La coltivazione di funghi in Burundi passa oggi da piccoli laboratori, locali di produzione e centri di trasformazione dove cooperative e imprese cercano di aumentare i volumi e raggiungere nuovi mercati. A Bujumbura, Kayanza e Ngozi, dodici cooperative e piccole e medie imprese hanno ricevuto contributi a cofinanziamento nell'ambito del progetto Isoko Irama, finanziato dall'Unione europea.
Tra i beneficiari ci sono SOHABU e COJEDA, due realtà che stanno investendo nella produzione locale di seme fungino, nelle tecniche di controllo dell'umidità e nelle attrezzature necessarie per conservare e trasformare il raccolto.

Coltivazione di funghi in Burundi: un'attività adatta a spazi ridotti
In Burundi la disponibilità di terreni agricoli è limitata e la produzione di funghi rappresenta un'attività che può essere avviata anche in spazi contenuti. Il ciclo produttivo relativamente breve permette raccolti frequenti, ma richiede competenze tecniche, condizioni ambientali controllate e canali di vendita stabili.
In molte aree del Paese i funghi non fanno ancora parte dell'alimentazione quotidiana e la loro presenza sul mercato resta limitata. Per questo produttori e cooperative lavorano contemporaneamente sulla produzione e sulla commercializzazione.
A Bujumbura un laboratorio per produrre seme fungino
Fondata nel 2015 nella periferia sud di Bujumbura, la Burundi Horticultural and Poultry Society (SOHABU) unisce attività produttive, formazione e ricerca applicata.
All'inizio del 2025 l'organizzazione è stata tra le prime a ricevere un contributo attraverso il progetto Isoko Irama. Con queste risorse ha realizzato un laboratorio per la produzione di seme fungino di seconda generazione, il materiale utilizzato per avviare la coltivazione dei funghi. L'obiettivo è ridurre la dipendenza dalle importazioni.
Nelle strutture di SOHABU vengono inoltre testate tecniche di irrigazione in grado di mantenere il livello di umidità necessario alla crescita dei funghi.
"Il nostro punto di forza è la qualità del seme fungino e la formazione che forniamo", racconta Emile Nsengiyumva, responsabile dell'organizzazione. "Stiamo costruendo una rete di produttori e prevediamo di aprire un punto vendita nel centro di Bujumbura".
A Ngozi attrezzature per conservazione e trasformazione
La Cooperativa dei giovani impegnati per lo sviluppo agricolo (COJEDA), registrata nel 2021, riunisce tredici membri, sei donne e sette uomini.
Grazie al progetto ha ricevuto un ufficio attrezzato presso il centro di Ngozi, oltre a un frigorifero e a un essiccatore per la conservazione e la trasformazione dei prodotti. I membri della cooperativa hanno partecipato a corsi di contabilità, trasformazione agroalimentare e commercializzazione.
COJEDA gestisce tre siti di produzione di funghi e riferisce di avere creato sette posti di lavoro a tempo pieno e circa 200 opportunità di lavoro stagionale o occasionale. I principali mercati di vendita si trovano a Gitega, nella città di Bujumbura e nell'area di Ngozi.
La cooperativa organizza inoltre attività formative rivolte a persone appartenenti alla comunità Batwa, popolazione indigena che in Burundi ha vissuto a lungo condizioni di esclusione sociale ed economica.
Il progetto Isoko Irama
Isoko Irama - Sustainable and market-oriented strengthening of Burundian agricultural entrepreneurship è un progetto finanziato dall'Unione europea nell'ambito del programma SESA - Support for Entrepreneurship in the Agricultural Sector.
L'iniziativa si svolge da ottobre 2023 a marzo 2027 nelle aree di Bujumbura e dell'attuale provincia di Butanyerera, che comprende i territori delle ex province di Kayanza e Ngozi.
Il progetto lavora con cooperative agricole e imprese attive nelle filiere della banana, del miele e dei funghi. Le attività comprendono contributi a cofinanziamento per l'acquisto di attrezzature, formazione tecnica, trasformazione dei prodotti e sviluppo delle attività commerciali.
I beneficiari sono cooperative e piccole imprese agricole che operano nelle aree coinvolte dal progetto.
Dalla produzione ai mercati urbani
Per COJEDA la prossima sfida è aumentare la produzione annuale fino a 50 tonnellate. ed espandersi verso nuovi mercati.
Anche SOHABU guarda alla vendita al dettaglio come passaggio successivo. L'apertura prevista di un negozio nel centro di Bujumbura affiancherà il lavoro svolto nel laboratorio e nei siti di coltivazione. In entrambi i casi, l'attenzione è rivolta a una stessa esigenza pratica: rendere i funghi più facilmente reperibili per i consumatori delle città burundesi.

