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13 Marzo Mar 2014 1255 13 marzo 2014

Sierra Leone, i dieci anni della scuola di Mayenkineh

Da piccola scuola di quartiere a punto di riferimento per 1600 studenti. La scuola di Mayenkineh in Sierra Leone compie dieci anni di attività. Martedì 18 e mercoledì 19 marzo due giornate di celebrazione dense di incontri, ospiti e appuntamenti per approfondire il ruolo dell’educazione nello sviluppo della Sierra Leone.

Fondazione AVSI, sin dall'inizio del suo lavoro nel paese africano, ha deciso di investire gran parte del suo impegno per cercare di migliorare la qualità dell'educazione in Sierra Leone, un Paese al 173esimo posto di una graduatoria di 179 paesi per quanto riguarda il suo livello di alfabetizzazione, con un tasso di appena il 38,1%.
L’impegno di AVSI è iniziato nel 2000, con il sostegno al lavoro di una ONG locale, la Family Home Movement (FHM), fondata dal missionario Padre Berton. Dalla collaborazione con FHM, sono nate numerose opere, soprattutto centri di accoglienza per bambini e ragazzi, per poterli togliere dalla strada e ridar loro un futuro, oltre a progetti di reinserimento dei bambini ex soldato.
La scuola di Mayenkineh, quartiere periferico della capitale Freetown, è una di queste. Nata come una piccola scuola di quartiere, oggi accoglie 1.600 studenti, dall’asilo alle superiori, di cui oltre 750 supportati dal sostegno a distanza.
Per celebrare i suoi primi 10 anni di vita due giornate ricche di eventi ai quali hanno partecipato, a testimonianza dell’importanza che riveste questa opera nel tessuto sociale della Capitale, il Ministro per il Welfare e l’Infanzia e il Ministro dell’Educazione della Sierra Leone, l’Arcivescovo di Freetown oltre alle autorità locali e i tanti amici che hanno accompagnato il cammino di questa scuola.

Tantissime le storie vissute tra le sue mura. Protagonisti i bambini, i ragazzi, le loro famiglie che hanno potuto trovare un punto fermo da cui ripartire, come testimoniano Aminata e Tenneh, che hanno scritto due lettere in cui mostrano tutta la loro gratitudine ai loro sostenitori a distanza.

La lettera di Aminata:

Mi chiamo Aminata e vorrei cominciare questa mia lettera con un particolare ringraziamento al Programma di Sostegno a Distanza (SAD) di AVSI che personalmente, grazie al contributo del mio sostenitore italiano, mi ha permesso di completare i miei studi primari e secondari. Il sostegno a distanza venne in mio aiuto nel 2003, dopo aver valutato le mie condizioni e aver visitato la mia famiglia, quando frequentavo la quarta elementare e AVSI cominciava la costruzione della scuola Holy Family a Mayenkineh.
In quel periodo era tutto molto difficile, soprattutto per mia madre che doveva prendersi cura della casa e della famiglia in una situazione economica disastrosa, quella dell’immediato dopoguerra. In quanto unico genitore, faceva molta fatica a procurare da mangiare per tutti noi e ricordo che spesso andavo a scuola senza aver mangiato, e senza la speranza di poter mangiare qualcosa per il resto della giornata. E’ stato allora che un sostenitore italiano ha cominciato ad aiutarci, prendendosi cura delle mie necessità educative: ho cominciato a ricevere libri, scarpe, zaino e mia madre poteva permettersi di comprarci qualcosa in più da mangiare.
Ricordo che ci fu un periodo in cui ero seriamente malata e non riuscivamo a capire quale malattia avessi. Mia madre era disperata e spesso la vedevo piangere perché non poteva permettersi di pagare le cure mediche di cui avevo bisogno. Allora non mi era ancora chiaro il ruolo del sostegno a distanza e così quando John e Ernest, coordinatori del progetto SAD, lo vennero a sapere, mi sorpresi vedendo che si adoperavano per portarmi all’ospedale di Lunsar, a 150 km dalla Capitale. I dottori mi visitarono e scoprirono che avevo una grave forma di malaria, restai in ospedale per due settimane. Tutte le spese mediche, però, erano state coperte dal sostegno a distanza. E fu un grande sollievo per mia madre. Sia io che lei siamo davvero grati al sostenitore italiano che si è preso così tanta cura di me.
Quando due anni fa ho concluso le scuole superiori, mi sono iscritta al Milton Margai College dove sto studiando per diventare insegnante. Una cosa sino ad allora impensabile per me poiché mia madre non avrebbe mai potuto pagarmi il costo degli studi. Sono all’ultimo dei 3 mesi di tirocinio previsti dal mio corso di studi, proprio presso la Holy Family School, scuola che ho frequentato grazie al SAD e che è nata e tuttora cresce grazie ad AVSI e ai suoi progetti.
In questi mesi qui a scuola come studente-insegnante ho avuto occasione di incontrare diversi studenti, molti dei quali beneficiari del SAD: mi sono trovata a parlare con loro chiedendo dei loro desideri e delle loro ispirazioni, ed è stato naturale per me raccontargli della mia vita e di quello che il sostegno a distanza ha fatto per me, cercando di fargli prendere coscienza della fortuna che hanno. Il mio desiderio ora è di poter insegnare proprio alla Holy Family School appena avrò terminato gli studi per poter dare ai bambini e ai ragazzi più bisognosi quello che ho ricevuto io, un’educazione e una vera compagnia

La lettera di Tenneh:

Per tutta la sua vita, padre Berton, il fondatore del FHM, si è preso cura degli orfani, dei senza casa e dei bambini abbandonati. Io ero tra questi.
Padre Berton si prese cura personalmente di me e più tardi decise di inserirmi nel progetto di AVSI del Sostegno a Distanza perché continuassi ad essere aiutata anche nel mio percorso scolastico. Ricordo ancora il nome del mio sostenitore, che desidero ringraziare di cuore per essersi preso la responsabilità di diventare mio genitore adottivo: ha contribuito molto alla mia educazione.
Il sostegno cominciò nel 2003 quando frequentavo la scuola elementare ed è proseguito fino al termine delle scuole superiori. La situazione in cui vivevo era molto faticosa poiché avevo perso entrambi i genitori durante la guerra e mia zia cercava da sola di prendersi cura di me. Il sostegno a distanza fu di grande aiuto, perché mi garantì il pagamento delle rette scolastiche, libri e altri aiuti come la copertura delle spese mediche.
Grazie al mio sostenitore, attraverso il sostegno a distanza ho potuto completare i miei studi elementari e superiori e adesso che ho potuto iscrivermi all’università mi sento infinitamente grata per questa opportunità che mi è stata data e che quando ero più piccola non immaginavo neanche di poter avere.
Nel nostro paese c’è moltissima povertà, ma per fortuna ci sono persone come Remo che ci permettono di avere un’educazione e di crescere. Il mio desiderio è di trovare persone che possano continuare ad aiutare chi, una volta terminati gli studi superiori, voglia iscriversi all’università ma non abbia le possibilità di farlo. Spero, una volta finito il mio periodo all’università, di poter in qualche modo contribuire a dare questo sostegno”.