Libano, l'emergenza continua
Nella notte tra l’1 e il 2 marzo in Libano sono iniziati dei bombardamenti su scala nazionale che non si sono più fermati, interessando i quartieri meridionali della capitale, la valle della Bekaa e diverse aree del Sud del Paese.
Ordini di evacuazione, bombardamenti ripetuti e operazioni di invasione via terra hanno costretto oltre un milione di persone a lasciare la propria casa, spesso senza poter portare nulla con sé.
Dall’inizio degli attacchi si contano oltre 2.100 vittime, tra questi anche 51 operatori sanitari, e 6.900 feriti; Numerosi ospedali, ambulanze e centri di assistenza primaria (PHCC) sono stati colpiti.
481 scuole, tradizionalmente luoghi di apprendimento, sono state trasformate in rifugi per accogliere chi non ha più un tetto.
47.110 bambini vivono in questi spazi, ormai saturi; molte famiglie sono costrette a trovare riparo dove possono, spesso dormendo in auto o all’aperto.
A meno di 72 ore dall'inizio dei bombardamenti, abbiamo avviato una risposta d'emergenza per distribuire beni di prima necessità, acqua e cibo.
Ad oggi siamo attivi in 78 rifugi, dove migliaia di persone hanno ricevuto kit igienici, coperte e materassi, cibo, farmaci e denaro per l’acquisto di altri beni di prima necessità.
Francesca Lazzari, rappresentante Paese di AVSI in Libano
Le necessità sono molte e urgenti.
In un contesto segnato da grande incertezza, l’obiettivo è restare accanto alle persone, garantire loro assistenza immediata e proteggere, in particolare, bambini, donne, anziani e persone con disabilità.
Ogni giorno organizziamo anche momenti di gioco, laboratori, attività di gruppo: spazi protetti in cui i bambini possono disegnare, muoversi, ridere e stare insieme.
Sono momenti fondamentali per aiutarli a elaborare ciò che stanno vivendo e ritrovare un senso di normalità.
In questo momento, ogni gesto di solidarietà conta per raggiungere chi ha perso tutto.
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causale: Emergenza Libano
