Sostenibilità e inclusione per rifugiati e comunità ospitanti nel nord Uganda

Un reportage del fotografo Nicolò Filippo Rosso racconta il progetto di AVSI a sostegno dei rifugiati in Uganda

L'Uganda è da tempo un crocevia di migrazioni, plasmato da movimenti di popolazione storici e contemporanei. Oggi ospita oltre 1,9 milioni di rifugiati e richiedenti asilo, una delle popolazioni di rifugiati più numerose al mondo.

AVSI ha implementato il progetto STEP - Transition from Emergency to Sustainable Development Program, finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale attraverso l'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, in collaborazione con l'Ufficio del Primo Ministro ugandese, l'UNHCR, i leader locali e altri partner. L'obiettivo era migliorare la stabilità socioeconomica di 600 persone - rifugiati del Rhino Camp e provenienti dalla comunità ospitante - affrontando i loro bisogni prioritari con un approccio multisettoriale.

Sfoglia il reportage fotografico che racconta il progetto.

Concluso a maggio 2025, il progetto ha migliorato la vita di rifugiati e comunità ospitanti attraverso strumenti concreti, iniziative ambientali e interventi a sostegno del benessere, nel nord dell’Uganda raccontati da un reportage fotografico a cura del fotografo Nicolò Filippo Rosso.

Strumenti sostenibili per un futuro duraturo  

Il progetto ha promosso l’adozione di tecnologie rinnovabili, portando il tasso di utilizzo dallo 0% al 61%. Tra le soluzioni introdotte figurano la produzione di bricchette, sistemi di irrigazione su piccola scala, raccolta dell’acqua piovana, soluzioni di cottura a basso consumo energetico e collaborazioni con fornitori privati di energia rinnovabile.

Al termine dell’iniziativa, il 92% delle famiglie ha riportato un aumento della produzione agricola. Questo risultato è stato possibile grazie a sessioni di formazione, fornitura di strumenti agricoli e sementi, e alla creazione di orti domestici con accesso affidabile all’acqua. Il programma ha inoltre costituito 24 gruppi di produzione e commercializzazione agricola, coinvolgendo rifugiati e membri delle comunità ospitanti per rafforzare la cooperazione e generare opportunità di reddito.

L’insediamento di Rhino Camp

Un approccio olistico alla sicurezza e al benessere 

I sistemi di sostegno per le persone più vulnerabili sono stati rafforzati, offrendo servizi di salute mentale e supporto psicosociale, prevenzione della violenza di genere e assistenza legale attraverso dialoghi comunitari, sportelli legali e percorsi di segnalazione coordinati.

Grazie alle iniziative di protezione dell’infanzia e registrazione delle nascite, i casi di abuso e negligenza sono stati tempestivamente segnalati. Particolare attenzione è stata rivolta alle adolescenti in gravidanza, alle giovani donne e ai ragazzi, che hanno beneficiato di corsi di formazione sulle "life skills", percorsi di mentoring e sport-terapia. L'80% dei partecipanti ha mostrato un cambiamento positivo nei comportamenti. Anche le sessioni di supporto alla genitorialità hanno contribuito a migliorare le relazioni familiari, grazie anche a visite domiciliari di follow-up e attività di mentoring di gruppo per aiutare le comunità a mantenere questi cambiamenti nel tempo.

Un incontro di un gruppo di risparmio e credito al Rhino Camp, nel nord dell’Uganda

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