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23 Aprile Apr 2012 1405 23 aprile 2012

SPECIALE FESTA DELLA MAMMA: quando una madre diventa consapevole del cuore dei figli

“Mi dissero: ho il lavoro perfetto per te. Non esiste il lavoro perfetto, però esistono circostanze in cui una mamma può tornare ad alzarsi, grazie a uno sguardo diverso e iniziare a sostenere il cammino degli altri”.

Amparito Espinoza racconta la sua avventura umana e lavorativa nel programma AEDI (Azione Educativa Integrata) con cui AVSI è presente a Quito e Portoviejo, in Ecuador, coinvolgendo oltre 1600 bambini e le loro famiglie con il Sostegno a distanza.

Avevo appena passato un momento molto difficile della mia vita, la perdita di mio figlio, che soffriva di una cardiopatia congenita. Fu la cosa più dura che mi potesse succedere, se n’era andato per sempre e io ero rimasta completamente distrutta, senza voglia di vivere. Un giorno ricevetti una chiamata da suor Anna che mi disse: “Ho il lavoro perfetto per te”. Non me ne stupii, perché inventava continuamente cose in cui mantenermi occupata, perché non fossi triste. Andai al colloquio e nell’angolo di una sala, vidi una signorina dai capelli rossi con il sorriso dolce e lo sguardo limpido, fu così che conobbi Stefania Famlonga, responsabile AVSI in Ecuador.
Iniziai a coinvolgermi nel lavoro di AVSI l’1 novembre 2004, partecipando al Pelca (Prescolar en la Casa): un programma di educazione infantile per bambini da 0 a 5 anni in un contesto difficile che ha l’obiettivo di sostenere le mamme nel loro compito educativo. Il progetto consiste nel rafforzamento del ruolo educativo dei genitori, in particolare le mamme, alle quali vengono trasmesse conoscenze e strumenti di base per accompagnare lo sviluppo dei loro figli. L’idea centrale é che solo partendo dall’educazione un popolo può riscattarsi da situazioni disagiate e difficili.
In seguito ho cominciato con Stefania a visitare le famiglie coinvolte nel progetto e così facendo a poco a poco, mi resi conto dei bisogni, della sofferenza e del dolore delle madri che visitiamo e questo ha riempito il grande vuoto che aveva lasciato la morte del mio piccolo. Questo lavoro mi ha fatto crescere molto come donna e come madre, e ad oggi la responsabilità maggiore che ho è trasmettere alle nuove educatrici quello che ho ricevuto io in questi anni. In questo lasso di tempo, le madri sono diventate più protagoniste della propria vita; alcune delle persone che lavorano in AVSI sono madri del programma, che sono state valorizzate per il loro senso di responsabilità materna. Ci si rende conto di quanto può cambiarti l’essere guardato in modo diverso.
Non basta che ti s’insegni un lavoro, ma che ti si accompagni nella strada che devi percorrere, bisogna essere per l’altro una compagnia anche nella vita. E questo si ottiene incontrando un amico, un’amicizia. Tutto questo aiuta la mamma a diventare consapevole che nei suoi figli c’é una speranza e che essi hanno un cuore uguale al suo, sempre in cerca di verità e felicità, come testimoniano le parole della mamma di Efrèn, bimbo del programma:

“Solo se come madri facciamo scoprire ai nostri figli la bellezza e l’amore per tutto ciò che esiste, allora potremo anche motivarli a studiare non per il voto ma per qualcosa di più grande”