Report 2025

SIRIA

Dove il sistema sanitario non arriva, i Dispensari della Speranza garantiscono cure, farmaci e attività di supporto psicosociale per bambini e famiglie.

In Siria, la cura riparte dalla prossimità

Dopo tredici anni di conflitto, la fragilità del sistema sanitario siriano resta alta: la povertà è diffusa, molte strutture sono compromesse e per la maggior parte delle persone l’accesso ai servizi essenziali rimane difficile.

In questo contesto, i Dispensari della Speranza offrono alle persone un punto di accesso alle cure. Sono presidi locali in cui si possono ricevere visite mediche, effettuare esami diagnostici essenziali e trovare con continuità i farmaci necessari.

Distribuzione di medicinali nel dispensario di Latakia (a sinistra) e in quello di Kashkoul (a destra)
Lo staff AVSI dei dispensari è preparato per supervisionare la preparazione dei farmaci, assicurarne la corretta conservazione e distribuirli ai pazienti nelle quantità necessarie.

Una rete nata dall’esperienza

I Dispensari della Speranza nascono dall’esperienza maturata da AVSI con Ospedali Aperti, il progetto che dal 2017 ha continuato a offrire cure anche nelle fasi più difficili del conflitto.

In un sistema sanitario profondamente indebolito dalla guerra, Ospedali Aperti ha sostenuto tre ospedali, due a Damasco e uno ad Aleppo, rafforzandone strutture e personale e garantendo cure gratuite alle persone più vulnerabili.

L’esperienza maturata negli ospedali ha portato AVSI a sviluppare una rete di dispensari territoriali, per rendere le cure più vicine alle persone. È una risposta a una difficoltà concreta: quando raggiungere un ospedale è difficile o troppo costoso, avere un presidio vicino può rendere possibile curarsi.

Oggi la rete comprende sei presidi: Kashkoul e Dwelaa/Mar Yousef, a Damasco; Latakia, sulla costa; Sweida, nel sud del Paese; Safita, nell’area collinare; e Kassab, vicino al confine con la Turchia.

A sinistra: un residente di Damasco durante una visita al dispensario di Dwela.
A destra: Juliet Rahal, farmacista del dispensario di Kashqoul, quartiere popolare nell’area di Al-Deir, prepara e distribuisce i farmaci ai pazienti. Si occupa inoltre di organizzare l’accesso al dispensario, contribuendo a garantire continuità e regolarità nelle cure.
Visite, diagnosi e continuità delle terapie per le malattie croniche: le équipe radicate nelle comunità locali assicurano accoglienza, fiducia e continuità nel percorso di cura.

Qui molte persone sono sotto la soglia di povertà, i farmaci che distribuiamo gratuitamente spesso sono fondamentali alla sopravvivenza.

Juliet Rahal, farmacista del dispensario di Kashqoul.

Nei dispensari vengono acquistati e distribuiti farmaci essenziali, insieme a visite mediche e servizi diagnostici di base. La rete raggiunge persone che spesso restano escluse dal sistema pubblico, sovraccarico, o dal settore privato, troppo costoso per molte famiglie.

Per una persona che convive con una malattia cronica, poter trovare il proprio farmaco vicino a casa può significare continuare una terapia, evitare un peggioramento e prendersi cura della propria famiglia.

Nei Dispensari della Speranza, i farmaci essenziali vengono messi a disposizione delle persone che ne hanno bisogno, accompagnando le cure e favorendo la continuità dei percorsi sanitari.

La cura passa anche dall’ascolto

Il progetto affianca ai servizi sanitari attività di supporto psicosociale rivolte a bambini, genitori e caregiver, per promuovere il benessere emotivo e rafforzare la capacità delle comunità di affrontare le difficoltà.

I dispensari diventano così luoghi in cui alla cura sanitaria si affiancano ascolto e attenzione alla persona: spazi sicuri e inclusivi, dove sentirsi accolti e accompagnati.

Attraverso incontri di gruppo, momenti di ascolto, attività educative e iniziative di sensibilizzazione, bambini e adulti trovano uno spazio in cui esprimere le proprie preoccupazioni, condividere le esperienze e costruire relazioni più positive all’interno della famiglia e della comunità. Le attività sono semplici, pensate per aiutare i bambini a dare un nome a ciò che provano. Queste attività aiutano ad affrontare le conseguenze della crisi e a ridurre il senso di isolamento.

La vita dei bambini in Siria è difficile, perché manca ancora la sicurezza. Il mio unico desiderio per loro è semplice: è che possano vivere un futuro più sereno di questo.

Raneen Shalash, educatrice AVSI.
Raneen Shalash, 37 anni, ha studiato educazione della prima infanzia e oggi accompagna i più piccoli nei percorsi di sostegno psicosociale. Raneeen usa il racconto di un giardino magico, dove ogni fiore esprime un’emozione diversa per aiutare i bambini a riconoscere ciò che sentono e a trovare le parole per raccontarlo.
Attraverso il gioco e attività dedicate, i bambini imparano a riconoscere e dare un nome alle proprie emozioni, trovando uno spazio per esprimerle e condividerle.
Le attività di supporto psicosociale aiutano i bambini segnati dai traumi della guerra a riconoscere e gestire le proprie emozioni, affrontare le paure e ritrovare un senso di sicurezza. Sono passi importanti per accompagnarli nella crescita e aiutarli a guardare al futuro con maggiore fiducia. Immagini dal Dispensario di Dwelaa, Damasco.

Risultati Raggiunti

Nel 2025 AVSI ha continuato a garantire l’accesso alle cure attraverso i Dispensari della Speranza, assicurando farmaci essenziali, materiali e attrezzature mediche. Il sostegno ai dispensari ha contribuito a dare continuità all’assistenza sanitaria, in particolare per le persone più vulnerabili e per i pazienti con malattie croniche.

   

Grazie anche al tuo contributo, nel 2025:

  • 29.409 persone hanno ricevuto medicinali essenziali o farmaci specifici per determinate patologie.
  • 347 persone con disabilità hanno ricevuto ausili e servizi dedicati.
  • 55.680 prestazioni mediche sono state erogate attraverso i dispensari.
  • 705 persone al mese, in media, hanno avuto accesso ai servizi offerti da ciascun dispensario.
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