Dignità e mezzi di sussistenza nelle comunità rurali del Rwanda

Il progetto Kungahara Muhinzi sostenuto dall’Unione Europea mostra come formazione agricola, risparmio comunitario e inclusione possano generare cambiamenti sostenibili nelle vite delle famiglie più vulnerabili.

Rwanda una delle protagoniste del progetto progetto EU
Paesi Rwanda
Data 26.03.2026
Autore di Christella Françoise Uwicyeza Communication Officer di AVSI RWANDA

Il progetto Kungahara Muhinzi, finanziato dall’Unione Europea e implementato da AVSI Rwanda, sostiene i piccoli agricoltori dei distretti di Ruhango e Gicumbi, con un’attenzione particolare ai nuclei familiari più vulnerabili: madri adolescenti sole, persone che vivono con disturbi di salute mentale e famiglie in condizioni di povertà estrema.
L’obiettivo è migliorare sicurezza alimentare, reddito e inclusione sociale attraverso un approccio integrato.

Valutare il cambiamento: l’approccio Action-Reflection

AVSI Rwanda ha condotto un esercizio strutturato di Action-Reflection per comprendere l’impatto del progetto e raccogliere indicazioni utili per il periodo restante di implementazione. Questo metodo valorizza il punto di vista dei beneficiari, che riflettono sui cambiamenti vissuti, su come sono avvenuti e su chi ne beneficia maggiormente.

Nell’ambito dell’esercizio sono stati realizzati:

  • 8 focus group con 71 partecipanti (38 a Ruhango, 33 a Gicumbi) tra cui beneficiari diretti, farmer promoters, volontari comunitari, operatori sanitari e staff AVSI
  • 4 visite a domicilio per approfondire storie di cambiamento

L’approccio ha permesso di cogliere sia miglioramenti misurabili sia trasformazioni qualitative nella vita delle famiglie.

Progressi concreti nelle famiglie

Dai risultati emergono segnali significativi:

  • molte famiglie vulnerabili riportano oggi una maggiore stabilità alimentare, con la possibilità di consumare fino a tre pasti al giorno;
  • i comitati comunitari effettuano misurazioni MUAC* mensili per monitorare lo stato nutrizionale dei bambini;
  • i nuclei familiari hanno diversificato le colture e integrato allevamenti di polli e capre;
  • si osserva un’adozione crescente di tecniche agricole migliorate, come fertilizzanti organici e rotazione colturale.

I gruppi di risparmio hanno rafforzato la propria organizzazione, aperto conti bancari e migliorato la gestione delle risorse. Con i nuovi redditi, le famiglie riescono a pagare l'assicurazione sanitaria, investire in beni produttivi, passare dall’affitto alla proprietà e acquistare pannelli solari o altri miglioramenti a lungo termine.

Educazione e inclusione sociale

La maggiore stabilità economica favorisce una frequenza scolastica più regolare e migliori risultati , grazie a una migliore alimentazione e a minori tensioni domestiche.

Un cambiamento particolarmente importante riguarda la riduzione dello stigma: persone con disturbi di salute mentale e madri adolescenti partecipano attivamente alle attività agricole e ai gruppi di risparmio, contribuendo alla vita sociale ed economica delle comunità.

Oltre l’agricoltura: una trasformazione mentale

Il progetto non sta modificando solo le pratiche agricole, ma la visione che le persone hanno di sé e del proprio futuro. I beneficiari descrivono un passaggio:

  • dalla sussistenza a pratiche di produzione orientate al mercato;
  • dall’isolamento alla collaborazione;
  • dalla sopravvivenza al pianificare e risparmiare;
  • dallo stigma al riconoscimento.

Si tratta di una crescita in termini di fiducia, autostima e capacità di iniziativa.

Alodie "Non sono inutile come dicevano"

Alodie è una giovane ragazza di Gicumbi e vive con un disturbo di salute mentale. Prima del progetto affrontava stigma, insicurezza alimentare e mancanza di reddito.
Oggi coltiva melanzane con tecniche migliorate, partecipa a un gruppo di risparmio, gestisce la propria produzione in modo autonomo e vende al mercato locale.
Posso coltivare”, racconta. “Non sono inutile come dicevano.”

Sfide ancora aperte

Persistono però alcune difficoltà:

  • cambiamenti climatici e piogge irregolari;
  • accesso limitato a terra e sistemi di irrigazione;
  • ostacoli nella commercializzazione delle eccedenze;
  • resistenza al cambiamento da parte dei nuclei più vulnerabili.

I beneficiari suggeriscono una migliore tempistica nella distribuzione dei semi, più formazione sull’agricoltura resiliente al clima e collegamenti più forti con i mercati.

Una strada sostenibile per il futuro

Kungahara Muhinzi dimostra che il rafforzamento dei mezzi di sussistenza non si ottiene solo con input agricoli. È il risultato di formazione tecnica, risparmio, consapevolezza nutrizionale e inclusione sociale.
Il cambiamento più profondo è forse la ritrovata dignità delle persone, come nel caso di Alodie.

Il progetto non sta soltanto aumentando la produttività: sta coltivando resilienza, dignità e una speranza duratura per i piccoli agricoltori più vulnerabili del Rwanda.

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*Mid-Upper Arm Circumference (MUAC) letteralmente la Circonferenza del Braccio Superiore è uno strumento di screening rapido, che richiede un minuto, utilizzato per valutare la malnutrizione nei bambini (6 mesi–5 anni) e negli adulti, misurando la circonferenza del braccio sinistro.