A Dhiau-kuei, un villaggio nello Stato dei Laghi, in Sud Sudan, una parte delle famiglie vive di agricoltura e un'altra di allevamento. L'utilizzo degli stessi terreni può generare dispute, soprattutto durante la stagione secca. Per affrontare i conflitti tra agricoltori e allevatori il progetto RURALSS ha riunito la comunità per stabilire regole di gestione condivise.
In vista della Giornata internazionale della pace che si svolge ogni anno il 21 settembre, il progetto RURALSS ha riunito agricoltori, allevatori e anziani della comunità attorno a uno stesso tavolo per discutere un problema concreto: i danni causati dal passaggio del bestiame nei terreni coltivati.
Quando campi coltivati e pascoli si sovrappongono
A Dhiau-kuei gli agricoltori devono proteggere i raccolti, mentre gli allevatori spostano il bestiame alla ricerca di pascoli e acqua. Negli anni, il passaggio degli animali nei terreni coltivati ha provocato danni alle produzioni agricole e controversie all'interno della comunità.
Gli agricoltori hanno raccontato di raccolti distrutti dagli animali lasciati liberi di pascolare. Tra loro c'è Akoldo, che ricorda le conseguenze degli sconfinamenti del bestiame: «Ho perso il piccolo terreno che aiutava la mia famiglia a nutrirsi e a guadagnare qualcosa».
Le testimonianze raccolte durante gli incontri organizzati da AVSI hanno permesso ai partecipanti di descrivere situazioni concrete, spiegare le proprie esigenze e ascoltare quelle degli altri gruppi coinvolti.
Dalla discussione alle regole condivise
Gli incontri si sono trasformati in forum comunitari nei quali agricoltori, allevatori e anziani hanno elaborato insieme alcune regole per gestire le aree coltivate e intervenire in caso di danni.
La comunità ha approvato regolamenti locali che prevedono sanzioni di 50.000 sterline sud sudanesi per ogni bovino che danneggia i raccolti e di 20.000 sterline sud sudanesi per altri tipi di danno. Secondo quanto riportato dagli abitanti del villaggio, le regole vengono applicate e gli allevatori tengono il bestiame lontano dalle aree agricole durante i principali periodi di coltivazione.
Per gli abitanti di Dhiau-kuei il risultato più rilevante non è stato soltanto definire le sanzioni, ma stabilire un meccanismo condiviso per affrontare eventuali controversie.
«Siamo riusciti a ristabilire il dialogo tra di noi, perché non vogliamo dipendere dall'intervento esterno per risolvere i nostri problemi», racconta un allevatore coinvolto nel processo.
Conflitti tra agricoltori e allevatori in Sud Sudan: il ruolo del progetto RURALSS
In Sud Sudan i conflitti locali continuano a incidere sul lavoro agricolo e sugli spostamenti delle famiglie. In questo contesto, AVSI facilita spazi di confronto tra gruppi che condividono le stesse risorse naturali.
A Dhiau-kuei il progetto RURALSS ha accompagnato il dialogo tra agricoltori, allevatori e anziani della comunità. Sono stati i partecipanti stessi a identificare i problemi e a definire le regole da applicare.
Il progetto
RURALSS è realizzato da AVSI con il finanziamento dell'Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi. Avviato nel 2021 e della durata di 5 anni, opera nelle contee di Torit, Ikotos e Magwi nello Stato di Eastern Equatoria e nelle contee di Cueibet e Wulu nello Stato dei Laghi.
Il progetto lavora con comunità rurali e piccoli agricoltori attraverso attività di:
- formazione agricola;
- produzione e trasformazione delle colture;
- collegamento con i mercati locali;
- educazione nutrizionale.
I beneficiari sono principalmente famiglie rurali e piccoli produttori agricoli.
Un accordo applicato nella vita quotidiana
Gli agricoltori di Dhiau-kuei riferiscono che, dopo l'introduzione delle regole comunitarie, il numero di danni ai campi è diminuito e la produzione agricola è aumentata. Alcuni produttori vendono oggi gli ortaggi direttamente al mercato di Cueibet.
«Quest'anno abbiamo avuto il raccolto migliore perché gli animali non hanno distrutto i campi», racconta un agricoltore del villaggio.
L'esperienza di Dhiau-kuei non elimina tutte le possibili tensioni legate all'uso della terra. Mostra però un processo concreto: persone con interessi diversi che si incontrano, discutono problemi specifici e definiscono regole che la comunità sceglie poi di applicare. In occasione della Giornata internazionale della pace, questo percorso offre un esempio di come le controversie locali possano essere affrontate partendo dall'ascolto reciproco e da accordi condivisi.
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