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6 Settembre Set 2020 1619 06 settembre 2020

L'emergenza COVID-19 in America Latina e America Centrale

Aggiornamenti sulle attività di AVSI e l'evoluzione della pandemia in Argentina, Brasile, Ecuador, Haiti, Messico e Perù

Scorri la pagina verso il basso per consultare gli aggiornamenti (i paesi sono in ordine alfabetico)

Argentina (aggiornamento 09.09.2020)

  • In sintesi: dopo la conferma dei primi casi il paese ha imposto immediatamente l’isolamento "sociale preventivo e obbligatorio”. La maggior parte dei casi, tuttora in aumento, sono stati registrati nella Provincia di Buenos Aires. Altri focolai si registrano nelle province di Chaco, Rio Negro e Córdoba. La grave situazione economica ha portato al default tecnico del paese il 22 maggio.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 3 marzo 2020
  • I numeri del contagio: report quotidiani del Ministero della Salute argentino (SPA) > .
  • Normativa in vigore: il 15 marzo il presidente Alberto Fernández ha decretato la chiusura totale delle frontiere in entrata, chiusura delle scuole, cancellazione di tutti gli eventi pubblici e privati, chiusura degli uffici pubblici, congedo per i lavoratori di età superiore ai 60 anni, incoraggiamento allo smartworking per tutti i lavoratori. Dal 20 marzo, è stato imposto un severo lockdown in tutto il paese. Solo a fine aprile sono stati riavviati alcuni settori, come l'export, i servizi e la filiera alimentare. Da maggio i governi provinciali hanno ricevuto maggiore autonomia e preso provvedimenti specifici nella gestione della crisi a livello locale. A settembre l'Argentina é entrata al 10° posto per contagi e la situazione è in continuo peggioramento. Le misure restrittive adottate rapidamente dal governo nazionale sono state accompagnate da ammortizzatori sociali per più di 3 milioni di lavoratori informali, lavoratrici domestiche e autonomi in regime minimo, con un contributo straordinario di 140 euro mensili. Aggiornamenti ufficiali: Gazzetta ufficiale (Spa) > .
  • Misure adottate da ACDI, socio fondatore di AVSI nel paese: le sedi sono chiuse, il personale lavora in smartworking.
  • Attività di ACDI sul territorio:
    • proseguono i progetti e, dove possibile, le attività vengono svolte online mentre sono sospese tutte le attività che implicano la circolazione del personale e dei destinatari
    • assistenza tecnica e distribuzione per la semina invernale in zone rurali
    • informazione e supporto online e telefonico in relazione al COVID-19 per le popolazioni vulnerabili destinatarie dei progetti.
  • Il progetto sostegno a distanza: le scuole con cui collabora ACDI hanno ripreso le loro attività mediante la didattica on line e continuano a provvedere il servizio mensa, riorganizzandone il funzionamento. L’emergenza alimentare dichiarata in Argentina a fine 2019 risulta, infatti, uno dei fattori più preoccupanti per la pandemia, visto l’alto tasso di minori colpiti da malnutrizione. Il personale scolastico e amministrativo continua a lavorare contribuendo all’organizzazione familiare, all’informazione generale e all’accompagnamento educativo dei minori che restano in quarantena.

Brasile (aggiornamento 07.05.2020)

  • In sintesi: i casi continuano a crescere è uno dei Paesi epicentro della pandemia, qui si registrano oltre il 50% dei nuovi casi a livello globale.
    Il paese ha decretato lo stato di emergenza il 20 marzo e sono in atto misure restrittive precauzionali. Nelle ultime settimane, c'è stato un aumento esponenziale del numero di casi confermati di COVID-19 e del numero di decessi e si sospetta una sottovalutazione dell’espandersi della malattia, sospetto confermato da un aumento fino a cinque volte dei decessi per malattie respiratorie acute. Con il passare del tempo è anche chiaro come la malattia si stia diffondendo soprattutto e più velocemente tra le popolazioni indigene e nelle zone più povere. Il governo federale ha deliberato delle misure economiche per ridurre il rischio di disoccupazione: l’emergenza potrebbe portare a 8 milioni di disoccupati in più, oltre agli attuali 12 milioni e sta adottando misure di risparmio sul bilancio per destinare aiuti agli stati. Lo Stato e i governi municipali continuano ad espandere la rete sanitaria, con l'adattamento degli ospedali pubblici, la richiesta di posti agli ospedali privati, la costruzione di nuove strutture e un programma per assumere e inviare medici e infermieri nelle zone più colpite, dove mancano operatori sanitari. È stato inoltre necessario rafforzare il sistema funerario, ampliando i cimiteri per soddisfare l'attuale esigenza.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 5 Marzo 2020
  • I numeri del contagio: sito del Ministero della Salute (portoghese) > .
  • Normativa in vigore: ogni governatore ha applicato misure di contenimento come la chiusura delle frontiere terrestri e la riduzione di voli, la chiusura di scuole e attività commerciali non essenziali, sospensione degli eventi pubblici e mobilità limitata. Alcune industrie hanno sospeso le attività. Le persone sono incoraggiate a lavorare in smartworking e a rimanere nelle proprie residenze.

    Negli stati in cui la situazione è più critica, come San Paolo e Manaus, si stanno attuando misure più severe. Da inizio maggio la misura del “lockdown” ha iniziato ad essere applicata in alcuni comuni con obbligo di mascherine e distanziamento sociale.

  • Misure adottate da AVSI nel paese: le sedi amministrative di Salvador, Belo Horizonte e Rio de Janeiro rimangono aperte e operative per garantire le attività di carattere gestionale e amministrativo. Quasi tutti i progetti hanno sospeso le attività sul campo, seguendo le indicazioni dei partner e finanziatori. È stato creato un Comitato di Emergenza COVID-19 che monitora la crisi e delibera le azioni di prevenzione necessarie per i collaboratori, accompagna i partner e finanziatori e garantisce la sostenibilità economica. Negli uffici vengono adottate le misure igienico-sanitarie necessarie. Dal 1° maggio in AVSI Brasil è iniziata la misura di riduzione dell’orario e dello stipendio per la maggior parte dei membri del management e della struttura, nonché la sospensione del contratto di alcuni dipendenti che non possono svolgere il loro lavoro in smart working. La sospensione del contratto segue direttive del governo che garantisce un sussidio economico a fronte del mantenimento dei posti di lavoro nella fase post emergenza per un periodo equivalente alla durata della sospensione del contratto.
  • Attività di AVSI sul territorio:
    • continuano le attività in otto centri di accoglienza e per la protezione dei rifugiati e dei migranti in collaborazione con UNHCR e attività di protezione e assistenza di bambini in partenariato con UNICEF
    • distribuzione di pacchi alimentari e kit igiene per famiglie della comunità di Alagados, in Salvador Bahia e altre iniziative distribuzione di alimenti in collaborazione col Gruppo FCA
    • produzione di maschere di protezione con il gruppo ENEL e si sta avviando un'altra iniziativa di produzione di maschere nei carceri APAC, nell'ambito di un progetto in essere finanziato dall’Unione Europea
    • La maggior parte delle attività sono sospese tranne quelle che non richiedono la presenza fisica dei beneficiari.
  • Le testimonianze:

Colombia (aggiornamento 16.09.2020)

  • In sintesi: il paese sudamericano è entrato dal 25 marzo scorso in un isolamento obbligatorio ordinato per contenere la diffusione da Covid-19. La quarantena è terminata il 1 settembre, è in corso un isolamento selettivo con restrizioni di movimento più contenute. L’economia colombiana è stata duramente colpita dal lockdown che ha causato una semi-paralisi dell’attività produttiva, alla quale si è aggiunto il calo dei prezzi internazionali, causando minori entrate delle esportazioni e delle royalties della principale fonte di reddito del paese, il petrolio. Un’altra delle terribili conseguenze della pandemia e della quarantena è stato l’aumento della disoccupazione.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 6 marzo 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio dell'organizzazione mondiale della sanità >
  • Normativa in vigore: dopo il primo caso accertato di paziente positivo al Coronavirus (6 marzo 2020), le autorità hanno istituito il lockdown in tutto il paese e la chiusura di tutti i voli internazionali da e per la Colombia. Il 1 settembre il Presidente Duque ha decretato la fine della quarantena, sottolineando che in questa nuova fase della pandemia prevarrà la responsabilità individuale dei cittadini. Duque ha spiegato che è il momento di provare a riattivare l'economia, ma senza trascurare la lotta al virus: rimangono perciò chiusi casinò, teatri, cinema, parchi a tema, concerti, bar, piscine e chiese. Se possibile si raccomanda il ricorso allo smartworking,. L’aumento del numero di posti disponibili in terapia intensiva (passati da 5.746 a quasi 9.800) consente un buon margine di manovra per il paese. Dalla prima settimana di settembre, nell'aeroporto El Dorado di Bogotà sono ripresi i voli nazionali, mentre non sono ancora stati aperti i voli internazionali, fatta eccezione per quelli di natura umanitaria. Le scuole pubbliche in ottobre torneranno gradualmente alle lezioni in presenza, mentre le scuole private decideranno se riaprire o terminare l'anno scolastico a distanza. Le autorità continuano a raccomandare il lavaggio frequente delle mani con acqua e sapone evitando di toccarsi occhi, naso e bocca, l’adozione di corrette pratiche igieniche e il mantenimento della distanza sociale. Si consiglia chiunque accusi sintomi (alterazione della temperatura, episodi di tosse o dispnea) di rivolgersi immediatamente a un medico. Aggiornamenti ufficiali: Sito del ministero della salute colombiano >
  • Il progetto sostegno a distanza implementato da Fundación Cluny, partner di AVSI nel paese: dal 16 marzo, giorno della chiusura delle scuole nel paese, al Centro San Riccardo Pampuri le lezioni si svolgono a distanza. Il fatto che in questa scuola gli alunni imparino presto a lavorare con internet ha certamente favorito la comunicazione degli ultimi mesi. Tuttavia, all’inizio del lockdown, le difficoltà legate alla mancanza di strumenti di connessione nelle loro case sono state numerose e quasi tutti i genitori hanno dovuto rivolgersi a conoscenti e amici per procurarsi un tablet o un pc in modo che i figli potessero assistere alle lezioni. Chi non ha ancora un pc o un tablet usa WhatsApp per ricevere e inviare compiti. Le lezioni si svolgono dalle 8:30 alle 10:00 e dalle 10:30 fino alle 12:00, ora del pranzo. Riprendono dalle 13:30 fino alle 14:45 per i bambini delle elementari e fino alle 15:30 per gli alunni delle medie. In questi mesi sono stati registrati progressi soprattutto nei bambini che in classe avevano più difficoltà di concentrazione o non erano molto partecipi: adesso la maggior parte di loro si collega con entusiasmo addirittura mezz'ora prima dell’inizio delle lezioni. Gli insegnanti, da parte loro, cercano di essere creativi e di utilizzare programmi interattivi che motivino i bambini e li tengano aggiornati in ogni materia. Continua l’invio regolare di circolari informative ai genitori e la sensibilizzazione sulle misure igieniche da adottare più regolarmente, come il lavaggio delle mani, la pulizia e la disinfezione di spazi e mobili.

Ecuador (aggiornamento 04.09.2020)

  • In sintesi: il paese, che ha ormai raggiunto la soglia dei 100.000 contagi (dati del 03.09.2020), registra casi positivi in tutte le 24 province. Quito, con 21.739 casi confermati, è la città con il maggior numero di contagi nel Paese, seguita da Guayaquil con 12.825. La sospensione della giornata lavorativa, la riduzione dei turni di lavoro e il licenziamento di molti lavoratori a causa del lockdown ha causato gravi danni all’economia che negli ultimi mesi le autorità stanno cercando di rilanciare.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 29 febbraio 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio del Ministero della Salute (SPA) > .
  • Normativa in vigore: dopo la fase di emergenza decretata per l'intero paese, dal 4 maggio il governo nazionale ha avviato l'inizio della fase 2 in base alla quale le province vengono classificate secondo la gravità dell'emergenza utilizzando i colori del semaforo e scegliendo così misure specifiche. I governi locali hanno scelto di mantenere tutte le province zona rossa e le restrizioni iniziali: coprifuoco dalle 14:00 alle 5:00, circolazione permessa solo una volta alla settimana sulla base del numero di targa e obbligo di indossare mascherine e guanti. L'attività commerciale rimane sospesa (alimentari e farmacie esclusi). Dal 13 settembre il paese entrerà nella fase “Mi prendo cura di me”, che determinerà la fine dello stato di emergenza e del coprifuoco sia per le persone che per i mezzi di trasporto. Il passaggio a questa nuova fase sta generando numerose critiche ma anche molte aspettative da parte dei diversi settori economici che sperano in un rilancio della produzione. I comuni saranno responsabili delle norme per la circolazione dei veicoli, le riaperture delle attività commerciali, la riapertura in sicurezza delle terme, le ordinanze relative al rispetto delle misure di contenimento del contagio come l'uso delle mascherine.
  • Aggiornamenti ufficiali: sito web dedicato all'emergenza coronavirusecuador.com > .
  • Misure adottate da AVSI nel paese: dove possibile lo staff lavora in smartworking. Il personale sul campo è impegnato in attività diversificate: distribuzione di pacchi alimentari, aiuti sanitari, coordinamento delle imprese..
  • Attività di AVSI sul territorio: prosegue il progetto “ACTIVADOS – UNHCR”, in cui sono state introdotte o potenziate attività di prima assistenza come la distribuzione di generi alimentari, kit sanitari, abbigliamento, il miglioramento delle condizioni abitative, un sostegno finanziario per il pagamento del canone di locazione, la riattivazione di microimprese e la promozione dei mezzi di sussistenza e deferimento dei casi a varie organizzazioni per coprire i bisogni di base. L'80% di tutte le attività sono a favore di migranti e rifugiati venezuelani, il 20% di ecuadoriani.
  • Il progetto sostegno a distanza: al 30 agosto sono stati registrati numerosi casi di COVID-19 e alcuni decessi; sono state introdotte nuove modalità di accompagnamento (anche a distanza) delle famiglie, nessuna famiglia e nessun bambino è stato lasciato solo
    • nella provincia di Manabí: gli educatori utilizzano telefonate, gruppi WhatsApp o SMS per comunicare con circa il 50% delle famiglie. I nuclei familiari non raggiungibili tramite telefono o social vengono seguiti mediante visite domiciliari nel pieno rispetto di tutte le misure di sicurezza. Dove possibile vengono inviati messaggi di sensibilizzazione che invitano le famiglie a stare in casa e video tutorial su come prevenire il contagio (ad esempio su come lavarsi le mani) e su come seguire le norme in vigore. Sono stati distribuiti pacchi alimentari alle famiglie più in difficoltà e sono state sostenute alcune imprese. Dal 1 giugno, con molte incertezze e difficoltà è iniziato l'anno scolastico e gli educatori stanno accompagnando i bambini nello svolgimento dei compiti. Finora si è verificato un decesso (la mamma di un bambino del sostegno) e circa 30 persone sono risultate positive
    • a Quito lo staff lavora da casa. I consulenti familiari contattano le famiglie ogni 3 - 4 giorni e le accompagnano a vivere questa realtà, sostenendole e consigliandole soprattutto su come gestire le relazioni familiari problematiche di questo momento in cui tutti sono tenuti a vivere insieme e su come affrontare il grave problema della disoccupazione. Il 100% delle famiglie è raggiungibile tramite chiamate o Whatsapp, quelle più in difficoltà sono state sostenute con distribuzione di pacchi alimentari. Su Facebook live sono stati svolti momenti formativi e motivazionali sul tema del lavoro e durante il mese di agosto si è tenuta una colonia virtuale per giovani e bambini del sostegno a distanza. Anche in questa provincia, dal 2 settembre, è iniziato l'anno scolastico fra mille incertezze e difficoltà. Finora si sono verificati 4 decessi (parenti di bambini del sostegno a distanza) e circa 25 persone sono risultate positive.
    • Le testimonianze: da Quito, video di Stefania Famlonga >

Haiti (aggiornamento 28.09.2020)

  • In sintesi: il 29 gennaio 2020 il Ministero della Salute ha iniziato a disporre di dispositivi di controllo negli aeroporti (termometri rilevatori di febbre a distanza) e ha domandato agli ospedali di equipaggiarsi per eventuale contagio. Il 13 marzo è stato presentato il piano nazionale di prevenzione e risposta al COVID-19. Giovedì 19 marzo il presidente Jovenel Moise ha confermato due casi positivi nel paese ed è stato dichiarato lo stato di allerta. A più di sei mesi dal primo caso registrato la popolazione è divisa tra chi è consapevole dell’emergenza e segue le misure di prevenzione e chi sottovaluta la situazione e non rispetta le indicazioni. Le scuole hanno riaperto ad agosto. La pandemia ha causato una considerevole perdita di posti di lavoro e ha aggravato l'insicurezza alimentare delle persone più vulnerabili.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 19 marzo 2020
  • I numeri del contagio: sito dedicato all'emergenza Coronavirus ad Haiti > .
  • Normativa in vigore: sito del ministero della Salute di Haiti (Fr) > .
  • Misure adottate da AVSI nel paese: gli uffici sono aperti. Lo staff è stato formato sulle misure di sicurezza e prevenzione; si lavora a rotazione (massimo 10 persone in ufficio) con obbligo di distanza di 1,5 metri e uso di mascherine; all’ingresso sono stati predisposti punti di lavaggio mani obbligatorio.
  • Attività di AVSI sul territorio:
    • a Port-au-Prince, nel quartiere Martissant, in collaborazione con il Ministero della Salute e la protezione civile sono stati costituiti 5 "comitati di protezione", composti da 15 organizzazioni della società civile formate sui temi di prevenzione del COVID-19 e child protection. L'iniziativa è parte del progetto sostenuto da UNICEF proprio per la protezione dei bambini;
    • nelle regioni del Nord-Ovest e Artibonite 1500 bambini hanno ricevuto multivitaminici nell'ambito del progetto "approccio integrato alla sicurezza nutrizionale" finanziato dall'Unione europea e 3642 persone hanno ricevuto voucher alimentari previsti dal progetto finanziato dalla Commissione Europea per l’Assistenza Umanitaria (ECHO) seguendo le disposizioni di prevenzione (stazioni di lavaggio mani, misurazione della temperatura) e cogliendo l'occasione per sensibilizzare le persone sulle norme igienico-sanitarie da seguire;
    • tutte le attività proseguono secondo la normativa e le restrizioni in atto, sono sospese le attività che prevedono assembramento di persone.
    • riconversione delle attività di sensibilizzazione generiche in iniziative di sensibilizzazione su igiene e prevenzione specifiche, in piccoli gruppi, con materiali conformi e approvati
    • riconversione della strategia di tutti i progetti che lo consentono per il raggiungimento degli stessi obiettivi, con attività a ridotta partecipazione numerica dei beneficiari
    • nuova strategia di gestione delle distribuzioni per i progetti di cash transfer
  • Il progetto sostegno a distanza: le attività nelle scuole sono riprese ad agosto; per tutto il lockdown sono proseguite le visite a domicilio delle famiglie e il doposcuola in piccoli gruppi. Sono state organizzate iniziative di sensibilizzazione.
  • Le testimonianze:​

Messico (aggiornamento 03.09.2020)

  • In sintesi: fin dall’inizio della pandemia il governo ha annunciato che avrebbe monitorato la diffusione del COVID-19 usando il “metodo sentinella” testando solo su un campione di abitanti sintomatici. Secondo questo metodo, il numero dei contagi si otterrebbe moltiplicando per 8 il numero dei confermati. Il 23 aprile è stato annunciato l’inizio della fase 3 (contagio comunitario).

    Il 13 maggio il governo ha presentato un sistema “a semaforo”, secondo cui la riapertura segue 4 tappe (rosso, arancione, giallo e verde) ogni stato decide, sulla base di dati epidemiologici (a cui corrisponde un colore del semaforo), quando e quali attività potranno essere consentite.

  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 28 febbraio 2020
  • I numeri del contagio: pubblicazione dei comunicati della direzione generale di epidemiologia >
  • Normativa in vigore: il paese si sta muovendo verso una "nuova normalità". Nonostante la riduzione dei contagi nell'ultima settimana di agosto sia stata del 12%, 1 stato rimane in rosso, 21 stati sono in fase arancione, e 10 in giallo: tutte le attività lavorative sono consentite, nel pieno rispetto delle regole e prestando attenzione alle persone a più alto rischio di contagio. Molti spazi pubblici sono regolarmente aperti, alcuni rimangono aperti ma con capacità ridotta. L'anno scolastico 2020-2021 ha concluso la sua prima settimana scolastica (iniziata il 24 agosto 2020) ancora secondo la formula della didattica a distanza. Il governo federale ha firmato un accordo con le emittenti televisive nazionali affinché ragazze, ragazzi e adolescenti di tutto il paese abbiano accesso all'istruzione attraverso lezioni a distanza in un programma televisivo e online attraverso il programma “Aprende en Casa II”. Inoltre, studenti e insegnanti rimangono in costante contatto via telefono o social network e i ragazzi sono tenuti a scaricare materiali didattici attraverso le piattaforme SEP e a inviare compiti tramite e-mail o WhatsApp che gli insegnanti riconsegneranno corretti. Tuttavia, in Messico solo il 44,3% delle famiglie possiede un computer e il 56,4% una connessione a Internet. Secondo il ministero dell'Istruzione, le lezioni in presenza saranno possibili solo "quando il semaforo epidemiologico sarà verde".
  • Aggiornamenti ufficiali: sezione dedicata al Coronavirus sul sito del governo (SPA) > .
  • Misure adottate da AVSI nel paese: gli uffici sono chiusi dal 23 marzo; il personale lavora in smartworking.
  • Attività di AVSI sul territorio:
    • Progetto POLO (sostenuto dall'Unione europea): riallocato il 5% del budget dell’anno per attività di risposta alla contingenza;
      • Censimento delle esigenze di 120 organizzazioni della società civile coinvolte nel progetto negli stati di Guererro, Oaxaca e Puebla;
      • Programmati 15 seminari virtuali di sensibilizzazione, rafforzamento, resilienza, sostegno educativo, scambio di esperienze e buone pratiche sanitarie (per rispondere all'emergenza COVID 19) rivolti alle organizzazioni e istituzioni delle aree del progetto
      • Promossi e supportati centri di sostegno educativo virtuale gestiti da 7 organizzazioni locali, selezionate tramite un bando che seguiranno per tre mesi 340 bambini e adolescenti.
    • Progetto Inclusión digna (sostenuto dall'Unione europea) - riallocato il 5% del budget dell’anno per attività di risposta alla contingenza.
      • Censimento delle esigenze dei quattro centri di accoglienza (2 nello stato di Oaxaca e 2 in quello di Jalisco) per far fronte alla pandemia di COVID-19 e distibuzione di pacchi viveri e kit igienici.
      • mappatura delle famiglie di migranti con minori (nell'area di intervento dei centri di accoglienza), di persone alle quali è già stato riconosciuto lo status di rifugiati e hanno iniziato la fase di integrazione ma hanno perso il lavoro a causa della pandemia. Per le più vulnerabili si prevedono azioni specifiche: pacchi viveri, aiuto agli studenti nelle didattica a distanza
      • Aiuto per la messa a punto di un piano di continuità post emergenza per i centri di accoglienza
    • Progetto Fortalecimiento educativo (sostenuto da Enel Cuore): sostegno educativo agli studenti delle scuole coinvolte. Si svolgono lezioni online a distanza; i bambini che non riescono a connettersi o che non hanno un computer vengono seguiti tramite i gruppi di WhatsApp. Questi spazi virtuali sono anche il luogo per diffondere informazioni sulle misure di prevenzione e, soprattutto, per condividere dubbi, paure che provano i bambini. È stato realizzato un piano di attività estive pensato per continuare ad accompagnare l'educazione dei giovani. In progettazione un laboratorio scolastico per i genitori.
  • Il progetto sostegno a distanza: dal 23 marzo sono sospese tutte le attività che prevedono un contatto ravvicinato con i bambini e le famiglie per prevenire il rischio di contagio. Continua la collaborazione con i partner locali:
    • AVSI México effettua lezioni online per ragazzi e ragazze beneficiari e accompagnamento tramite gruppi di WhatsApp
    • con Crecemos sono in atto attività per garantire la didattica a distanza
    • insieme a Centro de Solidaridad Juvenil A.C. è stato attuato un servizio di distribuzione di pacchi alimentari alle famiglie dei bambini sostenuti a distanza..
  • Le testimonianze:

Repubblica Dominicana (aggiornamento 08.06.2020)

  • In sintesi: il Paese ha incominciato a porre un’effettiva attenzione al problema a partire da lunedì 16 marzo. Seppure nelle settimane precedenti ci siano state alcune segnalazioni di pazienti positivi (primo marzo primo caso accertato), solo dopo la tornata elettorale per le amministrative (domenica 15 marzo) si è deciso di comunicare dei dati ufficiali. La "fase 1" (fino al 3 giugno) è stata caratterizzata dalla chiusura totale del Paese, dal blocco di tutte le attività commerciali e lavorative non essenziali, dalla chiusura di tutte le scuole e università, ed è stata regolamentata da un decreto presidenziale che ha previsto un coprifuoco dalle 17:00 alle 6:00 del giorno successivo. Le indicazioni delle autorità sulle misure di sicurezza da prendere da parte della popolazione e le politiche sociali a sostegno della stessa si sono declinate in due forme “Quedate en casa” (Rimani a casa) per chi - con smartworking o temporanea sospensione lavorativa - può mantenere un'occupazione e “FASE” (Fondo di Assistenza Solidario). per le popolazioni vulnerabili e bisognose di assistenza. Le autorità sanitarie del Paese parlano di una riduzione dei tassi percentuali quotidiani di contagio e di decessi ma i dati commentati pubblicamente non risultano aver avuto dei sostanziali cambiamenti rispetto ai quelli forniti durante le prime settimane dell’epidemia e per i 2 mesi successivi. Nei bollettini quotidiani si può notare costantemente il numero limitatissimo di tamponi quotidiani effettuati (circa 1000) ed un numero medio quotidiano di nuovi contagi che è di 250-300 unità.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 1 marzo 2020
  • I numeri del contagio: sito del ministero della Salute, direzione generale di epidemiologia (SPA) > .
  • Normativa in vigore: a metà maggio le autorità dominicane hanno annunciato il cosiddetto piano di “Descalada economica”. Si tratta di un piano a tappe che dovrebbe ricondurre la vita della popolazione ad una graduale “normalità’”:
    • La fase 2 è cominciata mercoledì 3 giugno e consiste nella riapertura delle attività economiche “per dimensioni”: le microimprese che hanno fino a 10 impiegati possono riaprire totalmente. Le piccole imprese con 50 dipendenti possono riaprire con il 75% delle risorse umane. Le grandi imprese (più di 50 impiegati) con il 50% del personale. Ricominciano dal 3 giugno le corse dei trasporti pubblici urbani e interurbani con l’utilizzo limitato del 60% dei posti disponibili. Riaprono i centri commerciali ma restano chiuse le attività di ristorazione, gioco e intrattenimento. Saranno riaperte le chiese (solo di domenica) con distanziamento sociale di 2 metri. Resta inalterato il coprifuoco (dalle 19:00 alle 6:00).

    • La fase 3 comincerà il 17 giugno. In questa fase la misura di alleggerimento più importante riguarderà’ i culti religiosi che si potranno praticare 3 volte a settimana e il fatto che le imprese medie potranno incorporare tutto il personale e le grandi fino al 75% delle risorse umane. SI parla del fatto che in corrispondenza della fase 3 potrebbe essere rimosso il coprifuoco ma questa misura non è stata ancora ufficializzata.

    • La fase 4 dovrebbe cominciare il 1° luglio con la totale riapertura di tutte le attività commerciali.

    • Restano obbligatorie due misure di sicurezza e prevenzione: utilizzo delle mascherine e distanziamento sociale a 1,5 metri.

  • Misure adottate da AVSI nel paese: gli uffici sono chiusi, il personale è stato formato sulle misure di sicurezza e prevenzione e lavora in smartworking.
  • Attività di AVSI sul territorio: le attività di aiuto ai migranti haitiani alla frontiera proseguono secondo la normativa e le restrizioni in atto; rimodellando alcune attività di progetto per sostenere i beneficiari colpiti dalle misure restrittive causate dal COVID-19. In accordo con l'Unione europea, parte del budget è stato destinato ad attività di prevenzione (formazione, diffusione di messaggi di sensibilizzazione)

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