AVSI ha partecipato alla Kumbre de Sostenibilidad 2026, organizzata da Grupo Ekos a Quito, in Ecuador. L’evento ha riunito oltre 120 rappresentanti ed esperti del settore pubblico, privato e accademico, insieme a organizzazioni internazionali e realtà della società civile, per discutere soluzioni concrete alle sfide ambientali, sociali ed economiche del Paese.
Nel corso di due giornate, la Kumbre si è consolidata come spazio di confronto tra diversi attori, per il coordinamento e la promozione di iniziative orientate verso un Ecuador più sostenibile.
In questo contesto, AVSI ha presentato l’esperienza del Laboratorio Verde, un orto urbano comunitario e produttivo nato nel 2024 nell’ambito del progetto “Integrados”, finanziato dal Bureau of Population, Refugees, and Migration degli Stati Uniti. L’iniziativa integra sostenibilità ambientale, coesione sociale, rafforzamento delle capacità produttive e ricostruzione dei legami sociali nel quartiere La Ferroviaria di Quito, area prioritaria per la presenza di migranti e rifugiati in condizioni di vulnerabilità.
La partecipazione a questo forum ha permesso di condividere un’esperienza che traduce la sostenibilità in interventi territoriali concreti, mettendo al centro le persone, le relazioni e le opportunità di sviluppo locale. L’iniziativa valorizza inoltre la collaborazione con le istituzioni pubbliche, attraverso il lavoro con il Ministero dell’Inclusione Economica e Sociale tramite lo Spazio Famiglia Integrato di La Ferroviaria.
Il progetto è oggi gestito dalla comunità locale e coordinato da Marco Flores, leader comunitario formato durante la fase di implementazione. Questo percorso riflette il rafforzamento dell’autonomia e delle competenze locali attraverso processi di trasferimento di capacità e responsabilità condivisa.
Lo spazio si caratterizza inoltre per un approccio intergenerazionale, reso possibile da una metodologia accessibile a pubblici differenti.
Dal punto di vista tecnico e sociale, il Laboratorio Verde supera il concetto di orto urbano. È pensato come spazio di educazione ambientale, incontro comunitario e apprendimento pratico, attraverso pratiche sostenibili che includono fertilizzanti organici, rotazione delle colture, raccolta dell’acqua piovana, utilizzo di energia solare e riuso dei materiali.
Il programma comprende inoltre sessioni formative su compostaggio, preparazione dei semenzai, benefici delle piante medicinali, controllo biologico dei parassiti, tecniche di raccolta, essiccazione e disidratazione, insieme a workshop dedicati al rafforzamento delle competenze imprenditoriali. In questa prospettiva, il Laboratorio Verde contribuisce alla cura dell’ambiente, allo sviluppo delle capacità e alla creazione di opportunità attraverso un approccio basato sulla comunità.
Con un budget di 15.000 dollari, i principali risultati raggiunti includono la realizzazione delle infrastrutture dello spazio e la formazione di 20 leader comunitari.
Dal punto di vista sociale, l’iniziativa crea uno spazio sicuro in cui migranti, rifugiati e membri della comunità ospitante possono rafforzare le relazioni, costruire un senso di appartenenza e partecipare a percorsi di coesione sociale. Sul piano economico, apre opportunità formative e produttive nei settori legati all’agricoltura, all’ambiente e alla sostenibilità.
Questo approccio si inserisce nei temi affrontati durante la Kumbre de Sostenibilidad 2026, in particolare nella necessità di collegare visione e intervento, rafforzare le partnership tra settori e promuovere soluzioni capaci di generare impatto tangibile. In questo senso, l’esperienza presentata da AVSI Ecuador mostra come un intervento comunitario locale possa contribuire a sfide più ampie legate a resilienza, sostenibilità e sviluppo umano.
“Impacto en Acción”
Continuare a costruire la sostenibilità a partire dal territorio
Per AVSI, la sostenibilità acquista significato quando è connessa alla vita quotidiana delle persone e a processi concreti che rafforzano le comunità.
Essere presenti in questo spazio ha permesso non solo di condividere un’esperienza, ma anche di contribuire a una conversazione nazionale sul tipo di sviluppo di cui il Paese ha bisogno, contribuendo alla costruzione di contesti più sicuri e resilienti, capaci di sostenere processi di sviluppo di lungo periodo e un impatto duraturo.
