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30 Luglio Lug 2021 0900 30 luglio 2021

Alex, da studente ribelle ad artista, oggi dipinge con materiali di riciclo e sogna di aprire una scuola d’arte a Kampala.

Alex, uno dei 3,650 ragazzi sostenuti tramite il Sostegno a Distanza, oggi studia Arte all’università di Kampala e con i suoi quadri innovativi ha aiutato la mamma e i fratelli durante il lockdown.

2021. SAD Uganda - Alex 3

“Non ascoltavo, davo continuamente fastidio ai compagni e mi divertivo a sfidare i professori.” È così che Alex, oggi ventenne, racconta dei suoi primi anni alla scuola superiore Luigi Giussani di Kampala.

Alex, ha frequentato la scuola secondaria grazie all’aiuto dell’organizzazione ugandese Meeting Point International, partner di AVSI sotto il progetto Sostegno a Distanza.

Nel 2013, la mamma di Alex, Loyce, si trovava in un periodo particolarmente difficile: era ammalata, il marito poco presente e non riusciva ad occuparsi dei figli, i soldi non bastavano mai. Gli assistenti sociali del Meeting Point International hanno fornito un aiuto psicologico e medico a Loyce, che incoraggiata anche dalle altre donne, ha ritrovato presto la grinta per affrontare i problemi e attraverso il Sostegno a Distanza anche un aiuto economico: le tasse scolastiche erano coperte, Alex poteva studiare e costruirsi un futuro.

E così è stato Alex, ha studiato alla scuola secondaria Luigi Giussani per sei anni e nel 2018 si è diplomato con un ottimo risultato. Alex al primo anno svogliato e disinteressato ha trovato la motivazione per proseguire negli studi grazie alle lezioni di educazione artistica, una materia importante nel curriculum della Luigi Giussani High School, che crede e valorizza il potenziale di ogni studente.

“Gli insegnanti mi sono stati accanto come amici, e mi hanno aperto gli occhi. Ho capito che avevo una possibilità, che avevo un talento e da lì ho smesso di comportarmi da immaturo, mi sono interessato alle lezioni e ho preso in mano la mia vita.”

Alex oggi, grazie all’aiuto del Meeting Point International studia all’università di arte contemporanea di Kampala: “Quando dipingo riesco a controllare i pensieri. Sto maturando uno stile mio. Mi piace ritrarre le persone e ricerco la creatività nei materiali.”

È stata proprio la passione e la determinazione di Alex ad aiutare Loyce ad affrontare i mesi difficili di lockdown, imposto dal Governo Ugandese per impedire il diffondersi del virus COVID-19.

Alex ha continuato a dipingere, concentrandosi sulle emozioni che stava vivendo in quello strano periodo e la sua creatività lo ha spinto a sperimentare nuovi materiali: materiali di scarto come la polvere di carbone e la terra rossa.

Il risultato è stato uno straordinario quadro di una donna mascherata che gli ha portato presto nuovi clienti e con essi i soldi necessari per prendersi cura di Loyce e dei fratelli.

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