Nella Riserva Naturale Orientata “Isola delle Femmine” – una delle sette aree naturali tra Sicilia e Malta in cui interviene il progetto MedMaquis – i volontari dei campi "Cleaning of Nature Reserve" sono stati coinvolti nelle attività progettuali dedicate alla gestione delle specie vegetali invasive.
I campi si svolgono da circa vent’anni grazie alla collaborazione consolidata tra la Riserva – gestita dalla LIPU – e InformaGiovani IGNet. Sono cofinanziati dall’Unione Europea nell’ambito dei programmi CERV o Corpo europeo di solidarietà.
L’iniziativa coinvolge volontari provenienti da diversi Paesi in attività di supporto alla gestione dell’area protetta. Nel 2026 sono stati programmati sei turni tra luglio e settembre, per un totale di circa 38 partecipanti.
MedMaquis sul campo
I volontari hanno preso parte a momenti di formazione curati da AVSI, capofila di MedMaquis, e dall’Università degli Studi di Palermo, partner scientifico del progetto, per comprendere più da vicino il problema rappresentato dalle specie invasive e il significato degli interventi sul campo. Sono stati quindi coinvolti nelle operazioni di rimozione di Cenchrus setaceus, specie precedentemente nota come Pennisetum setaceum.
La collaborazione con la direzione della Riserva e il coinvolgimento diretto dei volontari rappresentano un risultato significativo per MedMaquis: l’attività tecnica prevista dal progetto si integra con una realtà territoriale già attiva, rafforzando partecipazione e sensibilizzazione attorno agli obiettivi di tutela della macchia mediterranea e della sua biodiversità.

Cenchrus setaceus: una specie invasiva
Cenchrus setaceus è una specie invasiva capace di diffondersi rapidamente e di competere con la vegetazione tipica degli ambienti mediterranei. Resiste bene alla siccità, alle alte temperature e anche a fattori di disturbo come gli incendi: caratteristiche che le permettono di occupare sempre più spazio e di alterare progressivamente l’equilibrio degli habitat naturali. La specie è stata inoltre inclusa tra le specie invasive di rilevanza unionale ai sensi del Regolamento UE 1143/2014.
Da diversi decenni è documentata la sua espansione in Sicilia. La sua diffusione può compromettere le praterie mediterranee e ridurre la biodiversità complessiva dell’habitat, rendendo necessari interventi di controllo ed eradicazione. Poiché l’intervento si svolge all’interno di una riserva naturale, nell’area di progetto viene adottata la rimozione manuale, scelta per tutelare gli habitat e la flora autoctona e ridurre al minimo l’impatto ambientale.

Dall'azione alla consapevolezza
Il valore dell’esperienza va oltre l’intervento operativo: la formazione curata da AVSI e Università di Palermo ha permesso ai volontari di comprendere perché una specie può diventare invasiva, come può alterare gli equilibri dell’ecosistema e perché è necessario intervenire.
La partecipazione ai campi diventa così anche un’occasione di conoscenza e sensibilizzazione: il volontariato non è soltanto un supporto concreto alle attività sul territorio, ma uno strumento per avvicinare le persone ai temi della biodiversità e della tutela degli habitat mediterranei.

Una rete sul territorio
L’esperienza alla R.N.O. Isola delle Femmine mostra come MedMaquis possa integrare intervento ambientale, competenze scientifiche e partecipazione civica, valorizzando reti e iniziative già presenti sul territorio.
La collaborazione con la Riserva, il contributo dell’Università e il coinvolgimento dei volontari rappresentano così un esempio concreto di coinvolgimento territoriale attorno agli obiettivi del progetto: l’azione sulle specie invasive diventa anche occasione per diffondere conoscenze, accrescere la consapevolezza e rafforzare la responsabilità condivisa nella tutela degli ecosistemi.
MedMaquis – Un ponte tra Italia e Malta per preservare la ricchezza e la stabilità della macchia mediterranea è cofinanziato dal Programma Interreg VI-A Italia-Malta e promuove azioni pilota congiunte in Sicilia e Malta per rafforzare la protezione della biodiversità, la resilienza degli habitat mediterranei e il coinvolgimento delle comunità nella loro tutela.
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