AVSI in Sierra Leone
- Freetown Hq Office
AVSI ha iniziato a operare in Sierra Leone alla fine del 1990 durante la devastante guerra civile, sostenendo il lavoro dell'organizzazione locale Family Homes Movement (FHM).
Il primo impegno di AVSI è stato quello di garantire protezione e accoglienza ai bambini più vulnerabili, in particolare quelli reclutati dai gruppi armati. Negli anni l'impegno di AVSI si è diversificato in diversi settori: protezione dei minori, educazione, formazione professionale, accesso all’energia e clean cooking.
La situazione in Sierra Leone oggi
La Sierra Leone è uno dei Paesi più fragili dell’Africa occidentale: il 62,7% della popolazione vive in condizioni di povertà e il 78% affronta insicurezza alimentare.
L’accesso ai servizi di base è ancora estremamente limitato: solo il 12% delle famiglie dispone di servizi igienico-sanitari adeguati, con forti ripercussioni sul benessere delle persone.
In Sierra Leone il tasso di mortalità materna e infantile è tra i più alti al mondo
Negli ultimi anni l’iscrizione scolastica è cresciuta in modo significativo, passando dal 37% all’85% in sette anni. Tuttavia, il sistema educativo resta fragile, a causa di carenze strutturali e di una formazione degli insegnanti ancora insufficiente.
Il lavoro minorile continua a rappresentare una sfida rilevante: il 35,1% dei bambini è coinvolto in attività lavorative, spesso in condizioni rischiose.
La guerra civile in Sierra Leone
La guerra civile in Sierra Leone, durata dal 1991 al 2002, ha causato circa 50.000 vittime e lo sfollamento di oltre 2 milioni di persone. Il conflitto, alimentato da corruzione, povertà, disoccupazione giovanile e dalla contesa sulle risorse diamantifere, ha lasciato l’economia del Paese in condizioni critiche e ha distrutto infrastrutture e servizi sociali.
Gli anni successivi sono stati caratterizzati da un percorso di ricostruzione, riconciliazione e ripresa economica.
Dopo la fine della guerra civile, AVSI ha avviato numerosi interventi focalizzandosi sull'integrazione dei bambini e bambine reclutati dalle forze armate e dai gruppi armati, creando centri di accoglienza, fornendo supporto psicologico e promuovendo attività di reintegrazione sociale. Uno degli interventi più rilevanti di AVSI nel paese è stata la realizzazione, con il co-finanziamento del Ministero degli Affari Esteri italiano e di alcuni donatori privati, della scuola Holy Family School di Mayenkineh.
Inoltre, nel settore educativo, ha formato insegnanti e sostenuto scuole primarie e secondarie, garantendo l'accesso a un'istruzione di qualità a migliaia di studenti.
L'epidemia di ebola
Nel 2014, la Sierra Leone è stata colpita da un'altra grave crisi: l'epidemia di Ebola. Tra il 2014 e il 2016, il Paese ha registrato più di 14.000 casi e oltre 3.900 morti: si tratta di una delle peggiori emergenze sanitarie della sua storia. L’epidemia ha messo sotto forte pressione un sistema sanitario già fragile e ha avuto conseguenze profonde sulle comunità, i cui effetti sono ancora visibili oggi.
La frana della collina di Regent a Freetown
Nell’agosto del 2017, un’altra emergenza ha sconvolto la Sierra Leone. La frana della collina di Regent e l’inondazione di numerosi slum della capitale Freetown hanno richiesto un immediato intervento: il nostro staff ha seguito le attività di registrazione dei danni, la distribuzione di cibo e di prodotti non alimentari di prima necessità.
AVSI in Sierra Leone: i progetti in corso
Leh Wi Grow – Early Care, Early Learn, Stronger Roots
In un contesto in cui la vulnerabilità dei bambini è estremamente elevata — dovuta a bassi livelli di istruzione, esposizione a violenza e abusi e a pratiche culturali dannose — il progetto contribuisce al benessere dei minori localmente definiti menpikin* presso famiglie affidatarie, prevenendo al contempo l’abbandono dei bambini che vivono con le proprie famiglie biologiche.
L’intervento affronta barriere di tipo protettivo, economico ed educativo per migliorare l’accesso a un’istruzione sicura, inclusiva e di qualità, coinvolgendo attori a diversi livelli dello sviluppo del bambino.
A livello comunitario, gli adulti responsabili del benessere dei minori — come insegnanti, famiglie biologiche e famiglie affidatarie che accolgono i menpikin — sono coinvolti in percorsi formativi sull’educazione e lo sviluppo della prima infanzia.
A livello istituzionale, il progetto rafforza le reti di affido familiare e fornisce supporto tecnico al personale ministeriale competente, migliorandone la capacità di individuare, prevenire e rispondere ai casi di vulnerabilità e protezione dei minori a livello distrettuale.
HOME – Phase 3: rafforzare i sistemi di protezione per i bambini vulnerabili in Sierra Leone e Costa d’Avorio
La Sierra Leone registra tassi elevati di abbandono minorile, un’ampia diffusione dell’affido informale non regolamentato e una registrazione delle nascite limitata, insieme a bassi tassi di iscrizione alla scuola dell’infanzia e a una capacità ridotta dei servizi di protezione di garantire un’assistenza adeguata. Questi fattori espongono i bambini a gravi rischi di trascuratezza, sfruttamento e violenza.
Per affrontare queste sfide, AVSI, in partnership con gli Enti Autorizzati italiani (AMI e CIAI), implementa il progetto HOME – Phase 3.
Il progetto rafforza il coordinamento statale delle strutture di protezione per sostenere la creazione di percorsi formali di affido familiare e la definizione di documenti di policy ufficiali. Consolidando le reti locali e garantendo il coinvolgimento attivo di tutti gli stakeholder, contribuisce a costruire contesti più accoglienti e pienamente rispettosi dei diritti dei bambini.
Valorizza inoltre il ruolo delle comunità locali, aumentando la consapevolezza sul benessere fisico e psicologico dei minori e promuovendo ambienti più responsabili e attenti ai diritti dell’infanzia.
"Mango Seeds, radici forti per bambini protetti"
Il progetto sostiene cinque orfanotrofi partner di AVSI, lavorando su due aspetti strettamente collegati: le competenze di chi si prende cura dei bambini, e la loro salute. Da una parte, sostiene gli operatori con percorsi di formazione per affrontare anche le situazioni più delicate e offrire un accompagnamento attento, che tenga conto della protezione dei minori, dell’igiene, della salute e del benessere emotivo. Dall’altra, facilita l’accesso dei bambini alle cure mediche, con voucher sanitari per circa 150 minori, la distribuzione di kit essenziali e il supporto alle campagne vaccinali in collaborazione con il Ministero della Salute.
Sostegno a distanza
Attivo da oltre 20 anni, il programma Sostegno a Distanza in Sierra Leone offre a 801 bambini l’opportunità di accedere alla scuola e completare il proprio percorso educativo.
La maggior parte dei bambini sostenuti frequenta le Holy Family Schools, una situata a Madina-Tabai e l'altra a Mayenkineh, che include i quartieri di Lokoh Town e Calaba Town (la prima nell’area di Bombali e la seconda in quella di Freetown), gestite dal partner Family Homes Movement (FHM).
La Holy Family School di Mayenkineh è stata costruita grazie all’intervento di AVSI. L’iniziativa segue i bambini dalla scuola dell’infanzia fino alla scuola di secondo grado a Freetown, mentre a Madina-Tabai il supporto si concentra sull’istruzione primaria.
Oltre alla copertura delle spese scolastiche e alla fornitura di materiali, AVSI Sierra Leone assicura un sostegno costante, seguendo da vicino il percorso educativo dei bambini e promuovendo il loro benessere all’interno della comunità.

*Chi sono i menpikin?
I menpikin sono bambini che, in seguito alla perdita dei genitori biologici, vivono con tutori affidatari che hanno deciso di prendersene cura. Questa pratica è molto diffusa in Sierra Leone, dove l’affido avviene soprattutto in modo informale, in assenza di un sistema strutturato e regolamentato. La maggior parte dei bambini i cui genitori non sono in grado di occuparsene ha poche alternative: per molti la strada rappresenta l’unica opzione, mentre i più fortunati vengono accolti in un istituto.




