Studiare a stomaco vuoto: coltivare a scuola per favorire l’apprendimento

A Kyangwali, il progetto BANS introduce biogas e orti scolastici: pasti più regolari, maggiore frequenza per migliaia di bambini rifugiati.

Studentessa ugandese impegnata in un orto botanico
Paesi Uganda
Data 09.07.2026
Autore di Victor Job, Communication Advisor per AVSI in Uganda

In Uganda, uno dei principali Paesi di accoglienzaal mondo, oltre 1,9 milioni di rifugiati vivono in 13 insediamenti.

Tra questi, Kyangwali, nell’ovest del Paese, ospita più di 130.000 persone, in gran parte donne e bambini. Qui, i bambini rifugiati frequentano le scuole pubbliche insieme agli studenti della comunità ospitante. Tuttavia, la mancanza di cibo resta uno dei principali ostacoli: molti studenti seguono le lezioni a stomaco vuoto o sono costretti ad assentarsi.

La fame incide direttamente sull’apprendimento: riduce la concentrazione, peggiora la salute, aumenta l’assenteismo e compromette i risultati scolastici. In questo contesto, garantire l’accesso al cibo diventa una condizione necessaria per rendere effettivo il diritto all’istruzione.

Biogas e orti scolastici: come le scuole producono cibo ed energia

Per rispondere a queste sfide, a febbraio 2025 è stato avviato il progetto Biodigesters for Agriculture and Nutrition in Schools (BANS), con l’obiettivo di rafforzare l’autonomia alimentare delle scuole e migliorare nutrizione e apprendimento attraverso soluzioni sostenibili.

Il progetto combina:

  • orti scolastici, coltivati dagli studenti;
  • formazione agricola pratica, trasferita anche alle famiglie;
  • biodigestori, che trasformano rifiuti organici in biogas per cucinare e fertilizzanti naturali.

Questa integrazione consente alle scuole di produrre cibo, ridurre i costi energetici e migliorare la gestione delle risorse locali.

Karuhinda Primary School: learners at the school farm

Il caso di Karuhinda: più presenza, più partecipazione

Alla Karuhinda Community Primary School, nata nel 2020 per alleggerire il sovraffollamento di un altro istituto, la fame era una realtà diffusa fino al 2025. L’assenza di cibo incideva sulla frequenza, sulla qualità dell’insegnamento e sulle relazioni interne alla scuola.

Con l’avvio del progetto, gli studenti hanno iniziato a partecipare attivamente alla coltivazione di mais e ortaggi. La frequenza è aumentata e il clima scolastico è migliorato.

“Il progetto ha avuto un impatto sull'intera comunità. Non solo gli studenti apprendono sistemi di coltivazione, ma portano le competenze a casa, coltivano con le loro famiglie e frequentano la scuola con maggiore continuità”, spiega Monday William, dirigente scolastico della Karuhinda Community Primary School.

Cibo, energia pulita e apprendimento

Uno degli elementi distintivi del progetto è l’uso del biogas. I biodigestori installati nelle scuole trasformano gli scarti organici in energia per la cucina e in fertilizzante per i campi.

Questo permette:

  • di garantire pasti più regolari;
  • di ridurre l’uso di combustibili tradizionali;
  • di sostenere le attività agricole scolastiche.

Il legame tra nutrizione ed educazione diventa così operativo: produrre cibo e cucinarlo in modo sostenibile contribuisce direttamente alla continuità scolastica.

Gli studenti riconoscono questo cambiamento. “Mi piacciono le lezioni pratiche di agricoltura. Mi motivano a venire a scuola, mi aiutano negli esami e mi danno competenze per il futuro”, racconta Baraka Ndahura, studente della Primary Five.

Ngurwe Primary School: Biodigester in use for cooking

L’esperienza di Ngurwe: estendere l’impatto

Anche la Ngurwe Primary School, con oltre 1.200 studenti, sta beneficiando del progetto.

“Gli studenti stanno acquisendo competenze pratiche in orticoltura e le trasmettono ad altri. Durante il raccolto abbiamo distribuito cavoli a quasi 900 studenti, un risultato che ha colpito molto i genitori”, afferma Christine , vice preside della Ngurwe Primary School. “Il biodigestore è pienamente operativo e ci permette di cucinare con energia pulita”.

Le verdure coltivate vengono integrate nei pasti scolastici, rafforzando il programma di alimentazione già esistente e contribuendo alla presenza sia degli studenti sia degli insegnanti.

Nutrizione e apprendimento: un legame diretto

I primi risultati mostrano cambiamenti nella frequenza e nella partecipazione alle attività scolastiche. L’introduzione di orti e pasti regolari incide sulla motivazione degli studenti e sulla loro capacità di seguire le lezioni.

Parallelamente, l’apprendimento pratico dell’agricoltura fornisce competenze immediatamente applicabili. Alcuni studenti hanno iniziato a coltivare orti a casa, integrando la dieta familiare o generando piccole entrate.

Un lavoro congiunto

Il progetto BANS è finanziato da Novo Nordisk Foundation, fondazione filantropica danese attiva nel campo della salute, della sostenibilità e della ricerca. È realizzato da un partenariato che riunisce:

  • CARE, organizzazione internazionale impegnata nella lotta alla povertà e nelle emergenze umanitarie;
  • AVSI
  • JESE (Joint Effort to Save the Environment), organizzazione locale ugandese attiva nella tutela ambientale;
  • Biogas Solutions Uganda, impresa specializzata in tecnologie per la produzione di biogas.

“All’inizio era una risposta a una difficoltà quotidiana. Oggi vediamo studenti e insegnanti che riescono ad avere un pasto a scuola con regolarità”, osserva Deogratias Byamagaba, District Education Officer del distretto di Kikuube. “Questo indica che il programma si sta integrando nei piani locali per l’alimentazione scolastica”.

Le scuole coinvolte stanno progressivamente rafforzando la propria capacità di produrre cibo e gestire risorse energetiche. I risultati restano legati alla continuità del progetto e alla possibilità di estenderlo ad altri contesti con caratteristiche simili.

Maratatu Primary School: learners received porridge

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