Report 2025

EMERGENZA USAID

Quando le risorse destinate a un progetto vengono meno, è la relazione costruita con le persone che permette di continuare ad ascoltare, accompagnare e cercare insieme nuove strade.

Una presenza che continua anche quando i fondi si fermano

All'inizio del 2025, la sospensione di diversi programmi di aiuto finanziati dagli Stati Uniti ha avuto conseguenze immediate sui progetti che accompagnavano persone e famiglie in diversi contesti di fragilità.
Attività dedicate alla protezione, alla salute, all'alimentazione, all'educazione e all'autonomia economica hanno rischiato di interrompersi, mettendo a rischio percorsi costruiti nel tempo e la continuità di servizi essenziali per molte persone.
Di fronte a questa situazione, AVSI si è impegnata a dare continuità ai percorsi avviati, valorizzando il lavoro svolto e cercando le condizioni per proseguire l'accompagnamento delle persone maggiormente esposte alle conseguenze della sospensione.

Brasile, un luogo sicuro da cui ripartire

In Brasile, la sospensione dei fondi USAID ha messo a rischio le attività di Casa Bom Samaritano, il centro di Brasília che accoglie famiglie venezuelane e le accompagna verso una maggiore autonomia. Grazie alla straordinaria donazione di un nostro grande donatore privato, è stato possibile garantire la continuità dei servizi essenziali nel momento più critico.
Le famiglie hanno ricevuto accoglienza, assistenza e accompagnamento nella regolarizzazione dello status migratorio, nell’accesso alla protezione sociale e nella ricerca di un lavoro, perché il periodo trascorso nel centro potesse diventare il primo passo verso una nuova stabilità.

Molte delle persone accolte sono famiglie venezuelane arrivate dal nord del Brasile, al confine con il Venezuela, e trasferite nella capitale per avere maggiori opportunità.

Un momento di gioco e condivisione tra i bambini accolti al Centro Bom Samaritano e i volontari. Durante il periodo di accoglienza, i volontari hanno proposto ogni giorno attività di gioco, educative e di sostegno alla prima infanzia, creando per i bambini uno spazio sicuro in cui stare insieme, imparare e crescere. Le attività hanno favorito la socializzazione, accompagnato lo sviluppo delle competenze dei più piccoli e contribuito a mantenere una quotidianità serena anche in una fase di cambiamento per le loro famiglie.
Il Centro risponde ai bisogni più immediati, come alloggio, cibo e accesso ai servizi essenziali, e accompagna le famiglie nella regolarizzazione dello status migratorio, nell’accesso ai servizi pubblici e nella ricerca di un lavoro. Anche gesti quotidiani come imparare il portoghese, preparare un curriculum o orientarsi nella nuova città diventano passi importanti verso l’autonomia. Particolare attenzione è dedicata ai bambini, con attività educative e ricreative e l’accompagnamento all’inserimento nella scuola pubblica.

Risultati Raggiunti

Grazie anche al tuo contributo, nel 2025:

  • 62 rifugiati e migranti venezuelani sono stati accolti temporaneamente a Casa Bom Samaritano tra aprile e giugno.
  • 15 persone hanno trovato un lavoro durante il percorso di accompagnamento: 13 con un contratto regolare e 2 attraverso attività informali.

Kenya, proteggere quanto costruito nel tempo

AVSI lavora nelle contee di Nairobi e Kiambu, accanto a bambini e famiglie che vivono in condizioni di particolare vulnerabilità. Il lavoro riguarda in particolare salute, educazione, protezione, opportunità di reddito e sicurezza alimentare.

Quando una famiglia vive con un reddito instabile, infatti, anche continuare ad andare a scuola, seguire con regolarità una terapia o avere cibo sufficiente può diventare difficile. Per questo AVSI ha continuato a lavorare su più aspetti della vita quotidiana, sostenendo in particolare le famiglie nella costruzione di nuove opportunità di reddito e di una maggiore sicurezza alimentare.

Le attività, rese possibili grazie al supporto dei nostri donatori privati, hanno offerto a giovani donne e caregiver competenze concrete da trasformare in opportunità di lavoro: dalla sartoria e dalla cosmetologia alla produzione di sapone, dalla pasticceria al marketing digitale. Allo stesso tempo, le famiglie hanno imparato tecniche di agricoltura adatte anche agli spazi urbani, come gli orti domestici e la coltivazione verticale, per poter produrre verdure anche vicino a casa.

Formazione pratica sulla preparazione delle torte (a sinistra) e sulla loro decorazione (a destra). Le attività sono state condotte da esperti del settore attraverso esercitazioni pratiche, durante le quali i caregiver hanno seguito direttamente le diverse fasi di preparazione e decorazione dei prodotti. La formazione ha permesso di acquisire competenze utili per la produzione di dolci destinati alla vendita e per sviluppare nuove opportunità di reddito.

Risultati raggiunti

Grazie anche al tuo contributo, nel 2025:

  • 189 caregiver hanno partecipato a formazioni pratiche sulla produzione di torte e yogurt.
  • 56 caregiver hanno partecipato a una formazione sulle tecniche di agricoltura moderna e hanno ricevuto piantine per avviare piccoli orti domestici.
  • 1.026 persone hanno ricevuto una formazione sulla produzione di sapone multiuso, sapone per le mani e candeggina
  • 1.011 caregiver hanno ricevuto formazione sulla gestione di piccole attività economiche e sull’alfabetizzazione finanziaria.
  • 171 bambini esposti all’HIV sono stati seguiti nel percorso sanitario.
  • 150 bambini sono stati coinvolti nel monitoraggio della crescita e dello stato nutrizionale.

Uganda, rafforzare l'autonomia delle famiglie

In Uganda, nelle aree urbane di Kampala, molte famiglie vivono con redditi instabili e poche possibilità di costruire nel tempo una maggiore sicurezza economica. La sospensione dei finanziamenti USAID ha reso più fragile la continuità dei servizi rivolti alle famiglie più vulnerabili. In questo contesto, AVSI, insieme ai donatori privati che la sostengono, continua ad accompagnare le famiglie in un percorso che parte dai bisogni quotidiani e rafforza progressivamente la loro autonomia.

Attraverso incontri di gruppo e visite a domicilio, sono stati affrontati temi come alimentazione, salute, genitorialità, benessere psicosociale e competenze per la vita, accompagnando ogni famiglia in base alle proprie necessità.

Allo stesso tempo, le famiglie hanno imparato a risparmiare, gestire le proprie risorse e costruire o rafforzare una piccola attività economica. In un contesto urbano, anche l’agricoltura viene adattata agli spazi disponibili: tetti, cortili, vecchi pneumatici e contenitori possono diventare piccoli spazi in cui coltivare verdure per la famiglia.

Il percorso accompagna le persone a rafforzare progressivamente le proprie capacità, il lavoro e le risorse costruite nel tempo, così da poter affrontare con maggiore continuità i bisogni della famiglia.

La formazione ha insegnato a coltivare ortaggi anche negli spazi ridotti della città, utilizzando cortili, contenitori, vecchi pneumatici e altri spazi disponibili. Durante le esercitazioni si sono sperimentate diverse tecniche di coltivazione e a prendersi cura delle piante nelle diverse fasi di crescita.

Risultati Raggiunti

Grazie anche al tuo contributo, nel 2025:

  • 112 famiglie in condizioni di estrema povertà sono state coinvolte nel percorso per rafforzare la propria autonomia e costruire mezzi di sussistenza più stabili.
  • 166 persone appartenenti a 112 famiglie hanno partecipato ad attività su nutrizione, salute, igiene, benessere psicosociale, genitorialità e competenze per la vita.
  • 727 persone appartenenti alle famiglie coinvolte hanno ricevuto un sostegno economico destinato principalmente all’acquisto di alimenti e alla risposta ai bisogni essenziali.
  • 52 famiglie hanno partecipato alla formazione pratica sulle tecniche di agricoltura adatte al contesto urbano
  • 3 minori hanno avuto accesso a cure mediche specialistiche attraverso l’invio a strutture sanitarie dedicate

Ecuador, spazi sicuri per crescere nella comunità

In Ecuador, bambini, adolescenti e famiglie che vivono in comunità segnate da violenza ed esclusione hanno bisogno di luoghi sicuri in cui incontrarsi, partecipare ad attività educative e ricreative e trovare orientamento e sostegno.

In questo contesto, AVSI, con il supporto di numerosi donatori privati, ha rafforzato 5 Centri di Sviluppo Comunitario nelle province di Pichincha, Guayas, El Oro e Chimborazo, punti di riferimento per le comunità e, in particolare, per le famiglie più vulnerabili e la popolazione migrante.

Nei centri, bambini e ragazzi hanno partecipato ad attività culturali, artistiche e sportive, che hanno offerto occasioni di incontro e alternative positive in contesti segnati dalla violenza. Allo stesso tempo, AVSI ha accompagnato famiglie e giovani, rafforzato le capacità dei leader locali e facilitato l’accesso ai servizi di protezione e salute presenti sul territorio.

Le attività sono nate dall’ascolto delle comunità e dall’individuazione condivisa dei bisogni e delle priorità. I Centri sono diventati così luoghi in cui bambini, giovani e famiglie possono incontrarsi, partecipare alla vita della comunità e rafforzare le relazioni con le realtà locali.

Laboratorio di produzione audiovisiva presso il Centro di Sviluppo Comunitario di Guayaquil, nella provincia di Guayas (a sinistra), e laboratorio sull’alimentazione per la prevenzione della malnutrizione presso il Centro di Sviluppo Comunitario di Sicalpa, nella provincia di Chimborazo (a destra).

Risultati Raggiunti

Grazie anche al tuo contributo, nel 2025:

  • Circa 350 persone hanno partecipato direttamente alle attività di sviluppo umano e accompagnamento.
  • 180 bambini e adolescenti esposti a contesti di violenza hanno potuto contare su spazi comunitari sicuri.
  • 30 laboratori culturali e sportivi hanno coinvolto bambini e adolescenti, in particolare giovani migranti e delle comunità di accoglienza.
  • 40 leader e referenti comunitari hanno rafforzato le proprie competenze per riconoscere i bisogni delle persone e attivare i meccanismi di sostegno disponibili.
  • 350 persone hanno ricevuto informazioni su protezione e salute, facilitando l’orientamento e l’invio ai servizi delle persone e delle famiglie più vulnerabili.
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