I bambini ucraini nati dopo il 2020 non sanno -o non possono ricordare- cos'è la vita in tempo di pace.
Per i più grandi la vita senza guerra è un ricordo vago e lontano.
Da quattro anni in Ucraina i bambini devono fare i conti ogni giorno con:
- il freddo. Il gas per un pasto caldo e il riscaldamento non c’è. Le coperte non bastano quando in casa ci sono a malapena 5 gradi e fuori il termometro segna – 20;
- il buio. Studiare, fare i compiti, giocare prima che vada via la luce. Spesso le ore di elettricità sono solo 4 al giorno;
- l’allerta continua. Gli allarmi antiaerei interrompono il gioco, la scuola, il sonno;
Molti bambini sanno esattamente dove andare quando suona l’allarme, alcuni riconoscono i suoni prima degli adulti. La cosa più difficile è vedere quanto i bambini si adattino.
Si adattano al freddo.
Si adattano al buio.
Si adattano all’allerta continua.
Che adulti diventeranno se non interveniamo ora?
La guerra entra nel corpo dei bambini, nel modo in cui dormono, si concentrano, si relazionano agli altri.
Molti bambini smettono di fare domande sul futuro. E questo, per chi lavora con loro, è uno dei segnali più forti.
Per loro speranza non è una parola grande. È poter crescere senza che la guerra definisca tutto. È una stanza calda, una routine rassicurante, un adulto competente che ascolta, un posto dove essere bambino.
I progetti di AVSI fanno questo: proteggono l’infanzia mentre la guerra continua.
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causale: Sostegno alle famiglie ucraine colpite dalla guerra
