Papa Francesco ringrazia Ospedali Aperti, curati più di 10.000 siriani in un anno

Data 25.09.2018

"Tra le molte lodevoli iniziative da voi promosse, mi preme quest’anno citare il grande lavoro per sostenere il rientro delle comunità cristiane nella piana di Ninive, in Iraq, e le cure sanitarie assicurate a tanti malati poveri in Siria, in particolare attraverso il progetto Ospedali Aperti”. Con queste parole Papa Francesco ha ricordato il nostro progetto Ospedali Aperti durante il discorso ai partecipanti all'incontro di lavoro sulla crisi in Siria e Iraq.

Ospedali Aperti nasce come risposta concreta alla domanda di aiuto del popolo siriano e grazie all’iniziativa del card. Mario Zenari, Nunzio Apostolico in Siria, e l’appoggio di Cor Unum. L’obiettivo principale del progetto è quello di assicurare l’accesso gratuito alle cure mediche ai siriani poveri, attraverso il potenziamento di tre ospedali privati non profit: l’Ospedale Italiano e l’Ospedale Francese a Damasco, e l’Ospedale st. Louis ad Aleppo.

Ideato nel 2016 e divenuto operativo nel 2017 ha già assicurato cure gratuite a 10.000 siriani indigenti e punta a curarne 45.000 entro i prossimi due anni.

Per sostenere il progetto dona ora: avsi.org/siria

L'obiettivo del progetto

In risposta alla crisi siriana, da un’iniziativa del card. Mario Zenari, Nunzio Apostolico in Siria, è nato il progetto Ospedali Aperti, con l’obiettivo di assicurare l’accesso alle cure mediche gratuite anche ai più poveri, attraverso il potenziamento di tre ospedali privati non profit: l’Ospedale Italiano e l’Ospedale Francese a Damasco e l’Ospedale St. Louis ad Aleppo.

Le attività

  • Cure mediche gratuite e di qualità a chi non potrebbe permettersele in tempo di guerra
  • Nuove apparecchiature mediche agli ospedali (TAC, respiratori artificiali, elettrocardiografi, endoscopi, etc) e il materiale di consumo necessario a farle funzionare
  • Ristrutturazione di alcuni spazi fisici che necessitano di interventi migliorativi come gli impianti idrici, elettrici e di riscaldamento
  • Nuovo software gestionale per i tre ospedali, così da metterli “in rete” e da consentire lo scambio di informazioni in tempo reale, permettendo una stretta collaborazione finalizzata alla miglior cura del malato
  • Formazioni tecniche per i medici siriani focalizzate sui loro bisogni più urgenti (un esempio: in molti hanno chiesto corsi di aggiornamento e “training on the job” per la chirurgia della mano)

Tutto questo, ovviamente, al fine di migliorare le tre strutture e consentire al loro staff (medici, infermieri e tecnici) di curare più persone possibile. Il grosso dei fondi raccolti sarà dunque usato per pagare le terapie mediche vere e proprie, la diagnostica dei pazienti e gli eventuali interventi chirurgici necessari.