Scorri la pagina verso il basso per consultare la mappa degli interventi di AVSI e seguire gli aggiornamenti dei paesi (organizzati per continente)

Nei paesi dove lavoriamo, monitoriamo costantemente l'evoluzione della pandemia del Coronavirus, consapevoli del rischio per le popolazioni che hanno accesso a sistemi sanitari precari, già afflitte da povertà, fame, conflitti.

Tutto lo staff, rispettando le normative di sicurezza nei paesi, è impegnato perché i nostri progetti non si interrompano, perché si trovino strade innovative (anche digitali) per non lasciare sole le comunità più vulnerabili.

I messaggi da scuole, volontari, donatori, sostenitori a distanza che ci chiedono quale sia la situazione in paesi lontani ci dimostrano ancora una volta il desiderio di rimanere solidali gli uni con gli altri, anche quando è il nostro paese tra i più vulnerabili oggi. Per questo condividiamo gli aggiornamenti dell'emergenza COVID-19 nei paesi in cui lavoriamo.

AFRICA

Burundi (aggiornamento 27.05.2020)

  • In sintesi: chiuse le frontiere, restrizioni sugli spostamenti interni e gli assembramenti, le attività continuano.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 31 marzo 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio dell'organizzazione mondiale della sanità >
  • Normativa in vigore: quarantena obbligatoria per tutti i viaggiatori in arrivo da paesi con casi di Coronavirus nelle strutture allestite appositamente dal governo; dal 23 marzo sospesi i voli internazionali. Divieto di assembramenti di più di 50 persone, rispetto delle distanze interpersonali (1 metro), lavaggio mani obbligatorio in tutti gli esercizi commerciali e gli uffici. Aggiornamenti ufficiali: sito del ministero della Salute del Burundi (FR) > .
  • Misure adottate da AVSI nel paese: le sedi sono aperte; si lavora a rotazione in ufficio con obbligo di distanza di 2 metri o in smartworking. Lo staff è stato formato sulle misure di sicurezza e prevenzione e ha ricevuto i dispositivi di protezione: riunioni di massimo 10 persone, uso dei veicoli consentito solo per non più di 2 persone alla volta, in sede massimo un visitatore alla volta (con guanti e mascherina).
  • Attività di AVSI sul territorio e il progetto sostegno a distanza: proseguono senza interruzioni, le scuole sono aperte. Attivata sensibilizzazione con piccoli gruppi di persone e seguendo le norme igienico-sanitarie.
  • Le testimonianze: Intervento di Riccardo Bevilacqua a Radio popolare, trasmissione Esteri, 21 aprile 2020 (dal minuto 11,50) >​

Camerun (aggiornamento 28.05.2020)

  • In sintesi: nell'Africa occidentale il paese è tra quelli con maggior numero di casi; nonostante le autorità sanitarie stiano mettendo in atto gli sforzi e le competenze per far fronte al Covid-19, non ci sono le condizioni per controllare il virus (mancano attrezzature e l'equipaggiamento di protezione per il personale sanitario) ed è impossibile impedire gli spostamenti della popolazione.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 14 febbraio 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio dell'organizzazione mondiale della sanità > .
  • Normativa in vigore: il governo ha attuato misure di prevenzione che sono gradualmente allentate: riaprono i mercati, i ristoranti e i bar; anche le scuole riaprono (dal 1 giugno) con massimo 25 alunni per classe e l'uso di mascherine. Rimangono chiuse le fronitere per i viaggiatori in arrivo (consentiti i voli commerciali con la compagnia Air France) Aggiornamenti ufficiali: sito della presidenza della Repubblica del Camerun > .
  • Misure adottate da AVSI nel paese: al momento le attività nel paese vengono gestite da partner locali, non è presente personale AVSI.
  • Attività di AVSI sul territorio: avviato il primo progetto nel paese per la sicurezza alimentare e idrica di un villaggio nel Nord del paese in collaborazione con due partner locali (Sail e Fondazione Betlemme). Il centro Edimar per i ragazzi di strada che sosteniamo prosegue le attività.

Costa d'Avorio (aggiornamento 13.05.2020)

  • In sintesi: fin dalla registrazione dei primi contagi il governo ha messo in atto le prime misure precauzionali. Nell'Africa occidentale il paese è tra quelli con maggior numero di casi. Il paese non sarebbe in grado di affrontare un'emergenza sanitaria, per questo sono in vigore forti misure restrittive che stanno innescando un'emergenza sociale e umanitaria che colpisce le comunità più vulnerabili.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 11 marzo 2020
  • I numeri del contagio: sito del Ministero della Salute e dell’Igiene Pubblica (FR) > .
  • Normativa in vigore: il paese ha dichiarato lo stato di emergenza, il lockdown iniziale si sta allentando ma rimangono in vigore misure di prevenzione soprattutto ad Abidjan, che rimane isolata (per lasciare la città è necessario ottenere un'autorizzazione) e con coprifuoco e obbligo di uso di mascherine. Qui le attività economiche sono ancora sospese, anche se le piccole attività informali non si sono mai fermate. E' stato implementato un sistema di tracciamento con geolocalizzazione e il governo ha previsto iniziative per alleviare l'impatto socio-economico della crisi. Nelle altre città riprendono le attività economiche ed è prevista la riapertura delle scuole dal 18 maggio.
  • Misure adottate da AVSI nel paese: gli uffici rimangono aperti e operativi. In ufficio vengono adottate tutte le misure igienico-sanitarie necessarie e il personale lavora in ufficio o in smartworking a rotazione. E' stato istituito un comitato interno per l'aggiornamento continuo con lo staff
  • Attività di AVSI sul territorio: AVSI partecipa al comitato nazionale di risposta al COVID-19 e sta sostenendo il Ministero dell’Educazione (MENET-FP) per permettere di continuare le lezioni a distanza anche ai bambini dei villaggi rurali. Per i bambini delle scuole primarie le lezioni vengono registrate e verranno diffuse via radio nell’ambito del programma “INTEGRATED SCHOOL FEEDING AND LITERACY PROGRAM” con il World Food Programme grazie ad un progetto finanziato da USDA (United States Department of Agriculture) e il McGovern Dole International Food for Education and Child Nutrition Program. Inoltre AVSI promuove il programma scolastico sviluppato dal ministero per la televisione e la radio statale, con una campagna di comunicazione nei villaggi coinvolti nel progetto (Cavally, Bafing, Bagoué, Poro, Tchologo, Bounkani e Gontougo) per spiegare ai genitori come permettere ai bambini di seguire le lezioni, oltre a distribuire le registrazioni o strumenti per seguire i corsi a distanza. In generale proseguono le attività, con aggiornamenti costanti con le ong partner.
  • Il progetto sostegno a distanza: nonostante la chiusura delle scuole, il progetto prosegue con attività per il follow-up educativo dei bambini e per la sensibilizzazione delle famiglie affinché osservino le misure igienico-sanitarie preventive. Prosegue anche l’opera degli assistenti sociali con cui rimaniamo in contatto telefonico settimanale. Sono invece state sospese le attività socio-ricreative di gruppo. In corso attività di sensibilizzazione e distribuzione di kit igienico-sanitari
  • Le testimonianze:

Kenya (aggiornamento 27.05.2020)

  • In sintesi: il primo caso di Coronavirus registrato nel paese (13 marzo) ha generato panico tra la popolazione; le scuole sono state chiuse, le attività di AVSI proseguono con alcune limitazioni.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 13 marzo 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio dell'organizzazione mondiale della sanità >
  • Normativa in vigore:
    • Chiuse le frontiere terrestri (tranne che per il trasporto di ben) e sospesi i voli internazionali dal 25 marzo
    • tutte le scuole e gli istituti di istruzione superiore sono chiusi
    • il governo incoraggia i pagamenti elettronici e il lavoro da remoto tranne che per i servizi essenziali
    • invito a evitare gli assembramenti: matrimoni; frequentazione di centri commerciali, locali notturni, chiese; limitazione delle visite agli ospedali​.
  • Misure adottate da AVSI nel paese: le sedi sono aperte, in ufficio solo il personale essenziale, in smartworking il resto dello staff. Invito a non utilizzare i matatu, autobus tradizionali sovraffollati.
  • Attività di AVSI sul territorio: i progetti proseguono con alcune attività posticipate o riviste. L'attività di formazione è sospesa. Dove possibile si svolge on line. Nel campo profughi di Dadaab gli scout coinvolti nei progetti sostenuti dal Dipartimento di Stato americano per il sostegno ai rifugiati e ai migranti (PRM) sono impegnati in una campagna di sensibilizzazione; continua la formazione degli insegnanti attraverso la piattaforma Zoom.
  • Il progetto sostegno a distanza:
    • la chiusura delle scuole è un problema soprattutto per i bambini più poveri che non possono avere il pasto garantito e rischiano di trovarsi a casa da soli. Altre attività proseguono, con alcune restrizioni, alle visite delle famiglie di Nairobi e alla formazione professionale dei giovani.
    • La scuola Cardinal Otunga, partner storico di AVSI in Kenya, grazie ad un innovativo metodo educativo è oggi tra le migliori scuole secondarie e sta sperimentando nuovi canali per affrontare l’emergenza Covid e la chiusura delle scuole. E' stata attivata la didattica a distanza: alcuni insegnanti tengono le lezioni online, tutti gli studenti (500) scaricano da un sito i compiti la mattina e li inseriscono completati nel pomeriggio.​
    • Altre scuole come la Little Prince e San Riccardo Pampuri incontrano settimanalmente gli studenti (un bambino alla volta in giardino) per dare i compiti da svolgere a casa, riceverli e restituirli corretti.

Mozambico (aggiornamento 27.05.2020)

  • In sintesi: restrizioni sugli spostamenti interni nel paese, le attività continuano.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 24 febbraio 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio dell'organizzazione mondiale della sanità >
  • Normativa in vigore:
    • quarantena obbligatoria (14 giorni) per tutti i viaggiatori in arrivo da paesi con casi di Coronavirus
    • assembramenti di più di 300 persone vietati
    • scuole chiuse dal 23 marzo.
  • Misure adottate da AVSI nel paese: la sede di Maputo è chiusa e il personale lavora in smartworing. La sede di Pemba è aperta e il lavoro dello staff prosegue, con misure di prevenzione sia negli uffici sia per il lavoro sul campo. È stato sviluppato un piano di emergenza, sulla base dell'analisi di tutte le attività pianificate nei prossimi mesi.
  • Attività di AVSI sul territorio e il progetto sostegno a distanza:
    • Attività di sensibilizzazione nei quartieri più poveri di Maputo, Pemba e Beira: via radio, per le strade con altoparlanti montati su apecar, distribuzione di opuscoli informativi e su Facebook
    • ​Distribuzione di kit igienici (secchi e sapone) a Pemba e Maputo
    • I progetti non si fermano ma vengono riconvertiti gli interventi previsti, ad esempio:
      _ progetto SUB-URB /AICS (Maputo): i laboratori di arte e di sensibilizzazione su igiene e violenza di genere diventano video pillole diffuse via gruppi whatsapp. Continua lo stage degli studenti dell’Università pedagogica ora impegnati a offrire sostegno psico-sociale telefonico alle famiglie in difficoltà
      _ progetto Regeneraçao / EU (Maputo): una delle attività previste era quella di organizzare attività culturali e ricreative presso la biblioteca del quartiere Nhlamankulo. Il centro è chiuso ma le attività continuano: alla TV nazionale ( TVSuceso) su Facebook e via radio appuntamenti periodici con la bibliotecaria Misnia per la lettura di una storia per i bambini. La favola viene poi registrata e inviata via whatsapp ai genitori che lo richiedono. E per chi non ha accesso a internet è possibile prenotare una lettura al telefono
      _ Progetto PARTICIDADE / AICS: tra le attività generatrici di reddito promosse vengono inserite quelle che possono favorire il contrasto alla diffusione del COVID-19 come micro-imprese di produzione di mascherine

  • Le testimonianze:
    Le interviste a Martina Zavagli, rappresentante paese per: TV2000 programma Today (09 maggio 2020 dal min 16.14), Radio Popolare Trasmissione Esteri (07 maggio, dal min. 6,24) e puntata del 27 marzo 2020

Nigeria (aggiornamento 30.03.2020)

  • In sintesi: il paese, nonostante una campagna mediatica interna su come affrontare l’emergenza, è assolutamente impreparato. Il sistema sanitario pubblico è carente, con scarse attrezzature mediche. Si rileva anche una scarsa considerazione sul rischio della pandemia di COVID-19: buona parte della popolazione crede che i nigeriani abbiano un sistema immunitario più forte degli europei. Forti di questa convinzione, nigeriani da tutto il mondo hanno fatto ritorno nel paese diffondendo il Coronavirus. Quando l’epidemia è scoppiata nelle grandi città, la gente ha cominciato a scappare nei villaggi e non si riferisce ai centri di screening.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 27 febbraio 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio del Nigeria Centre for Disease Control (EN) >
  • Normativa in vigore: chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado, le università, i mercati locali ad esclusione dei punti vendita di generi essenziali, luoghi di culto, bar, ristoranti e centri di ritrovo. Riduzione dei mezzi di trasporto. Chiusura degli aeroporti internazionali il 23 marzo, e alcune frontiere tra stati interni. Il Lagos state ha attivato un numero verde da chiamare in caso di sintomi, i tamponi vengono fatti nel caso di sospetto o contatto con un positivo e in caso di sintomi interviene una unità mobile per il ricovero nei centri di malattie infettive.
  • Misure adottate da Lovin gaze / The seed, partner AVSI nel paese: personale ridotto negli uffici e smartworking; rimangono aperte le cliniche. Il personale è stato formato sulle norme di prevenzione della diffusione del COVID-19 e ha ricevuto guanti e mascherine. Disinfezione regolare degli ambienti.
  • Attività sul territorio: distribuzione di pacchi viveri; le cliniche sono aperte, si accede dopo lavaggio mani obbligatorio e uso di dispositivi di protezione. Attivata una linea telefonica/whatsapp: il medico fornisce una prima consulenza e dove possibile prosegue il monitoraggio a distanza. Visite domiciliari solo in caso di urgenze. Il progetto di rimpatrio volontario assistito prosegue con le attività amministrative, sospese le visite di monitoraggio.
  • Il progetto sostegno a distanza: campagna di sensibilizzazione e informazione sulla pandemia di Coronavirus (nelle scuole prima della chiusura, via social e whatsapp dopo). Gli educatori rimangono in contatto telefonico con le famiglie. Le famiglie non sono pronte per le lezioni on line, ma vengono inviati i compiti e brevi lezioni attraverso whatsapp e email. Questo è possibile per i bambini che frequentano la scuola SS. Peter and Paul (area urbana di Lagos), mentre per i bambini della scuola St. John (in una zona rurale della città di Lagos) per ora non è possibile.

Repubblica del Congo (aggiornamento 28.05.2020)

  • In sintesi: nel paese sono ancora pochi i casi ufficiali. Il 29 marzo è stato dichiarato lo stato di emergenza.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 14 marzo 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio dell'organizzazione mondiale della sanità >
  • Normativa in vigore: dal 19 marzo sono stati chiusi i luoghi di culto, le scuole di ogni ordine e grado, i bar e le discoteche; vietati gli assembramenti superiori a 50 persone e le celebrazioni famigliari (funerali, matrimoni) devono svolgersi con un numero ristretto di parenti; mercati demaniali aperti a giorni alterni per consentire la disinfestazione. Dal 31 marzo, coprifuoco dalle 20 alle 5; durante il giorno possono circolare soltanto i mezzi autorizzati e la priorità é data ai servizi di prima necessità. Le principali compagnie aeree hanno sospeso i voli da e per la Repubblica del Congo.
  • Misure adottate da AVSI nel paese: la sede a Pointe-Noire è riaperta dal 18 maggio; il personale segue le norme igienico-sanitarie di prevenzione.
  • Attività di AVSI sul territorio: sospese.

Repubblica Democratica del Congo (aggiornamento 27.05.2020)

Carolina Meroni e Michela Zani sono due cooperanti che si occupano di seguire progetti di sviluppo in aree vulnerabili e...

Pubblicato da Freeda su Mercoledì 6 maggio 2020

Ruanda (aggiornamento 28.05.2020)

  • In sintesi: il primo caso di Coronavirus (14 marzo 2020) ha generato panico tra la popolazione; il paese ha adottato misure preventive molto restrittive che hanno permesso di limitare i contagi. Le attività proseguono con alcune restrizioni.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 14 marzo 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio dell'organizzazione mondiale della sanità >
  • Normativa in vigore:
    • tutti i voli in arrivo e in partenza sono interrotti a partire dal 20 marzo 2020, chiuse le frontiere terrestri. Le scuole e i luoghi di culto sono chiusi; i ristoranti e bar sono aperti solo per ordini da asporto.
    • incoraggiato il lavoro da remoto
    • limitazioni ad assembramenti di persone; matrimoni ed eventi sportivi devono essere posticipati; per le cerimonie funebri si chiede di ridurre al minimo i partecipanti
    • invito a evitare spostamenti non strettamente necessari, anche per evitare il sovraffollamento dei trasporti pubblici.
  • Misure adottate da AVSI nel paese: gli uffici sono stati riaperti a metà maggio
  • Attività di AVSI sul territorio:
    • i progetti continuano, ma le formazioni sono sospese.
    • avviato un progetto finanziato dall’Unione europea per fornire aiuto d’emergenza alla popolazione più colpita dal lockdown: aiuto alimentare, produzione di mascherine e detergenti, distribuzione di radio per permettere ai bambini di seguire le lezioni a distanza.

  • Il progetto sostegno a distanza: i bambini sono a casa da scuola e alcune attività sono state sospese tra cui la visita a domicilio da parte degli assistenti sociali che tuttavia rimangono aggiornati tramite telefono dai volontari di comunità, dalle autorità locali o, dove possibile, direttamente con le famiglie. Le famiglie hanno ricevuto un animale da cortile (un maiale, un pollo o un coniglio) per l'allevamento domestico e contribuire al sostentamento delle spese famigliari.

Sierra Leone (aggiornamento 05.05.2020)

  • In sintesi: prima della registrazione di primi casi positivi, il governo Sierraleonese ha messo in atto alcune misure precauzionali volte a limitare la diffusione del nuovo coronavirus nel territorio nazionale. Nonostante una struttura sanitaria già riorganizzata e ristrutturata durante l’epidemia di Ebola, il paese non è pronto ad affrontare un'emergenza sanitaria di questo tipo e a fornire cure efficienti ad un alto numero di casi.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 31 marzo 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio dell'organizzazione mondiale della sanità >
  • Normativa in vigore: il Governo della Sierra Leone ha dichiarato lo stato di emergenza il 24 Marzo 2020 per una durata di 9 mesi, al fine di velocizzare le manovre per una tempestiva azione in caso di diffusione. A tal scopo sono state introdotte misure di prevenzione che limitano spostamenti e assembramenti nel territorio nazionale tra cui:
    • divieto di entrata e uscita dal paese e conseguente sospensione dei voli internazionali;
    • ​chiusura anticipata delle scuole a partire dal 31 marzo 2020;
    • coprifuoco dalle ore 21.00 alle ore 6.00;
    • divieto di spostamento tra distretti del paese;
    • sospensione dei riti religiosi, eventi di intrattenimento;
    • norme igieniche sanitarie nel trasporto pubblico e privato, e nei luoghi di lavoro;
    • obbligo di indossare mascherine nei luoghi pubblici.
  • Misure adottate da AVSI nel paese: la sede è aperta e si lavora seguendo le misure di distanziamento fisico (massimo 10 persone presenti) e le raccomandazioni del ministero della Salute e dell'Organizzazione Mondiale della Sanità
  • Attività di AVSI sul territorio
    • i progetti continuano, seguendo le restrizioni introdotte dai ministeri e le procedure di sicurezza della sede locale;
    • le attività dei progetti sono state ricalibrate per un adeguamento alle nuove restrizioni e per prevenire un’eventuale diffusione del virus nel paese e per la sicurezza di staff e beneficiari;
    • sono sospese tutte le attività che includono un’aggregazione di persone e/o spostamenti nel paese;
    • posticipate le attività educative e di formazione previste per il mese di aprile, maggio e giugno
  • Il progetto sostegno a distanza: durante le prime settimane di emergenza, le strutture scolastiche primarie sono state fornite con postazioni per il lavaggio delle mani e gli assistenti sociali AVSI hanno svolto attività di sensibilizzazione ai bambini per il corretto lavaggio delle mani. Lo staff continua a seguire bambini e le famiglie nelle loro comunità, assicurandosi la messa in pratica di buone pratiche di prevenzione e il supporto necessario previsto dal progetto. In particolare, sono previste attività di sensibilizzazione nelle comunità, distribuzione di prodotti alimentari e igienico-sanitari a nuclei famigliari vulnerabili e attività didattiche via radio per i bambini delle scuole elementari.

Sud Sudan (aggiornamento 21.05.2020)

  • In sintesi: Le attività continuano, ma da metà marzo si lavora per limitare la diffusione del nuovo coronavirus: l'epidemia sarebbe l'ennesima emergenza ad affliggere il paese. Inoltre gli spostamenti interni, già complessi, sono limitati sia per contenere i contagi sia da un'insicurezza crescente in alcune aree dove operiamo.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 05 aprile 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio dell'organizzazione mondiale della sanità >
  • Normativa in vigore: quarantena obbligatoria per tutti i viaggiatori arrivati da paesi con casi di Coronavirus. I collegamenti aerei anche con l'esterno del paese sono limitati. Restrizioni ai movimenti interni.
  • Misure adottate da AVSI nel paese: gli uffici sono aperti con staff ridotto (a rotazione) e il lavoro dello staff prosegue con massime precauzioni.
  • Attività di AVSI sul territorio e il progetto sostegno a distanza: proseguono con opportune limitazioni e ri-orientamenti con campagne di sensibilizzazione per la prevenzione del contagio. AVSI nel paese è parte del network MHPSS - Mental Health & Psychosocial Support e ha collaborato per la stesura delle linee guida per la sensibilizzazione della popolazione.

Uganda (aggiornamento 13.05.2020)

  • In sintesi: il paese, già prima di registrare un contagio sul proprio territorio, ha adottato misure di prevenzione, considerando i casi accertati nei paesi confinanti. Dal 30 Marzo è in vigore il lockdown.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 22 marzo 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio dell'organizzazione mondiale della sanità >
  • Normativa in vigore: dal 22 marzo sospeso tutto il traffico aereo (solo voli cargo con un massimo di 3 persone a bordo possono continuare a volare); quarantena in strutture identificate dal governo per chi proviene da paesi che hanno registrato contagi da Coronavirus. Auto-Isolamento in caso di raffreddore e tosse. Asili, scuole primarie, secondarie ed università chiusi. Assembramenti di persone vietati: matrimoni, mercati, eventi sportivi e culturali; funerali con il minimo di persone possibile. Mezzi di trasporto bloccati e ci si può spostare solo a piedi. Ristoranti operativi unicamente per la consegna a domicilio. Coprifuoco alle sette di sera fino alle sei e trenta del mattino e mascherina obbligatoria. Aggiornamenti ufficiali: comunicati stampa Ministero della Salute> .
  • Misure adottate da AVSI nel paese: tutte le sedi sono aperte e gli ambienti vengono disinfettati, ma la maggior parte dello staff lavora in smart working e le attività sul field dove possibile ridotte. AVSI a Gulu, Kitgum e Arua supporta i distretti facendo parte della COVID Task Force
  • Attività di AVSI sul territorio: proseguono seguendo le direttive nazionali a Kampala e sul terreno. Sono state organizzate attività di sensibilizzazione sia per lo staff sia per i partner locali e nelle comunità dove AVSI opera.
  • Il progetto sostegno a distanza: le scuole sono chiuse e sono sospese tutte le attività che prevedono un assembramento di più di dieci persone. AVSI continua a seguire i bambini sostenuti e le attività dei genitori tramite chiamate telefoniche con le famiglie.
  • Le testimonianze: Le mamme dei bambini sostenuti a distanza dalla ong AVSI si sono impegnate in una attività di microrisparmio e microcredito per uscire dalle povertà. E continuano nonostante il Covid-19, Avvenire.it, 07 maggio 2020 >

AMERICA LATINA
Su directorio.org le misure adottate dai governi nel continente >

Argentina (aggiornamento 28.05.2020)

  • In sintesi: dopo la conferma dei primi casi il paese ha imposto immediatamente l’isolamento "sociale preventivo e obbligatorio”. La maggior parte dei casi, tuttora in aumento, sono stati registrati nella Provincia di Buenos Aires. Altri focolai nelle capitali provinciali di Cordoba e Santa Fe (Rosario). La grave situazione economica ha portato al default tecnico del paese il 22 maggio.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 3 marzo 2020
  • I numeri del contagio: report quotidiani del Ministero della Salute argentino (SPA) > .
  • Normativa in vigore: il 15 marzo il presidente Alberto Fernández ha decretato la chiusura totale delle frontiere in entrata, chiusura delle scuole, cancellazione di tutti gli eventi pubblici e privati, chiusura degli uffici pubblici, congedo per i lavoratori di età superiore ai 60 anni, incoraggiamento allo smartworking per tutti i lavoratori. Dal 20 marzo, è stato imposto un severo lockdown in tutto il paese. Solo a fine aprile sono stati riavviati alcuni settori, come l'export, i servizi e la filiera alimentare. Da maggio i governi provinciali hanno ricevuto maggiore autonomia e preso provvedimenti specifici nella gestione della crisi a livello locale. Mentre alcune province stanno già entrando nella "fase 5", con una riapertura pressoché totale, altre, come quella di Buenos Aires rimangono in fase 3 e continua lockdown. Le misure restrittive adottate rapidamente dal governo nazionale sono state accompagnate da ammortizzatori sociali per più di 3 milioni di lavoratori informali, lavoratrici domestiche e autonomi in regime minimo, con un contributo straordinario di 140 euro. Aggiornamenti ufficiali: Gazzetta ufficiale (Spa) > .
  • Misure adottate da ACDI, socio fondatore di AVSI nel paese: le sedi sono chiuse, il personale lavora in smartworking.
  • Attività di ACDI sul territorio:
    • proseguono i progetti e, dove possibile, le attività vengono svolte online mentre sono sospese tutte le attività che implicano la circolazione del personale e dei destinatari
    • assistenza tecnica e distribuzione per la semina invernale in zone rurali
    • informazione e supporto online e telefonico in relazione al COVID19 per le popolazioni vulnerabili destinatarie dei progetti.
  • Il progetto sostegno a distanza: le scuole materne con cui collabora ACDI hanno sospeso le attività didattiche per decreto ministeriale lunedí 16 marzo, ma continuano a provvedere il servizio mensa, riorganizzandone il funzionamento. L’emergenza alimentare dichiarata in Argentina a fine 2019 risulta, infatti, uno dei fattori più preoccupanti per la pandemia, visto l’alto tasso di minori colpiti da malnutrizione. Il personale scolastico e amministrativo continua a lavorare contribuendo all’organizzazione familiare, all’informazione generale e all’accompagnamento educativo dei minori che restano in quarantena.

Brasile (aggiornamento 07.05.2020)

  • In sintesi: i casi continuano a crescere, ad oggi è il secondo paese al mondo per numeri di contagi. Il paese ha decretato lo stato di emergenza il 20 marzo e sono in atto misure restrittive precauzionali. Nelle ultime settimane, c'è stato un aumento esponenziale del numero di casi confermati di COVID-19 e del numero di decessi e si sospetta una sottovalutazione dell’espandersi della malattia, sospetto confermato da un aumento fino a cinque volte dei decessi per malattie respiratorie acute. Con il passare del tempo è anche chiaro come la malattia si stia diffondendo soprattutto e più velocemente tra le popolazioni indigene e nelle zone più povere. Il governo federale ha deliberato delle misure economiche per ridurre il rischio di disoccupazione: l’emergenza potrebbe portare a 8 milioni di disoccupati in più, oltre agli attuali 12 milioni e sta adottando misure di risparmio sul bilancio per destinare aiuti agli stati. Lo Stato e i governi municipali continuano ad espandere la rete sanitaria, con l'adattamento degli ospedali pubblici, la richiesta di posti agli ospedali privati, la costruzione di nuove strutture e un programma per assumere e inviare medici e infermieri nelle zone più colpite, dove mancano operatori sanitari. È stato inoltre necessario rafforzare il sistema funerario, ampliando i cimiteri per soddisfare l'attuale esigenza.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 5 Marzo 2020
  • I numeri del contagio: sito del Ministero della Salute (portoghese) > .
  • Normativa in vigore: ogni governatore ha applicato misure di contenimento come la chiusura delle frontiere terrestri e la riduzione di voli; la chiusura di scuole e attività commerciali non essenziali, sospensione degli eventi pubblici e mobilità limitata. Alcune industrie hanno sospeso le attività. Le persone sono incoraggiate a lavorare in smartworking e a rimanere nelle proprie residenze.

    Negli stati in cui la situazione è più critica, come San Paolo e Manaus, si stanno attuando misure più severe. Da inizio maggio la misura del “lockdown” ha iniziato ad essere applicata in alcuni comuni con obbligo di mascherine e distanziamento sociale.

  • Misure adottate da AVSI nel paese: le sedi amministrative di Salvador, Belo Horizonte e Rio de Janeiro rimangono aperte e operative per garantire le attività di carattere gestionale e amministrativo. Quasi tutti i progetti hanno sospeso le attività sul campo, seguendo le indicazioni dei partner e finanziatori. È stato creato un Comitato di Emergenza COVID-19 che monitora la crisi e delibera le azioni di prevenzione necessarie per i collaboratori, accompagna i partner e finanziatori e garantisce la sostenibilità economica. Negli uffici vengono adottate le misure igienico-sanitarie necessarie. Dal 1° maggio in AVSI Brasil è iniziata la misura di riduzione dell’orario e dello stipendio per la maggior parte dei membri del management e della struttura, nonché la sospensione del contratto di alcuni dipendenti che non possono svolgere il loro lavoro in smart working. La sospensione del contratto segue direttive del governo che garantisce un sussidio economico a fronte del mantenimento dei posti di lavoro nella fase post emergenza per un periodo equivalente alla durata della sospensione del contratto.
  • Attività di AVSI sul territorio:
    • continuano le attività in otto centri di accoglienza e per la protezione dei rifugiati e dei migranti in collaborazione con UNHCR e attività di protezione e assistenza di bambini in partenariato con UNICEF.
    • distribuzione di pacchi alimentari e kit igiene per famiglie della comunità di Alagados, in Salvador Bahia e altre iniziative distribuzione di alimenti in collaborazione col Gruppo FCA.
    • produzione di maschere di protezione con il gruppo ENEL e si sta avviando un'altra iniziativa di produzione di maschere nei carceri APAC, nell'ambito di un progetto in essere finanziato dall’Unione Europea.
    • La maggior parte delle attività sono sospese tranne quelle che non richiedono la presenza fisica dei beneficiari.
    • Le testimonianze:
    • OMS: il contagio viaggia a Sud, l'epicentro è in America Latina, Avvenire, 28 maggio 2020 >

Ecuador (aggiornamento 06.05.2020)

  • In sintesi: è fra i Paesi non solo dell'America Latina, ma in percentuale anche del mondo dove si registra il maggior numero di contagi, si fa fatica a seppellire i morti. Circa due terzi delle vittime sono concentrati nella provincia di Guayas, il cui capoluogo Guayaquil è fra le città più drammaticamente coinvolte dall'emergenza sanitaria.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 29 febbraio 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio del Ministero della Salute (SPA) > .
  • Normativa in vigore: l'Ecuador ha decretato lo stato di emergenza, il 4 maggio il governo nazionale ha indicato che inizia la fase 2: le province vengono classificate in base alla gravità dell'emergenza utilizzando i colori del semaforo e scegliendo così misure specifiche. I governi locali hanno scelto di mantenere tutte le province zona rossa e le restrizioni iniziali: coprifuoco dalle 14:00 alle 5:00, la circolazione è permessa solo una volta alla settimana sulla base del numero di targa e vige l'obbligo di indossare mascherine e guanti. L'attività commerciale rimane sospesa (alimentari e le farmacie esclusi).
  • Aggiornamenti ufficiali: sito web dedicato all'emergenza coronavirusecuador.com > .
  • Misure adottate da AVSI nel paese: seguendo le linee guida governative, a partire dal 16 marzo lo staff lavora in smartworking ed è in fase di riorganizzazione il lavoro nelle comunità per la sicurezza del personale e dei beneficiari. Il team impiegato in attività di prima assistenza è dotato di dispositivi di protezione.
  • Attività di AVSI sul territorio: prosegue il progetto “ACTIVADOS – UNHCR”, in cui sono state introdotte o potenziate attività di prima assistenza come la consegna di consegna di kit alimentari e l'aiuto a persone senza casa. All'attività di informazione ai migranti venezuelani sulle procedure di accoglienza è stata aggiunta anche una parte di informazione sulle norme di prevenzione del contagio da COVID-19.
  • Il progetto sostegno a distanza: finora nessun caso di Coronavirus registrato; sono state introdotte nuove modalità di accompagnamento delle famiglie
    • nella provincia di Manabí: gli educatori usano gruppi WhatsApp o gli SMS per comunicare con le famiglie (o i leader delle comunità dove non ci sono collegamenti internet o telefonici). Dove possibile vengono inviati messaggi di sensibilizzazione che invitano le famiglie a stare a casa e video tutorial su come prevenire il contagio (ad esempio su come lavarsi le mani) e le norme in vigore. Sono stati distribuiti pacchi alimentari alle famiglie più in difficoltà.
    • a Quito lo staff lavora da casa. I consulenti familiari chiamano le famiglie ogni 3 - 4 giorni e le accompagnano a vivere questo momento, consigliando: come aiutare i bambini nei compiti (come entrare nelle piattaforme del Ministero dell'Educazione, come svolgere i compiti, come dialogare con gli insegnanti); le precauzioni da prendere in conformità con le misure delle autorità civili (nel caso in cui qualcuno in famiglia debba continuare ad andare al lavoro) e come gestire le relazioni familiari problematiche in questo momento dove tutti sono tenuti a vivere insieme. Gli educatori hanno creato un gruppo su Facebook per i ragazzi che hanno più di 12 anni. È stato registrato un caso di Coronavirus in uno dei quartieri in cui operiamo e l'allerta è aumentata anche perché, a causa dell'elevato consumo di acqua nelle case della città, l'acqua scarseggia ed è disponibile solo in alcune ore del giorno.
    • Le testimonianze: da Quito, video di Stefania Famlonga >

Perù (aggiornamento 06.05.2020)

  • In sintesi: sono in vigore misure restrittive per prevenire la diffusione del Coronavirus. La situazione è preoccupante, da un lato, per le persone più povere e, dall’altro, per la mancanza di adeguate strutture ospedaliere, in tutto il Perù ci sono 500 letti in terapia intensiva. Le zone più colpite sono quelle di Lima, Callao, Lambayeque, Piura, Ancash e Loreto.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 6 marzo 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio pubblicato sul sito del governo > .
  • Normativa in vigore: dal 15 marzo è stato dichiarato lo stato di emergenza. Dal 18/03/2020 è in vigore il "Toque de queda" (coprifuoco) tra le 18:00 e le 04:00 in settimana e di 24 ore la domenica. Solo chi è in possesso di un permesso lavorativo del ministero dell'interno (da rinnovare ogni 72 ore) può circolare. Non è ancora certo quando si potrà allentare il lockdown: si prevedono aperture graduali con protocolli di sicurezza sanitaria. Per rispondere all'emergenza economica, il governo ha attivato anche misure per sostenere i più poveri (cash transfer), i lavoratori (possibilità di accedere ai fondi pensione) e gli imprenditori (programma "Reactiva Perù" per presiti garantiti). ​Aggiornamenti ufficiali: sezione dedicata al Coronavirus sul sito del governo (SPA) > .
  • Misure adottate da AVSI nel paese: la sede di Lima è chiusa; tutto il personale di Lima, Amazonas e Cusco lavora in smartworking.
  • Attività di AVSI sul territorio: sospese.
  • Il progetto sostegno a distanza: monitoraggio continuo della situazione con l'ong partner CESAL.

AMERICA CENTRALE

Haiti (aggiornamento 27.05.2020)

  • In sintesi: il Paese ha incominciato a porre un’effettiva attenzione al problema a partire dal 29 gennaio 2020 quando il Ministero della Salute ha iniziato a disporre di dispositivi di controllo negli aeroporti (termometri rilevatori di febbre a distanza) e ha domandato agli ospedali di equipaggiarsi per eventuale contagio. Il 13 marzo, la ministra della Salute e il direttore generale del Ministero della Salute di Haiti hanno presentato il piano nazionale di prevenzione e risposta al COVID-19. A partire dal 16 marzo, il paese ha sospeso tutti i voli in provenienza da Europa, Canada e America Latina; la frontiera terrestre con la Repubblica Dominicana è chiusa. Giovedì 19 marzo il presidente Jovenel Moise ha confermato due casi positivi nel paese ed è stato dichiarato lo stato di allerta. La popolazione è divisa a metà tra chi è consapevole dell’emergenza e segue le misure comportamentali consone e chi sottovaluta la situazione e non rispetta le indicazioni. I supermercati, le banche e i distributori di benzina sono sotto pressione.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 19 marzo 2020
  • I numeri del contagio: sito dedicato all'emergenza Coronavirus ad Haiti > .
  • Normativa in vigore:
    • tramite decreto presidenziale, dichiarato lo stato di crisi ed emergenza nazionale
    • sospesi i collegamenti con Europa, Canada e America Latina; la frontiera terrestre con la Repubblica Dominicana è chiusa fino a nuovo ordine. Restano attivi i collegamenti solo con gli USA
    • chiusura delle scuole di primo e secondo grado, delle università, delle attività industriali e dei luoghi di culto fino a nuovo ordine
    • uffici pubblici e relativo personale in servizio al 50% per favorire il distanziamento sociale
    • impegno a fornire equipaggiamento medico per il personale delle strutture sanitarie
    • le cliniche private hanno messo a disposizione dello stato i loro spazi di isolamento
      Aggiornamenti ufficiali: sito del ministero della Salute di Haiti (Fr) > .
  • Misure adottate da AVSI nel paese: gli uffici sono aperti. Lo staff è stato formato sulle misure di sicurezza e prevenzione; si lavora a rotazione (massimo 10 persone in ufficio) con obbligo di distanza di 1,5 metri e uso di mascherine; all’ingresso sono stati predisposti punti di lavaggio mani obbligatorio
  • Attività di AVSI sul territorio:
    • A Port-au-Prince, nel quartiere Martissant, in collaborazione con il ministero della salute e la protezione civile sono stati costituiti 5 "comitati di protezione", composti da 15 organizzazioni della società civile formate sui temi di prevenzione del covid-19 e child protection. L'iniziativa è parte del progetto sostenuto da UNICEF proprio per la protezione dei bambini
    • Nelle regioni del Nord-Ovest e Artibonite 1500 bambini hanno ricevuto multivitaminici nell'ambito del progetto "approccio integrato alla sicurezza nutrizionale" finanziato dall'Unione europea e 3642 persone hanno ricevuto vaucher alimentari previsti dal progetto finananziato alla Commissione Europea per l’Assistenza Umanitaria (ECHO) seguendo le disposizioni di prevenzione (stazioni di lavaggio mani, misurazione della temperatura) e cogliendo l'occasione per sensibilizzare le persone sulle norme igienico-sanitarie da seguire
    • tutte le attività proseguono secondo la normativa e le restrizioni in atto, sono sospese le attività che prevedono assembramento di persone. Ad esempio sono sospesi i corsi di formazione finanziati da ILO (organizzazione internazionale del lavoro) ma continuiamo a mantere i contatti con i giovani coinvolti.
    • riconversione delle attività di sensibilizzazione generiche in iniziative di sensibilizzazione su igiene e prevenzione specifiche, in piccoli gruppi, con materiali conformi e approvati
    • riconversione della strategia di tutti i progetti che lo consentono per il raggiungimento degli stessi obiettivi, con attività a ridotta partecipazione numerica dei beneficiari
    • nuova strategia di gestione delle distribuzioni per i progetti di cash transfer
    • inviata al Ministero della Salute Pubblica richiesta di validazione dello status di “prestatori di servizi di prima necessità” per le attività di presa in carico malnutrizione
    • progetti agricoli in fase di valutazione per una nuova strategia di azione.
  • Il progetto sostegno a distanza: le attività nelle scuole (chiuse) sono sospese, ma continuano le visite a domicilio delle famiglie e il doposcuola in piccoli gruppi. Sono organizzate iniziative di sensibilizzazione.
  • Le testimonianze:

Fearful the coronavirus is silently spreading, Haiti braces for pandemic, 27 aprile 2020 cns.com

Coronavirus, Cappellini (AVSI): “Haiti trema anche per i bambini, 1 su 10 è malnutrito”, 31 marzo 2020 Dire.it

Messico (aggiornamento 02.04.2020)

  • In sintesi: fino al 15 marzo i casi rilevati riguardavano persone in arrivo da Italia, Stati Uniti, Spagna o Germania; il governo ha annunciato l’inizio della fase 2 della contingenza (dispersione comunitaria) il 24 marzo; dopo un improvviso aumento dei contagi, il 30 marzo è stato dichiarato lo stato d’emergenza sanitaria. In questo momento è uno dei Paesi più colpiti dal contagio in America Latina insieme a Brasile e Perù.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 28 febbraio 2020
  • I numeri del contagio: pubblicazione dei comunicati della direzione generale di epidemiologia >
  • Normativa in vigore: il 14 marzo il governo ha raccomandato di evitare i viaggi non indispensabili verso i paesi asiatici ed europei. Il 17 marzo ha pubblicato una serie di raccomandazioni per prevenire la diffusione del virus. Le misure prevedono norme igieniche e di distanziamento sociale e invitano a sospendere temporaneamente le attività non indispensabili, soprattutto quelle che implicano spostamenti e aggregazione di folle (5mila persone). Le raccomandazioni includono indicazioni per la protezione degli anziani. Dal 20 marzo le scuole sono chiuse. Il 30 marzo il governo federale ha dichiarato l’emergenza sanitaria per causa di forza maggiore, per la quale è prorogato il periodo di sospensione di tutte le attività non essenziali, per il settore pubblico e privato. La comunicazione é stata resa nota ai cittadini come appello alla responsabilità e al momento non sono previste sanzioni a chi non rispetti il suggerimento di restare in casa.
  • Aggiornamenti ufficiali: sezione dedicata al Coronavirus sul sito del governo (SPA) > .
  • Misure adottate da AVSI nel paese: gli uffici sono chiusi; il personale lavora in smartworking.
  • Attività di AVSI sul territorio: in fase di verifica il proseguimento delle attività.
  • Il progetto sostegno a distanza: dal 23 marzo sono sospese tutte le attività che prevedono un contatto ravvicinato con i bambini e le famiglie per prevenire il rischio di contagio. In coordinamento con i partner locali si lavora per proseguire le attività a distanza come ad esempio con il partner Crecemos che ha attivato un piano emergenza covid-19 per i bambini sostenuti, oltre a lezioni e doposcuola on line e a Campeche distribuzione di pacchi viveri alle famiglie dei ragazzi sostenuti a distanza.

Repubblica Dominicana (aggiornamento 23.03.2020)

  • In sintesi: il Paese ha incominciato a dare un’effettiva attenzione al problema a partire da lunedì 16 marzo. Seppure nelle settimane precedenti ci siano state alcune segnalazioni di pazienti positivi (primo marzo primo caso accertato), solo dopo la tornata elettorale per le amministrative (domenica 15 marzo) si è deciso di comunicare dei dati ufficiali.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 1 marzo 2020
  • I numeri del contagio: sito del ministero della Salute, direzione generale di epidemiologia (SPA) > .
  • Normativa in vigore:
    • richiesta al congresso, per decreto presidenziale, di votare e approvare lo stato di crisi ed emergenza nazionale (19 marzo)
    • aeroporto chiuso al transito di qualsiasi aereo proveniente da Europa, Cina, Iran, Corea. Restano aperti i collegamenti con gli USA e tutti i voli con intermediazione diplomatica per il rimpatrio di cittadini stranieri
    • chiusura totale dei porti all’attracco di qualsiasi nave da crociera
    • chiusura totale di scuole di primo e secondo grado e delle università fino a lunedì 13 aprile 2020
    • chiusura di tutte le attività commerciali tranne quelle adibite a fornire servizi e beni di primo consumo (supermercati, alimentari, farmacie, stazioni di carburante)
    • uffici pubblici e relativo personale in servizio al 50% per favorire la condivisione degli spazi con margini di distanza garantiti a due metri. Interdizione dal lavoro per i dipendenti pubblici con età superiore a 60 anni o con comprovati problemi di salute
    • integrazione del sistema privato di salute a quello pubblico. Le cliniche private saranno abilitate a fare i tamponi in casa e a comunicare i dati al dipartimento generale di epidemiologia
    • installazione di due ospedali militari (esercito e polizia) destinati all’uso specifico ed esclusivo per i casi di COVID-19. 15 strutture sanitarie dedicate all’isolamento di casi sospetti.
  • Misure adottate da AVSI nel paese: gli uffici sono chiusi, il personale è stato formato sulle misure di sicurezza e prevenzione e lavora in smartworking.
  • Attività di AVSI sul territorio: le attività di aiuto ai migranti haitiani alla frontiera proseguono secondo la normativa e le restrizioni in atto; sono stati sospesi gli incontri di sensibilizzazione, formazione e informazione dove è previsto un assembramento di persone.

MEDIO ORIENTE & NORD AFRICA

Giordania (aggiornamento 30.04.2020)

  • In sintesi: ciò che inizialmente costituiva un'emergenza sanitaria si sta trasformando in un'emergenza economica. Il lock down totale fino a metà aprile ha causato l'impennata dei prezzi e la perdita del potere d'acquisto. Per le famiglie più vulnerabili rispondere ai bisogni essenziali diventa ogni giorno più difficile. Vista la diminuzione dei casi positivi al COVID-19, il Governo sta gradualmente allentando le misure di contenimento. Il Governo ha inoltre annunciato un piano di stimoli per l’economia, duramente colpita dall’emergenza. A complicare la situazione é l'inizio del mese di Ramadan per cui è stato ridotto il coprifuoco ma le moschee rimangono chiuse.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 2 marzo 2020
  • I numeri del contagio: sezione dedicata sul sito del governo (AR) >
  • Normativa in vigore: sospesi tutti i voli passeggeri da/per la Giordania e chiuse le frontiere terrestri e marittime fino a nuovo ordine. É in vigore nel paese la Defence Law, che concede poteri straordinari al primo ministro per l’implementazione di misure restrittive. Unità delle Forze Armate sono state disposte a presidio degli ingressi e dei principali punti nevralgici delle città. Dal 21 al 24 marzo il Governo ha imposto un coprifuoco totale, con l’obbligo per qualsiasi attività commerciale e per tutti gli uffici di chiudere e per le persone di restare a casa. Dopo aver parzialmente allentato le misure dal 22 aprile ha permesso l'apertura di alcune attività commerciali e la circolazione a piedi (per bisogni essenziali) tra le 8:00 e le 18:00. Le autorità continuano tuttavia ad alternare tali allentamenti con misure più restrittive, imponendo il coprifuoco della durata di 24 o 48 ore una volta alla settimana. Dal 29 aprile, é concessa la circolazione con targhe alterne per i veicoli privati. Sono dunque permessi gli spostamenti all’interno dei governatorati, mentre rimangono interdetti quelli da un governatorato all’altro. ​
  • Misure adottate da AVSI nel paese: gli uffici sono chiusi. Il personale lavora in smartworking e ha ricevuto una formazione specifica sulle norme di prevenzione del COVID-19 e per attività di protezione dei minori (via webinar) nell’ambito del progetto SAFE 2 (AICS)
  • Attività di AVSI sul territorio:
    • in risposta all’emergenza, AVSI ha fornito supporto al Ministero dello Sviluppo Sociale e alla Municipalità di Gweirah attraverso la fornitura di 250 mascherine e 3000 guanti;
    • in coordinamento con il ministero dello Sviluppo Sociale, il governatorato di Aqaba, il distretto e la municipalità di Gweirah, AVSI ha distribuito pacchi alimentari a più di 500 persone nel distretto di Gweirah che sono state sensibilizzate sulle norme igienico-sanitarie che limitino la diffusione del nuovo Coronavirus;
    • in corso una campagna telefonica di prevenzione per limitare il contagio.
    • in via di pianificazione la conversione di un laboratorio di sartoria alla produzione di mascherine, per contribuire alla prevenzione e al contenimento del virus e, simultaneamente, promuovere opportunità lavorative a vantaggio di una categoria particolarmente vulnerabile: le donne;
    • ​tutte le altre attività di progetto sul campo sono sospese e lo staff sta esplorando nuove modalità di lavoro e di implementazione, in particolare per riprendere le attività di cash for work, che rappresentano una fonte reddito importante per i giordani più vulnerabili e i rifugiati

  • Il progetto sostegno a distanza: i bambini sono a casa da scuola, insieme alle loro famiglie. Le scuole sono chiuse (si svolgono alcune lezioni tramite applicazioni online e i canali televisivi). Il personale di AVSI è in contatto con il partner locale per il monitoraggio della situazione: i bambini faticano ad adattarsi alla didattica a distanza, ma le difficoltà hanno rafforzato il senso di comunità tra le famiglie. Per esempio le famiglie con una connessione internet si sono organizzate per poterla condividere per i vicini senza collegamento.
  • Le testimonianze:

Coronavirus COVID-19: Virus, guerra e crisi economica: il cocktail esplosivo di Siria, Libano e Giordania - ilsole24ore.com, 28 aprile 2020 >

Iraq (aggiornamento 29.04.2020)

  • In sintesi: in Medio Oriente non è il paese maggiormente colpito dall'epidemia, anche se la vicinanza con l’Iran suscita molto timore. Sono state adottate misure di isolamento dei centri cittadini molto restrittive, sul modello cinese.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 24 febbraio 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio dell'organizzazione mondiale della sanità > .
  • Normativa in vigore: dal 27 febbraio sono chiusi le università, le scuole, i ristoranti, le palestre e i centri sportivi; sono proibite tutte le forme di assembramento di persone. Da marzo è vietata la circolazione tra i centri urbani; il 16 marzo è stato indetto il coprifuoco dalle 17 alle 6 del mattino, dopo due giorni è stato esteso a 24 ore. Il coprifuoco in Kurdistan è scattato il 13 marzo per i Governatorati di Erbil e Sulemanya e dal 18 marzo per il Governatorato di Duhok. Chiusi tutti i negozi tranne alcuni supermercati, i punti vendita di generi alimentari e le farmacie. Aggiornamenti ufficiali: pagina facebook del Ministero della Sanità (ARA) > .
  • Misure adottate da AVSI nel paese: tutte le sedi sono chiuse, il personale lavora in smartworking e ha ricevuto una formazione specifica sulle norme di prevenzione del COVID-19.
  • Attività di AVSI sul territorio:
    • prosegue l'accompagnamento dei contadini e allevatori di Qaraqosh sostenuti dal progetto "A virtuous production cycle to relaunch a city and its economic fabric for IDPs and returnees to the Nineveh Plains, Iraq," sostenuto dal Dipartimento di Stato americano PRM (Bureau of Population, Refugees and Migration ) [qui un video]. Consegnati dispositivi di protezione individuale al Comitato di Crisi del Distretto di Al Hamdaniya che li metterà a disposizione del personale del Distretto di Salute di Al Hamdaniya.
    • Nell'ambito del progetto sostenuto da AICS “Rafforzamento della resilienza socio-economica dei rifugiati, sfollati, returnees e delle comunità ospitanti più vulnerabili in Iraq” nel governatorato di Duhok prosegue la produzione di funghi; nel campo profughi yazida Esyan la coltivazione è bloccata ed è stata avviata via una campagna di prevenzione e la distribuzione di kit igienici a 500 persone.

  • Il progetto sostegno a distanza: a seguito delle normative, l'asilo di Qaraqosh (nel Governatorato di Ninive) frequentato da 500 bambini sostenuti a distanza è chiuso e non è possibile proseguire attività che prevedono un contatto ravvicinato con i bambini e le famiglie, ma si continua ad accompagnare a distanza con varie modalità per rispondere ai loro bisogni, come ad esempio sensibilizzazioni sui comportamenti e norme sanitarie utili a prevenire i contagi e aiuto ai genitori perché possano far accedere i figli a corsi e materiale didattico online.
  • Le testimonianze: Nel Kurdistan iracheno durante il lockdown si coltivano funghi - La Stampa, 25 aprile 2020 >

Libano (aggiornamento 27.05.2020)

Palestina (aggiornamento 26.03.2020)

  • In sintesi: i primi casi di Coronavirus accertati in Cisgiordania - area di attività di AVSI - sono nell'area di Betlemme, seguita da Ramallah. Sebbene l'attuale numero di casi rilevati rimanga relativamente basso, la capacità del sistema sanitario palestinese di far fronte all'aumento previsto dei casi COVID-19 è gravemente compromessa da una situazione cronicamente critica. La situazione è particolarmente grave nella Striscia di Gaza - dove non è presente AVSI - in cui sono stati registrati alcuni casi. Le autorità palestinesi hanno previsto misure di contenimento su spostamenti tra Governatorati e rimangono aperte solo le attività essenziali.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 05 marzo 2020
  • I numeri del contagio: report OCHA (EN) > .
  • Normativa in vigore:

    A partire dal 5 marzo, l’Autorità Nazionale Palestinese ha imposto misure via via più stringenti per contenere la diffusione del virus . Il 22 marzo è stato imposto il coprifuoco per 14 giorni, la totale chiusura di ogni attività a parte i servizi essenziali (alimentari e farmacie) ed il confinamento domiciliare, fatta eccezione per l’acquisto di beni di sostentamento, medicine e per casi di emergenza. Sono vietati gli assembramenti e sono state adottate misure di distanziamento sociale. Sempre il 22 marzo, le autorità israeliane e palestinesi hanno raggiunto un accordo per cui i lavoratori palestinesi in Israele permarranno nei pressi del luogo di lavoro per almeno un mese senza far ritorno alle proprie abitazioni in Cisgiordania. Aggiornamenti: report OCHA (EN) > .

  • Misure adottate da AVSI nel paese: la sede di Gerusalemme è chiusa dal 10 marzo e il personale lavora in smartworking.
  • Attività di AVSI sul territorio: sono sospese le attività ordinarie dei progetti Mustaqbaluna e Specialitaly e Pro.ED sebbene si continui a mantenere uno stretto contatto con i beneficiari e i partner di progetto delineando le misure di sicurezza e prevenzione
  • Il progetto sostegno a distanza: a seguito della normativa in vigore, gli istituti dei partner locali con cui eroghiamo le attività del progetto sono chiusi. In Palestina l'anno scolastico termina a fine aprile. È molto probabile che le attività riprenderanno ad agosto 2020 in concomitanza con l’inizio del nuovo anno scolastico. Nel frattempo rimaniamo in contatto con il responsabile del progetto sostegno a distanza di ogni partner.

Siria (aggiornamento 26.05.2020)

#Buonenotizie: papa Francesco dona 10 ventilatori polmonari al progetto "Siria. Ospedali aperti". Nelle scorse...

Pubblicato da AVSI su Lunedì 20 aprile 2020

Tunisia (aggiornamento 28.05.2020)

  • In sintesi: Grazie all’approccio proattivo adottato dal governo, il paese sembra a oggi avere scongiurato una crisi sanitaria. Per attutire gli effetti negativi delle restrizioni imposte, il governo ha messo in campo una serie di misure economiche e ha anche annunciato l’avvio di una profonda riforma della sanità.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 2 marzo 2020
  • I numeri del contagio: aggiornamento del Ministero della Salute (FR) > .
  • Normativa in vigore nel paese: dal 18 marzo sono entrati in vigore il coprifuoco notturno su tutto il territorio dalle 18:00 alle 06:00 e la chiusura delle frontiere aeree. Il lockdown totale è scattato il 22 marzo; con l’inizio del Ramadan, il 24 aprile, le restrizioni sugli spostamenti sono state ridotte dalle 20 alle 6 e non è possibile spostarsi in altre città. Il 4 maggio il paese ha iniziato la progressiva riapertura delle proprie attività commerciali. Personale ridotto (75%) nel settore pubblico, industria, lavori pubblici e cantieri; asili nido e scuole materne riaperti con una capacità del 50%, le altre scuole restano chiuse fino al prossimo anno scolastico (si svolgerà solo la maturità). Durante la terza fase (dal 4 giugno) riaprono le moschee e i luoghi di culto, i centri sportivi, centri culturali, gallerie d'arte, musei, gli hotel e i ristoranti (con una capacità del 50%).
  • Misure AVSI nel paese: ufficio locale (Tunisi) chiuso, il personale lavora in smartworking e ha ricevuto una formazione specifica sulle norme di prevenzione del COVID-19

ASIA

Myanmar (aggiornamento 24.03.2020)

  • In sintesi: primi casi confermati in Myanmar, per ora si tratta di birmani di rientro dal Regno Unito e USA. In questo periodo gli spostamenti all'interno del paese e gli arrivi dalla Tailandia aumentano per festa di Thingyan (il capodanno buddista) e la fine degli esami di maturità. Le autorità locali sono preoccupate per le conseguenze che questi movimenti potrebbero avere sul contenimento del contagio. Il trattamento di pazienti positivi al COVID-19 è predisposto solo presso otto ospedali pubblici autorizzati in tutto il Myanmar.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 23 marzo 2020
  • I numeri del contagio: Monitoraggio sul sito del Ministero della salute birmano > .
  • Normativa in vigore:
    • sospensione eventi pubblici e chiusura degli istituti scolastici fino al 30 aprile;
    • invito a staff espatriato di evitare contatto con beneficiari locali e personale pubblico;
    • ingresso nel paese autorizzato per cittadini stranieri previa presentazione di tampone negativo a COVID-19 effettuato entro 72 ore dalla data di partenza. Quarantena obbligatoria di 14 giorni presso strutture governative (quarantena domiciliare concessa a diplomatici e ufficiali UN). I collegamenti con l'estero sono sempre più difficili;
    • sospensione servizio visto online e visto all’arrivo fino al 30 aprile 2020;
    • limitazione dei movimenti interni a causa della progressiva chiusura dei confini gli stati .
  • Misure adottate da AVSI nel paese:
    • uffici aperti ma con una persona sola per ufficio (amministratore). Il personale lavora in smartworking dalla propria abitazione e può recarsi in ufficio solo previa autorizzazione del responsabile sicurezza COVID-19;
    • spostamenti tra le sedi non consentiti;
    • spostamenti per attività consentiti previa autorizzazione del responsabile sicurezza COVID-19;
    • dispositivi di protezione individuale forniti a tutto il personale, anche se iniziano a scarseggiare;
    • predisposti prelievi di denaro contante per fondo emergenza.
  • Attività di AVSI sul territorio:
    • stiamo predisponendo delle campagne di sensibilizzazione per prevenire il contagio da Coronavirus
    • progetti educativi sospesi per chiusura scuole (prevista fino al 30 aprile 2020)
    • i progetti agricoli continuano grazie all'implementazione da parte del dipartimento di agricoltura, suddividendo i beneficiari in gruppi meno numerosi. Durante le attività vengono condivise con i contadini le norme igienico-sanitarie e di distanziamento sociale per limitare la diffusione del virus.
  • Il progetto sostegno a distanza: l’anno scolastico è finito, perciò i bambini sono rientrati presso le loro case. Continuano le attività di formazione e sostegno alle famiglie nel rispetto delle misure di sicurezza.

Kazakistan (aggiornamento 28.05.2020)

  • In sintesi: le condizioni molto restrittive scattate con il primo caso registrato si stanno gradualmente allentando. MASP, socio fondatore di AVSI, ha la sua sede ad Almaty, una delle zone rosse del paese. Le conseguenze economiche e sociali sono sempre più gravi: sale la disoccupazione, le persone più fragili sono ancora più vulnerabili.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 16 marzo 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio dell'organizzazione mondiale della sanità >
  • Normativa in vigore:
    • i confini sono aperti solo per consentire i rimpatri (in entrata ed in uscita); i voli sono ancora pochi e non regolari;
    • chiuse le scuole di ogni ordine e grado, le università, le strutture diurne per anziani e disabili. Negli ospedali possono accedere solo i pazienti e il personale medico. Isolati gli ospiti e lo staff di orfanatrofi e delle strutture residenziali per anziani e disabili.
    • riaprono gradualmente le attività economiche e i servizi chiusi dal 22 marzo in tutto il Kazakistan, purché vengano rispettate le misure di prevenzione e non si creino assembramenti.
    • è vietato muoversi in gruppi di più di tre persone, senza mascherina e lasciare la propria città.

  • Misure adottate da MASP, socio fondatore di AVSI nel paese:
    • l’ufficio è aperto, seguendo le norme di prevenzione e con il personale essenziale per garantire le attività di carattere gestionale e amministrativo e garantire l’assistenza alle famiglie dei bambini sostenuti a distanza
    • dal 16 marzo sono stati chiusi gli ambulatori di riabilitazione, i corsi professionali e tutte le attività che implicavano la presenza al centro di minori e disabili.
  • Attività di AVSI sul territorio:
    • distribuzione di prodotti di prima necessità e di medicinali e visite domiciliari di urgenza
    • si producono mascherine ed è stata riavviata la produzione sartoriale: nella sartoria dedicata ai corsi professionali e da casa
    • chiusura delle attività che prevedono la presenza di bambini e disabili e assembramenti di gruppo.
  • Il progetto sostegno a distanza:
    • Distribuzione di prodotti di prima necessità alle famiglie più in difficoltà.
    • Dal 13 aprile servizio di assistenza psicosociale via WhatsApp per I bambini sostenuti e i genitori, in particolare per bambini ed adolescenti con gravi forme di autismo e disturbi mentali, gravemente colpiti dall'isolamento.

Russia (aggiornamento 30.04.2020)

  • In sintesi: lockdown fino al 12 maggio, con l’eccezione dei servizi essenziali: ospedali e trasporti pubblici.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 31 gennaio 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio dell'organizzazione mondiale della sanità >
  • Normativa in vigore: il traffico internazionale è sospeso. Lockdown in tutto il paese fino al 12 maggio. Rimangono aperti i negozi di alimentari, le banche, le farmacie e i servizi sanitari. A tutti i cittadini è proibito uscire di casa, tranne per cure mediche ed emergenza, recarsi al lavoro per le organizzazioni le cui attività non sono sospese da decreto (MAKSORA è tra queste organizzazioni), acquisto generi alimentari, medicine e sanitari nelle vicinanze della residenza; bisogni per animali domestici nell’arco non superiore a 100 metri dal luogo di residenza, rimozione della spazzatura.
    Stop di tutti i voli internazionali a partire da venerdì 27 marzo.
  • ​​Misure adottate da Maksora, socio fondatore di AVSI nel paese: il personale dell'ufficio MAKSORA lavora in smartworking. I dipendenti delle case di accoglienza "Golubka" e "Margarita" continuano il loro servizio, in quanto è essenziale garantire la continuità lavorativa, diminuendo il personale in servizio e contemporaneamente adottando le dovute precauzioni. Il 23 marzo il direttore di MAKSORA, Vladimir Zhizhkov, è entrato a far parte dello staff della Amministrazione Pubblica nella lotta contro la diffusione del COVID-19 .
  • Attività di Maksora sul territorio e il progetto di sostegno a distanza: le attività continuano parzialmente; gli eventi pubblici con bambini e adulti e le lezioni nelle scuole sono sospesi. Il lavoro nelle scuole materne sospeso dal 28 marzo.

    Ogni famiglia che si trova in emergenza può contattare uno dei due centri di accoglienza per ricevere risposte e sostegno. Le ragazze e le educatrici delle due case di accoglienza, supportate da altre donne volontarie, hanno iniziato la produzione di mascherine che vengono regalate alle famiglie dei bambini sostenuti a distanza o vendute a chi ne fa richiesta via social. Alcune famiglie sono in contatto personale con Maksora, altre con gli insegnanti delle scuole con cui collaboriamo. Il 23 marzo Maksora ha spedito mascherine e vitamine al villaggio di Polovinnoe.

EUROPA

Albania (aggiornamento 28.05.2020)

  • In sintesi: dopo i primi due casi registrati (8 marzo 2020), il giorno seguente il governo ha adottato le prime misure di prevenzione. le misure restrittive vanno via via allentandosi. Nelle città principali Tirana, Durazzo e Kruja continuano a crescere i contagi.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 8 marzo 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio dell'organizzazione mondiale della sanità >
  • Normativa in vigore: dopo i primi casi registrati (8 marzo 2020), il governo ha adottato misure restrittive, rinforzate in seguito al primo decesso accertato (11 marzo). Dal 18 maggio sono stati riaperti i ristoranti, bar, servizi, centri commerciali con chiusura alle 9 di sera. Il paese è "zona verde" tranne cinque città: Tirana, Durazzo, Scutari, Kurbin e Krujë dove non è consentito spostarsi in auto durante il fine settimana.
  • Misure adottate da Shis, socio fondatore di AVSI nel paese: le sedi di SHIS e dei suoi partner sono aperte (da maggio). È stata disposta la sanificazione degli ambienti. Si confezionano kit igienico-sanitari da distribuire ai beneficiari.
  • Attività di Shis sul territorio e per il progetto di sostegno a distanza: i progetti procedono con le opportune modifiche rispettando le normative vigenti. Si seguono i beneficiari attraverso la comunicazione online, telefonica o tramite visite per distribuzione di materiale didattico. I kit alimentari e medici a favore delle famiglie di beneficiari vengono distribuiti rispettando i criteri generali di sicurezza (uso di mascherine e guanti, rispetto della distanza di almeno 1 metro). Sui social media è stata attivata una campagna di sensibilizzazione e di supporto psicologico grazie agli assistenti sociali.
  • Le testimonianze: La Pasqua in Albania. Mons. Frendo (Tirana): “Non smettiamo di cercare qualcosa di positivo”. L’impegno delle ong Shis e AVSI - Sir.it, 09 aprile 2020 >

Italia (aggiornamento 20.05.2020)

Kosovo (aggiornamento 27.05.2020)

  • In sintesi: il 25 marzo è stata votata una mozione di sfiducia per il governo che è rimasto comunque in carica per gestire l'emergenza e non aggravare la situazione del paese, dove il sistema sanitario è estremamente fragile. .
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 13 marzo 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio dell'organizzazione mondiale della sanità >
  • Normativa in vigore: dopo due mesi di lockdown, il governo del Kosovo ha lanciato un piano di riaperture. Il 4 maggio sono stati autorizzati a riprendere l'attività i cantieri, gli immobiliari, l'industria automobilistica e i piccoli negozi. La seconda fase è iniziata il 18 maggio con dentisti, fisioterapisti, parrucchieri e saloni di bellezza, nonché mercati e gastronomia. Tuttavia, il governo ha introdotto nuove regole per garantire il distanziamento sociale e limitare la diffusione del virus. Solo i cittadini kosovari possono entrare nel paese con viaggi organizzati dallo stato e quarantena obbligatoria in una struttura designata. Tutte le scuole e gli istituti di istruzione superiore sono chiusi.
  • Misure adottate da Shpresa e Jetës, partner AVSI nel paese: sede aperta dal 1 giugno
  • Attività di Shpresa e Jetës sul territorio e per il progetto di sostegno a distanza: dove possibile, sensibilizzazione e supporto online e telefonico in relazione al COVID19 per i beneficiari dei progetti e per le famiglie dei bambini sostenuti a distanza, segnalando alle istituzioni i nuclei famigliari più fragili. Lo staff sta aiuta le famiglie a seguire il programma scolastico avviato dallo stato sulle reti televisive. Sono sospese tutte le attività che implicano la circolazione del personale e dei destinatari e nelle scuole (chiuse).

Romania (aggiornamento 28.05.2020)

  • In sintesi: centinaia di migliaia di romeni sono tornati nel paese da diversi paesi dell’Europa. Il sistema sanitario è totalmente impreparato a far fronte a una emergenza di questo tipo.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 26 febbraio 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio dell'organizzazione mondiale della sanità >
  • Normativa in vigore: Il paese e' passato da stato di urgenza allo stato di allerta. Chiusura di tutte le scuole, attività di ristorazione, sportive e ricreative. Gli spostamenti delle persone fisiche sono consentiti solo per recarsi al lavoro, per ragioni di salute o per necessità essenziali comprese quelle di sostegno a persone vulnerabili. Adozioni di misure restrittive di distanziamento sociale. Bloccati tutti i voli con i paesi europei più colpiti (Italia, Spagna, Inghilterra, Germania). Chi è tornato da questi paesi deve stare in quarantena obbligatoria per 14 giorni.
  • Misure adottate da FDP Protagonisti nell’Educazione, partner AVSI nel paese: chiuse le sedi, il personale d'ufficio lavora in smartworking. Lo staff impegnato nell'emergenza lavora con i sistemi di protezione necessari.
  • Attività di FDP Protagonisti nell’Educazione sul territorio:
    • modificati tutti i progetti in corso da attività educative a attività di emergenza
    • assistenza diretta a popolazione vulnerabile (600 persone) attraverso consegna di beni di prima necessità (acqua, generi alimentari, prodotti igienico- sanitari)
    • attività di sensibilizzazione sui social
    • attività di supporto e counseling a distanza con famiglie e/o minori in caso di bisogno
    • proseguono normalmente due progetti di sviluppo di piattaforme multimediali
    • dotazione di tablet per 30 bambini poveri per partecipare alla didattica a distanza
    • formazione di 55 genitori sull'uso di pc/tablet e formazione sul controllo parentale
    • avvio di attività sportive (allenamenti di calcio e danza) online per 70 bambini
    • avviato un progetto di sostegno alla popolazione rom di un villaggio di 8000 abitanti: distribuzione di mascherine e termometri, disinfettanti e generi alimentari di prima necessità;

  • Le testimonianze: