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6 Febbraio Feb 2013 1224 06 febbraio 2013

Sostegno a distanza: un uccellino che ricomincia a cantare. Da Haiti la storia di Dacheline

Dacheline è nata nove anni fa a Torbeck in Haiti, quartogenita di otto bambini. La sua famiglia ha dovuto affrontare molti problemi, insicurezza e povertà prima, terremoto e colera, infine qualche mese fa la casa inondata dopo l'uragano. Prima i problemi sembravano insormontabili, poi con la consapevolezza di non essere soli il coraggio, l’impegno, la ricostruzione.

Anche Dacheline ha mostrato coraggio nell'affrontare le sue sfide. A causa dei momenti difficili vissuti quando era più piccolina, ha sempre avuto difficoltà a parlare. Molto introversa non solo non riusciva a giocare e ridere con gli altri ma nemmeno a lasciarsi andare ad un pianto liberatorio. Fisicamente era come un “robot”: aveva una postura rigida, era bloccata nei movimenti e non muoveva le braccia normalmente.
I traumi vissuti si riflettevano anche da un punto di visto fisico. Compiuti 3 anni e raggiunta l’età scolare, i genitori non hanno reputato importante iscriverla a scuola. Perché impegnarsi a superare le difficoltà economiche per pagare le tasse scolastiche ad una bambina che manifestava disturbi fisici e psicologici?  Fortunatamente un paio di anni più tardi Dacheline è entrata a far parte del progetto di Sostegno a distanza e dopo che gli assistenti sociali hanno sensibilizzato la famiglia sull’importanza dell’educazione, ha iniziato ad andare a scuola. Ha trascorso un anno in classe normale, con tutti gli altri bambini poi è stata integrata in una classe speciale con un insegnante di sostegno specializzato.
Dopo 2 anni di frequenza scolastica ha iniziato a parlare e poco a poco a socializzare con gli altri bambini. Oggi grazie agli interventi degli operatori sociali, Dacheline parla e gioca con gli altri bambini normalmente e soprattutto i genitori non la guardano più per quello che non riesce a fare ma per quella che è.
Senza l'aiuto degli amici italiani che la sostengono a distanza Dacheline non avrebbe avuto la possibilità di andare a scuola, di fare un percorso per superare i traumi, non avrebbe mai conosciuto il significato della felicità e il gusto della vita.
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