Mozambico: bambini reclutati da gruppi armati tornano in sicurezza nelle comunità

Con UNICEF, AVSI rafforza protezione, educazione e resilienza nel distretto di Ancuabe

ragazzo fuggito dai gruppi armati mozambico
Data 16.02.2026
Autore Brito Duarte - Communication Officer in Mozambico

In Ancuabe, un distretto rurale della provincia di Cabo Delgado, bambini e famiglie continuano a vivere le conseguenze del conflitto armato e degli sfollamenti forzati. Le scuole hanno subito interruzioni, molte comunità sono state disperse e numerosi bambini hanno sperimentato violenza, trauma e lunghi periodi fuori dal percorso educativo.

In questo contesto si è svolto negli ultimi due anni il progetto Junt@s – “Support for Learning, Protection, and Empowerment of Children and Adolescents”, finanziato da UNICEF e implementato da AVSI, un'iniziativa che ha offerto un sostegno integrato a oltre 4900 bambini e adolescenti.

Protezione dell’infanzia: accompagnare i bambini verso sicurezza e stabilità

Il progetto ha posto al centro il supporto psicosociale e la salute mentale, raggiungendo 4.905 persone, inclusi 1.312 bambini coinvolti in attività educative e ricreative. AVSI ha inoltre identificato e riferito 1.467 casi di violenza ai servizi del territorio per assicurare il necessario follow-up.

Uno degli interventi più delicati è stato il reinserimento di 439 bambini precedentemente associati a gruppi armati. Si tratta di ragazze e ragazzi spesso esposti a ruoli e abusi multipli – non solo combattenti, ma anche messaggeri, portatori, cuochi, guardiani – e in molti casi vittime di violenza di genere. Il loro ritorno alla vita civile richiede processi attenti, accompagnamento psicologico e un forte coinvolgimento delle comunità.

Grazie al progetto, questi minori sono stati accolti in un percorso di ritorno graduale e sicuro: hanno ricevuto sostegno, sono stati reinseriti a scuola e hanno potuto ritrovare un senso di normalità.

I Comitati di protezione comunitaria sono stati rafforzati per agire come “sentinelle” locali della sicurezza dei bambini. Composti da membri della comunità, operano per prevenire e rispondere alla violenza, promuovere la segnalazione degli abusi, mediare conflitti e sensibilizzare sui diritti dei minori. Il coinvolgimento comunitario ha superato del 130% i risultati attesi e il 90% delle comunità si sente oggi in grado di proseguire autonomamente queste azioni.

“Prima i bambini vivevano nella paura e nel silenzio. Oggi parlano, sognano e si sentono al sicuro nel tornare a scuola”, racconta Muamede Isaac, membro della comunità.

Educazione inclusiva: “Strumenti per sognare oltre il conflitto”

Il progetto ha garantito un ambiente di apprendimento sicuro a 4.242 bambini, con percorsi accelerati e attività di life skills per recuperare anni di scuola perduti. Docenti e facilitatori sono stati formati su protezione dell’infanzia e prevenzione della violenza per far sì che a scuola i minori trovino adulti competenti e accoglienti.

L’88% dei bambini coinvolti ha mostrato miglioramenti significativi nella stabilità emotiva, una riduzione dei comportamenti aggressivi e un maggiore impegno nello studio.

“Il progetto ci ha dato strumenti per sognare oltre il conflitto”, ha raccontato un’adolescente che ha partecipato alle attività.

Peace clubs: rafforzare i legami tra generazioni

Forum intergenerazionali e peace clubs hanno coinvolto 1.353 persone, favorendo il dialogo tra giovani, anziani e leader locali per affrontare sfide comuni e promuovere la risoluzione pacifica dei conflitti. In Ancuabe, il 79% dei partecipanti a più attività del progetto ha riportato cambiamenti positivi nei comportamenti quotidiani, come una maggiore capacità di ascolto dei bambini e una riduzione dell'uso della violenza.

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