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13 Marzo Mar 2020 1017 13 marzo 2020

Siria. La ripartenza delle donne

Il sostentamento di intere famiglie è in mano alle "vedove di guerra". Grazie ai fondi dell'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo e in collaborazione con la Mezzaluna Rossa Araba Siriana, lavoriamo a nella Ghouta orientale per aiutarle ad avviare piccole attività agricole e di allevamento.

In Siria è in corso una crisi umanitaria senza precedenti e tra le ripercussioni di questo conflitto c'è il dramma delle vedove di guerra che ora si ritrovano sole, nella lotta quotidiana per affrontare disoccupazione, bassi salari e l'alto costo della vita.

Wardeh ha 43 anni ed è una di queste vedove di guerra. Vive con i quattro figli nella Ghouta orientale, area rurale alle porte di Damasco. Questa è la sua terra natale, dove è nata e cresciuta. Qui le tradizioni culturali sono ancora forti: l’uomo provvede al fabbisogno familiare e la donna si occupa della casa. Così era anche per Wardeh e la sua famiglia.

Quando il marito è morto, la sua vita ha subito un cambiamento radicale: non c'era più chi si è sempre occuato del sostentamento della famiglia e lei non aveva mai lavorato. All’inizio è stata aiutata dai vicini e dai parenti, ma sapeva che non sarebbe bastato. Madre forte e determinata, sentiva di dover reinventarsi, per la sua sopravvivenza e quella dei suoi bambini.

Era l’inizio del 2019 e stavamo lanciando il progetto GOAL, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e implementato in collaborazione con la Mezzaluna Rossa Araba Siriana (SARC Syrian Arab Red Crescent) per migliorare la sicurezza alimentare della Ghouta orientale.

Wardeh è stata una delle prime beneficiare del progetto. Con lei altre 400 donne diventate loro malgrado capifamiglia. Le abbiamo coinvolte in un percorso di formazione nel settore agricolo ed avicolo e abbiamo fornito loro galline, semi e attrezzature per realizzare pollai e piccoli orti e le competenze base per gestire un'attività generatrice di reddito.

Con l’aiuto dello staff di AVSI e della SARC, Wardeh ha iniziato a vendere le uova prodotte dalle galline che ha ricevuto per risparmiare denaro sufficiente per sistemare la bottega del marito. Una volta riaperto il negozio, ha aumentato le vendite di uova rifornendosi anche dalle altre beneficiarie del progetto. “Ho ritrovato la speranza” ci ha detto Wardeh.

Inoltre, grazie alle sementi e agli strumenti ricevuti, adesso vende anche le verdure del suo orto.

Quando mio marito è morto sapevo che avrei dovuto darmi da fare ma non avrei mai immaginato di poter avviare una mia attività. Grazie al progetto, non solo posso prendermi cura dei miei bambini ma ho anche scoperto le mie capacità e mi sento più forte.

Wardeh, beneficiaria del progetto GOAL

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