Reportage

In Italia sempre più giovani restano fuori da scuola e dal lavoro

Un photo reportage di Francesco Pistilli racconta il progetto "Oltre la Pandemia II” di AVSI a Napoli e Catania

12.05.2026

Nei quartieri più complessi di Napoli e Catania, molti giovani crescono affrontando interruzioni scolastiche, difficoltà di accesso al lavoro e opportunità limitate. Il rischio di restare esclusi da percorsi formativi e professionali è alto, e spesso si traduce in isolamento e mancanza di prospettive.

Per ragazze e ragazzi, le conseguenze sono immediate: c’è chi ha lasciato gli studi e fatica a rientrare in un percorso educativo, chi non riesce ad accedere a un lavoro stabile e chi non ha ancora avuto l’opportunità di sviluppare competenze utili per orientarsi nel mondo del lavoro.

In questo contesto, il progetto “Oltre la Pandemia II” implementato da AVSI e realizzato con il supporto di Intesa Sanpaolo, accompagna giovani in condizioni di fragilità in percorsi di formazione e inserimento lavorativo, offrendo un’opportunità concreta di ripartenza.

Questa serie fotografica, realizzata da Francesco Pistilli, racconta i volti e le storie di giovani a Napoli e Catania che vivono queste esperienze ogni giorno, mostrando in modo diretto le difficoltà che affrontano e le possibilità che cercano di costruire.

Giuseppe, 33 anni. Bocciato al liceo scientifico, ha completato gli studi all’agrario. Ha studiato inglese a Londra e Dublino. Ora lavora in una ludoteca e fa tirocinio nella parrocchia di San Filippo Neri a Catania, accompagnando i ragazzi e condividendo ciò che ha imparato lungo il suo percorso.
Oratorio delle Salette, quartiere San Cristoforo, Catania.

Dal 2015, con l’avvio dei primi interventi in Italia in risposta alla crisi migratoria, AVSI ha sviluppato un modello di inclusione che riconosce nel lavoro un fattore chiave di autonomia e partecipazione. Nel tempo, l’esperienza si è consolidata e ampliata: accanto a persone migranti e rifugiate, oggi i percorsi coinvolgono individui in diverse condizioni di fragilità, tra cui giovani NEET (Not in Education, Employment or Training, giovani che non studiano, non lavorano e non sono inseriti in percorsi di formazione), donne sopravvissute alla violenza e persone vittime di sfruttamento lavorativo, ciascuno con bisogni e ostacoli specifici.

Le sfide nel mercato del lavoro crescono e rendono sempre più evidenti fragilità diffuse. Nel 2024, la quota di giovani tra i 15 e i 29 anni NEET in Italia resta superiore alla media europea (15,2% contro l’11% dell’UE). A ciò si aggiunge un marcato divario territoriale: nel Mezzogiorno si registrano alcuni tra i più bassi tassi di occupazione d’Europa nella fascia 20–64 anni, con Calabria al 48,5%, Campania al 49,4% e Sicilia al 50,7%.

In questo contesto, AVSI collabora con partner e aziende per rafforzare l’occupabilità attraverso percorsi mirati, che integrano orientamento, formazione e accompagnamento, con particolare attenzione ai profili più fragili e alle aree a maggiore criticità occupazionale.

Felipe, 22 anni. Ha lasciato la scuola dopo tre bocciature. Oggi fa tirocinio in un laboratorio di lavorazione del ferro nel centro storico di Napoli. Il lavoro gli piace e lo sta aiutando a scoprire cosa può fare nella vita.

Per raggiungere le persone e favorirne la partecipazione, i progetti valorizzano le reti territoriali già attive e promuovono un contatto diretto, anche domiciliare quando necessario, e il coinvolgimento delle comunità.

L’obiettivo è costruire fiducia e riattivare la motivazione individuale attraverso attività educative e formative, rafforzando consapevolezza e autostima e sviluppando competenze trasversali e professionali, anche “on the job”.

La metodologia, consolidata negli anni, viene adattata ai bisogni individuali e alle risorse del territorio. Prevede una presa in carico completa della persona, la definizione di un piano di intervento personalizzato con obiettivi e tappe condivise, un tutoraggio educativo continuativo e il raccordo con i servizi già attivi, per integrare risorse istituzionali e del Terzo Settore e ridurre la frammentazione degli interventi.

La fase iniziale è accompagnata da attività formative mirate, dalla lingua allo sviluppo di competenze tecniche, trasversali e digitali, che preparano i partecipanti ai successivi passaggi verso l’inserimento lavorativo.

Federica, 17 anni. Nata e cresciuta a Santa Chiara, Napoli. Ha lasciato la scuola dopo l’obbligo. Oggi impara il mestiere di estetista in un salone del quartiere.

L’ingresso nel mondo del lavoro si costruisce attraverso attività di scouting e matching con le aziende, tirocini e inserimenti differenziati in base al profilo e ai bisogni. È previsto inoltre un supporto dedicato anche nella fase iniziale sul luogo di lavoro. Un sistema di monitoraggio qualitativo e quantitativo, affiancato da momenti di apprendimento continuo, consente di valorizzare risultati e buone pratiche e di rafforzare la replicabilità degli interventi e la collaborazione con imprese e comunità locali.

Dal 2015, AVSI ha coinvolto oltre 600 persone in progetti dedicati all’inserimento lavorativo, in collaborazione con enti, associazioni del territorio e aziende. Accanto al risultato occupazionale, resta centrale la dimensione educativa: valorizzare il protagonismo della persona, rafforzare competenze tecniche e trasversali e sostenere una maggiore consapevolezza del proprio percorso.

Un impegno che attraversa Nord e Sud, anche grazie alle sedi operative in Lombardia e Sicilia, e che prosegue con l’obiettivo di ampliare le collaborazioni e coinvolgere sempre più persone nei percorsi di inserimento lavorativo.

Adriana, 19 anni. Dopo aver frequentato tre anni di scuola di moda, ha scelto di interrompere gli studi. Oggi svolge un tirocinio come parrucchiera, un ambiente in cui è apprezzata e stimata dai datori di lavoro. La sua scelta è stata ispirata dalla sorella, che ha seguito lo stesso percorso.
Adriana ha 19 anni, è dei Quartieri Spagnoli. Sta svlgendo un tirocinio da parrucchiera e le piace molto, così come piace ai datori di lavoro che pensano di farle un contratto di lavoro alla scadenza del periodo di prova. A scuola ha studiato fino al terzo anno di una scuola superiore di moda, poi ha abbandonato. Grazie all'esperienza di sua sorella, passata per lo stesso percorso formativo e che ora lavora assunta in una parrucchiera, Adriana ha deciso di fare un corso di formazione da parrucchiera con l'associazione Quartieri Spagnoli.
Alice, 26 anni. Non è mai stata bocciata a scuola. Le piacciono i bambini e l’informatica. Ha scelto un percorso non universitario e oggi frequenta un corso da animatore socioeducativo per lavorare con i bambini.
Desirè, 22 anni, di Misterbianco, vive a Catania. Ha completato il liceo artistico multimediale e partecipato al servizio civile. Ora fa tirocinio come animatrice socioeducativa nelle scuole salesiane.
Gabriele, 17 anni, è stato bocciato in terza media e poi all'istituto tecnico. Non vuole più studiare, vuole solo lavorare, attualmente è in formazione nella ristorazione alla Scuola dei Mestieri di Secondigliano (Napoli).
Gaetano 18 anni, dei Quartieri Spagnoli, ha sempre avuto difficoltà con la scuola, dopo la terza media si è ritirato. Ora sta imparando il mestiere di pizzaiolo.
Giulia, 17 anni. È cresciuta nel quartiere storico di San Cristoforo, a Catania. Dopo due bocciature ha lasciato la scuola. Ama suonare la chitarra e il violino. Oggi lavora con i bambini e suona con loro all’oratorio.

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