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8 Settembre Set 2020 0042 08 settembre 2020

L'emergenza COVID-19 in Asia

Aggiornamenti sulle attività di AVSI e l'evoluzione della pandemia in Kazakistan, Russia e Myanmar

Scorri la pagina verso il basso per consultare gli aggiornamenti dall'Asia (i paesi sono in ordine alfabetico)

Kazakistan (aggiornamento 16.09.2020)

  • In sintesi: le condizioni molto restrittive scattate con il primo caso registrato si stavano gradualmente allentando, ma a causa del crescente numero di contagi e del diffondersi di una nuova forma di polmonite probabilmente collegata al Coronavirus, dal 6 luglio sono state ripristinate misure restrittive poi protratte fino al 2 agosto. Le misure restrittive si stanno gradualmente allentando: possibilita di muoversi da città e città e da regione e regione; riapertura delle attività commerciali nel pieno rispetto di norme e restrizioni sanitarie. Le scuole e le università invece rimarranno chiuse fino a fine novembre . La didattica a distanza sta creando moltissimi problemi, in particolare ai bambini e ragazzi delle fasce più vulnerabili. Dal mese di giugno sono stati registrati numerosi decessi e il sistema sanitario non riesce a far fronte alla situazione con conseguenti difficoltà dell'intero sistema sociale. Anche se i numeri del contagio appaiono in netta diminuzione, si registra un costante aumento di casi di polmonite, anche tra i bambini e i giovani, sulle cui cause per ora i sanitari non si esprimono. Le conseguenze economiche e sociali sono sempre più gravi: sale la disoccupazione, le persone più fragili sono ancora più vulnerabili e si ritiene che la tendenza continuerà nei prossimi mesi.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 16 marzo 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio dell'organizzazione mondiale della sanità >
  • Normativa in vigore:
    • i confini sono aperti solo per consentire i rimpatri (in entrata ed in uscita); i voli sono ancora pochi e non regolari; sono consentiti i voli da Turchia, Arabia Saudita, Uzbekistan, Kirghistan
    • chiuse le scuole di ogni ordine e grado, le università. Negli ospedali possono accedere solo i pazienti e il personale medico. Isolati gli ospiti e lo staff di orfanatrofi e delle strutture residenziali per anziani e disabili, le carceri e i riformatori.
    • dal 6 luglio tutte le attività che prevedono assembramenti e non garantiscono le distanze di sicurezza sono state richiuse. Tutte le attività commerciali lavorano con orari e personale ridotto.
    • la mascherina rimane obbligatoria.
  • Misure adottate da MASP, socio fondatore di AVSI nel paese:
    • l’ufficio è aperto dal 4 agosto a pieno regime, seguendo le norme di prevenzione e con il personale essenziale per garantire le attività di carattere gestionale e amministrativo e l’assistenza alle famiglie dei bambini sostenuti a distanza: distribuzione di mascherine e antisettici, saponi e medicine in collaborazione con la Caritas del Centro Asia e altri piccoli progetti.
    • dal 16 settembre sono stati riaperti gli ambulatori di riabilitazione, i corsi professionali e tutte le attività che implicano la presenza al centro di minori e disabili.
  • Attività di AVSI sul territorio:
    • anche con la collaborazione della Caritas del Centro Asia, distribuzione di prodotti di prima necessità, prodotti igienici e di medicinali. Riprese a pieno regime le visite domiciliari
    • si producono mascherine ed è stata riavviata la produzione sartoriale, nella sartoria dedicata ai corsi professionali e da casa, con lo scopo di dare lavoro a un maggior numero di ragazze con disabilità in stato di difficoltà
    • sono riprese le attività che prevedono la presenza di bambini e disabili, permesse per gruppi fino 5 al chiuso e fino a 30 all'aperto.
  • Il progetto sostegno a distanza:
    • distribuzione di prodotti di prima necessità alle famiglie più in difficoltà.
    • tutte le attività sono state riprese, nel pieno rispetto delle norme igienico-sanitarie previste

Myanmar (aggiornamento 10.09.2020)

  • In sintesi: la maggior parte dei casi si registra nella regione di Yangon, la più densamente abitata del Myanmar, seguita dallo stato del Rakhine. In seguito all’aumento di casi nello stato del Rakhine e nella regione di Yangon, nelle ultime due settimane il numero di contagi del paese è quasi quadruplicato. A Yangon 28 distretti sono attualmente in semi-lockdown e si prevede l’estensione del provvedimento a tutta la città a breve; In vigore una parziale riduzione dell’attività commerciale con orario ridotto per negozi, i ristoranti possono vendere esclusivamente cibo da asporto.
    Dal mese di marzo sono rientrati circa 142.000 cittadini, in particolare dalla Tailandia e dalla Cina, a causa della perdita del lavoro. Il governo ha facilitato il rientro dei cittadini birmani (circa 10.000) rimasti bloccati in paesi stranieri tramite voli charter e riconvertito centinaia di scuole in centri di identificazione e quarantena per verificare lo stato di salute dei cittadini birmani in ingresso. Fino al mese di agosto i casi registrati risultavano prevalentemente importati e non a trasmissione locale, da due settimane si registra invece un'inversione di tendenza con l'aumento esponenziale di casi a trasmissione locale (l'80 per cento).
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 23 marzo 2020
  • I numeri del contagio: Monitoraggio sul sito del Ministero della salute birmano > .
  • Normativa in vigore:
    • sospeso il rilascio dei visti ai cittadini stranieri
    • sospensione del rilascio di autorizzazioni a personale internazionale delle Nazioni unite e delle Ong per l'accesso nelle aree periferiche dove vengono implementate le attività.
    • coprifuoco nazionale in vigore dalle 00:00 alle 4:00
    • le scuole rimangono chiuse; a partire dal 21 luglio era iniziata una graduale riapertura delle scuole superiori ma con l’innalzamento del numero di contagi sono state nuovamente chiuse. Ad oggi, è impossibile stimare quando potranno essere riaperte
    • divieto di ingresso attraverso i valichi di frontiera terrestri per tutti i cittadini stranieri
    • spazio aereo chiuso ai voli commerciali fino al 30 settembre 2020. Sono consentiti solo i voli umanitari e di soccorso che nell'ultimo periodo registrano un decremento di passeggeri (50-60 a settimana contro i 100-110 delle prime settimane). Con molta probabilità queste restrizioni verranno prolungate
    • per poter accedere ad un volo umanitario diretto in Myanmar, è necessario ottenere il nulla-osta al viaggio da parte del Ministero degli Affari Esteri del Myanmar tramite il proprio ministero di competenza; al momento dell’imbarco è necessario esibire un test, rilasciato non oltre 72 ore prima della partenza, che dimostri di non essere affetti da COVID-19 oltre a un certificato in lingua inglese rilasciato da personale medico. Prima della partenza, quarantena domiciliare obbligatoria certificata da personale medico di 7 giorni. All’arrivo, quarantena obbligatoria di 7 giorni presso strutture autorizzate (prevalentemente hotel), cui segue un ulteriore periodo di 7 giorni da trascorrere presso la propria dimora previa negatività del tampone (obbligatorio alla fine del periodo di quarantena in hotel)
    • spazio aereo chiuso a voli commerciali fino al 15 giugno
  • Misure adottate da AVSI nel paese:
    • ufficio centrale di Yangon parzialmente aperto con personale a rotazione. Uffici sul campo riaperti con personale ridotto (in fase di valutazione un nuovo provvedimento di chiusura). Il personale lavora in smartworking dalla propria abitazione e può recarsi in ufficio solo previa autorizzazione del responsabile sicurezza COVID-19. Al momento risulta difficile prevedere la riapertura totale della sede di Yangon in seguito al riacutizzarsi della crisi
    • spostamenti tra le sedi non consentiti
    • spostamenti per attività consentiti all’interno dello stesso stato o regione previa autorizzazione del responsabile sicurezza COVID-19
    • dispositivi di protezione individuale forniti a tutto il personale
  • Attività di AVSI sul territorio:
    • i progetti agricoli continuano grazie all'implementazione da parte del ministero dell'agricoltura, suddividendo i beneficiari in piccoli gruppi. Durante le attività vengono condivise con i contadini le norme igienico-sanitarie e di distanziamento sociale per limitare la diffusione del virus
    • concluso uno studio per valutare l’impatto socio-economico che la pandemia da COVID-19 ha avuto sugli abitanti dei campi rifugiati e delle comunità ospitanti negli stati del Kachin (Myitkyina e Bhamo) e North Shan (Lashio). I risultati verranno presentati entro la fine di Settembre durante un workshop online aperto a partner, donatori e altre organizzazioni operanti nel paese
    • diffusione di informazioni sulla prevenzione della trasmissione in collaborazione con i sistemi sanitari nazionali a circa 3200 famiglie
    • distribuzione di dispositivi di protezione individuale e di kit igienici a 1000 famiglie
    • installazione di sistemi di lavaggio mani in 28 villaggi della township di Shadaw
    • distribuzione di generi alimentari, medicinali, materiale igienico e aiuto in denaro a 3200 famiglie
    • supporto all'ospedale del distretto Shadaw (stato del Kayah): fornitura dei materiale sanitario e sensibilizzazione della popolazione (grazie al finanziamento della comunità episcopale italiana)
    • sono sospese le attività in presenza dei progetti educativi di formazione professionale che solitamente si svolgono durante il periodo di chiusura delle scuole. In fase di definizione una nuova metodologia con insegnamento a distanza tramite piattaforme online e di VR con tirocinio in presenza presso differenti botteghe. Si sta inoltre definendo una nuova metodologia di tirocinio con un supporto teorico più corposo in modo da poter riprendere queste attività anche a fronte di una continua chiusura degli spazi scolastici. Agli studenti viene inoltre fornito supporto psicosociale via telefono
    • in supporto al ministero del disaster risk management, sono istate realizzate attività di sensibilizzazione e distribuzione di materiale di protezione individuale nel campo rifugiati di Loi Je (Kachin state). Si stanno inoltre stanziando altre risorse per supportare il ministero del DDM in tutti gli stati e regioni dove AVSI attualmente implementa le proprie attività
  • Il progetto sostegno a distanza: l’anno scolastico è finito ad aprile, perciò i bambini sono rientrati presso le loro case. 302 famiglie coinvolte nel progetto hanno ricevuto sostegno economico (tramite cash grants) per acquistare materiale per le loro attività agricole. La riapertura delle scuole, che solitamente iniziano nel mese di giugno, è rimandata a data da definirsi. Ai bambini è stato perciò fornito un kit scolastico per "iniziare la scuola" a distanza, realizzato in collaborazione con i partner del gruppo di lavoro di educazione in emergenza. Le scuole-ostello supportate da AVSI nel paese che erano state gradualmente riaperte con l’accoglienza di 14 studenti nell’ostello di Heho, in seguito alla nuova ordinanza del governo sono state richiuse e gli studenti sono rientrati presso le loro abitazioni. Al momento, l’ostello di Heho ospita solamente 4 studenti orfani che non avrebbero altro luogo dove poter vivere. Si attendono linee guida specifiche del ministero dell’educazione circa i prossimi passi da compiere (il precedente piano di risposta all’emergenza prevedeva entro fine settembre la fine della fase acuta che, tuttavia, sembra destinata a protrarsi nel tempo). Nel frattempo, 17 insegnanti sono stati formati e stanno supportando le attività educative e formative con i bambini e i ragazzi del programma presso le loro abitazioni. E’ inoltre in corso una attività di riprogrammazione per valutare quale sia il miglior modo per supportare le famiglie del programma nell’ipotesi di non riapertura delle scuole prima dell’anno venturo.
  • Le testimonianze: L'intervento di Matteo Palentini alla trasmissione Today, Tv2000, 20 giugno 2020 (min. 31:51)>

Russia - Siberia (aggiornamento 08.06.2020)

  • In sintesi: la situazione sul fronte della pandemia continua a essere drammatica, è uno dei paesi al mondo che ha registrato più contagi e i casi. Spaventano anche conseguenze economiche della crisi sanitaria e, soprattutto, delle misure di lockdown che continuano ad essere in vigore in molte regioni.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 31 gennaio 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio dell'organizzazione mondiale della sanità >
  • Normativa in vigore: il traffico internazionale è sospeso. Da fine maggio i poteri per la gestione dell'epidemia sono stati trasferiti dal governo centrale a quelli regionali seguendo le raccomandazioni dei ministeri federali. Pertanto, la situazione nel paese è ora diversa: in quelle regioni in cui il livello di malattia non è molto elevato, le misure restrittive vengono gradualmente rimosse e dove ci sono molti casi, persistono. In Siberia, compresa la regione di Novosibirsk (dove è presente Maksora), il livello di allerta è ancora alto e le restrizioni sono state prorogate fino al 1 luglio: tutte le imprese, ad eccezione delle attività essenziali, sono chiuse, gli eventi pubblici sono cancellati. L'anno scolastico si è concluso, le università continuano con la didattica a distanza. Rimangono aperti i negozi di alimentari, le banche, le farmacie e i servizi sanitari. A tutti i cittadini è proibito uscire di casa, tranne per cure mediche ed emergenza, recarsi al lavoro per le organizzazioni le cui attività non sono sospese da decreto (MAKSORA è tra queste organizzazioni), acquisto generi alimentari, medicine e sanitari nelle vicinanze della residenza.
  • ​​Misure adottate da Maksora, socio fondatore di AVSI nel paese: il personale dell'ufficio MAKSORA lavora in smartworking. I dipendenti delle case di accoglienza "Golubka" e "Margarita" continuano il loro servizio, in quanto è essenziale garantire la continuità lavorativa, diminuendo il personale in servizio e contemporaneamente adottando le dovute precauzioni. Il 23 marzo il direttore di MAKSORA, Vladimir Zhizhkov, è entrato a far parte dello staff della Amministrazione Pubblica nella lotta contro la diffusione del COVID-19 .
  • Attività di Maksora sul territorio e il progetto di sostegno a distanza: le attività continuano parzialmente; gli eventi pubblici con bambini e adulti e le lezioni nelle scuole sono sospesi. Il lavoro nelle scuole materne sospeso dal 28 marzo.

    Ogni famiglia che si trova in emergenza può contattare uno dei due centri di accoglienza per ricevere risposte e sostegno. Le ragazze e le educatrici delle due case di accoglienza, supportate da altre donne volontarie, hanno iniziato la produzione di mascherine che vengono regalate alle famiglie dei bambini sostenuti a distanza o vendute a chi ne fa richiesta via social. Alcune famiglie sono in contatto personale con Maksora, altre con gli insegnanti delle scuole con cui collaboriamo. Il 23 marzo Maksora ha spedito mascherine e vitamine al villaggio di Polovinnoe.

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