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5 Agosto Ago 2020 0957 05 agosto 2020

Esplosione a Beirut: lo staff di AVSI sta bene

Dopo la violenta deflagrazione che ha scosso la città il 4 agosto, provocando almeno 137 morti e 5.000 feriti, molti edifici si presentano sventrati e le strade sono piene di detriti. Parte la campagna di raccolta fondi #LOVEBEIRUT

“L’apocalissi, come l’hanno chiamata i libanesi, che ha investito Beirut ci ha messo subito in moto” scrive il segretario Giampaolo Silvestri ai sostenitori di AVSI per lanciare un appello urgente: la raccolta fondi #LOVEBEIRUT per sostenere la ricostruzione delle case e aiutare le famiglie più povere.

“Vogliamo sostenere la difficile ripresa di un Paese già in ginocchio a causa di una crisi economica fortissima; prima della deflagrazione già il 50% della popolazione libanese viveva al di sotto della soglia di povertà – spiega dalla capitale libanese Marco Perini, AVSI MENA regional menager. Perini abita a 6 chilometri dal porto e in queste ore è con un team di AVSI nei quartieri più poveri per identificare i bisogni prioritari.

“Ci sono migliaia di case sventrate, porte e finestre volate via come foglie, muri caduti e tante persone che non possono permettersi di ripararle”

Tutto lo staff di AVSI - composto da più di 100 professionisti libanesi e italiani sta bene. AVSI è presente da vent’anni in Libano con progetti di educazione, sviluppo economico e per sostenere i profughi siriani, che rappresentano oggi più del 30% della popolazione totale.

Progetti da sostenere