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24 Agosto Ago 2020 0024 24 agosto 2020

Camerun. Nella regione dell'Estremo Nord il primo progetto di AVSI nel paese

Sostegno a 5000 piccoli agricoltori, avvio di attività agricole, riabilitazione di pozzi: sono alcune delle azioni intraprese per sostenere la sicurezza alimentare di una popolazione stremata dalla fame, da un silenzioso conflitto interno e dal terrorismo di Boko Haram

2020. Camerun 1

In Camerun, nella regione dell’Estremo Nord, stretta tra il Ciad e la Nigeria, l'80% della popolazione vive di agricoltura. Per chi ha un pezzo di terra, si tratta di piccole coltivazioni, che spesso non bastano a soddisfare neanche il bisogno della propria famiglia. I cambiamenti climatici hanno indebolito la fragile economia di sussistenza: secondo i dati dell'analisi "Insécurité alimentaire et malnutrition" - Cameroun (OCHA, 27 marzo 2019), su 3,9 milioni di abitanti, 1,4 milioni (di cui 100.000 rifugiati, stime World Bank del maggio 2019) vivono in condizioni di insicurezza alimentare o severa malnutrizione: i lunghi periodi di siccità causano desertificazione e impoverimento del suolo e solo il 40 per cento della popolazione ha accesso all’acqua potabile.

Alla fame si somma una grave crisi che da tre anni travolge il paese: il conflitto tra le regioni separatiste anglofone e il governo centrale ha già provocato 1.850 morti e 530.000 sfollati interni (dati maggio 2019). Nel nord del paese, la comunità si è trovata ad accogliere gli sfollati interni che si aggiungono ai profughi nigeriani sfuggiti alle persecuzioni del gruppo jihadista Boko Haram, attivo anche in questa regione, e alle migliaia di persone scappate dalla Repubblica Centrafricana.

Considerata la situazione sempre più preoccupante dell'area, AVSI ha avviato il suo primo progetto nel paese: ”SANTÉ: Sicurezza alimentare e accesso all’acqua per popolazioni in movimento e comunità ospitanti nei Distretti di Mayo Kani e Diamaré - Extrême Nord Cameroun”, finanziato dall’AICS Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo e implementato in partnership con le organizzazioni locali SAILD e Fondazione BETHLEEM.

Il progetto, della durata di 18 mesi (aprile 2020 - settembre 2021), ha l’obiettivo di rafforzare la resilienza della popolazione di 10 comunità dei dipartimenti di Diamaré e Mayo Kani nella regione dell'Estremo Nord, migliorare le attività agricole, favorire l’accesso all’acqua potabile e garantire la sicurezza alimentare alle famiglie più vulnerabili.

Per favorire l'avvio e lo sviluppo delle attività agricole della zona (coltivazione di sorgo, riso, legumi, cereali), AVSI ha avviato corsi di formazione sulla gestione sostenibile dei raccolti, ha distribuito sementi e attrezzi agricoli a 5000 piccoli produttori e ha ripristinato quattro pozzi comunitari.

Inoltre, nei prossimi mesi, il progetto permetterà di:

  • costruire 5 magazzini destinati allo stoccaggio di derrate alimentari;
  • realizzare 500 orti domestici, che grazie ai pozzi ripristinati, potranno essere irrigati;
  • sostenere gli agricoltori locali per avviare attività generatrici di reddito rispettose dell'ambiente e basate sulle risorse locali, grazie a corsi di formazione all'imprenditorialità e accesso al microcredito

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