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23 Aprile Apr 2021 0700 23 aprile 2021

Uganda. Lezioni di judo, libri e cucina per stare insieme e sentirsi meno soli durante il lockdown

38 studenti, mentre le scuole rimanevano chiuse, hanno trascorso del tempo insieme imparando a rilegare quaderni, cucinando ed allenandosi in arti marziali per la difesa personale.

Uganda SAD Namwongo 03.21

Il 21 Marzo 2020 il governo ugandese, per prevenire la diffusione del virus COVID-19 ha imposto un rigido lockdown su tutto il territorio nazionale. Le direttive prevedevano: la chiusura delle scuole, divieto di assembramenti, coprifuoco e interruzione dei mezzi di trasporto pubblici e privati, riducendo al minimo le possibilità di interazione. Il lockdown è rimasto in vigore fino ad Ottobre, quando gli assistenti sociali di AVSI sono potute ritornare sul campo e rincontrare di persona le famiglie sostenute, dopo mesi di sole conversazioni telefoniche.

“Visitando i ragazzi, mi sono preoccupata: erano annoiati, avevano perso fiducia e interesse verso l’altro. Non potevo stare a guardare.” racconta Prossy Nakuya, Assistente Sociale, AVSI.

Prossy segue 200 ragazzi, tra i 4 e i 24 anni, che vivono con le rispettive famiglie a Namwongo, uno slum di Kampala.

Grazie al Sostegno a Distanza di AVSI, Prossy è in grado di visitare regolarmente le famiglie, assicurarsi che stiano bene, che i ragazzi frequentino la scuola senza difficoltà e definire insieme ai genitori una strategia per permettere alla famiglia di diventare economicamente indipendente in futuro.

È dall'ascolto delle considerazioni di Prossy e delle testimonianze dei ragazzi che AVSI, tramite il progetto Sostegno a Distanza, ha deciso di organizzare dei corsi di formazione per adolescenti durante il periodo di lockdown, nel totale rispetto delle linee guida imposte dal Ministero della Salute.

“L’idea era quella di tenere i ragazzi occupati e fornire loro un’occasione di incontro. L’obiettivo era veicolare dei messaggi utili per il loro percorso di crescita mentre ci si impegnava in un’attività proficua anche sul piano economico.” spiega Marco Trevisan, Responsabile Sostegno a Distanza, AVSI Uganda.

Una volta distribuite le mascherine e individuato un luogo sicuro e all’aperto, dove poter consentire il distanziamento sociale a tutti i partecipanti, 38 ragazzi e sei genitori a rotazione hanno partecipato al corso, suddiviso in quattro sessioni:

  • Rilegatura quaderni scolastici: più di 500 quaderni prodotti,
  • Arti marziali: taekwondo e judo per la difesa personale,
  • Club di lettura: confronto e dialogo a partire dalla lettura di un racconto.
  • Cucina: imparare come preparare riso fritto (pilau), fagioli e verze speziate.

I ragazzi partecipando al corso hanno acquisito abilità personali, cognitive, sociali, emotive e relazionali per meglio affrontare le sfide quotidiane della vita, rapportandosi a sé stessi e agli altri con fiducia nelle proprie capacità e con atteggiamento positivo e costruttivo.

"È stato belle ritrovare i miei compagni, ho imparato a rilegare i quaderni e spero di riuscire a venderne qualcuno appena le scuole riapriranno – vorrei aiutare mio papà nelle spese, in questo periodo è difficile trovare lavoro." - Joseph, studente

"La parte che ho preferito è il corso di arti marziali, è stato divertente e adesso quando cammino per le vie dello slum mi sento più sicura" - Angela, studentessa

Il Sostegno a Distanza in Uganda sostiene 3.650 bambini in dieci distretti, di cui 200 nello slum di Namwongo, nella periferia di Kampala.

AVSI sceglie un approccio incentrato sulla famiglia, rispondendo ai bisogni concreti di bambini e adulti e intendendo l’educazione come accompagnamento in un percorso di crescita per diventare protagonisti indipendenti della loro propria vita.

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