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22 Giugno Giu 2015 1839 22 giugno 2015

Sapessi com'è difficile, essere madri in Congo

Da VanityFair.it di Alessia Arcolaci - foto by @Karole Di Tommaso 

Nella Repubblica Democratica del Congo la maternità è tra le principali cause di morte tra le donne, nei villaggi e nei piccoli centri l'assistenza sanitaria è del tutto assente.

In Congo le donne muoiono di parto, ogni giorno. Il tasso di mortalità materna è tra i più alti al mondo. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2013 sono morte circa 21mila donne a causa delle complicazioni avute durante la gravidanza e il parto, dovute alla mancanza di cure adeguate.

Su centomila donne che partoriscono in un anno ne sono morte 846, in media ogni madre ha sei figli. Cinquantotto bambini su mille muoiono durante il primo anno di vita per mancanza di assistenza sanitaria, cibo adeguato, cure. I dati delle Nazioni Unite raccontano che in Congo è attivo soltanto un dottore ogni diecimila abitanti e quasi nessuno di questi opera nelle zone rurali. A Masisi, nella regione del nord Kivu, dove siamo stati, la situazione nei villaggi non è diversa.

Abbiamo conosciuto Nema, che nella sua casa, ci ha fatto assistere al primo bagnetto del suo ultimo nato Bati. Per avere l’acqua in casa e preparare il catino dove immergere il suo piccolo appena nato, un altro dei suoi figli ha percorso quattro chilometri a piedi all’andata e quattro chilometri al ritorno trasportando due taniche da cinque litri. Al suo rientro, tutti insieme e in religioso silenzio hanno lavato Bati, per la prima volta.
Bati è solo uno dei tanti bambini di Nyabiondo, dove l’organizzazione internazionale Avsi si occupa di protezione dell’infanzia e scolarizzazione. In questo villaggio, i piccoli come lui,  appena nati, viaggiano per le strade in terra battuta sulla schiena delle loro madri o delle loro sorelle più grandi alla ricerca di canna da zucchero da riportare a casa la sera. Stanno inseme a loro tutto il giorno nei campi a lavorare la terra, osservano il mondo dalla schiena di chi li trasporta, prima di iniziare a percorrerlo da soli.
Custoditi e cullati in stoffe colorate e sgargianti, quelli che non camminano ancora, sono gli unici ad avere ancora la pelle dei piedi morbida, i più grandi camminano scalzi senza sosta, hanno i piedi duri, già adulti e pieni di polvere.
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