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22 Gennaio Gen 2015 1620 22 gennaio 2015

Generare Bellezza. Lo sguardo di John Waters e dei testimoni AVSI nel mondo

Un evento pubblico a Milano, presso lo spazio QC Terme in piazzale Medaglie d’Oro, alle 18.30, per raccontare l’esperienza di AVSI nel mondo in occasione dell’annuale Comitato Tecnico Operativo. Tanti i testimoni di AVSI da tutto il mondo, a partire da John Waters, curatore della mostra Generare Bellezza, e poi Marco Perini dal Libano, Anna Sambo dal Sud Sudan, Amparito Spinoza dall’Ecuador e Ernest Sesay dalla Sierra Leone afflitta dall’ebola.

Una mirada que ha cambiado mi vida”, uno sguardo che ha modificato per sempre il futuro di Amparito Espinoza, ora direttrice della ong Fundacion Sembrar. E’ con queste parole che racconta a una sala gremita il suo incontro con Fondazione AVSI, capace di renderla nuovamente protagonista della sua vita.
Il tema dello sguardo, è stato alla base dell’incontro "Generare Bellezza" di mercoledì 21 gennaio a Milano, che ha riunito circa 200 persone presso lo spazio QC Terme in zona Porta Romana per assistere ai racconti di John Waters, che quest’estate ha visitato le opere di AVSI in Kenya, Ecuador e Brasile per preparare la mostra Generare Bellezza esposta quest’anno al Meeting di Rimini. Lo spazio ha anche accolto una riproduzione della mostra.
Ha parlato di “sguardo” anche John Waters, citando le parole di Papa Francesco per sviscerare il tema della povertà. “Il tema della mostra Generare Bellezza era: cosa possiamo fare? – racconta John Waters - Non basta fare l’elemosina. Ma è necessario guardare negli occhi l’altro, incrociare lo sguardo”. Ha parlato anche di educazione, che secondo John Waters “non può essere soltanto trasmissione di informazioni, ma è un contatto, una scintilla”.
Dopo la testimonianza di John Waters, è stato il momento di raccontare il lavoro di AVSI per far fronte alle emergenze in Sud Sudan, Libano e Sierra Leone. Marco Perini, responsabile AVSI in Libano ha parlato dei progetti per accogliere i rifugiati siriani in Medio Oriente, dove l’educazione rimane fondamentale anche in contesto di emergenza.
Sono 1,6 milioni le persone in fuga dalla Siria, ma nonostante la situazione critica è necessario mettere il tema dell’educazione prima di tutto. Subito dopo, viene il lavoro. E’ quasi disumano il sistema che prevede la semplice distribuzione di denaro ai rifugiati. Abbiamo provato a dar loro un lavoro”.
Ernest Sesay, infine, è intervenuto in collegamento telefonico dalla Sierra Leone, dove l’emergenza ebola prosegue, nonostante i piccoli ma significativi segnali di miglioramento, come la possibile futura riapertura delle scuole nelle prossime settimane.