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11 Marzo Mar 2013 1110 11 marzo 2013

2013 Anno Internazionale dell’acqua: dalla Tanzania una nuova sorgente di vita chiamata Sabina

In occasione dell’Anno Internazionale dell’Acqua e della Giornata Mondiale a essa dedicata, che si celebra il 22 marzo, istituita dalle Nazioni Unite nel 1992 per sensibilizzare alla promozione di un uso consapevole della risorsa maggiore e più importante per gli esseri umani, AVSI racconta le storie di persone incontrate e coinvolte nei progetti nei diversi paesi del mondo che hanno riscoperto l’acqua come veicolo di educazione e possibilità di crescita.

“Per modificare e migliorare le proprie abitudini l’uomo ha bisogno di incontrare qualcuno che veramente lo guardi e si prenda cura di lui”. Così racconta Sabina Myovela madre di 7 figli, vedova, nata nel 1959 nel villaggio di Tanangozi in Tanzania. Sabina come la maggior parte delle donne del suo paese deve occuparsi da sola della sua famiglia e mantenerla attraverso la coltivazione di un piccolo campo di mais e fagioli e l’allevamento di alcune anatre. La Tanzania è infatti uno dei paesi più poveri non solo dell’Africa centrale, ma del mondo, con un PIL pro-capite di circa 220 dollari l’anno, rientrando così nella lista dei “Least Developed Countries”, il 60% della popolazione sopravvive con meno di 2 dollari al giorno senza elettricità e il 40% non ha accesso all’acqua potabile.
AVSI ha conosciuto Sabina attraverso il progetto che sta implementando nella regione di Iringa per il miglioramento dell’accesso e della gestione delle risorse idriche della popolazione rurale. Sabina infatti apparteneva al gruppo di persone che erano state colpite negli ultimi anni da malattie legate all'acqua (malaria, diarrea e malattie della pelle) e a cui erano rivolti alcuni corsi di formazione e visite di assistenza a casa. Ciò che ha impressionato fin da subito lo staff di AVSI è che Sabina conosceva bene i rischi e le malattie legate all'acqua, aspetti che aveva appreso da precedenti corsi di formazione, ma né lei né nessun altro del gruppo utilizzava nella vita quotidiana queste buone pratiche apprese.
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Racconta Sabina: "Tutti noi abbiamo appreso dai progetti precedenti le cause delle malattie legate all'acqua e l'importanza dell’igiene e dei servizi igienico-sanitari per l'ambiente circostante, ma non abbiamo mai cambiato le nostre abitudini. Nessuno ha mai preso veramente a cuore il nostro benessere, erano solo soddisfatti nel fornirci suggerimenti. Con AVSI qualcosa è cambiato, si sono veramente presi cura di me e questa è la cosa più importante. Nessuno prima era venuto a visitare la mia casa e a condividere con me quello che davvero vivo quotidianamente".
Dopo la formazione seguita con AVSI oggi Sabina ha migliorato le sue abitudini, presta attenzione agli insegnamenti appresi e vuole sensibilizzare anche gli altri abitanti del suo villaggio sui temi dell’igiene e dei servizi igienico-sanitari contro le malattie connesse all'acqua. È diventata un vero esempio positivo e ha testimoniato come un reale cambiamento avviene nell’uomo solo quando incontra qualcuno che lo abbraccia e prende veramente a cura la sua vita.
Scopri di più sul progetto in Tanzania