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19 Luglio Lug 2021 1035 19 luglio 2021

Ospedali Aperti: obiettivo raggiunto, ma rilanciamo

Oltre 50mila cure gratuite sono state fornite ai siriani più poveri in quattro anni di progetto. Il traguardo è stato raggiunto a giugno 2021, in piena pandemia di Covid-19. Ma non ci basta, rilanciamo fino al 2024: quattro nuovi dispensari affiancheranno il lavoro dei tre ospedali di Damasco e Aleppo

2021. Siria - Ospedali Aperti

L’intervista a Marco Perini, regional manager AVSI per il Medio Oriente e il Nord Africa, a cura di Aldo Gianfrate.

50mila cure gratuite fornite ai siriani negli ultimi quattro anni. Un risultato importante, raggiunto nel 2021, nel pieno di una crisi sanitaria globale. Cosa significa questo risultato?

Sono cifre importanti e significative, ma non sono soltanto numeri. Si è trattato di dare sollievo a tantissimi siriani e, molte volte, di salvare vite umane: donne e a uomini che, colpiti da una guerra oramai “antica”, da soli non avrebbero potuto trovare soldi, farmaci e medici.

Perché avete deciso di continuare fino al 2024?

Quando quattro anni fa lanciammo Ospedali Aperti immaginavamo di finirlo a dicembre 2021 perché speravamo che la Siria, per allora, sarebbe riuscita a risollevarsi. Purtroppo non è stato così e non ci sono indicatori che lascino intravedere una via d’uscita in tempi brevi. Per usare le parole del nunzio a Damasco, il cardinal Mario Zenari, che fortissimamente ha voluto questo progetto, “oggi le persone hanno ancora bisogno di aiuto più che durante gli anni tremendi della guerra”.

Non possiamo fermarci. Garantiremo sempre più cure gratuite e aumenteremo i punti di accesso per i pazienti inserendo nel progetto anche quattro dispensari presenti sul territorio, che supporteremo economicamente. Coinvolgeremo ancora più partner, istituzioni e imprese, realtà che si sono dimostrate fondamentali in questi anni di grande bisogno per la popolazione.

Lo stesso Nunzio in altra occasione usò un’immagine molto forte per descrivere la drammaticità della situazione quando disse :“hanno smesso di cadere le bombe, ma oggi in Siria sta scoppiando la bomba della povertà”.

Di fronte alla sofferenza di un Paese che non si riprende dalla guerra di ieri, dall’ISIS, dalla crisi economica, schiacciato dalle sanzioni internazionali e dal COVID, l’unica strada percorribile è quella di rimanere accanto alla popolazione siriana. Con Ospedali Aperti abbiamo deciso di continuare a farlo.

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