Libano, supporto alle famiglie colpite dal conflitto
Nella notte tra l’1 e il 2 marzo in Libano sono iniziati bombardamenti su scala nazionale che non si sono più fermati, interessando i quartieri meridionali della capitale, la valle della Bekaa e diverse aree del Sud del Paese.
Grazie alle donazioni ricevute, fin dai primi giorni dell’emergenza siamo riusciti a essere presenti accanto a migliaia di persone colpite dal conflitto.
Nel corso delle settimane la risposta ha seguito l’evoluzione dei bisogni, ampliando la nostra capacità di intervento, fino a raggiungere oltre 25.000 persone, tra famiglie ospitate nei centri e comunità raggiunte nelle aree colpite dal conflitto.
È stato possibile:
- raggiungere 15.320 persone nei centri di accoglienza e 7.274 nelle comunità locali;
- sostenere 117 centri collettivi di accoglienza, ampliando rapidamente la capacità di risposta all’aumento delle persone sfollate;
- distribuire oltre 85.000 m³ di acqua a famiglie e comunità prive di accesso alle risorse essenziali;
- consegnare 3.417 kit igienici familiari e 2.186 kit alimentari;
- sostenere 5.312 persone con disabilità, garantendo attenzione specifica ai bisogni più vulnerabili;
- coinvolgere 969 bambini in attività educative e ricreative, assicurando continuità e benessere nei percorsi di apprendimento e crescita.
Dietro questi numeri ci sono case lasciate in fretta, scuole che hanno aperto le proprie porte agli sfollati, famiglie che hanno ricevuto beni essenziali nei momenti più difficili e bambini che hanno potuto continuare a imparare anche durante la guerra.
Francesca Lazzari, Rappresentante Paese AVSI in Libano, racconta come il contributo ricevuto abbia reso possibile una risposta rapida, capace di adattarsi all’evoluzione dei bisogni sul territorio e di raggiungere famiglie sfollate e comunità rimaste nelle aree più esposte.
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causale: Emergenza Libano

