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6 Luglio Lug 2020 1516 06 luglio 2020

Dietro la mascherina di Jackson Ninkusima, con i rifugiati congolesi in Uganda

Incontriamo Jackson Ninkusima nel campo profughi Rwamwanja e il suo lavoro per proseguire il progetto "Graduating to Resilience" durante la pandemia

2020 Uganda. Jackson Ninkusima (Behind The Mask) 1

Quando dopo il primo caso accertato di COVID-19 il governo ugandese ha chiuso le attività non essenziali e le scuole, molti beneficiari del progetto finanziato dall'agenzia di cooperazione americana USAID “Graduating to Resilience” nel distretto di Kamwenge (Uganda occidentale) hanno temuto che le attività sarebbero state sospese.

"Li ho rassicurati, potevano contare su di me." racconta Jackson. "Ho capito che lo staff di AVSI è proprio un punto di riferimento, perciò i nostri appelli al distanziamento sociale e al lavaggio mani vengono presi sul serio".

Jackson, nel team AVSI di Graduating to Resilience dal 2018, lavora per aiutare i rifugiati e le famiglie ugandesi più povere che vivono nel distretto di Kamwengene a intraprendere attività generatrici di reddito, organizzando anche incontri formativi sulle migliori tecniche di coltivazione o su come entrare a far parte dei gruppi di risparmio e credito.

"Durante il lockdown - spiega - siamo passati dal contatto diretto all’interazione a distanza. Attenendoci alle linee guida del ministero della salute contro la diffusione del virus, abbiamo dovuto dividere i gruppi di agricoltori con cui lavoriamo in mini-gruppi: continuiamo via telefono le lezioni e il supporto agli agricoltori".

L'obiettivo di Graduating to Resilience, implementato da AVSI in collaborazione con Trickle Up e IMPAQ, è migliorare le condizioni di vita dei rifugiati estremamente poveri fuggiti dalla Repubblica democratica del Congo e delle famiglie ugandesi in condizioni di instabilità alimentare, per portarli a una condizione di autosufficienza e resilienza.

“Queste persone hanno bisogno del mio aiuto soprattutto adesso: abbiamo iniziato il percorso insieme e non posso lasciarle sole proprio nel momento in cui hanno più bisogno di sostegno" dice Jackson. Quando può cerca di incontrare le famiglie che segue di persona, anche solo per sapere come stanno, se riescono a seguire le norme igienico-sanitarie e se le loro attività procedono. “In questi tempi senza precedenti, abbiamo bisogno di adattarci a nuovi modi di vivere e lavorare“ conclude Jackson “non è facile, ma sento che sto imparando molto e che sono d'aiuto agli altri, questo mi fa sentire bene”.

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