Il tuo 5x1000 ad AVSI

Per te una semplice firma, per Nour la possibilità di curarsi

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Devolvi il tuo 5x1000 ad AVSI per gli ospedali in Siria

Codice fiscale: 81017180407

Anche quest’anno puoi aiutarci a promuovere la dignità della persona in tutto il mondo con una semplice firma, destinando il 5×1000 delle tue imposte a Fondazione AVSI.

NON COSTA NULLA È una semplice firma, che non costa nulla, grazie alla quale chiedi allo Stato che una piccola quota del tuo gettito fiscale venga destinata a una realtà sociale che scegli tu perché ritieni che meriti di essere sostenuta mentre realizza progetti di sviluppo e di solidarietà.

BASTA UNA FIRMA Scegli AVSI per il tuo 5X1000. Quando compili il modulo 730, il CU oppure il Modello Unico, firma nel riquadro “Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale...” e trascrivi il codice fiscale di AVSI. Anche chi non compila la dichiarazione dei redditi, ovvero chi ha solo il modello CU fornitogli dal datore di lavoro o dall’ente erogatore della pensione, può destinare il 5x1000.

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Per qualsiasi informazione sul 5×1000 contatta la responsabile di AVSI:

Maria Ricci

maria.ricci@avsi.org

02.6749.88.385

Che cosa abbiamo fatto lo scorso anno con il tuo 5x1000

Libano

Faraj, con sua moglie e tre suoi bambini vive da quasi sei anni in un campo profughi in Libano. Ha lasciato Idlib, poco dopo l’inizio della guerra siriana. Il motivo? La sua abitazione era stata saccheggiata tre volte. Faraj ha altri 7 figli che non sono potuti partire con lui. Ora però il suo primo problema è trovare un lavoro. Come tutti nel campo, Faraj riesce a essere assunto per un giorno e solo una volta a settimana. Un impiego — e un guadagno — continuativo l’ha potuto avere solamente grazie a un progetto di “cash for work” di AVSI.

I bisogni che AVSI incontra all’interno di questi campi sono moltissimi: dagli aiuti materiali all’educazione dei bambini e degli adolescenti, dal sostegno alle donne al lavoro per i capifamiglia. La ricerca di un’occupazione è particolarmente importante, perché rende autonomi i rifugiati e ne promuove la dignità. La possibilità di andare a scuola è fondamentale per garantire un futuro ai bambini e favorirne l’integrazione nel Paese che ora li accoglie. Da quasi due anni, infatti, le scuole pubbliche libanesi sono aperte anche ai bambini siriani, grazie a turni pomeridiani. Nei campi si svolgono anche attività di supporto psico-sociale per i bambini (in collaborazione con le istituzioni locali, prima assistenza, attività ricreative con scopo educativo), e di supporto alla genitorialità per le madri. Un’azione che si basa sulla volontà di rispondere ai bisogni primari immediati, ma anche al desiderio di farsi compagni di un percorso di crescita.

Proprio per l'attenzione a creare un futuro per le persone nel Paese AVSI realizza anche un progetto per la formazione e l'educazione nelle scuole tecniche agricole, co-finanziato con fondi pubblici e privati.

L’obiettivo del progetto è quello di rafforzare e migliorare la capacità professionale e culturale degli insegnanti delle scuole tecniche agricole attraverso l’erogazione di corsi supportati da consulenti internazionali il cui contenuto è stato concordato con il Ministero dell’Agricoltura (MoA), in seno al percorso formativo avviato precedentemente, dando un particolare supporto al settore orticolo e vivaistico. L’attività ha permesso così di migliorare l’offerta educativa e formativa per gli studenti attraverso visite in campo, attività pratiche innovative e stages aziendali con l’obiettivo finale di facilitare e strutturare l’apertura al mondo del lavoro degli studenti formati e di sensibilizzare la società verso le potenzialità delle scuole tecniche agricole e le prospettive di lavoro in agricoltura.

Il contributo del 5 per mille è stato utilizzato per azioni aggiuntive rispetto a quelle garantite attraverso il finanziamento istituzionale da parte del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) volte al miglioramento infrastrutturale delle aule scolastiche esistenti ed alla realizzazione e riabilitazione di serre dove attivare la parte pratica della formazione.

Siria

Rimasta intrappolata tra le macerie di un edificio raso al suolo da una bomba, è stata salvata dopo otto giorni. Amina è rimasta ad Aleppo, nonostante l’assedio, con il marito, ma senza i suoi due bambini, entrambi uccisi dai bombardamenti. È per persone come Amina che AVSI ha scelto di essere presente in Siria, con progetti a sostegno della popolazione.

Per rispondere all’emergenza umanitaria causata dall’assedio di Aleppo, AVSI ha sostenuto le attività della Custodia di Terra Santa, coordinate dall’Associazione pro Terra Sancta. Un centro d’accoglienza presso la parrocchia di San Francesco, nel quartiere di Azizieh, per oltre 200 sfollati al giorno. Per dare alle famiglie un posto dove dormire, cibo, indumenti, medicine, ma soprattutto un luogo di pace e di accoglienza.

Storie come quella di Amina si incontrano ovunque in Siria. Anche a Sahnaya, un quartiere alla periferia di Damasco, che prima della guerra contava più di 100mila abitanti. Oggi rispetto al 2011 qui la popolazione è triplicata: 365mila persone si trovano senza acqua, servizi igienici e sanitari. Qui AVSI è intervenuta per dare un sostegno concreto alla popolazione, con alcuni obiettivi specifici: garantire servizi igienicosanitari dignitosi, realizzare luoghi sicuri per dare ospitalità a donne e bambini, offrire assistenza psico-sociale a chi è più fragile e promuovere corsi di formazione al lavoro.

Il progetto ha l’obiettivo di garantire l’accesso ai servizi igienico sanitari ad almeno 7.500 persone sfollate nell’area attraverso il miglioramento dell’impianto fognario ed idraulico e la distribuzione di kit igienici a 800 famiglie con l’organizzazione di sessioni di formazione e promozione delle pratiche igieniche.

Il contributo del 5 per mille è stato utilizzato per garantire la copertura finanziaria di alcune attività indispensabili per la riuscita del progetto non coperte dai finanziatori istituzionali.

Iraq

L'educazione, anche in situazioni di emergenza, resta condizione irrinunciabile per costruirsi un futuro. Lo sanno bene le mamme che ogni giorno accompagnano i loro figli all’asilo di Ozal City, a Erbil, sostenuto da AVSI e gestito dalle suore domenicane.

Siamo alla periferia Est di Erbil, nel Kurdistan iracheno, un quartiere caratterizzato da centinaia di abitazioni che ora accolgono migliaia di famiglie fuggite da Qaraqosh, città a circa trenta chilometri da Mosul. L’asilo è nato per rispondere al bisogno dei genitori presenti nel quartiere che cercavano un luogo protetto e sicuro dove mandare i propri bambini durante la giornata. L’obiettivo: migliorare la condizione dei più piccoli attraverso attività di formazione scolastica e ricreative e sostenere le loro famiglie. Sempre ad Erbil AVSI sostiene una clinica gestita dal patriarcato caldeo attraverso le suore domenicane per sostenere i bisogni sanitari dei profughi. Nella clinica sono presenti una farmacia-dispensario, un dentista, un reparto infermieristico e un laboratorio diagnostico.

Il contributo del 5 per mille è stato utilizzato per garantire la copertura finanziaria delle attività educative nell’asilo e del sostegno sanitario e la distribuzione di medicine nel dispensario.

AVSI lavora nel Kurdistan iracheno dal 2014, per far fronte a una situazione di violenza e grave instabilità. A fianco di chi è scappato a causa della violenza, per garantire educazione alle nuove generazioni e sostegno agli adulti. Dal 2017 AVSI appoggia anche l’Hiwa Hospital, l’unico centro per i trapianti midollari effettuati su bambini affetti da gravi patologie emato-oncologiche, come la leucemia.

Sud Sudan

In uno dei tanti villaggi sulle verdi colline del Sud Sudan una bimba indossa un vestito da festa. È talmente denutrita che ha lo sguardo perso e non reagisce più agli stimoli. I medici decidono di trasportarla all’ospedale sostenuto da AVSI nella zona di Isohe, l’unico funzionante. Rischia di morire da un momento all’altro per disidratazione. L’ambulanza sfida pioggia e fango. Giunta a destinazione, dopo alcune ore e le prime cure, la bimba sorride. Si chiama Surprise, “Sorpresa”. Una piccola speranza per un Paese nato appena sei anni fa, dopo decenni di scontri, ripiombato nella guerra e in una grave crisi alimentare.

Per rispondere a quella che l’Onu considera la terza emergenza mondiale dopo Siria e Centrafrica, AVSI è presente nel Paese con progetti nel settore sanitario, educativo, alimentare e di formazione. In particolare a Juba AVSI gestisce la scuola elementare St. Kizito, che ospita più di 2mila bambini del quartiere di Munuki, uno dei più colpiti dalle violenze, e sostiene l’università St. Mary che forma giovani insegnanti.

L’obiettivo principale del sostegno alla Facoltà di Scienze dell’Educazione del College St. Mary è quello di migliorare l’offerta scolastica ed educativa nel Paese che oggi presenta livelli qualitativi bassissimi attraverso la formazione di nuovi insegnanti. Oltre alla formazione è stata creata una biblioteca, luogo dedicato agli studenti e professori per studiare e interagire attraverso attività parallele.

Il contributo del 5 per mille è stato utilizzato a supporto della gestione della facoltà per consentire la realizzazione di corsi di insegnamento, per realizzare corsi di formazione per docenti e per avviare la biblioteca scolastica attraverso la fornitura di materiale.

L'impegno di AVSI sul fronte educativo si è esteso anche nello stato dell’Eastern Equatoria attraverso la promozione di un efficiente sistema integrato di servizi per la popolazione nelle contee di Ikotos e Torit. In particolare si sono realizzati interventi infrastrutturali quali la manutenzione e la riabilitazione di strade , la costruzione di alloggi per insegnanti in alcune scuole rurali, la costruzione di latrine, blocchi doccia e la riabilitazione dei tetti di alcune scuole. Sono stati poi effettuati corsi di formazione rivolti agli insegnanti, ai genitori e ai membri delle comunità incentrati sulla gestione delle risorse scolastiche e sull'importanza del diritto all'educazione per tutti, e anche corsi di orientamento per gli studenti che terminano la scuola secondaria.

Il contributo del 5 per mille è stato utilizzato per garantire la copertura finanziaria di alcune attività indispensabili per la riuscita del progetto non coperte dai finanziatori istituzionali.