In Giordania, Step Together rafforza protezione, istruzione e servizi sanitari

Un'allenatrice di calcio con la sua squadra di bambine in Giordania

Finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale attraverso l'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, Step Together ha ampliato l’accesso a protezione, educazione e salute per migliaia di rifugiati e cittadini giordani in sei governatorati.

Fondazione AVSI, in partnership con Terre des Hommes Italia e con il finanziamento dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale attraverso l'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo ha realizzato LE NAKHTO MA'AN – STEP TOGETHER, un intervento multi‑settoriale attivo dal 2024 al 2025 nei governatorati di Mafraq, Rihab, Zarqa, Ma’an, Aqaba e Gweirah.
Il progetto ha rafforzato i sistemi di protezione comunitaria, ampliato l’accesso all’istruzione e ai servizi sanitari e sostenuto la partecipazione delle comunità più vulnerabili, sia giordane sia rifugiate.

Servizi sanitari: raggiungere chi è lontano

Nel sud della Giordania, Step Together ha facilitato l’accesso ai servizi sanitari attraverso cliniche locali, visite domiciliari e un mezzo mobile che ha permesso allo staff di raggiungere villaggi isolati.

A Gweirah, il dottor Nael Khateeb - responsabile del centro sanitario - spiega l’impatto della nuova unità mobile:
«Il centro di Gweirah serve circa 4.000 persone. Grazie al veicolo fornito da AVSI possiamo raggiungere quattro villaggi circostanti e offrire servizi in modo molto più efficace.»

Grazie a queste attività, oltre 7.100 persone hanno ricevuto cure materno‑infantili, pediatriche e trattamenti di base.

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Sensibilizzazione e sostegno concreto

Parallelamente, Step Together ha promosso sessioni di sensibilizzazione sull’igiene personale e distribuito dignity kit con prodotti per rispondere ai bisogni delle famiglie.
Una partecipante racconta l’utilità degli incontri:
«La sessione sull’igiene personale è stata molto utile, e i dignity kit contenevano cose davvero necessarie per le nostre famiglie.»

Protezione e supporto psicosociale

Molti bambini e molte bambine in Giordania vivono in contesti familiari segnati da fragilità emotive, spesso in famiglia non esiste uno spazio sicuro per esprimersi o condividere i propri sentimenti. Per questo, Step Together ha formato insegnanti ed educatori non formali - come un gruppo di mamme - offrendo strumenti per riconoscere i segnali di disagio e accompagnare i minori con maggiore sensibilità.

Tra gli strumenti quelli del disegno e dell'arteterapia. Una docente racconta cosa ha imparato:
«Ogni studente ha un bisogno diverso: c’è chi ha bisogno di più affetto, chi ha bisogno di recuperare una mancanza. Ora so riconoscere meglio ciò di cui ciascuno ha realmente bisogno.»

Grazie a questi interventi, oltre 1.100 persone hanno ricevuto supporto psicosociale e servizi di protezione.

Istruzione e relazioni

Il progetto ha sostenuto 259 bambini in percorsi di recupero scolastico, ma l’impatto educativo ha riguardato anche le relazioni e la fiducia in sé.

Sameera è una delle studentesse coinvolte e racconta: «A scuola mi ha aiutata molto. Ho incontrato persone di età diverse e ho imparato a rapportarmi con ciascuno. Questo mi servirà nel futuro.»

La formazione di 43 insegnanti, operatori sanitari e social worker ha contribuito a rendere gli ambienti educativi più inclusivi e più attenti ai bisogni degli studenti.

Lo sport come linguaggio educativo

Nel governatorato di Zarqa, lo sport , il calcio in particolare, è stato usato come strumento per lavorare su autostima e partecipazione di bambine e bambini dai 6 ai 15 anni.
Manal Samir è una delle allenatrici coinvolte: «Uso il calcio come strumento per rafforzare la fiducia del bambino, le sue capacità fisiche e il suo spirito di squadra.»

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Per molti bambini e bambine, queste attività hanno rappresentato uno spazio sicuro per inserirsi nel gruppo e sviluppare sicurezza nelle proprie capacità.

Giovani e digitale: raccontare la comunità

Le attività rivolte ai giovani hanno utilizzato il digitale come strumento per dare voce alle loro esperienze.
Attraverso laboratori e iniziative creative, i ragazzi hanno imparato non solo competenze tecniche, ma anche come usare gli strumenti online per raccontare la loro comunità, rafforzare le relazioni e costruire legami più positivi tra pari.

Una giovane partecipante sintetizza così questo percorso:
«Incontrare persone diverse e imparare a comunicare con ognuna di loro ha cambiato il mio modo di vedere gli altri. Mi ha aiutata a crescere.»

Partecipazione comunitaria

Il progetto ha sostenuto la creazione di sei gruppi comunitari, con 224 membri, attivi nella diffusione di messaggi di protezione, nel sostegno alle famiglie vulnerabili e nella promozione di iniziative locali.

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