Ricostruendo l’Iraq attraverso il lavoro

Data 15.02.2022

In città come Qaraqosh e Duhok, in Iraq, la vita degli abitanti si basava su allevamento e agricoltura.
Ma dopo il passaggio dell’Isis, le famiglie che sono riuscite a rientrare nelle loro case hanno trovato tutto distrutto.

La ripresa economica

Così è successo a Nissan e Bassam Zaki Makdisi: la loro fattoria di famiglia aveva subito danni ingenti e i due fratelli non credevano sarebbero mai riusciti a rimetterla in sesto.

È a persone come loro che si rivolgono diversi progetti di ricostruzione realizzati da AVSI Middle East grazie ai fondi del U.S. Department of State: Bureau of Population, Refugees, and Migration.

Alla base di queste iniziative c’è l’obiettivo di rafforzare la resilienza socio-economica della popolazione attraverso diverse azioni di sostegno: a Qaraqosh, ad esempio, le famiglie sono state accompagnate nel rientro presso le loro proprietà e affiancate nel riavvio della loro attività agricola.

Hanno ricevuto sostegno dalla ricostruzione degli edifici all’assistenza veterinaria per gli animali e, in questo modo, sono già state ricostruite 200 imprese agricole.
Un risultato che sta già avendo effetti positivi sull’economia dell’intero distretto.

Iraq State PRM 1
Iraq Prm 3

Il video documentario

La fotografa e videomaker Sara Melotti in Iraq ha incontrato i beneficiari dei progetti di AVSI e ha raccontato - direttamente dal campo - le loro storie.

Questo video documentario ripercorre, anche attraverso le parole del country representative Lorenzo Ossoli, le diverse tipologie di azioni e l'impatto che queste iniziative stanno avendo.

Le famiglie yazide

In quest’area hanno trovato rifugio anche molte famiglie yazide, fuggite alle persecuzioni dello Stato Islamico.

Seve Barakat Hinje Omar ricorda come il 3 agosto 2014 è riuscita a scappare sul monte Sinjar con la sua famiglia: per 10 giorni sono rimasti lì, in condizioni difficilissime.
Attraverso un corridoio umanitario sono poi riusciti ad arrivare in Siria e dopo un mese sono riusciti a tornare in Iraq, dove una famiglia locale li ha ospitati e gli ha messo a disposizione metà della propria fattoria.

Si tratta di una delle azioni intraprese da AVSI Middle East e PRM per favorire l’inclusione sociale e la collaborazione degli yazidi con le comunità ospitanti: un allevatore locale mette a disposizione la sua azienda agricola per ospitare un gregge di 50 pecore, metà delle quali apparterranno alla famiglia yazida e metà all’allevatore.

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I progetti puntano molto a coinvolgere anche le donne, come accade nel campo profughi di Essyan, dove vivono 5000 famiglie yazide.
Qui, 80 donne sono state formate e sostenute per avviare una produzione di fiori, frutti e piante ornamentali in serra, così da poter contribuire a dare una vita dignitosa alle loro famiglie.

Queste molteplici azioni rientrano nell’ambito dei progetti ASET ("Achieving Socio-economic Stability of Returnees, Host Community and IDPs in Iraq") e “A virtuous production cycle to relaunch a city and its economic fabric for IDPs and returnees to the Niniveh Plan”.