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23 Novembre Nov 2018 1053 23 novembre 2018

Andrea e Selina, una famiglia in Burundi "È un progetto, non smania di altruismo"

Si solo lasciati famiglie e amici alle spalle per un sogno speciale: dedicare le proprie competenze all'assistenza di chi soffre. Anche a costo di affrontare situazioni pericolose. Tra i cooperanti raccontati da Repubblica in un servizio sui giovani italiani impegnati in cooperazione anche Andrea Sovani e Selina Faccin di AVSI BURUNDI

Andrea Sovani Burundi

di Zita Dazzi - La Repubblica

Andrea Sovani e Selina Faccin, marito e moglie, 31e 26 anni, hanno lasciato Roma e Ivrea nel settembre 2017 e sono partiti per il Burundi, per conto di AVSI.

Aspettano anche un bambino che nascerà a febbraio, ma questo non li fa desistere dal loro progetto di aiutare un popolo povero. «Staremo qui almeno fino al 2020 perché io curo un progetto di formazione professionale e inserimento nel mondo del lavoro, mentre mia moglie si occupa di consolidare i percorsi scolastici dei ragazzi spiega Andrea - Sono interventi a lunga scadenza, per questo dobbiamo stare qui a lungo». In Burundi lavorano nei quartieri più disagiati della capitale Bujumbura ma questo non li spaventa.

«I giovani che come noi fanno questa vita, non si muovono in base all'emotività del momento e per una smania di altruismo. Chi è qua, lo fa perché si mette in gioco personalmente in situazioni complesse e imprevedibili. Ma rispettando sempre le regole di sicurezza per non correre pericoli, avendo presente il rischio inevitabile dell`evento eccezionale». La coppia viene da studi in campo europeo sulle migrazioni. «Ma è in Africa che mi sono appassionato a questo lavoro, che ti mette di fronte a un bisogno enorme. Si incontrano volti e storie in cui ti viene chiesto di mettere un po` di te. E la cosa interessante è che questo è un modo sia di aiutare il prossimo, sia di scoprire una parte di noi stessi».

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