Lago Inle, Myanmar: la difficile ripresa post terremoto

Dal 2020 pandemia, conflitto e terremoto hanno fermato il turismo nell’area, un tempo celebre per i suoi villaggi galleggianti.

Distribuzione di semi agli abitanti del lago Inle, in Myanmar
Data 23.01.2026

Il Lago Inle è un lago di acqua dolce situato nelle montagne dello Stato Shan meridionale ed è uno dei luoghi più iconici del Myanmar. A causa della pandemia prima, del conflitto in corso e del terremoto del 28 marzo 2025 il villaggio non riceve più turisti e cerca faticosamente di riprendersi.

Qui tutto è galleggiante e la vita si svolge sull’acqua: si vive in palafitte, ci si muove in barca. Anche gli orti sono angoli di lago coltivati. Grazie a una rete di partner locali e alla generosa risposta di migliaia di donatori italiani siamo abbiamo sostenuto 45 mila persone nell’area nella primissima fase post terremoto, tra cui numerosi sfollati a causa della guerra.

Ora il nostro impegno prosegue con il progetto REEMERGE - Risposta di Early recovery e EMERGEnza per la resilienza delle comunità colpite da disastri naturali nel Sud Shan. L’iniziativa è finanziata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale attraverso l'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e implementata in collaborazione con CESVI (lead applicant)

Accompagniamo la popolazione di 30 villaggi galleggianti nel rafforzamento dei mezzi di sostentamento e nella tutela della sicurezza alimentare – spiega Nang Swe Swe Aye, responsabile di AVSI in Myanmar. - Negli ultimi mesi abbiamo completato la distribuzione di sementi di riso, ortaggi e pomodoro – per supportare la produttività dei floating gardens, gli orti galleggianti, una componente chiave dell’economia locale. Il nostro obiettivo è rafforzare la resilienza delle famiglie Intha e contribuire alla conservazione di un ambiente unico, in cui tradizioni e risorse naturali sono profondamente interconnesse”. 

Il lago Inle e la vita nei villaggi galleggianti

Il lago Inle è un luogo incantevole ed è stato negli anni una delle principali mete del turismo in Myanmar, come spiega Antonio D’Errico Product Manager Estremo e Medio Oriente di Mistral Tour Internazionale, una delle aziende che sostiene AVSI da anni:

“Mistral Tour Internazionale è il tour operator capofila del consorzio Quality Group e opera da oltre 45 anni nello sviluppo e proposta di viaggi storico-culturali e naturalistici nei differenti continenti, e il Myanmar era una delle destinazioni delle nostre offerte fino al 2020, quando la pandemia e il conflitto in corso hanno messo in stand by il turismo, una grande risorsa economica e non solo per il Paese. Il turismo infatti è stata la chiave che ha permesso al Paese finalmente di uscire dal suo isolamento negli anni Novanta. Tutti i fornitori locali – hotel, guide, trasporti – beneficiavano dell’arrivo dei viaggiatori. Per loro era un modo di incentivare lo sviluppo economico, ma anche di aprirsi al mondo, di vedere qualcosa che prima non conoscevano. Il turismo ha aiutato tantissimo la popolazione, sia da un punto di vista economico sia di consapevolezza. Il clou del viaggio era sempre il lago Inle: tutti non vedevano l’ora di arrivarci. Lì vive la comunità degli Intha, i pescatori famosi per il loro modo unico di remare con la gamba. Navigando sul lago si vedevano gli orti galleggianti che avevano creato, i villaggi su palafitte, le scuole, le pagode, le attività e i festival legati alla vita sull’acqua. Era un mondo sospeso che affascinava sempre tutti.»Questa ricchezza culturale e ambientale è oggi messa alla prova dagli effetti del terremoto e dall’instabilità del Paese. Per questo AVSI lavora ogni giorno per sostenere la popolazione locale, a partire dalle attività agricole, dal rafforzamento delle capacità produttive e dalla manutenzione delle infrastrutture di base.

Un festival sul lago Inle foto di Mistral Tour
Un festival sul lago Inle foto di Mistral Tour

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