Intorno alle montagne a nord di Beirut, le scuole si sono riempite ancora una volta di materassi, vestiti, contenitori per l'acqua e famiglie sfollate. Solo nei primi dieci giorni dell'ultima escalation, circa un milione di persone è stato costretto a lasciare la propria casa in Libano. Molte erano rientrate da poco, dopo mesi di guerra, prima di essere costrette a fuggire di nuovo. Le abitazioni riparate dopo la precedente escalation sono state distrutte ancora una volta.
Mentre i negoziati per un cessate il fuoco e la prospettiva di un ritorno stanno ridisegnando questa nuova fase della crisi, per molti tornare a casa resta impossibile. I villaggi del Libano meridionale sono stati distrutti o continuano a essere insicuri. Le strade sono bloccate, le abitazioni sono danneggiate oltre ogni possibilità di riparazione e alcune aree restano inaccessibili.
Bambini e bambine che avevano già perso mesi di scuola, la quotidianità e i propri punti di riferimento si trovano ancora una volta ad affrontare lo sfollamento e l'interruzione del percorso educativo. Per molte famiglie, la possibilità di tornare a una vita stabile resta ancora lontana.
I bombardamenti hanno colpito Beirut, la Valle della Bekaa e il Libano meridionale, costringendo centinaia di migliaia di persone a fuggire dalle proprie case, molte senza avere il tempo di portare con sé nulla.
Dopo settimane segnate da paura, incertezza e sfollamento, i bambini e le bambine che vivono nei rifugi collettivi hanno bisogno di spazi di cura e protezione.
Nei centri di accoglienza, AVSI organizza attività dedicate ai bambini per offrire occasioni di gioco, socializzazione e apprendimento per ridurre l’impatto dello sfollamento sul loro benessere psicofisico.
Educatori e operatori specializzati propongono attività ricreative, creative ed educative che aiutano i bambini e le bambine a mantenere una quotidianità, costruire relazioni con i coetanei ed esprimere emozioni ed esperienze legate allo sfollamento.
In tutto il Libano, i villaggi restano vuoti, le scuole continuano a essere chiuse e molte famiglie vivono ancora nei rifugi. Bambini e bambine che avevano già perso mesi di scuola, di quotidianità e di stabilità si trovano ad affrontare ancora una volta la stessa frattura. E anche dove i combattimenti si sono fermati, lo sfollamento continua: per molte famiglie, il luogo in cui dovrebbero tornare non esiste più.
La risposta di AVSI all'emergenza Libano
Durante quest'ultima escalation abbiamo garantito assistenza a quasi 22.000 persone sfollate ospitate in 149 centri di accoglienza e a oltre 11.000 persone rimaste nelle aree colpite dal conflitto, tra cui i villaggi al confine del distretto di Marjayoun e la città di Tiro.
Abbiamo distribuito acqua, cibo, beni di prima necessità, ausili per persone con disabilità e abbiamo offerto supporto psicosociale a migliaia di bambini e famiglie.
I bisogni continuano ad essere molti e difficilmente si tornerà a una situazione sostenibile in breve tempo.
