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28 Maggio Mag 2020 1619 28 maggio 2020

L'emergenza COVID-19 in America Latina e America Centrale

Aggiornamenti sulle attività di AVSI e l'evoluzione della pandemia in Argentina, Brasile, Ecuador, Haiti, Messico e Perù

Scorri la pagina verso il basso per consultare gli aggiornamenti (i paesi sono in ordine alfabetico)

Argentina (aggiornamento 28.05.2020)

  • In sintesi: dopo la conferma dei primi casi il paese ha imposto immediatamente l’isolamento "sociale preventivo e obbligatorio”. La maggior parte dei casi, tuttora in aumento, sono stati registrati nella Provincia di Buenos Aires. Altri focolai nelle capitali provinciali di Cordoba e Santa Fe (Rosario). La grave situazione economica ha portato al default tecnico del paese il 22 maggio.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 3 marzo 2020
  • I numeri del contagio: report quotidiani del Ministero della Salute argentino (SPA) > .
  • Normativa in vigore: il 15 marzo il presidente Alberto Fernández ha decretato la chiusura totale delle frontiere in entrata, chiusura delle scuole, cancellazione di tutti gli eventi pubblici e privati, chiusura degli uffici pubblici, congedo per i lavoratori di età superiore ai 60 anni, incoraggiamento allo smartworking per tutti i lavoratori. Dal 20 marzo, è stato imposto un severo lockdown in tutto il paese. Solo a fine aprile sono stati riavviati alcuni settori, come l'export, i servizi e la filiera alimentare. Da maggio i governi provinciali hanno ricevuto maggiore autonomia e preso provvedimenti specifici nella gestione della crisi a livello locale. Mentre alcune province stanno già entrando nella "fase 5", con una riapertura pressoché totale, altre, come quella di Buenos Aires rimangono in fase 3 e continua il lockdown. Le misure restrittive adottate rapidamente dal governo nazionale sono state accompagnate da ammortizzatori sociali per più di 3 milioni di lavoratori informali, lavoratrici domestiche e autonomi in regime minimo, con un contributo straordinario di 140 euro. Aggiornamenti ufficiali: Gazzetta ufficiale (Spa) > .
  • Misure adottate da ACDI, socio fondatore di AVSI nel paese: le sedi sono chiuse, il personale lavora in smartworking.
  • Attività di ACDI sul territorio:
    • proseguono i progetti e, dove possibile, le attività vengono svolte online mentre sono sospese tutte le attività che implicano la circolazione del personale e dei destinatari
    • assistenza tecnica e distribuzione per la semina invernale in zone rurali
    • informazione e supporto online e telefonico in relazione al COVID-19 per le popolazioni vulnerabili destinatarie dei progetti.
  • Il progetto sostegno a distanza: le scuole materne con cui collabora ACDI hanno sospeso le attività didattiche per decreto ministeriale lunedí 16 marzo, ma continuano a provvedere il servizio mensa, riorganizzandone il funzionamento. L’emergenza alimentare dichiarata in Argentina a fine 2019 risulta, infatti, uno dei fattori più preoccupanti per la pandemia, visto l’alto tasso di minori colpiti da malnutrizione. Il personale scolastico e amministrativo continua a lavorare contribuendo all’organizzazione familiare, all’informazione generale e all’accompagnamento educativo dei minori che restano in quarantena.

Brasile (aggiornamento 07.05.2020)

  • In sintesi: i casi continuano a crescere, ad oggi è il secondo paese al mondo per numeri di contagi. Il paese ha decretato lo stato di emergenza il 20 marzo e sono in atto misure restrittive precauzionali. Nelle ultime settimane, c'è stato un aumento esponenziale del numero di casi confermati di COVID-19 e del numero di decessi e si sospetta una sottovalutazione dell’espandersi della malattia, sospetto confermato da un aumento fino a cinque volte dei decessi per malattie respiratorie acute. Con il passare del tempo è anche chiaro come la malattia si stia diffondendo soprattutto e più velocemente tra le popolazioni indigene e nelle zone più povere. Il governo federale ha deliberato delle misure economiche per ridurre il rischio di disoccupazione: l’emergenza potrebbe portare a 8 milioni di disoccupati in più, oltre agli attuali 12 milioni e sta adottando misure di risparmio sul bilancio per destinare aiuti agli stati. Lo Stato e i governi municipali continuano ad espandere la rete sanitaria, con l'adattamento degli ospedali pubblici, la richiesta di posti agli ospedali privati, la costruzione di nuove strutture e un programma per assumere e inviare medici e infermieri nelle zone più colpite, dove mancano operatori sanitari. È stato inoltre necessario rafforzare il sistema funerario, ampliando i cimiteri per soddisfare l'attuale esigenza.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 5 Marzo 2020
  • I numeri del contagio: sito del Ministero della Salute (portoghese) > .
  • Normativa in vigore: ogni governatore ha applicato misure di contenimento come la chiusura delle frontiere terrestri e la riduzione di voli, la chiusura di scuole e attività commerciali non essenziali, sospensione degli eventi pubblici e mobilità limitata. Alcune industrie hanno sospeso le attività. Le persone sono incoraggiate a lavorare in smartworking e a rimanere nelle proprie residenze.

    Negli stati in cui la situazione è più critica, come San Paolo e Manaus, si stanno attuando misure più severe. Da inizio maggio la misura del “lockdown” ha iniziato ad essere applicata in alcuni comuni con obbligo di mascherine e distanziamento sociale.

  • Misure adottate da AVSI nel paese: le sedi amministrative di Salvador, Belo Horizonte e Rio de Janeiro rimangono aperte e operative per garantire le attività di carattere gestionale e amministrativo. Quasi tutti i progetti hanno sospeso le attività sul campo, seguendo le indicazioni dei partner e finanziatori. È stato creato un Comitato di Emergenza COVID-19 che monitora la crisi e delibera le azioni di prevenzione necessarie per i collaboratori, accompagna i partner e finanziatori e garantisce la sostenibilità economica. Negli uffici vengono adottate le misure igienico-sanitarie necessarie. Dal 1° maggio in AVSI Brasil è iniziata la misura di riduzione dell’orario e dello stipendio per la maggior parte dei membri del management e della struttura, nonché la sospensione del contratto di alcuni dipendenti che non possono svolgere il loro lavoro in smart working. La sospensione del contratto segue direttive del governo che garantisce un sussidio economico a fronte del mantenimento dei posti di lavoro nella fase post emergenza per un periodo equivalente alla durata della sospensione del contratto.
  • Attività di AVSI sul territorio:
    • continuano le attività in otto centri di accoglienza e per la protezione dei rifugiati e dei migranti in collaborazione con UNHCR e attività di protezione e assistenza di bambini in partenariato con UNICEF
    • distribuzione di pacchi alimentari e kit igiene per famiglie della comunità di Alagados, in Salvador Bahia e altre iniziative distribuzione di alimenti in collaborazione col Gruppo FCA
    • produzione di maschere di protezione con il gruppo ENEL e si sta avviando un'altra iniziativa di produzione di maschere nei carceri APAC, nell'ambito di un progetto in essere finanziato dall’Unione Europea
    • La maggior parte delle attività sono sospese tranne quelle che non richiedono la presenza fisica dei beneficiari.
  • Le testimonianze:

Colombia (aggiornamento 14.06.2020)

  • In sintesi:I il paese sudamericano è entrato dal 25 marzo scorso in un isolamento preventivo obbligatorio ordinato per contenere la diffusione da Covid-19, una misura che sarà in vigore fino al 1 luglio. L’economia colombiana è stata duramente colpita dalla quarantena che ha causato una semi-paralisi dell’attività produttiva, alla quale si è aggiunto il calo dei prezzi internazionali, causando minori entrate delle esportazioni e delle royalties della principale fonte di reddito del paese, il petrolio. Un’altra delle terribili conseguenze della pandemia e della quarantena è stato l’aumento della disoccupazione.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 6 marzo 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio dell'organizzazione mondiale della sanità >
  • Normativa in vigore: dopo il primo caso accertato di paziente positivo al Coronavirus (6 marzo 2020), le autorità hanno istituito il lockdown nel paese fino al 28 maggio - poi esteso fino al 1 luglio - e la chiusura di tutti i voli internazionali da e per la Colombia fino al 31 agosto. Restano chiuse, fino al 1 agosto, le frontiere terrestri, marittime e fluviali. È vietato l’accesso al paese ai cittadini colombiani o residenti e a quelli in transito se non muniti di autorizzazione. Sospesi fino al 1 luglio tutti i voli interni e i collegamenti interurbani. Le scuole e le attività non essenziali sono chiuse. In vigore restrizioni della mobilità molto severe per i cittadini anziani; dal 1 giugno è però concesso anche agli ultrasettantenni (fino a quella data impossibilitati ad uscire se non per spese alimentari e visite mediche) di svolgere attività all’aperto tre volte a settimana per mezz’ora. Le autorità invitano la popolazione a seguire alcune norme di prevenzione come il lavaggio frequente delle mani con acqua e sapone evitando di toccarsi occhi, naso e bocca, l’adozione di corrette pratiche igieniche e il mantenimento della distanza sociale. Si consiglia chiunque accusi sintomi (alterazione della temperatura, episodi di tosse o dispnea) a rivolgersi immediatamente a un medico. Aggiornamenti ufficiali: Sito del ministero della salute colombiano >
  • Il progetto sostegno a distanza implementato da Fundación Cluny, partner di AVSI nel paese: le attività nelle scuole sono sospese. I bambini costretti a casa ricevono le lezioni a distanza. Possono uscire per giocare all'aperto tre volte alla settimana per 30 minuti, rispettando le misure di distanziamento sociale.

Ecuador (aggiornamento 06.05.2020)

  • In sintesi: è fra i Paesi non solo dell'America Latina, ma in percentuale anche del mondo maggiormente colpito dalla pandemia. Circa due terzi delle vittime sono concentrati nella provincia di Guayas, il cui capoluogo Guayaquil è fra le città più drammaticamente coinvolte dall'emergenza sanitaria.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 29 febbraio 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio del Ministero della Salute (SPA) > .
  • Normativa in vigore: l'Ecuador ha decretato lo stato di emergenza. Il 4 maggio il governo nazionale ha indicato che inizia la fase 2: le province vengono classificate in base alla gravità dell'emergenza utilizzando i colori del semaforo e scegliendo così misure specifiche. I governi locali hanno scelto di mantenere tutte le province zona rossa e le restrizioni iniziali: coprifuoco dalle 14:00 alle 5:00, circolazione permessa solo una volta alla settimana sulla base del numero di targa e vige l'obbligo di indossare mascherine e guanti. L'attività commerciale rimane sospesa (alimentari e farmacie esclusi).
  • Aggiornamenti ufficiali: sito web dedicato all'emergenza coronavirusecuador.com > .
  • Misure adottate da AVSI nel paese: seguendo le linee guida governative, a partire dal 16 marzo lo staff lavora in smartworking ed è in fase di riorganizzazione il lavoro nelle comunità per la sicurezza del personale e dei beneficiari. Il team impiegato in attività di prima assistenza è dotato di dispositivi di protezione.
  • Attività di AVSI sul territorio: prosegue il progetto “ACTIVADOS – UNHCR”, in cui sono state introdotte o potenziate attività di prima assistenza come la consegna di kit alimentari e l'aiuto a persone senza casa. All'attività di informazione ai migranti venezuelani sulle procedure di accoglienza è stata aggiunta anche una parte di informazione sulle norme di prevenzione del contagio da COVID-19.
  • Il progetto sostegno a distanza: finora nessun caso di Coronavirus registrato; sono state introdotte nuove modalità di accompagnamento delle famiglie
    • nella provincia di Manabí: gli educatori usano gruppi WhatsApp o gli SMS per comunicare con le famiglie (o i leader delle comunità dove non ci sono collegamenti internet o telefonici). Dove possibile vengono inviati messaggi di sensibilizzazione che invitano le famiglie a stare in casa e video tutorial su come prevenire il contagio (ad esempio su come lavarsi le mani) e su come seguire le norme in vigore. Sono stati distribuiti pacchi alimentari alle famiglie più in difficoltà
    • a Quito lo staff lavora da casa. I consulenti familiari chiamano le famiglie ogni 3 - 4 giorni e le accompagnano a vivere questo momento, consigliando: come aiutare i bambini nei compiti (come entrare nelle piattaforme del Ministero dell'Educazione, come svolgere i compiti, come dialogare con gli insegnanti); le precauzioni da prendere in conformità con le misure delle autorità civili (nel caso in cui qualcuno in famiglia debba continuare ad andare al lavoro) e come gestire le relazioni familiari problematiche in questo momento dove tutti sono tenuti a vivere insieme. Gli educatori hanno creato un gruppo su Facebook per i ragazzi che hanno più di 12 anni. È stato registrato un caso di Coronavirus in uno dei quartieri in cui operiamo e l'allerta è aumentata anche perché, a causa dell'elevato consumo di acqua nelle case della città, l'acqua scarseggia ed è disponibile solo in alcune ore del giorno.
    • Le testimonianze: da Quito, video di Stefania Famlonga >

Haiti (aggiornamento 27.05.2020)

  • In sintesi: il Paese ha incominciato a porre un’effettiva attenzione al problema a partire dal 29 gennaio 2020 quando il Ministero della Salute ha iniziato a disporre di dispositivi di controllo negli aeroporti (termometri rilevatori di febbre a distanza) e ha domandato agli ospedali di equipaggiarsi per eventuale contagio. Il 13 marzo, la ministra della Salute e il direttore generale del Ministero della Salute di Haiti hanno presentato il piano nazionale di prevenzione e risposta al COVID-19. A partire dal 16 marzo, il paese ha sospeso tutti i voli in provenienza da Europa, Canada e America Latina; la frontiera terrestre con la Repubblica Dominicana è chiusa. Giovedì 19 marzo il presidente Jovenel Moise ha confermato due casi positivi nel paese ed è stato dichiarato lo stato di allerta. La popolazione è divisa a metà tra chi è consapevole dell’emergenza e segue le misure comportamentali consone e chi sottovaluta la situazione e non rispetta le indicazioni. I supermercati, le banche e i distributori di benzina sono sotto pressione.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 19 marzo 2020
  • I numeri del contagio: sito dedicato all'emergenza Coronavirus ad Haiti > .
  • Normativa in vigore:
    • tramite decreto presidenziale, dichiarato lo stato di crisi ed emergenza nazionale
    • sospesi i collegamenti con Europa, Canada e America Latina; la frontiera terrestre con la Repubblica Dominicana è chiusa fino a nuovo ordine. Restano attivi i collegamenti solo con gli USA
    • chiusura delle scuole di primo e secondo grado, delle università, delle attività industriali e dei luoghi di culto fino a nuovo ordine
    • uffici pubblici e relativo personale in servizio al 50% per favorire il distanziamento sociale
    • impegno a fornire equipaggiamento medico per il personale delle strutture sanitarie
    • le cliniche private hanno messo a disposizione dello stato i loro spazi di isolamento
      Aggiornamenti ufficiali: sito del ministero della Salute di Haiti (Fr) > .
  • Misure adottate da AVSI nel paese: gli uffici sono aperti. Lo staff è stato formato sulle misure di sicurezza e prevenzione; si lavora a rotazione (massimo 10 persone in ufficio) con obbligo di distanza di 1,5 metri e uso di mascherine; all’ingresso sono stati predisposti punti di lavaggio mani obbligatorio.
  • Attività di AVSI sul territorio:
    • a Port-au-Prince, nel quartiere Martissant, in collaborazione con il Ministero della Salute e la protezione civile sono stati costituiti 5 "comitati di protezione", composti da 15 organizzazioni della società civile formate sui temi di prevenzione del COVID-19 e child protection. L'iniziativa è parte del progetto sostenuto da UNICEF proprio per la protezione dei bambini
    • nelle regioni del Nord-Ovest e Artibonite 1500 bambini hanno ricevuto multivitaminici nell'ambito del progetto "approccio integrato alla sicurezza nutrizionale" finanziato dall'Unione europea e 3642 persone hanno ricevuto voucher alimentari previsti dal progetto finanziato dalla Commissione Europea per l’Assistenza Umanitaria (ECHO) seguendo le disposizioni di prevenzione (stazioni di lavaggio mani, misurazione della temperatura) e cogliendo l'occasione per sensibilizzare le persone sulle norme igienico-sanitarie da seguire
    • tutte le attività proseguono secondo la normativa e le restrizioni in atto, sono sospese le attività che prevedono assembramento di persone. Ad esempio sono sospesi i corsi di formazione finanziati da ILO (organizzazione internazionale del lavoro) ma continuiamo a mantere i contatti con i giovani coinvolti.
    • riconversione delle attività di sensibilizzazione generiche in iniziative di sensibilizzazione su igiene e prevenzione specifiche, in piccoli gruppi, con materiali conformi e approvati
    • riconversione della strategia di tutti i progetti che lo consentono per il raggiungimento degli stessi obiettivi, con attività a ridotta partecipazione numerica dei beneficiari
    • nuova strategia di gestione delle distribuzioni per i progetti di cash transfer
    • inviata al Ministero della Salute Pubblica richiesta di validazione dello status di “prestatori di servizi di prima necessità” per le attività di presa in carico malnutrizione
    • progetti agricoli in fase di valutazione per una nuova strategia di azione.
  • Il progetto sostegno a distanza: le attività nelle scuole (chiuse) sono sospese, ma continuano le visite a domicilio delle famiglie e il doposcuola in piccoli gruppi. Sono organizzate iniziative di sensibilizzazione.
  • Le testimonianze:​

Messico (aggiornamento 10.07.2020)

  • In sintesi: fin dall’inizio della pandemia il governo ha annunciato che avrebbe monitorato la diffusione del COVID-19 usando il “metodo sentinella” testando solo su un campione di abitanti sintomatici. Secondo questo metodo, il numero dei contagi si otterrebbe moltiplicando per 8 il numero dei confermati. Il 23 aprile è stato annunciato l’inizio della fase 3 (contagio comunitario).

    Il 13 maggio il governo ha presentato un sistema “a semaforo”, secondo cui la riapertura seguirà 4 tappe (rosso, arancione, giallo e verde). Nonostante i contagi continuino ad aumentare, il paese si sta muovendo verso una "nuova normalità".

  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 28 febbraio 2020
  • I numeri del contagio: pubblicazione dei comunicati della direzione generale di epidemiologia >
  • Normativa in vigore: metà del paese è "zona arancione". Le attività non essenziali possono riprendere con il 30% del personale, riaprono i luoghi pubblici con ingressi contingentati. Per ora la riapertura delle scuole è prevista per il 10 agosto: si inizierebbe con tre settimane per chiudere l’anno scolastico in corso (con presenza alternata degli alunni in classe, secondo la lettera con cui inizia il loro cognome) e quattro settimane di recupero per coloro che non hanno potuto seguire i programmi online durante la quarantena.
  • Aggiornamenti ufficiali: sezione dedicata al Coronavirus sul sito del governo (SPA) > .
  • Misure adottate da AVSI nel paese: gli uffici sono chiusi dal 23 marzo; il personale lavora in smartworking.
  • Attività di AVSI sul territorio:
    • Progetto POLO (sostenuto dall'Unione europea): riallocato il 5% del budget dell’anno per attività di risposta alla contingenza;
      • Censimento delle esigenze di 120 organizzazioni della società civile coinvolte nel progetto negli stati di Guererro, Oaxaca e Puebla;
      • Programma di 15 seminari virtuali di sensibilizzazione, rafforzamento, resilienza, sostegno educativo, scambio di esperienze e buone pratiche sanitarie (per rispondere all'emergenza COVID 19) rivolti alle organizzazioni e istituzioni delle aree del progetto e le istituzioni europee
      • Promossi e supportati centri di sostegno educativo virtuale gestiti da 20 organizzazioni locali, selezionate tramite un bando per seguire 340 bambini e adolescenti.
    • Progetto Inclusión digna (sostenuto dall'Unione europea) - riallocato il 5% del budget dell’anno per attività di risposta alla contingenza.
      • Censimento delle esigenze dei quattro centri di accoglienza (2 nello stato di Oaxaca e 2 in quello di Jalisco) per far fronte alla pandemia di COVID-19 e distibuzione di pacchi viveri e kit igienici.
      • mappatura delle famiglie di migranti con minori (nell'area di intervento dei centri di accoglienza), di persone alle quali è già stato riconosciuto lo status di rifugiati e hanno iniziato la fase di integrazione, ma hanno perso il lavoro a causa della pandemia. Per le più vulnerabili si prevedono azioni specifiche: pacchi viveri, aiuto agli studenti nelle didattica a distanza
      • Aiuto per la messa a punto di un piano di continuità post emergenza per i centri di accoglienza
    • Progetto Fortalecimiento educativo (sostenuto da Enel Cuore): sostegno educativo agli studenti delle scuole coinvolte
  • Il progetto sostegno a distanza: dal 23 marzo sono sospese tutte le attività che prevedono un contatto ravvicinato con i bambini e le famiglie per prevenire il rischio di contagio. Con i partner Crecemos e Centro de Solidaridad Juvenil A.C. è stato organizzato un servizio di aiuto nella didattica a distanza. A Campeche sono stati distribuiti pacchi viveri alle famiglie dei ragazzi sostenuti a distanza.
  • Le testimonianze:

Repubblica Dominicana (aggiornamento 08.06.2020)

  • In sintesi: il Paese ha incominciato a porre un’effettiva attenzione al problema a partire da lunedì 16 marzo. Seppure nelle settimane precedenti ci siano state alcune segnalazioni di pazienti positivi (primo marzo primo caso accertato), solo dopo la tornata elettorale per le amministrative (domenica 15 marzo) si è deciso di comunicare dei dati ufficiali. La "fase 1" (fino al 3 giugno) è stata caratterizzata dalla chiusura totale del Paese, dal blocco di tutte le attività commerciali e lavorative non essenziali, dalla chiusura di tutte le scuole e università, ed è stata regolamentata da un decreto presidenziale che ha previsto un coprifuoco dalle 17:00 alle 6:00 del giorno successivo. Le indicazioni delle autorità sulle misure di sicurezza da prendere da parte della popolazione e le politiche sociali a sostegno della stessa si sono declinate in due forme “Quedate en casa” (Rimani a casa) per chi - con smartworking o temporanea sospensione lavorativa - può mantenere un'occupazione e “FASE” (Fondo di Assistenza Solidario). per le popolazioni vulnerabili e bisognose di assistenza. Le autorità sanitarie del Paese parlano di una riduzione dei tassi percentuali quotidiani di contagio e di decessi ma i dati commentati pubblicamente non risultano aver avuto dei sostanziali cambiamenti rispetto ai quelli forniti durante le prime settimane dell’epidemia e per i 2 mesi successivi. Nei bollettini quotidiani si può notare costantemente il numero limitatissimo di tamponi quotidiani effettuati (circa 1000) ed un numero medio quotidiano di nuovi contagi che è di 250-300 unità.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 1 marzo 2020
  • I numeri del contagio: sito del ministero della Salute, direzione generale di epidemiologia (SPA) > .
  • Normativa in vigore: a metà maggio le autorità dominicane hanno annunciato il cosiddetto piano di “Descalada economica”. Si tratta di un piano a tappe che dovrebbe ricondurre la vita della popolazione ad una graduale “normalità’”:
    • La fase 2 è cominciata mercoledì 3 giugno e consiste nella riapertura delle attività economiche “per dimensioni”: le microimprese che hanno fino a 10 impiegati possono riaprire totalmente. Le piccole imprese con 50 dipendenti possono riaprire con il 75% delle risorse umane. Le grandi imprese (più di 50 impiegati) con il 50% del personale. Ricominciano dal 3 giugno le corse dei trasporti pubblici urbani e interurbani con l’utilizzo limitato del 60% dei posti disponibili. Riaprono i centri commerciali ma restano chiuse le attività di ristorazione, gioco e intrattenimento. Saranno riaperte le chiese (solo di domenica) con distanziamento sociale di 2 metri. Resta inalterato il coprifuoco (dalle 19:00 alle 6:00).

    • La fase 3 comincerà il 17 giugno. In questa fase la misura di alleggerimento più importante riguarderà’ i culti religiosi che si potranno praticare 3 volte a settimana e il fatto che le imprese medie potranno incorporare tutto il personale e le grandi fino al 75% delle risorse umane. SI parla del fatto che in corrispondenza della fase 3 potrebbe essere rimosso il coprifuoco ma questa misura non è stata ancora ufficializzata.

    • La fase 4 dovrebbe cominciare il 1° luglio con la totale riapertura di tutte le attività commerciali.

    • Restano obbligatorie due misure di sicurezza e prevenzione: utilizzo delle mascherine e distanziamento sociale a 1,5 metri.

  • Misure adottate da AVSI nel paese: gli uffici sono chiusi, il personale è stato formato sulle misure di sicurezza e prevenzione e lavora in smartworking.
  • Attività di AVSI sul territorio: le attività di aiuto ai migranti haitiani alla frontiera proseguono secondo la normativa e le restrizioni in atto; rimodellando alcune attività di progetto per sostenere i beneficiari colpiti dalle misure restrittive causate dal COVID-19. In accordo con l'Unione europea, parte del budget è stato destinato ad attività di prevenzione (formazione, diffusione di messaggi di sensibilizzazione)

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