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Partecipa alla raccolta fondi per potenziare tre ospedali non profit ad Aleppo e Damasco, quattro dispensari e garantire cure ai più poveri.

Oltre 50mila cure gratuite sono state fornite ai siriani più poveri in cinque anni di progetto. Il traguardo è stato raggiunto a giugno 2021, in piena pandemia di COVID-19. Ma non ci basta, rilanciamo fino al 2024: quattro nuovi dispensari affiancheranno il lavoro dei tre ospedali di Damasco e Aleppo.

Come risposta concreta alla domanda di aiuto del popolo siriano, grazie all’iniziativa del cardinal Mario Zenari, nunzio apostolico in Siria, e all’appoggio del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, è stato ideato nel 2016 ed è divenuto operativo nel 2017 il progetto “Ospedali Aperti”.

Obiettivi e risultati

L’obiettivo del progetto è tutto racchiuso nel suo titolo: aprire le porte di tre ospedali (l’Ospedale Italiano e l’Ospedale Francese a Damasco, e l’Ospedale St. Louis ad Aleppo) al maggior numero di pazienti poveri che, altrimenti, non potrebbero ricevere le cure di cui hanno bisogno. In questi anni sono stati erogati gratis trattamenti diversi, dalle cure di patologie complesse a quelle di malattie non gravi che però, se trascurate in un contesto segnato profondamente dalle conseguenze della guerra, possono uccidere tanto quanto hanno fatto le bombe.

Mi preme quest’anno citare il grande lavoro per sostenere il rientro delle comunità cristiane nella piana di Ninive, in Iraq, e le cure sanitarie assicurate a tanti malati poveri in Siria, in particolare attraverso il progetto “Ospedali Aperti”.

Papa Francesco, 2018

Donatori

Il progetto, patrocinato dal Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, è finanziato da: Conferenza Episcopale Italiana (8x1000), Papal Foundation, Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, Roaco attraverso l’Ordine equestre dei Cavalieri del Santo Sepolcro, Misereor (Organizzazione episcopale tedesca per lo sviluppo e la cooperazione), Conferenza Episcopale Usa, Caritas Spagnola, Gendarmeria del Vaticano attraverso la Fondazione San Michele Arcangelo, Cha (Catholic Health Association – Usa), Fondazione Terzo Pilastro - Internazionale, Fondazione Umano Progresso, Fondazione Cariverona, Fondazione Mondo Unito, Caritas Provitae Gradu Charitable Trust, Governo ungherese (nell’ambito del piano “Hungary Helps”), Regione Lombardia.

A questi finanziamenti si aggiungono le donazioni di privati e imprese italiane e i contributi raccolti attraverso il 5x1000.

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