Il progetto Kungahara Muhinzi, finanziato dall’Unione Europea e implementato da AVSI Rwanda, sostiene i piccoli agricoltori dei distretti di Ruhango e Gicumbi, con un’attenzione particolare ai nuclei familiari più vulnerabili: madri adolescenti sole, persone che vivono con disturbi di salute mentale e famiglie in condizioni di povertà estrema.
L’obiettivo è migliorare sicurezza alimentare, reddito e inclusione sociale attraverso un approccio integrato.
Valutare il cambiamento: l’approccio Action-Reflection
AVSI Rwanda ha condotto un esercizio strutturato di Action-Reflection per comprendere l’impatto del progetto e raccogliere indicazioni utili per il periodo restante di implementazione. Questo metodo valorizza il punto di vista dei beneficiari, che riflettono sui cambiamenti vissuti, su come sono avvenuti e su chi ne beneficia maggiormente.
Nell’ambito dell’esercizio sono stati realizzati:
- 8 focus group con 71 partecipanti (38 a Ruhango, 33 a Gicumbi) tra cui beneficiari diretti, farmer promoters, volontari comunitari, operatori sanitari e staff AVSI
- 4 visite a domicilio per approfondire storie di cambiamento
L’approccio ha permesso di cogliere sia miglioramenti misurabili sia trasformazioni qualitative nella vita delle famiglie.
Progressi concreti nelle famiglie
Dai risultati emergono segnali significativi:
- molte famiglie vulnerabili riportano oggi una maggiore stabilità alimentare, con la possibilità di consumare fino a tre pasti al giorno;
- i comitati comunitari effettuano misurazioni MUAC* mensili per monitorare lo stato nutrizionale dei bambini;
- i nuclei familiari hanno diversificato le colture e integrato allevamenti di polli e capre;
- si osserva un’adozione crescente di tecniche agricole migliorate, come fertilizzanti organici e rotazione colturale.
I gruppi di risparmio hanno rafforzato la propria organizzazione, aperto conti bancari e migliorato la gestione delle risorse. Con i nuovi redditi, le famiglie riescono a pagare l'assicurazione sanitaria, investire in beni produttivi, passare dall’affitto alla proprietà e acquistare pannelli solari o altri miglioramenti a lungo termine.
Educazione e inclusione sociale
La maggiore stabilità economica favorisce una frequenza scolastica più regolare e migliori risultati , grazie a una migliore alimentazione e a minori tensioni domestiche.
Un cambiamento particolarmente importante riguarda la riduzione dello stigma: persone con disturbi di salute mentale e madri adolescenti partecipano attivamente alle attività agricole e ai gruppi di risparmio, contribuendo alla vita sociale ed economica delle comunità.
Oltre l’agricoltura: una trasformazione mentale
Il progetto non sta modificando solo le pratiche agricole, ma la visione che le persone hanno di sé e del proprio futuro. I beneficiari descrivono un passaggio:
- dalla sussistenza a pratiche di produzione orientate al mercato;
- dall’isolamento alla collaborazione;
- dalla sopravvivenza al pianificare e risparmiare;
- dallo stigma al riconoscimento.
Si tratta di una crescita in termini di fiducia, autostima e capacità di iniziativa.
Alodie "Non sono inutile come dicevano"
Alodie è una giovane ragazza di Gicumbi e vive con un disturbo di salute mentale. Prima del progetto affrontava stigma, insicurezza alimentare e mancanza di reddito.
Oggi coltiva melanzane con tecniche migliorate, partecipa a un gruppo di risparmio, gestisce la propria produzione in modo autonomo e vende al mercato locale.
“Posso coltivare”, racconta. “Non sono inutile come dicevano.”
Sfide ancora aperte
Persistono però alcune difficoltà:
- cambiamenti climatici e piogge irregolari;
- accesso limitato a terra e sistemi di irrigazione;
- ostacoli nella commercializzazione delle eccedenze;
- resistenza al cambiamento da parte dei nuclei più vulnerabili.
I beneficiari suggeriscono una migliore tempistica nella distribuzione dei semi, più formazione sull’agricoltura resiliente al clima e collegamenti più forti con i mercati.
Una strada sostenibile per il futuro
Kungahara Muhinzi dimostra che il rafforzamento dei mezzi di sussistenza non si ottiene solo con input agricoli. È il risultato di formazione tecnica, risparmio, consapevolezza nutrizionale e inclusione sociale.
Il cambiamento più profondo è forse la ritrovata dignità delle persone, come nel caso di Alodie.
Il progetto non sta soltanto aumentando la produttività: sta coltivando resilienza, dignità e una speranza duratura per i piccoli agricoltori più vulnerabili del Rwanda.
Iscriviti alla newsletter
Iscriviti alla newsletter per rimanere aggiornato su tutte le attività di AVSI nel mondo
*Mid-Upper Arm Circumference (MUAC) letteralmente la Circonferenza del Braccio Superiore è uno strumento di screening rapido, che richiede un minuto, utilizzato per valutare la malnutrizione nei bambini (6 mesi–5 anni) e negli adulti, misurando la circonferenza del braccio sinistro.
