Libano, sostegno alle famiglie colpite dal conflitto
Nella notte tra l’1 e il 2 marzo in Libano sono iniziati bombardamenti su scala nazionale che non si sono più fermati, interessando i quartieri meridionali della capitale, la valle della Bekaa e diverse aree del Sud del Paese.
Almeno 33.373 persone sono state sfollate e trovano accoglienza in 307 centri collettivi. Dall'inizio dell'escalation, si registrano almeno 4.322 vittime e 12.210 feriti.
Fin dai primi giorni dell’emergenza siamo riusciti a essere presenti accanto a migliaia di persone colpite dal conflitto.
In questi mesi la nostra risposta ha seguito l’evoluzione dei bisogni, ampliando la capacità di intervento per accompagnare l’aumento delle persone sfollate e rafforzando la presenza nelle aree più esposte.
Ad oggi, siamo presenti in 149 centri collettivi, dove garantiamo l'accesso all'acqua e ai servizi igienico-sanitari, offriamo attività dedicate ai bambini e alle bambine e accompagniamo le persone accolte con servizi di accoglienza e inclusione.
Grazie alle donazioni ricevute è stato possibile:
- raggiungere quasi 22.000 persone ospitate nei centri di accoglienza e oltre 11.000 nelle comunità che vivono nelle aree di conflitto (a Tiro e nel sud del Libano);
- distribuire oltre 109.000 m³ di acqua a famiglie e comunità prive di accesso alle risorse essenziali;
- consegnare 4.352 kit igienici familiari e 5.166 kit alimentari;
- sostenere 5.474 persone con disabilità, garantendo attenzione specifica ai bisogni più vulnerabili;
- coinvolgere 1.745 bambini in attività educative e ricreative, assicurando continuità e benessere nei percorsi di apprendimento e crescita.
Dietro questi numeri ci sono case lasciate in fretta, scuole che hanno aperto le proprie porte agli sfollati, famiglie che hanno ricevuto beni essenziali nei momenti più difficili e bambini che hanno potuto continuare a imparare anche durante la guerra.
Francesca Lazzari, Rappresentante Paese AVSI in Libano, racconta come il contributo ricevuto abbia reso possibile una risposta rapida, capace di adattarsi all’evoluzione dei bisogni sul territorio e di raggiungere famiglie sfollate e comunità rimaste nelle aree più esposte.
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causale: Emergenza Libano

