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10 Settembre Set 2011 1200 10 settembre 2011

GIORNATA MONDIALE DELL’ACQUA 2011 4 RWANDA E TANZANIA: un acquedotto per sperare

In Rwanda, Fondazione AVSI si è impegnata per il 2011 nella costruzione di un acquedotto nel distretto di Gicumbi, una zona la cui rete idrica è talmente compromessa che soltanto 39 km su 290 si trovano in buone condizioni. Di conseguenza, l’acqua è accessibile solamente al 37% della popolazione locale. Una situazione che ha comportato la diffusione di malattie come il colera, il tifo e la dissenteria bacillare, che colpisce soprattutto donne e bambini.
In questo contesto si realizza l’intervento di AVSI e MLFM, denominato “Rwanda water facility” e che consta di 4 fasi integrate: realizzazione di infrastrutture di base per la fornitura di acqua e servizi igienico-sanitari (tramite la riabilitazione di un acquedotto di 37,2 km nei settori di Rutare, Giti, Rwamiko e Muko per la fornitura di acqua a 13.674 abitanti), promozione dell’igiene rivolta ai residenti più vulnerabili e bisognosi delle zone rurali (tramite la costruzione di servizi igienici nelle scuole e sensibilizzazione), miglioramenti concernenti il settore della sanità, potenziamento delle capacità degli attori chiave del progetto (gli operai che lavorano all’acquedotto seguono un corso per incrementare le competenze necessarie per la corretta manutenzione dell’infrastruttura).
Anche in Tanzania l’accesso all’acqua è difficoltoso, ecco perché AVSI, sempre insieme ad MLFM, si è impegnata nel concretizzare il progetto di “Miglioramento dell’accesso e della gestione delle risorse idriche della popolazione rurale della Regione di Iringa”, nel corso del 2011. Come in Rwanda, si intende qui ricostruire l’acquedotto di Ismani, oggi gravemente danneggiato. Una volta ricostruito, esso sarà in grado di fornire acqua a ben 24 villaggi del distretto, (tre in più rispetto agli attuali), migliorando le condizioni igienico-sanitarie delle famiglie che ci vivono e garantendo acqua potabile a tutti. È prevista inoltre una campagna di sensibilizzazione perché l’intera popolazione servita dall’acquedotto dovrà essere bene informata su temi di salute e igiene e dei vantaggi apportati dal corretto utilizzo dell’acqua e delle conseguenze positive che questo servizio ha sulla salute pubblica. Queste attività andranno a beneficiare circa 50.000 abitanti.