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7 Ottobre Ott 2020 1619 07 ottobre 2020

L'emergenza COVID-19 in America Latina e America Centrale

Aggiornamenti sulle attività di AVSI e l'evoluzione della pandemia in Argentina, Brasile, Ecuador, Haiti, Messico e Perù

Scorri la pagina verso il basso per consultare gli aggiornamenti (i paesi sono in ordine alfabetico)

Argentina (aggiornamento 09.09.2020)

  • In sintesi: dopo la conferma dei primi casi il paese ha imposto immediatamente l’isolamento "sociale preventivo e obbligatorio”. La maggior parte dei casi, tuttora in aumento, sono stati registrati nella Provincia di Buenos Aires. Altri focolai si registrano nelle province di Chaco, Rio Negro e Córdoba. La grave situazione economica ha portato al default tecnico del paese il 22 maggio.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 3 marzo 2020
  • I numeri del contagio: report quotidiani del Ministero della Salute argentino (SPA) > .
  • Normativa in vigore: il 15 marzo il presidente Alberto Fernández ha decretato la chiusura totale delle frontiere in entrata, chiusura delle scuole, cancellazione di tutti gli eventi pubblici e privati, chiusura degli uffici pubblici, congedo per i lavoratori di età superiore ai 60 anni, incoraggiamento allo smartworking per tutti i lavoratori. Dal 20 marzo, è stato imposto un severo lockdown in tutto il paese. Solo a fine aprile sono stati riavviati alcuni settori, come l'export, i servizi e la filiera alimentare. Da maggio i governi provinciali hanno ricevuto maggiore autonomia e preso provvedimenti specifici nella gestione della crisi a livello locale. A settembre l'Argentina é entrata al 10° posto per contagi e la situazione è in continuo peggioramento. Le misure restrittive adottate rapidamente dal governo nazionale sono state accompagnate da ammortizzatori sociali per più di 3 milioni di lavoratori informali, lavoratrici domestiche e autonomi in regime minimo, con un contributo straordinario di 140 euro mensili. Aggiornamenti ufficiali: Gazzetta ufficiale (Spa) > .
  • Misure adottate da ACDI, socio fondatore di AVSI nel paese: le sedi sono chiuse, il personale lavora in smartworking.
  • Attività di ACDI sul territorio:
    • proseguono i progetti e, dove possibile, le attività vengono svolte online mentre sono sospese tutte le attività che implicano la circolazione del personale e dei destinatari
    • assistenza tecnica e distribuzione per la semina invernale in zone rurali
    • informazione e supporto online e telefonico in relazione al COVID-19 per le popolazioni vulnerabili destinatarie dei progetti.
  • Il progetto sostegno a distanza: le scuole con cui collabora ACDI hanno ripreso le loro attività mediante la didattica on line e continuano a provvedere il servizio mensa, riorganizzandone il funzionamento. L’emergenza alimentare dichiarata in Argentina a fine 2019 risulta, infatti, uno dei fattori più preoccupanti per la pandemia, visto l’alto tasso di minori colpiti da malnutrizione. Il personale scolastico e amministrativo continua a lavorare contribuendo all’organizzazione familiare, all’informazione generale e all’accompagnamento educativo dei minori che restano in quarantena.

Brasile (aggiornamento 25.09.2020)

  • In sintesi: nel paese permane lo stato d’emergenza (prorogato fino al 31 dicembre 2020) ma in tutto il Brasile lentamente si vanno riducendo le misure cautelari. Alla fine di luglio sono state riaperte le frontiere aeree. Il riavvio delle attività commerciali nei diversi stati procede gradualmente: San Paolo è nella "fase gialla" che prevede l'apertura di gran parte delle attività economiche, compresi i centri commerciali, mentre rimangono vietati i grandi eventi e restano chiuse le aree culturali. Nello stato di Bahía sono aperti i centri commerciali e i mercati; aperti i circoli sociali (solo per pratiche sportive individuali o in coppia, senza contatto fisico), ma rimangono chiuse scuole, università e centri educativi. Ad aprile, il governo brasiliano ha lanciato un programma di sussidi di emergenza per la popolazione. Nella prima fase, il valore iniziale era di 600 real mensili per 3 mesi. Da settembre, è iniziata la seconda fase del programma che prevede una graduale diminuzione del sussidio col passaggio dai 600 real iniziali a 300 real mensili per 4 mesi. Il 2020 è un anno elettorale nei comuni, normalmente le votazioni si sarebbero dovute svolgere in ottobre, ma a causa della pandemia sono state rinviate a novembre con l’adozione di alcune nuove misure cautelari: le persone con più di 60 anni avranno orari dedicati per esprimere il voto. Al 24 settembre, i dati ufficiali per COVID-19 in Brasile registrano 4.657.702 (casi confermati cumulativi); 32.817 (nuovi casi); 139.808 (decessi totali); e 831 (nuovi casi di decessi nella giornata).
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 5 Marzo 2020
  • I numeri del contagio: sito del Ministero della Salute (portoghese) > e sito web del governo per i dati COVID in Brasile (portoghese) >
  • Normativa in vigore: gli stati hanno iniziato le procedure per il riavvio dell'economia, ogni stato segue il proprio protocollo che progredisce man mano che si liberano posti letto nei centri ospedalieri per la cura del COVID-19. Rimangono ancora operativi gli ospedali da campo creati per curare i casi COVID-19.
  • Misure adottate da AVSI nel paese: gli uffici di AVSI Brasile stanno gradualmente riaprendo, nel pieno rispetto delle misure di distanziamento sociale e delle avvertenze sanitarie. La sede di Brasilia è ancora chiusa e si lavora in smartworking, la squadra si è adattata bene all'home office e non si registrano segnali di demotivazione. In risposta alla flessibilità nella limitazione delle attività sul campo e alle richieste da parte dei donatori, le attività sono state riprese, permettendo così di riassumere la maggior parte dei collaboratori a cui era stato sospeso il contratto o che erano stati licenziati. Allo stesso modo, il tempo di lavoro e lo stipendio dei membri della struttura e di quelli impiegati nella gestione dei progetti sono stati ripristinati secondo le necessità..
  • Attività di AVSI sul territorio: nell'ambito del Progetto “Alèm de las fronteiras -APAC” è partita la campagna “Humanize a pena”, dove i “recuperandi” producono mascherine protettive contro il COVID-19. A un mese e mezzo dal lancio, la campagna ha prodotto 54.124 maschere, 37.348 delle quali sono state consegnate alle comunità che risiedono nei dintorni delle APAC. I finanziamenti dell'Unione europea vengono utilizzati per l'acquisto di macchine da cucire e attrezzature per l'igienizzazione e la sterilizzazione delle mascherine. Si prevede che i 400 "recuperandi possano arrivare a produrre 350mila mascherine.
  • Nell’ambito del progetto PRM è stato necessario apportare alcune modifiche: i corsi di portoghese offerti ai rifugiati si svolgeranno a distanza. Nelle scuole, AVSI ha dovuto ripensare e riadattare gli spazi delle classi e acquistare i materiali necessari: computer, microfono, videoproiettore, quaderni, sedie, materiale igienico-sanitario e mascherine per gli studenti. Sono stati assunti assistenti sia per garantire l’applicazione dei protocolli igienico-sanitari e di distanziamento sociale che per aiutare durante le lezioni. Per il processo di interiorizzazione, AVSI è riuscita ad effettuare un esame di negatività al COVID per le imprese appaltatrici prima del processo di integrazione / contrattualizzazione, e ha supportato le famiglie attraverso la distribuzione di pacchi alimentari e kit di prodotti per l'igiene. Il progetto fornisce lezioni anche a studenti brasiliani in situazioni vulnerabili, nell'area di Nuevos Alagados e a Salvador de Bahía, per l'adeguamento delle pratiche di lavoro nel contesto dell'emergenza da COVID-19. Le lezioni si svolgeranno inizialmente in modalità remota (per la quale sono stati forniti pacchetti internet che funzionano solo durante il periodo del corso), e in un secondo momento in presenza.

  • Il progetto sostegno a distanza: è attivo in 7 stati brasiliani; anche durante la fase centrale dell’emergenza è stato possibile continuare le attività, rispettando le restrizioni e le misure di sicurezza stabilite nel Paese. Per fronteggiare l'emergenza da COVID-19 sono state avviate distribuzioni di pacchi alimentari, di kit igienico-sanitari e di mascherine; assistenza in presnza, settimanalmente o ogni due settimane, per la consegna di materiale scolastico e il ritiro dei compiti; supporto a distanza tramite telefono, app di messaggistica istantanea e videochiamate; produzione e diffusione di contenuti educativi; formazione dei collaboratori; sanificazione degli spazi fisici; supporto sociale e psicologico.
  • Le testimonianze:

Colombia (aggiornamento 16.09.2020)

  • In sintesi: il paese sudamericano è entrato dal 25 marzo scorso in un isolamento obbligatorio ordinato per contenere la diffusione da Covid-19. La quarantena è terminata il 1 settembre, è in corso un isolamento selettivo con restrizioni di movimento più contenute. L’economia colombiana è stata duramente colpita dal lockdown che ha causato una semi-paralisi dell’attività produttiva, alla quale si è aggiunto il calo dei prezzi internazionali, causando minori entrate delle esportazioni e delle royalties della principale fonte di reddito del paese, il petrolio. Un’altra delle terribili conseguenze della pandemia e della quarantena è stato l’aumento della disoccupazione.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 6 marzo 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio dell'organizzazione mondiale della sanità >
  • Normativa in vigore: dopo il primo caso accertato di paziente positivo al Coronavirus (6 marzo 2020), le autorità hanno istituito il lockdown in tutto il paese e la chiusura di tutti i voli internazionali da e per la Colombia. Il 1 settembre il Presidente Duque ha decretato la fine della quarantena, sottolineando che in questa nuova fase della pandemia prevarrà la responsabilità individuale dei cittadini. Duque ha spiegato che è il momento di provare a riattivare l'economia, ma senza trascurare la lotta al virus: rimangono perciò chiusi casinò, teatri, cinema, parchi a tema, concerti, bar, piscine e chiese. Se possibile si raccomanda il ricorso allo smartworking,. L’aumento del numero di posti disponibili in terapia intensiva (passati da 5.746 a quasi 9.800) consente un buon margine di manovra per il paese. Dalla prima settimana di settembre, nell'aeroporto El Dorado di Bogotà sono ripresi i voli nazionali, mentre non sono ancora stati aperti i voli internazionali, fatta eccezione per quelli di natura umanitaria. Le scuole pubbliche in ottobre torneranno gradualmente alle lezioni in presenza, mentre le scuole private decideranno se riaprire o terminare l'anno scolastico a distanza. Le autorità continuano a raccomandare il lavaggio frequente delle mani con acqua e sapone evitando di toccarsi occhi, naso e bocca, l’adozione di corrette pratiche igieniche e il mantenimento della distanza sociale. Si consiglia chiunque accusi sintomi (alterazione della temperatura, episodi di tosse o dispnea) di rivolgersi immediatamente a un medico. Aggiornamenti ufficiali: Sito del ministero della salute colombiano >
  • Il progetto sostegno a distanza implementato da Fundación Cluny, partner di AVSI nel paese: dal 16 marzo, giorno della chiusura delle scuole nel paese, al Centro San Riccardo Pampuri le lezioni si svolgono a distanza. Il fatto che in questa scuola gli alunni imparino presto a lavorare con internet ha certamente favorito la comunicazione degli ultimi mesi. Tuttavia, all’inizio del lockdown, le difficoltà legate alla mancanza di strumenti di connessione nelle loro case sono state numerose e quasi tutti i genitori hanno dovuto rivolgersi a conoscenti e amici per procurarsi un tablet o un pc in modo che i figli potessero assistere alle lezioni. Chi non ha ancora un pc o un tablet usa WhatsApp per ricevere e inviare compiti. Le lezioni si svolgono dalle 8:30 alle 10:00 e dalle 10:30 fino alle 12:00, ora del pranzo. Riprendono dalle 13:30 fino alle 14:45 per i bambini delle elementari e fino alle 15:30 per gli alunni delle medie. In questi mesi sono stati registrati progressi soprattutto nei bambini che in classe avevano più difficoltà di concentrazione o non erano molto partecipi: adesso la maggior parte di loro si collega con entusiasmo addirittura mezz'ora prima dell’inizio delle lezioni. Gli insegnanti, da parte loro, cercano di essere creativi e di utilizzare programmi interattivi che motivino i bambini e li tengano aggiornati in ogni materia. Continua l’invio regolare di circolari informative ai genitori e la sensibilizzazione sulle misure igieniche da adottare più regolarmente, come il lavaggio delle mani, la pulizia e la disinfezione di spazi e mobili.

Ecuador (aggiornamento 04.09.2020)

  • In sintesi: il paese, che ha ormai raggiunto la soglia dei 100.000 contagi (dati del 03.09.2020), registra casi positivi in tutte le 24 province. Quito, con 21.739 casi confermati, è la città con il maggior numero di contagi nel Paese, seguita da Guayaquil con 12.825. La sospensione della giornata lavorativa, la riduzione dei turni di lavoro e il licenziamento di molti lavoratori a causa del lockdown ha causato gravi danni all’economia che negli ultimi mesi le autorità stanno cercando di rilanciare.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 29 febbraio 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio del Ministero della Salute (SPA) > .
  • Normativa in vigore: dopo la fase di emergenza decretata per l'intero paese, dal 4 maggio il governo nazionale ha avviato l'inizio della fase 2 in base alla quale le province vengono classificate secondo la gravità dell'emergenza utilizzando i colori del semaforo e scegliendo così misure specifiche. I governi locali hanno scelto di mantenere tutte le province zona rossa e le restrizioni iniziali: coprifuoco dalle 14:00 alle 5:00, circolazione permessa solo una volta alla settimana sulla base del numero di targa e obbligo di indossare mascherine e guanti. L'attività commerciale rimane sospesa (alimentari e farmacie esclusi). Dal 13 settembre il paese entrerà nella fase “Mi prendo cura di me”, che determinerà la fine dello stato di emergenza e del coprifuoco sia per le persone che per i mezzi di trasporto. Il passaggio a questa nuova fase sta generando numerose critiche ma anche molte aspettative da parte dei diversi settori economici che sperano in un rilancio della produzione. I comuni saranno responsabili delle norme per la circolazione dei veicoli, le riaperture delle attività commerciali, la riapertura in sicurezza delle terme, le ordinanze relative al rispetto delle misure di contenimento del contagio come l'uso delle mascherine.
  • Aggiornamenti ufficiali: sito web dedicato all'emergenza coronavirusecuador.com > .
  • Misure adottate da AVSI nel paese: dove possibile lo staff lavora in smartworking. Il personale sul campo è impegnato in attività diversificate: distribuzione di pacchi alimentari, aiuti sanitari, coordinamento delle imprese..
  • Attività di AVSI sul territorio: prosegue il progetto “ACTIVADOS – UNHCR”, in cui sono state introdotte o potenziate attività di prima assistenza come la distribuzione di generi alimentari, kit sanitari, abbigliamento, il miglioramento delle condizioni abitative, un sostegno finanziario per il pagamento del canone di locazione, la riattivazione di microimprese e la promozione dei mezzi di sussistenza e deferimento dei casi a varie organizzazioni per coprire i bisogni di base. L'80% di tutte le attività sono a favore di migranti e rifugiati venezuelani, il 20% di ecuadoriani.
  • Il progetto sostegno a distanza: al 30 agosto sono stati registrati numerosi casi di COVID-19 e alcuni decessi; sono state introdotte nuove modalità di accompagnamento (anche a distanza) delle famiglie, nessuna famiglia e nessun bambino è stato lasciato solo
    • nella provincia di Manabí: gli educatori utilizzano telefonate, gruppi WhatsApp o SMS per comunicare con circa il 50% delle famiglie. I nuclei familiari non raggiungibili tramite telefono o social vengono seguiti mediante visite domiciliari nel pieno rispetto di tutte le misure di sicurezza. Dove possibile vengono inviati messaggi di sensibilizzazione che invitano le famiglie a stare in casa e video tutorial su come prevenire il contagio (ad esempio su come lavarsi le mani) e su come seguire le norme in vigore. Sono stati distribuiti pacchi alimentari alle famiglie più in difficoltà e sono state sostenute alcune imprese. Dal 1 giugno, con molte incertezze e difficoltà è iniziato l'anno scolastico e gli educatori stanno accompagnando i bambini nello svolgimento dei compiti. Finora si è verificato un decesso (la mamma di un bambino del sostegno) e circa 30 persone sono risultate positive
    • a Quito lo staff lavora da casa. I consulenti familiari contattano le famiglie ogni 3 - 4 giorni e le accompagnano a vivere questa realtà, sostenendole e consigliandole soprattutto su come gestire le relazioni familiari problematiche di questo momento in cui tutti sono tenuti a vivere insieme e su come affrontare il grave problema della disoccupazione. Il 100% delle famiglie è raggiungibile tramite chiamate o Whatsapp, quelle più in difficoltà sono state sostenute con distribuzione di pacchi alimentari. Su Facebook live sono stati svolti momenti formativi e motivazionali sul tema del lavoro e durante il mese di agosto si è tenuta una colonia virtuale per giovani e bambini del sostegno a distanza. Anche in questa provincia, dal 2 settembre, è iniziato l'anno scolastico fra mille incertezze e difficoltà. Finora si sono verificati 4 decessi (parenti di bambini del sostegno a distanza) e circa 25 persone sono risultate positive.
    • Le testimonianze: da Quito, video di Stefania Famlonga >

Haiti (aggiornamento 28.09.2020)

  • In sintesi: il 29 gennaio 2020 il Ministero della Salute ha iniziato a disporre di dispositivi di controllo negli aeroporti (termometri rilevatori di febbre a distanza) e ha domandato agli ospedali di equipaggiarsi per eventuale contagio. Il 13 marzo è stato presentato il piano nazionale di prevenzione e risposta al COVID-19. Giovedì 19 marzo il presidente Jovenel Moise ha confermato due casi positivi nel paese ed è stato dichiarato lo stato di allerta. A più di sei mesi dal primo caso registrato la popolazione è divisa tra chi è consapevole dell’emergenza e segue le misure di prevenzione e chi sottovaluta la situazione e non rispetta le indicazioni. Le scuole hanno riaperto ad agosto. La pandemia ha causato una considerevole perdita di posti di lavoro e ha aggravato l'insicurezza alimentare delle persone più vulnerabili.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 19 marzo 2020
  • I numeri del contagio: sito dedicato all'emergenza Coronavirus ad Haiti > .
  • Normativa in vigore: sito del ministero della Salute di Haiti (Fr) > .
  • Misure adottate da AVSI nel paese: gli uffici sono aperti. Lo staff è stato formato sulle misure di sicurezza e prevenzione; si lavora a rotazione (massimo 10 persone in ufficio) con obbligo di distanza di 1,5 metri e uso di mascherine; all’ingresso sono stati predisposti punti di lavaggio mani obbligatorio.
  • Attività di AVSI sul territorio:
    • a Port-au-Prince, nel quartiere Martissant, in collaborazione con il Ministero della Salute e la protezione civile sono stati costituiti 5 "comitati di protezione", composti da 15 organizzazioni della società civile formate sui temi di prevenzione del COVID-19 e child protection. L'iniziativa è parte del progetto sostenuto da UNICEF proprio per la protezione dei bambini;
    • nelle regioni del Nord-Ovest e Artibonite 1500 bambini hanno ricevuto multivitaminici nell'ambito del progetto "approccio integrato alla sicurezza nutrizionale" finanziato dall'Unione europea e 3642 persone hanno ricevuto voucher alimentari previsti dal progetto finanziato dalla Commissione Europea per l’Assistenza Umanitaria (ECHO) seguendo le disposizioni di prevenzione (stazioni di lavaggio mani, misurazione della temperatura) e cogliendo l'occasione per sensibilizzare le persone sulle norme igienico-sanitarie da seguire;
    • tutte le attività proseguono secondo la normativa e le restrizioni in atto, sono sospese le attività che prevedono assembramento di persone.
    • riconversione delle attività di sensibilizzazione generiche in iniziative di sensibilizzazione su igiene e prevenzione specifiche, in piccoli gruppi, con materiali conformi e approvati
    • riconversione della strategia di tutti i progetti che lo consentono per il raggiungimento degli stessi obiettivi, con attività a ridotta partecipazione numerica dei beneficiari
    • nuova strategia di gestione delle distribuzioni per i progetti di cash transfer
  • Il progetto sostegno a distanza: le attività nelle scuole sono riprese ad agosto; per tutto il lockdown sono proseguite le visite a domicilio delle famiglie e il doposcuola in piccoli gruppi. Sono state organizzate iniziative di sensibilizzazione.
  • Le testimonianze:​

Messico (aggiornamento 03.09.2020)

  • In sintesi: fin dall’inizio della pandemia il governo ha annunciato che avrebbe monitorato la diffusione del COVID-19 usando il “metodo sentinella” testando solo su un campione di abitanti sintomatici. Secondo questo metodo, il numero dei contagi si otterrebbe moltiplicando per 8 il numero dei confermati. Il 23 aprile è stato annunciato l’inizio della fase 3 (contagio comunitario).

    Il 13 maggio il governo ha presentato un sistema “a semaforo”, secondo cui la riapertura segue 4 tappe (rosso, arancione, giallo e verde) ogni stato decide, sulla base di dati epidemiologici (a cui corrisponde un colore del semaforo), quando e quali attività potranno essere consentite.

  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 28 febbraio 2020
  • I numeri del contagio: pubblicazione dei comunicati della direzione generale di epidemiologia >
  • Normativa in vigore: il paese si sta muovendo verso una "nuova normalità". Nonostante la riduzione dei contagi nell'ultima settimana di agosto sia stata del 12%, 1 stato rimane in rosso, 21 stati sono in fase arancione, e 10 in giallo: tutte le attività lavorative sono consentite, nel pieno rispetto delle regole e prestando attenzione alle persone a più alto rischio di contagio. Molti spazi pubblici sono regolarmente aperti, alcuni rimangono aperti ma con capacità ridotta. L'anno scolastico 2020-2021 ha concluso la sua prima settimana scolastica (iniziata il 24 agosto 2020) ancora secondo la formula della didattica a distanza. Il governo federale ha firmato un accordo con le emittenti televisive nazionali affinché ragazze, ragazzi e adolescenti di tutto il paese abbiano accesso all'istruzione attraverso lezioni a distanza in un programma televisivo e online attraverso il programma “Aprende en Casa II”. Inoltre, studenti e insegnanti rimangono in costante contatto via telefono o social network e i ragazzi sono tenuti a scaricare materiali didattici attraverso le piattaforme SEP e a inviare compiti tramite e-mail o WhatsApp che gli insegnanti riconsegneranno corretti. Tuttavia, in Messico solo il 44,3% delle famiglie possiede un computer e il 56,4% una connessione a Internet. Secondo il ministero dell'Istruzione, le lezioni in presenza saranno possibili solo "quando il semaforo epidemiologico sarà verde".
  • Aggiornamenti ufficiali: sezione dedicata al Coronavirus sul sito del governo (SPA) > .
  • Misure adottate da AVSI nel paese: gli uffici sono chiusi dal 23 marzo; il personale lavora in smartworking.
  • Attività di AVSI sul territorio:
    • Progetto POLO (sostenuto dall'Unione europea): riallocato il 5% del budget dell’anno per attività di risposta alla contingenza;
      • Censimento delle esigenze di 120 organizzazioni della società civile coinvolte nel progetto negli stati di Guererro, Oaxaca e Puebla;
      • Programmati 15 seminari virtuali di sensibilizzazione, rafforzamento, resilienza, sostegno educativo, scambio di esperienze e buone pratiche sanitarie (per rispondere all'emergenza COVID 19) rivolti alle organizzazioni e istituzioni delle aree del progetto
      • Promossi e supportati centri di sostegno educativo virtuale gestiti da 7 organizzazioni locali, selezionate tramite un bando che seguiranno per tre mesi 340 bambini e adolescenti.
    • Progetto Inclusión digna (sostenuto dall'Unione europea) - riallocato il 5% del budget dell’anno per attività di risposta alla contingenza.
      • Censimento delle esigenze dei quattro centri di accoglienza (2 nello stato di Oaxaca e 2 in quello di Jalisco) per far fronte alla pandemia di COVID-19 e distibuzione di pacchi viveri e kit igienici.
      • mappatura delle famiglie di migranti con minori (nell'area di intervento dei centri di accoglienza), di persone alle quali è già stato riconosciuto lo status di rifugiati e hanno iniziato la fase di integrazione ma hanno perso il lavoro a causa della pandemia. Per le più vulnerabili si prevedono azioni specifiche: pacchi viveri, aiuto agli studenti nelle didattica a distanza
      • Aiuto per la messa a punto di un piano di continuità post emergenza per i centri di accoglienza
    • Progetto Fortalecimiento educativo (sostenuto da Enel Cuore): sostegno educativo agli studenti delle scuole coinvolte. Si svolgono lezioni online a distanza; i bambini che non riescono a connettersi o che non hanno un computer vengono seguiti tramite i gruppi di WhatsApp. Questi spazi virtuali sono anche il luogo per diffondere informazioni sulle misure di prevenzione e, soprattutto, per condividere dubbi, paure che provano i bambini. È stato realizzato un piano di attività estive pensato per continuare ad accompagnare l'educazione dei giovani. In progettazione un laboratorio scolastico per i genitori.
  • Il progetto sostegno a distanza: dal 23 marzo sono sospese tutte le attività che prevedono un contatto ravvicinato con i bambini e le famiglie per prevenire il rischio di contagio. Continua la collaborazione con i partner locali:
    • AVSI México effettua lezioni online per ragazzi e ragazze beneficiari e accompagnamento tramite gruppi di WhatsApp
    • con Crecemos sono in atto attività per garantire la didattica a distanza
    • insieme a Centro de Solidaridad Juvenil A.C. è stato attuato un servizio di distribuzione di pacchi alimentari alle famiglie dei bambini sostenuti a distanza..
  • Le testimonianze:

Perù (aggiornamento 07.10.2020)

  • In sintesi: per affrontare l’emergenza, nel paese sono state adottate forti misure restrittive, come la dichiarazione dello stato di emergenza sanitaria a livello nazionale, il lockdown per 107 giorni, la chiusura delle frontiere, l’interruzione delle attività lavorative e l’obbligo a lavorare in smartworking. Il governo ha previsto anche aiuti economici a favore della popolazione più povera e stanziato prestiti alle imprese, che però non sono stati sufficienti ad arginare l’impatto della crisi economica: nella sola Lima si sono registrate la perdita di quasi un milione e mezzo di posti di lavoro e la paralisi di settori importanti per l'economia: estrazione mineraria, agricoltura e turismo. La pandemia ha messo in luce la debolezza del sistema sanitario e la fragilità delle politiche sociali, particolarmente nel trimestre maggio-luglio. Nelle ultime settimane il numero di decessi è diminuito, tuttavia la situazione non pare ancora sotto controllo e il governo prevede un nuovo aumento del numero dei contagi tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre, al termine dei piani di riattivazione economica e riapertura del paese. Attualmente, le misure di isolamento sono state ridotte, col passaggio a un sistema focalizzato solo sulle regioni che presentano il maggior numero di contagi. Il Paese si trova ora nella quarta fase di riapertura: sono stati riattivati quasi tutti i settori commerciali e sono stati riaperti gli aeroporti sia per i voli nazionali che internazionali mentre rimangono chiusi le frontiere. Secondo i dati del ministero della salute, il Perù è tra i paesi con il più alto tasso di mortalità da Coronavirus.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 6 marzo 2020
  • I numeri del contagio: sito del ministero della salute peruviano > e sito del governo - sezione dedicata al Coronavirus >
  • Normativa in vigore: il 15/03/2020 il governo ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale fino a giugno prorogandolo poi fino a settembre e in seguito fino a tutto ottobre 2020. La misura di quarantena al momento è prevista per le regioni del paese più colpite. Rimane in vigore il coprifuoco dalle 22:00 alle 4:00 dal lunedì alla domenica. Le attività educative in presenza sono state sospese fino al 2021. Le lezioni scolastiche proseguono a distanza grazie al programma nazionale "Aprendo en casa" (“Imparo da casa”), e vengono trasmesse in televisione, via radio e su internet. Il distanziamento sociale e l'uso della mascherina rimangono obbligatorie sia al lavoro che negli spazi comuni, anche all’aperto.
  • Misure adottate da AVSI nel paese: la sede principale di Lima è aperta, nel pieno rispetto delle normative sui luoghi di lavoro emanate dal governo peruviano. L'ufficio di Amazonas (a nord di Lima), tenuto conto dell'alto livello di rischio di contagio e dell'accesso limitato ai servizi sanitari del territorio, rimane chiuso e lo staff lavora in smartworking. Lo staff locale dell'ufficio di Cusco (sugli altopiani del Perù) ha ripreso il lavoro anche sul campo, rispettando tutte le disposizioni relative all'uso dei dispositivi di protezione individuale. Il lavoro di supervisione rimane per il momento limitato allo smartworking.
  • Attività sul territorio:
    • in seguito alla chiusura delle scuole e alla sospensione delle lezioni, il progetto "Después del cole, yo decido" finanziato dalla CEI nella città di Lima è stato sospeso
    • l'avvio del progetto "Incremento del valor agregado por transición de cultivos tradicionales a hortalizas en Cuchumbaya, Mariscal Nieto", finanziato dal Fondo Quellaveco nella città di Moquegua (a sud di Lima) è stato rimandato al primo trimestre del 2021.
    • il progetto “Work for Progress - W4P”, finanziato dalla Fondazione “la Caixa”, nelle regioni di Amazonas e Cusco, rimane attivo solo per le attività possibili in smartworking: azioni di coordinamento, pianificazione e ridefinizione delle attività con particolare attenzione all'attuazione di programmi a distanza per il rafforzamento delle competenze professionali e delle capacità imprenditoriali.

  • Attività di CESAL, partner di AVSI, per il progetto di sostegno a distanza nella città di Lima:
    • dall'avvio dell’emergenza da COVID-19 (marzo 2020), le attività del sostegno a distanza sono state riorientate per provvedere al supporto alimentare dei bambini che non hanno più il pasto giornaliero garantito a scuola, assicurare il sostegno educativo a distanza (integrando i programmi educativi nazionali) e favorire l'orientamento al lavoro dei familiari dei bambini. In totale sono accompagnate 160 persone..

Repubblica Dominicana (aggiornamento 01.10.2020)

  • In sintesi: il Paese ha incominciato a porre un’effettiva attenzione al problema a partire da lunedì 16 marzo. Sebbene nelle settimane precedenti ci siano state alcune segnalazioni di pazienti positivi (primo marzo primo caso accertato), solo dopo la tornata elettorale per le amministrative (domenica 15 marzo) si è deciso di comunicare dei dati ufficiali. La "fase 1" (fino al 3 giugno) è stata caratterizzata dalla chiusura totale del Paese, dal blocco di tutte le attività commerciali e lavorative non essenziali, dalla chiusura di tutte le scuole e università, ed è stata regolamentata da un decreto presidenziale che ha previsto un coprifuoco dalle 17:00 alle 6:00 del giorno successivo. Le indicazioni delle autorità sulle misure di sicurezza da prendere da parte della popolazione e le politiche sociali a sostegno della stessa si sono declinate in due forme “Quedate en casa” (Rimani a casa) per chi - con smartworking o temporanea sospensione lavorativa - può mantenere un'occupazione e “FASE” (Fondo di Assistenza Solidario). per le popolazioni vulnerabili e bisognose di assistenza. Le autorità sanitarie del Paese parlano di una riduzione dei tassi percentuali quotidiani di contagio e di decessi ma i dati commentati pubblicamente non risultano aver avuto dei sostanziali cambiamenti rispetto ai quelli forniti durante le prime settimane dell’epidemia e per i 2 mesi successivi. Nei bollettini quotidiani si può notare costantemente il numero limitatissimo di tamponi quotidiani effettuati (circa 1000) ed un numero medio quotidiano di nuovi contagi che è di 250-300 unità.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 1 marzo 2020
  • I numeri del contagio: sito del ministero della Salute, direzione generale di epidemiologia (SPA) > .
  • Normativa in vigore: a metà maggio le autorità dominicane hanno annunciato il cosiddetto piano di “Descalada economica”. Si tratta di un piano a tappe che dovrebbe ricondurre la vita della popolazione ad una graduale “normalità’”:
    • La fase 2 è cominciata mercoledì 3 giugno con la riapertura delle attività economiche “per dimensioni”: le microimprese che hanno fino a 10 impiegati hanno potuto riaprire totalmente. Le piccole imprese con 50 dipendenti hanno riaperto con il 75% delle risorse umane e le grandi imprese (più di 50 impiegati) con il 50% del personale. Sono ricominciate le corse dei trasporti pubblici urbani e interurbani con l’utilizzo limitato del 60% dei posti disponibili. Riapertura dei centri commerciali ma non delle attività di ristorazione, gioco e intrattenimento. Le chiese riaprono (solo di domenica) con l'obbligo di far rispettare un distanziamento sociale di 2 metri. Resta inalterato il coprifuoco (dalle 19:00 alle 6:00).

    • La fase 3 è stata avviata il 17 giugno. In questa fase la misura di alleggerimento più importante ha riguardato i culti religiosi la cui pratica è stata concessa 3 volte a settimana mentre le imprese medie hanno potuto incorporare il 100% del personale e le grandi fino al 75% delle risorse umane.

    • La fase 4 è iniziata il 1° luglio con la totale riapertura di tutte le attività commerciali. In data 5 luglio si sono svolte le elezioni presidenziali ma nella settimana successiva i tassi di positività al tampone sono tornati molto elevati (25%). Immediatamente il governo ha riattivato lo stato d’emergenza fino al 1° ottobre per contenere questa nuova ondata di casi.

    • Dal primo ottobre parte un nuovo graduale alleggerimento delle misure di prevenzione. Il coprifuoco nei giorni feriali sarà dalle 21:00 alle 5:00 del giorno successivo e nel week-end dalle 19:00 alle 6:00.
    • Restano obbligatorie due misure di sicurezza e prevenzione: utilizzo delle mascherine e distanziamento sociale a 1,5 metri.

  • Misure adottate da AVSI nel paese: gli uffici sono chiusi, il personale è stato formato sulle misure di sicurezza e prevenzione e lavora in smartworking.
  • Attività di AVSI sul territorio: le attività di aiuto ai migranti haitiani alla frontiera proseguono secondo la normativa e le restrizioni in atto; rimodellando alcune attività di progetto per sostenere i beneficiari colpiti dalle misure restrittive causate dal COVID-19. In accordo con l'Unione europea, parte del budget è stato destinato ad attività di prevenzione (formazione, diffusione di messaggi di sensibilizzazione)

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