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6 Settembre Set 2020 1610 06 settembre 2020

L'emergenza COVID-19 in Africa

Aggiornamenti sulle attività di AVSI e l'evoluzione della pandemia in Burundi, Costa D'Avorio, Kenya, Mozambico, Nigeria, Repubblica del Congo, Repubblica Democratica del Congo, Ruanda, Sierra Leone, Sud Sudan e Uganda

Scorri la pagina verso il basso per consultare gli aggiornamenti dall'Africa (i paesi sono in ordine alfabetico)

Burundi (aggiornamento 21.07.2020)

  • In sintesi: chiuse le frontiere, restrizioni sugli spostamenti interni e gli assembramenti, le attività continuano.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 31 marzo 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio dell'organizzazione mondiale della sanità >
  • Normativa in vigore: dal 23 marzo sono sospesi i voli internazionali, sono consentiti solo i voli gestiti dal WFP. Divieto di assembramenti di più di 50 persone, rispetto delle distanze interpersonali (1 metro), lavaggio mani obbligatorio in tutti gli esercizi commerciali e gli uffici. Aggiornamenti ufficiali: sito del ministero della Salute del Burundi (FR) > .
  • Misure adottate da AVSI nel paese: le sedi sono aperte; si lavora a rotazione in ufficio con obbligo di distanza di 2 metri o in smartworking. Lo staff è stato formato sulle misure di sicurezza e prevenzione e ha ricevuto i dispositivi di protezione. Riunioni di massimo 10 persone, uso dei veicoli consentito solo per non più di 2 persone alla volta, in sede massimo un visitatore alla volta (con guanti e mascherina).
  • Attività di AVSI sul territorio e il progetto sostegno a distanza: proseguono senza interruzioni, le scuole sono aperte. Attivata sensibilizzazione con piccoli gruppi di persone e seguendo le norme igienico-sanitarie.
  • Le testimonianze: Intervento di Riccardo Bevilacqua a Radio popolare, trasmissione Esteri, 21 aprile 2020 (dal minuto 11,50) >​

Camerun (aggiornamento 07.09.2020)

  • In sintesi: Il paese fortunatamente non é stato colpito in modo severo dalla pandemia e al momento si contano 19.142 casi accertati, 17.651 malati e 411 decessi.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 14 febbraio 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio dell'organizzazione mondiale della sanità > .
  • Normativa in vigore: tutte le misure di prevenzione che il governo aveva attuato sono state gradualmente abrogate. Ripresa di tutte le attività purché nel rispetto delle misure precauzionali (uso della mascherina), riapertura di scuole e università (dal 1 giugno). Anche le frontiere sono state riaperte, nel paese non vigono più restrizioni, fatta eccezione per l'uso della mascherina nei luoghi pubblici. Aggiornamenti ufficiali: sito della presidenza della Repubblica del Camerun > .
  • Misure adottate da AVSI nel paese: il responsabile AVSI del progetto AICS continua il suo lavoro a Yaounde, nel rispetto di tutte le misure di sicurezza.
  • Attività di AVSI sul territorio: prosegue il primo progetto avviato nel paese per la sicurezza alimentare e idrica di un villaggio nel nord del paese in collaborazione con due partner locali (SAILD e Fondation Bethléem). Il centro Edimar per i ragazzi di strada che sosteniamo prosegue le attività. Le attività si svolgono nel rispetto delle misure di sicurezza contro la pandemia.

Costa d'Avorio (aggiornamento 09.09.2020)

Kenya (aggiornamento 21.07.2020)

  • In sintesi: il primo caso di Coronavirus registrato nel paese (13 marzo) ha generato panico tra la popolazione; le scuole sono state chiuse, le attività di AVSI proseguono con alcune limitazioni.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 13 marzo 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio dell'organizzazione mondiale della sanità >
  • Normativa in vigore:
    • chiuse le frontiere terrestri (tranne che per il trasporto di beni) e sospesi i voli internazionali dal 25 marzo. Si prevede una probabile riapertura dal 1 agosto.
    • tutte le scuole e gli istituti di istruzione superiore sono chiusi. A settembre riapertura delle scuole di formazione professionale e delle università. Le scuole primarie e secondarie riapriranno invece a gennaio 2021 e tutti gli studenti dovranno ripetere l'anno scolastico, ormai perso (il calendario scolastico kenyota va da gennaio a ottobre).
    • il governo incoraggia i pagamenti elettronici e il lavoro da remoto tranne che per i servizi essenziali
    • invito a evitare gli assembramenti: matrimoni; frequentazione di centri commerciali, locali notturni, chiese; limitazione delle visite agli ospedali​.
  • Misure adottate da AVSI nel paese: le sedi sono aperte, in ufficio solo il personale essenziale, in smartworking il resto dello staff. Invito a non utilizzare i matatu, autobus tradizionali sovraffollati.
  • Attività di AVSI sul territorio: i progetti proseguono con alcune attività posticipate o riviste. L'attività di formazione è sospesa. Dove possibile si svolge on line. Nel campo profughi di Dadaab gli scout coinvolti nei progetti sostenuti dal Dipartimento di Stato americano per il sostegno ai rifugiati e ai migranti (PRM) sono impegnati in una campagna di sensibilizzazione; continua la formazione degli insegnanti attraverso la piattaforma Zoom.
  • Il progetto sostegno a distanza:
    • la chiusura delle scuole è un problema soprattutto per i bambini più poveri che non possono avere il pasto garantito e rischiano di trovarsi a casa da soli. Altre attività proseguono, con alcune restrizioni, alle visite delle famiglie di Nairobi e alla formazione professionale dei giovani.
    • la scuola Cardinal Otunga, partner storico di AVSI in Kenya, grazie ad un innovativo metodo educativo è oggi tra le migliori scuole secondarie e sta sperimentando nuovi canali per affrontare l’emergenza COVID-19 e la chiusura delle scuole. E' stata attivata la didattica a distanza: alcuni insegnanti tengono le lezioni online, tutti gli studenti (500) scaricano da un sito i compiti la mattina e li inseriscono completati nel pomeriggio.​ Anche la scuola di formazione professionale St. Kizito ha avviato la didattica on-line per 240 studenti
    • Altre scuole come la Little Prince e San Riccardo Pampuri incontrano settimanalmente gli studenti (un bambino alla volta in giardino) per dare i compiti da svolgere a casa, riceverli e restituirli corretti.

Mozambico (aggiornamento 22.07.2020)

Nigeria (aggiornamento 27.07.2020)

  • In sintesi: il paese, nonostante una campagna mediatica interna su come affrontare l’emergenza, è assolutamente impreparato. Il sistema sanitario pubblico è carente, con scarse attrezzature mediche. Si rileva anche una scarsa considerazione sul rischio della pandemia di COVID-19: buona parte della popolazione crede che i nigeriani abbiano un sistema immunitario più forte degli europei. Forti di questa convinzione, nigeriani da tutto il mondo hanno fatto ritorno nel paese diffondendo il Coronavirus. Quando l’epidemia è scoppiata nelle grandi città, la gente ha cominciato a scappare nei villaggi e non si riferisce ai centri di screening.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 27 febbraio 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio del Nigeria Centre for Disease Control (EN) >
  • Normativa in vigore: rimangono chiuse tutte le scuole di ogni ordine e grado, le università e i luoghi di culto sebbene molte chiese ignorino i provvedimenti e siano aperte. In vigore il coprifuoco dalle ore 22 alle 6 del mattino successivo. Riapertura dei mercati locali, per tre giorni la settimana quelli alimentari e per tre giorni gli altri anche se in molti non rispettano le direttive e tengono aperto per tutta la settimana. Sono stati riaperti i ristoranti che devono però rispettare le norme anti COVID-19: uso di mascherine, lavaggio delle mani con gel disinfettante, distanziamento sociale e presenza massima di 20 persone all'interno del locale. Nuovamente in funzione tutti i mezzi di trasporto dove si fatica a far rispettare il distanziamento sociale (la maggior parte delle persone è ancora convinta che non ci sia diffusione del virus). Chiusura degli aeroporti internazionali dal 23 marzo mentre sono di nuovo aperti i confini interni fra gli stati federali e gli aeroporti locali. Nei luoghi di lavoro si opera con personale ridotto al 30% delle capacità. Il Lagos state ha attivato un numero verde da chiamare in caso di sintomi, i tamponi vengono fatti nel caso di sospetto o contatto con un positivo e in caso di sintomi interviene una unità mobile per il ricovero nei centri di malattie infettive.
  • Misure adottate da Lovin gaze / The seed, partner AVSI nel paese: personale ridotto negli uffici e smartworking; rimangono aperte le cliniche. Il personale è stato formato sulle norme di prevenzione della diffusione del COVID-19 e ha ricevuto guanti e mascherine. Disinfezione regolare degli ambienti.
  • Attività sul territorio: distribuzione di pacchi viveri; le cliniche sono aperte, si accede dopo lavaggio mani obbligatorio e uso di dispositivi di protezione. Attivata una linea telefonica/whatsapp: il medico fornisce una prima consulenza e dove possibile prosegue il monitoraggio a distanza. Visite domiciliari solo in caso di urgenze. Il progetto di rimpatrio volontario assistito prosegue con le attività amministrative, sospese le visite di monitoraggio.
  • Il progetto sostegno a distanza: campagna di sensibilizzazione e informazione sulla pandemia di Coronavirus (nelle scuole prima della chiusura, via social e whatsapp dopo). Gli educatori rimangono in contatto telefonico con le famiglie. Le famiglie non sono pronte per le lezioni on line, ma vengono inviati i compiti e brevi lezioni attraverso whatsapp e email. Questo è possibile per i bambini che frequentano la scuola SS. Peter and Paul (area urbana di Lagos), mentre per i bambini della scuola St. John (in una zona rurale della città di Lagos) per ora non è possibile.

Repubblica del Congo (aggiornamento 07.09.2020)

  • In sintesi: il 29 marzo è stato dichiarato lo stato di emergenza.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 14 marzo 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio dell'organizzazione mondiale della sanità >
  • Normativa in vigore: dal 19 marzo sono stati chiusi i luoghi di culto, i bar e le discoteche; vietati gli assembramenti superiori a 50 persone e le celebrazioni famigliari (funerali, matrimoni) devono svolgersi con un numero ristretto di parenti; mercati demaniali aperti a giorni alterni per consentire la disinfestazione ed è in vigore il coprifuoco dalle 22 alle 5; i voli interni hanno ripreso mentre restano chiuse le frontiere territoriali e aeree. Le scuole sono state riaperte dal 1 settembre. Le principali compagnie aeree hanno sospeso i voli da e per la Repubblica del Congo, la sola compagnia che effettua dei voli commerciali speciali è Air France.
  • Misure adottate da AVSI nel paese: la sede a Pointe-Noire è aperta e il personale è invitato a seguire le norme igienico-sanitarie di prevenzione e il distanziamento sociale.
  • Attività di AVSI sul territorio: riprese

Repubblica Democratica del Congo (aggiornamento 21.07.2020)

Carolina Meroni e Michela Zani sono due cooperanti che si occupano di seguire progetti di sviluppo in aree vulnerabili e...

Pubblicato da Freeda su Mercoledì 6 maggio 2020

Ruanda (aggiornamento 21.07.2020)

  • In sintesi: il primo caso di Coronavirus (14 marzo 2020) ha generato panico tra la popolazione; il paese ha adottato misure preventive molto restrittive che hanno permesso di limitare i contagi. Le attività proseguono con alcune restrizioni.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 14 marzo 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio dell'organizzazione mondiale della sanità >
  • Normativa in vigore:
    • tutti i voli in arrivo e in partenza sono interrotti a partire dal 20 marzo 2020 ma si prevede la riapertura per il 1 agosto. Chiuse anche le frontiere terrestri. Le scuole e i luoghi di culto sono chiusi; i ristoranti e bar sono aperti solo per ordini da asporto.
    • incoraggiato il lavoro da remoto
    • limitazioni ad assembramenti di persone; matrimoni ed eventi sportivi devono essere posticipati; per le cerimonie funebri si chiede di ridurre al minimo i partecipanti
    • invito a evitare spostamenti non strettamente necessari, anche per evitare il sovraffollamento dei trasporti pubblici.
  • Misure adottate da AVSI nel paese: gli uffici sono stati riaperti a metà maggio.
  • Attività di AVSI sul territorio:
    • ​​i progetti continuano, ma le formazioni sono sospese
    • avviato un progetto finanziato dall’Unione europea per fornire aiuto d’emergenza alla popolazione più colpita dal lockdown: aiuto alimentare, produzione di mascherine e detergenti, distribuzione di radio per permettere ai bambini di seguire le lezioni a distanza.​
  • ​​Il progetto sostegno a distanza: i bambini sono a casa da scuola e alcune attività sono state sospese tra cui la visita a domicilio da parte degli assistenti sociali che tuttavia rimangono aggiornati tramite telefono dai volontari di comunità, dalle autorità locali o, dove possibile, direttamente con le famiglie. Le famiglie hanno ricevuto un animale da cortile (un maiale, un pollo o un coniglio) per l'allevamento domestico e contribuire al sostentamento delle spese famigliari.

Sierra Leone (aggiornamento 16.09.2020)

  • In sintesi: prima della registrazione dei primi casi positivi, il governo sierraleonese ha messo in atto alcune misure precauzionali volte a limitare la diffusione del nuovo Coronavirus. Nonostante il sistema sanitario fosse già stato riorganizzato e ristrutturato durante l’epidemia di Ebola, il paese non è pronto ad affrontare un'emergenza sanitaria di questo tipo e a fornire cure efficienti ad un alto numero di casi.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 31 marzo 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio dell'organizzazione mondiale della sanità >
  • Normativa in vigore: il governo della Sierra Leone ha dichiarato lo stato di emergenza il 24 marzo 2020 per una durata di 9 mesi, al fine di velocizzare le manovre per una tempestiva azione sulla diffusione del virus. Da luglio, per la diminuzione dei contagi, sono state allentate alcune restrizioni, nonostante permanga lo stato di emergenza e di allerta:
    • dal 22/07/2020, riapertura dei voli internazionali, con obbligo di tampone, da effettuare al massimo 7 giorni prima della partenza, per tutti i passeggeri in entrata e all'arrivo all'aeroporto di Freetown.
    • ​riapertura delle scuole primarie e secondarie a partire dal 5 ottobre 2020
    • coprifuoco notturno dalle 23 alle ore 5
    • rimane in vigore il divieto di assembramenti, l'obbligo di attenersi a norme igienico-sanitarie contro la diffusione del virus compreso e di indossare mascherine nei luoghi pubblici e sui mezzi (pubblici e privati).
  • Misure adottate da AVSI nel paese: le sedi sono aperte, il personale lavora in alternanza in ufficio o da remoto, attenendosi alle misure igienico sanitarie e di protezione necessarie. Per decreto presidenziale, l'orario lavorativo è ridotto (dalle 9 alle 16).
  • Attività di AVSI sul territorio
    • i progetti continuano, seguendo le restrizioni introdotte e le procedure di sicurezza;
    • le attività sono state ricalibrate per adeguarsi alle nuove restrizioni, prevenire un’eventuale diffusione del virus e per la sicurezza di staff e beneficiari;
    • le attività sono focalizzate sull’emergenza COVID-19 e in risposta ai nuovi bisogni emersi. In appoggio al governo e all’Unione Europea, AVSI Sierra Leone sta implementando attività di sensibilizzazione; di supporto a gruppi vulnerabili con distribuzione di cibo e materiale igienico; di sostegno alle scuole per lo svolgimento delle attività educative in sicurezza; di attività educative via radio; di produzione di mascherine da distribuire nelle scuole primarie
    • nel mese di settembre, è iniziata la preparazione per la ripartenza delle normali attività nelle scuole e comunità in vista della riapertura: le attività implementate saranno calibrate sulla base dei protocolli di sicurezza esistenti. A inizio anno accademico il lavoro sarà incentrato sulla promozione del rientro a scuola sicuro di alunni e studenti e sull’implementazione delle misure di prevenzione da parte di scuole e insegnanti.
  • Il progetto sostegno a distanza: si continuano a seguire bambini e famiglie, verificando la messa in atto di buone pratiche di prevenzione e garantendo il supporto necessario previsto dal progetto. Particolare attenzione è rivolta alle bambine e ai bambini che si trovano in maggior stato di vulnerabilità, per limitare l’impatto negativo dell’emergenza su educazione, nutrizione e protezione.

  • Le testimonianze:

Sud Sudan (aggiornamento 14.09.2020)

  • In sintesi: le attività continuano, ma da metà marzo si lavora per limitare la diffusione del nuovo Coronavirus: l'epidemia sarebbe l'ennesima emergenza ad affliggere il paese. Inoltre gli spostamenti interni, già complessi, sono limitati sia per contenere i contagi sia da un'insicurezza crescente in alcune aree dove operiamo.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 05 aprile 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio dell'organizzazione mondiale della sanità >
  • Normativa in vigore: quarantena obbligatoria per tutti i viaggiatori arrivati da paesi con casi di Coronavirus. I collegamenti aerei anche con l'esterno del paese sono limitati. Restrizioni ai movimenti interni.
  • Misure adottate da AVSI nel paese: gli uffici sono aperti con staff ridotto (a rotazione) e il lavoro dello staff prosegue con massime precauzioni.
  • Attività di AVSI sul territorio e il progetto sostegno a distanza: proseguono con opportune limitazioni e ri-orientamenti con campagne di sensibilizzazione per la prevenzione del contagio. AVSI nel paese è parte del network MHPSS - Mental Health & Psychosocial Support e ha collaborato per la stesura delle linee guida per la sensibilizzazione della popolazione.
  • Le testimonianze: Sud Sudan, il virus fa paura e si fatica a contenere la pandemia che ha colpito la capitale, Juba e contagiato molti politici, Repubblica.it, 9 giugno 2020 >

Come sta affrontando la pandemia il Sud Sudan? Ce lo racconta dal campo Manuel Ciarcelluti, Project Manager di AVSI ed ex alunno del Master in International Cooperation di ISPI School.

Pubblicato da ISPI - Istituto per gli studi di politica internazionale su Venerdì 11 settembre 2020

Uganda (aggiornamento 24.07.2020)

  • In sintesi: il paese, già prima di registrare un contagio sul proprio territorio, ha adottato misure di prevenzione, considerando i casi accertati nei paesi confinanti. Dal 30 Marzo è in vigore il lockdown.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 22 marzo 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio dell'organizzazione mondiale della sanità >
  • Normativa in vigore: dal 22 marzo sospeso tutto il traffico aereo (solo voli cargo con un massimo di 3 persone a bordo possono continuare a volare); quarantena in strutture identificate dal governo per chi proviene da paesi che hanno registrato contagi da Coronavirus. Auto-isolamento in caso di raffreddore e tosse. Asili, scuole primarie, secondarie ed università chiusi. Assembramenti di persone vietati: matrimoni, eventi sportivi e culturali; funerali consentiti con il minimo di persone possibile. Dal 25 maggio è iniziata una parziale riapertura per i trasporti privati (non oltre 4 persone a bordo) e pubblici e dal 27 luglio i boda-boda riders, oltre alle merci, potranno tornare a trasportare persone. Riapertura dei ristoranti con obbligo di mascherina, distanziamento sociale e disinfezione delle mani; per evitare assembramenti rimangono chiusi i mercati, ad eccezione di quelli alimentari. Dal 23 luglio riapertura dei saloon e degli arcades (piccoli centri commerciali). Coprifuoco dalle nove di sera fino alle cinque e trenta del mattino, mascherina obbligatoria per tutti. Per alcuni distretti, ai confini con Kenya a South Sudan, rimane in vigore il lockdown totale. Aggiornamenti ufficiali: comunicati stampa Ministero della Salute> .
  • Misure adottate da AVSI nel paese: tutte le sedi sono aperte e gli ambienti vengono disinfettati. Il personale lavora in ufficio o in alcuni casi in smart working. Le attività sul field, dove possibile, ridotte nel rispetto delle linee guida del ministero della salute. AVSI a Gulu, Kitgum e Arua supporta i distretti facendo parte della COVID Task Force.
  • Attività di AVSI sul territorio:
  • Il progetto sostegno a distanza: le scuole sono chiuse e sono sospese tutte le attività che prevedono un assembramento di più di dieci persone. AVSI continua a seguire i bambini sostenuti e le attività dei genitori tramite chiamate telefoniche con le famiglie.
    Alla Luigi Giussani High school la didattica a distanza è "in moto": il preside Micheal Kawuki, consegna in motorino i compiti da svolgere ai ragazzi.
  • Le testimonianze:

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