Il Libano è sotto attacco
Nella notte tra l’1 e il 2 marzo in Libano sono iniziati dei bombardamenti su scala nazionale che non si sono più fermati, interessando i quartieri meridionali della capitale, la valle della Bekaa e diverse aree del Sud del Paese
La situazione umanitaria è gravissima: oltre 60.000 persone sono state costrette a lasciare le proprie case (dati del 4 marzo). Le stime sono ancora provvisorie e il numero è destinato ad aumentare.
La popolazione è stremata e sotto shock
Francesca Lazzari, rappresentante Paese di AVSI in Libano
Oggi la priorità è offrire un luogo sicuro e protezione a chi non ha più una casa. Intere famiglie si riversano per le strade o cercano riparo nelle strutture messe a disposizione dal governo, già sovraffollate.
Dei 583 centri di accoglienza collettivi presenti sul territorio, 291 sono già al completo.
Le strade sono congestionate: intere famiglie fuggono, anche nel cuore della notte, verso le aree considerate più sicure, cercando protezione. La situazione è critica e in continua evoluzione.
Servono cibo, acqua potabile, materassi, coperte, abiti caldi, kit per l’igiene personale, beni per l’igiene mestruale, articoli per l’infanzia.
Il nostro staff nel Paese – tra cui anche colleghi sfollati – si è attivato immediatamente. Nonostante le difficoltà, il 4 marzo abbiamo avviato la distribuzione di kit igienici e acqua alle famiglie in fuga.
In questo momento, ogni gesto di solidarietà conta per raggiungere chi ha perso tutto.
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causale: Emergenza Libano
