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19 Marzo Mar 2018 0920 19 marzo 2018

APAC: le carceri senza guardie né armi anche in Perù

Firmato l’accordo tra AVSI e l’Istituto nazionale penitenziario peruviano (INPE) per introdurre nel Paese un’alternativa alla pena detentiva.

Foto Antonello Veneri 5

Impostare le condizioni per il reinserimento sociale della popolazione carceraria è l'obiettivo dell'accordo siglato giovedì 1 marzo a Lima da AVSI e l'INPE, Istituto nazionale penitenziario peruviano.
Con la firma inizia un percorso che mira a diffondere anche in Perù le linee strategiche della FBAC (Fraternidade Brasileira de Assistência aos Condenados) e implementare la metodologia APAC (Associação de Proteção e Assistência aos Condenados) come alternativa al sistema carcerario attualmente in uso nel Paese.

Le APAC sono strutture detentive coordinate da associazioni che collaborano con il potere giudiziario ed esecutivo per la custodia dei detenuti e, una volta scontata la pena, per il loro reinserimento nella società.
Diffuse in Brasile a metà degli anni Settanta, queste carceri si presentano come un'alternativa al sistema penitenziario tradizionale: i detenuti scontano la pena in cella, ma non ci sono poliziotti. Sono gli stessi carcerati a tenere le chiavi della struttura, a occuparsi della pulizia, dell'organizzazione, della disciplina e della sicurezza, in collaborazione e cogestione con i responsabili APAC.

Dal 2011 AVSI contribuisce al consolidamento delle APAC grazie allo “Strumento europeo per la promozione dei diritti umani e della democrazia (EIDHR)”. Inoltre dal 2017, grazie ai finanziamenti dell’Unione europea, AVSI ha avviato il nuovo progetto “Multicountry” per sostenere la FBAC nella diffusione del metodo, quindi nella promozione dei diritti umani della popolazione carceraria, nella denuncia di torture, maltrattamenti e pene disumane in Brasile, Costa Rica, Cile e Colombia.
L’accordo è il primo passo per sensibilizzare la società peruviana sul metodo APAC e avviare partenariati tra settore pubblico e privato per favorire percorsi formativi nelle carceri.

Questa collaborazione è una tappa importante per migliorare i processi di reinserimento nella società degli 85 mila detenuti oggi presenti nelle prigioni di tutto il Paese.

Daniela Altini, responsabile di AVSI Perù.

Alla firma dell’accordo hanno partecipato l’ambasciatore italiano in Perù, Mauro Marsili, i rappresentanti di AVSI, Fabrizio Pellicelli (AVSI Brasile) e Daniela Altini (AVSI Perù), e i rappresentanti dell’INPE, Carlos Vásquez Ganoza (presidente) e Claudett Delgado Llanos (consigliere del consiglio di amministrazione).

In copertina, foto di Antonello Veneri

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