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10 Maggio Mag 2017 1013 10 maggio 2017

Trapianto di midollo in Iraq

Al via nel Kurdistan iracheno un progetto di supporto all’unico ospedale del Paese in grado di trattare i casi più gravi di leucemia e talassemia. Grazie a fondi dell'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS)

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L’Hiwa Cancer Hospital di Sulaymanyya, nel Kurdistan Iracheno, è un centro medico (pubblico e gratuito) specializzato in oncologia e oncologia infantile. Dallo scorso anno è l'unico in tutto l'Iraq a offrire un servizio di trapianto midollare: una particolare tecnica chirurgica in grado trattare anche i casi più gravi di leucemie e talassemie. Fino al 2016, i pazienti iracheni erano costretti a lunghi viaggi della speranza per sottoporsi al delicato intervento: in Paesi come la Turchia o L’India, affrontando anche spese fino 100.000 dollari.

Oggi, a marzo 2017, i pazienti trapiantati sono già 27 e l’Hiwa Cancer Hospital ha stilato un fitto calendario di operazioni sino al prossimo dicembre.

Tutto ciò è stato possibile grazie all’intervento del Governo Italiano che, tramite l’AICS (Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo) ha creduto nel progetto e ha stanziato i fondi necessari per appoggiare l’ospedale sia dal punto di vista delle attrezzature mediche necessarie, sia e soprattutto da quello del know how.

Da febbraio del 2017, AVSI è partner del Governo Italiano e dell’Hiwa Cancer Hospital per la gestione del progetto, che mira, in 10 mesi, non solo al supporto generico alla struttura in termini di diagnosi e cura delle leucemia, ma anche alla cura specifica di almeno 100 bambini con problemi oncoematologici.

Protagonista dell’operazione è infatti un pool di medici Italiani provenienti da diversi ospedali e fondazioni e specializzati in oncologia infantile, oncoematologia e trapianti del midollo osseo che, ormai da più di un anno, affiancano il team di chirurghi, infermieri e tecnici curdi, trasmettendo loro le conoscenze e le competenze necessarie per la diagnosi e la cura di leucemie e talassemie.

Il Kurdistan ha un tasso di incidenza di leucemia e talassemia che è quasi il doppio rispetto alla media del resto del mondo, per cause legate alla genetica.

Tutto ciò avviene in un periodo estremamente delicato per la Regione Autonoma del Kurdistan: le milizie Daesh sono presenti in alcune zone del territorio e l’esercito iracheno, insieme con le truppe Peshmerga, è quotidianamente impegnato in azioni belliche finalizzate alla liberazione delle città e dei villaggi occupati.

La guerra ha ridotto gli investimenti del governo sulle operazioni militari hanno ridotto il budget statale disponibile. Eppure, sia Baghdad, sia il Governo Regionale Curdo hanno sin'ora garantito l’appoggio minimo ed indispensabile all’Hiwa Cancer Hospital, riconoscendo al progetto una valenza nazionale ed internazionale che combatte in prima fila con una delle malattie più diffuse e letali della Regione.

Non solo: nel Governatorato di Sulaymaniyyah sono ospitati quasi 200 mila sfollati interni provenienti da diverse zone. Persone scappate dalla guerra.

Oggi, l’Hiwa Hospital apre ogni giorno le sue porte a circa 400 pazienti, dei quali un terzo sono sfollati: intere famiglie che vivono in campi organizzati o che hanno trovato rifugi di fortuna in zona urbana e che hanno nell’Hiwa una delle poche possibilità di cure gratuite.

Il progetto è stato inaugurato ufficialmente il 10 maggio, con una visita della nuova console Italiana nel Kurdistan iracheno, Serena Muroni, e da parte della delegazione dell’AICS Beirut, con in testa il direttore Gianandrea Sandri. Alla cerimonia hanno partecipato le autorità sanitarie del Kurdistan e numerosi media locali.

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