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23 Settembre Set 2020 0029 23 settembre 2020

Siria. Sostegno economico ai siriani poveri curati grazie a Ospedali Aperti

La crisi da COVID-19 aggrava la già difficile situazione in Siria, soprattutto per i più vulnerabili: sfollati interni, malati cronici, persone con disabilità, donne capofamiglia. Con un nuovo progetto di emergenza sostenuto dalle Nazioni Unite e i volontari della Mezzaluna Rossa, garantiamo a più di 1500 siriani nell'area di Damasco aiuti immediati.

Siria 2020.  Lidia 2 (con la mamma)

Lidia Al Nemer ha 14 anni ed è originaria di Idlib, nella Siria nord occidentale. La sua famiglia è una delle migliaia che, in nove anni di guerra, hanno lasciato la regione, rinunciando a casa e lavoro, cercando rifugio all'estero o in altre aree del paese. Lidia ora vive con i genitori e due fratelli più grandi a Jaramana, una città non lontana da Damasco.

Sia Lidia che la mamma sono entrate in contatto con AVSI circa tre anni fa quando, non potendo permettersi di pagare gli interventi medici di cui avevano bisogno, si sono rivolte al nostro staff: le loro spese sono state prese in carico e sostenute dal progetto Ospedali Aperti, che ha permesso a più di 37 mila siriani poveri di curarsi gratuitamente.

Attualmente nè il padre di Lidia, che soffre di tubercolosi polmonare nè uno dei fratelli maggiori, affetto da un disturbo visivo, sono in grado di lavorare ed è il fratello di 18 anni a provvedere alla famiglia: vende frutta e verdura e quando possibile torna sui libri per completare gli studi.

Durante il recente lockdown dovuto all'emergenza COVID-19, però, il suo lavoro si è interrotto per due mesi e la famiglia, priva di entrate, ha chiesto aiuto ad alcuni amici per acquistare medicine, generi alimentari e i libri scolastici di Lidia.

In questo contesto si rivela vitale l'inserimento della famiglia Al Nemer nel progetto, della durata di cinque mesi, "Integrated individual protection response in Damascus and Rural Damascus for the most vulnerable population groups during the COVID-19 crisis" finanziato dal Syria Humanitarian Fund (SHF) dell'Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari (OCHA) e implementato da AVSI in collaborazione con la Mezzaluna Rossa arabo siriana (Sarc - Syrian Arab Red Crescent) a Damasco e nel governorato del Rif di Damasco.

Un'operatrice AVSI consegna a Lidia i libri per la scuola

Il progetto

L'obiettivo principale del progetto, strettamente collegato con Ospedali Aperti, è aiutare la popolazione più vulnerabile in particolare i malati cronici, i disabili, gli sfollati interni e le donne capofamiglia, attraverso la consegna di denaro o voucher per acquistare cibo sufficiente a coprire il fabbisogno alimentare per due mesi (142 dollari americani per una famiglia composta da cinque membri, seguendo gli indicatori forniti dalle Nazioni Unite e dal Ministero per gli affari sociali e il lavoro siriano) e di dignity kit (prodotti dedicati alla salute e all'igiene femminile).

Il programma è stato avviato a giugno 2020 e prevede anche una campagna di sensibilizzazione per la prevenzione del contagio da Coronavirus condotta dai volontari della Mezzaluna rossa.

Entro gennaio 2021 sosterremo più di 1500 persone di cui oltre 500 sono persone che sono state curate gratuitamente negli ospedali coinvolti nel progetto "Ospedali Aperti" e che ora hanno bisogno di un aiuto anche economico.

"Siamo veramente grate ad AVSI per le cure e l'assistenza che abbiamo ricevuto" racconta la mamma di Lidia "Questi aiuti permetteranno alla famiglia di risollevarsi e a Lidia di studiare per realizzare il suo sogno: diventare assistente sociale e aiutare i bambini che, come lei, hanno sofferto di traumi psicologici dovuti alla grave crisi che ormai da più di 9 anni affligge la Siria".

Progetti da sostenere

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