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28 Maggio Mag 2020 1626 28 maggio 2020

L'emergenza COVID-19 in Medio Oriente e Nord-Africa

Aggiornamenti sulle attività di AVSI e l'evoluzione della pandemia in Giordania, Iraq, Libano, Palestina e Siria

Scorri la pagina verso il basso per consultare gli aggiornamenti dal Medio Oriente e il Nord Africa (i paesi sono in ordine alfabetico)

Giordania (aggiornamento 15.06.2020)

  • In sintesi: ciò che inizialmente costituiva un'emergenza sanitaria si sta trasformando in un'emergenza economica. Il lockdown totale fino a metà aprile ha causato l'impennata dei prezzi e la perdita del potere d'acquisto. Per le famiglie più vulnerabili rispondere ai bisogni essenziali diventa ogni giorno più difficile. Il governo ha annunciato un piano di incentivi per l’economia, duramente colpita dall’emergenza. Vista la diminuzione dei casi positivi al COVID-19, il governo ha gradualmente allentato le restrittive misure di contenimento anche se rimane in vigore il coprifuoco parziale dalle ore 24 alle 6 del mattino.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 2 marzo 2020
  • I numeri del contagio: sezione dedicata sul sito del governo (AR) >
  • Normativa in vigore: sospesi tutti i voli passeggeri da/per la Giordania e chiuse le frontiere terrestri e marittime fino a nuovo ordine. É in vigore nel paese la Defence Law, che concede poteri straordinari al primo ministro per l’implementazione di misure restrittive. Unità delle Forze Armate sono state disposte a presidio degli ingressi e dei principali punti nevralgici delle città. Dopo una prima fase di misure altamente restrittive (il 21 marzo era stato proclamato il lockdown totale), dal 22 aprile il Governo ha iniziato ad allentare gradualmente le misure di contenimento permettendo la riapertura delle attività commerciali, dei luoghi di culto e degli uffici pubblici e privati; è di nuovo possibile la libera circolazione dei veicoli, sia all’interno dei governatorati che tra un governatorato e l’altro. Sono invece ancora vietati gli assembramenti per un numero superiore alle 20 persone e vige l’obbligo di indossare dispositivi di protezione (mascherina e guanti) nei luoghi pubblici e di rispettare le misure di distanziamento sociale.
  • Misure adottate da AVSI nel paese: il personale ha ricevuto una formazione specifica sulle norme di prevenzione del COVID-19 e per attività di protezione dei minori (via webinar) nell’ambito del progetto SAFE 2 (AICS). Nell’ambito dello stesso progetto, il personale ha ricevuto anche una formazione sullo psychosocial first aid grazie alla quale è stato in grado di fornire supporto psicosociale per via telefonica ai beneficiari precedentemente selezionati. Dopo un periodo di smartworking, gli uffici di AVSI ad Amman e Aqaba sono stati riaperti: per permettere al personale di tornare a lavorare in sicurezza è stato istituito un sistema di turnazioni e un protocollo di sicurezzada applicare sia in ufficio che sul campo. Continua lo smartworking per le attività che possono essere svolte a distanza.
  • Attività di AVSI sul territorio:
    • in risposta all’emergenza, AVSI ha fornito supporto al Ministero dello Sviluppo Sociale e alla Municipalità di Gweirah attraverso la fornitura di 250 mascherine e 3000 guanti
    • grazie a fondi di GIZ, e in coordinamento con il ministero dello Sviluppo Sociale, il governatorato di Aqaba, il distretto e la municipalità di Gweirah, AVSI ha distribuito pacchi alimentari nel distretto di Gweirah a più di 500 persone che sono state sensibilizzate sulle norme igienico-sanitarie che limitino la diffusione del nuovo Coronavirus
    • lo staff di AVSI ha organizzato una campagna telefonica di prevenzione per limitare il contagio del virus
    • nell’ambito di un progetto finanziato da AICS, un laboratorio di sartoria che impiega donne giordane è stato convertito alla produzione di mascherine; in questo modo, AVSI può contribuire alla prevenzione e al contenimento del virus e promuovere al tempo stesso opportunità lavorative a vantaggio di una categoria particolarmente vulnerabile: le donne
    • AVSI ha ripreso le attività di cash for work nell'ambito di 3 progetti finanziati da AICS e da GIZ. Queste attività, che rappresentano una fonte reddito importante per i giordani più vulnerabili e i rifugiati, includono lavori di manutenzione stradale, la riabilitazione di aree verdi, la ristrutturazione di una biblioteca pubblica, ma anche attività di tutela del patrimonio culturale.

نسعد اليوم بعودة اليونسكو وسلطة إقليم البترا التنموي السياحي إلى العمل في الميدان هذا الأسبوع! يمثّل اليوم بداية العمل...

Pubblicato da UNESCO Amman Office su Martedì 16 giugno 2020

Welcome back to work! Due to the #COVID19 pandemic, many people in #Jordan lost their jobs. Today AVSI resumed some of...

Pubblicato da AVSI Middle East su Lunedì 1 giugno 2020

Iraq (aggiornamento 08.06.2020)

  • In sintesi: nelle ultime settimane la diffusione del virus sta accelerando, rimangono le misure di contenimento e la crisi economica si aggrava. Si teme che la mancanza di occupazione e risorse possa rafforzare le forze estremiste.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 24 febbraio 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio dell'organizzazione mondiale della sanità > .
  • Normativa in vigore: il 27 febbraio le autorità locali avevano disposto la chiusura di università, scuole, ristoranti, palestre, centri sportivi e proibito ogni forma di assembramento; da marzo, era stata vietata la circolazione sia tra le regioni che all’interno dei centri urbani ed era stato indetto il coprifuoco totale. Dopo un parziale allentamento delle restrizioni nel mese di aprile, per il riacuirsi della pandemia a maggio è stato ristabilito il coprifuoco dalle 19 alle 6 del mattino dalla domenica al mercoledì e totale dal giovedì al sabato.

    Anche in Kurdistan, dove il coprifuoco era scattato il 13 marzo per i Governatorati di Erbil e Sulemanya e il 18 marzo per il Governatorato di Duhok, dopo fasi alternanti di riaperture e chiusure nei mesi di maggio e giugno, l’incremento di nuovi casi di infezione ha indotto il governo a ristabilire il coprifuoco parziale dalle 20 alle 5 del mattino, con chiusura degli uffici pubblici dal giovedì al sabato. Le comunicazioni tra i governatorati (sia del Kurdistan che dell'Iraq) sono state interrotte fino a data da definirsi. Aggiornamenti ufficiali: pagina facebook del Ministero della Sanità iracheno (ARA) > e sito del governo del Kurdistan (En) > .

  • Misure adottate da AVSI nel paese: dal 20 aprile le sedi sono aperte rispettando i termini del coprifuoco; il personale lavora a rotazione in ufficio o in smartworking e ha ricevuto una formazione specifica sulle norme di prevenzione del COVID-19.
  • Attività di AVSI sul territorio:
    • tutti i progetti sono in corso
    • le attività formative vengono svolte in ambienti opportunamente spaziosi per piccoli gruppi (5 persone), rispettando le regole di distanziamento sociale; è in corso anche la formazione on line
    • governatorato di Ninive
      _ A Qaraqosh prosegue l'accompagnamento dei contadini e allevatori sostenuti dal progetto "A virtuous production cycle to relaunch a city and its economic fabric for IDPs and returnees to the Nineveh Plains, Iraq," (finanziato dal Dipartimento di Stato americano PRM (Bureau of Population, Refugees and Migration ) [qui un video] e la realizzazione di un giardino pubblico con area giochi.
      _Consegnati dispositivi di protezione individuale al Comitato di Crisi del Distretto di Al Hamdaniya per il personale del Distretto di Salute di Al Hamdaniya.
      _ Attraverso il progetto finanziato dall'AICS "CSI - Ninive (Coesione Sociale in Iraq: lavoro, dignità, futuro)" sono stati distribuiti 220 ovini agli agricoltiri shabak del Distretto di Al Hamdaniya
    • governatorato di Duhok
      _ nell'ambito del progetto sostenuto da AICS “Rafforzamento della resilienza socio-economica dei rifugiati, sfollati, returnees e delle comunità ospitanti più vulnerabili in Iraq” prosegue la produzione di funghi; nel campo profughi Esyan sono state costruite e messe in produzione 8 serre gestite da 80 donne yazide per la coltivazione di fiori e piante ornamentali. Sono stati distribuiti kit igienici a 500 ospiti del campo.
    • ​Erbil: avviato il progetto finanziato da UNICEF per accompagnare 1000 giovani nella ricerca del lavoro e nell'avvio di start-up. I moduli di formazione sono stati adattati all’e-learning, tradotti in kurdo ed arabo e caricati sulla piattaforma. Dal mese di agosto piu’ di 300 giovani potranno incominciare la formazione.
  • Il progetto sostegno a distanza: a seguito delle normative, l'asilo di Qaraqosh (nel Governatorato di Ninive) frequentato da 500 bambini sostenuti a distanza è chiuso e non è possibile proseguire attività che prevedano un contatto ravvicinato con i bambini e le famiglie, ma si continua ad accompagnare a distanza con varie modalità per rispondere ai loro bisogni, come ad esempio sensibilizzazioni su comportamenti e norme sanitarie utili a prevenire i contagi e aiuto ai genitori perché possano far accedere i figli a corsi e materiale didattico online. In elaborazione un nuovo programma a sostegno di 150 bambini yazidi sfollati a Duhok per sfuggire al genocidio dell’Isis. Verranno sostenuti nell’accesso all’educazione, ad una corretta nutrizione e per le cure mediche e psicologiche.
  • Le testimonianze:

Libano (aggiornamento 15.06.2020)

Palestina (aggiornamento 03.06.2020)

  • In sintesi: il numero di casi rilevati rimane relativamente basso e dal 26 maggio sono state revocate le misure di contenimento del virus.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 05 marzo 2020
  • I numeri del contagio: report OCHA (EN) >
  • Normativa in vigore: dal 26 maggio le misure di contenimento adottate dall'Autorità palestinese il 5 marzo sono state revocate. Rimane l'obbligo di indossare la mascherina in pubblico, di seguire le raccomandazioni igieniche e le restrizioni sugli spostamenti tra Gerusalemme e la Cisgiordania. Aggiornamenti: report OCHA (EN) > .
  • Misure adottate da AVSI nel paese: la sede di Gerusalemme è rimasta chiusa dal 10 marzo, ha riaperto il 1 giugno.
  • Attività di AVSI sul territorio: sono sospese le attività ordinarie dei progetti Mustaqbaluna e Specialitaly e Pro.ED sebbene si continui a mantenere uno stretto contatto con i beneficiari e i partner di progetto delineando le misure di sicurezza e prevenzione.
  • Il progetto sostegno a distanza: a seguito della normativa in vigore, gli istituti dei partner locali con cui eroghiamo le attività del progetto sono chiusi. In Palestina l'anno scolastico termina a fine aprile. È molto probabile che le attività riprenderanno ad agosto 2020 in concomitanza con l’inizio del nuovo anno scolastico. Nel frattempo rimaniamo in contatto con il responsabile del progetto sostegno a distanza di ogni partner.

Siria (aggiornamento 06.07.2020)

#Buonenotizie: papa Francesco dona 10 ventilatori polmonari al progetto "Siria. Ospedali aperti". Nelle scorse...

Pubblicato da AVSI su Lunedì 20 aprile 2020

Tunisia (aggiornamento 28.05.2020)

  • In sintesi: grazie all’approccio proattivo adottato dal governo, il paese sembra a oggi avere scongiurato una crisi sanitaria. Per attutire gli effetti negativi delle restrizioni imposte, il governo ha messo in campo una serie di misure economiche e ha anche annunciato l’avvio di una profonda riforma della sanità.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 2 marzo 2020
  • I numeri del contagio: aggiornamento del Ministero della Salute (FR) > .
  • Normativa in vigore nel paese: dal 18 marzo sono entrati in vigore il coprifuoco notturno su tutto il territorio dalle 18:00 alle 06:00 e la chiusura delle frontiere aeree. Il lockdown totale è scattato il 22 marzo; con l’inizio del Ramadan, il 24 aprile, le restrizioni sugli spostamenti sono state ridotte dalle 20 alle 6 e non è possibile spostarsi in altre città. Il 4 maggio il paese ha iniziato la progressiva riapertura delle proprie attività commerciali. Personale ridotto (75%) nel settore pubblico, industria, lavori pubblici e cantieri; asili nido e scuole materne riaperti con una capacità del 50%, le altre scuole restano chiuse fino al prossimo anno scolastico (si svolgerà solo la maturità). Durante la terza fase (dal 4 giugno) riaprono le moschee e i luoghi di culto, i centri sportivi, centri culturali, gallerie d'arte, musei, gli hotel e i ristoranti (con una capacità del 50%).
  • Misure AVSI nel paese: ufficio locale (Tunisi) chiuso, il personale lavora in smartworking e ha ricevuto una formazione specifica sulle norme di prevenzione del COVID-19.

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