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8 Settembre Set 2020 1626 08 settembre 2020

L'emergenza COVID-19 in Medio Oriente e Nord-Africa

Aggiornamenti sulle attività di AVSI e l'evoluzione della pandemia in Giordania, Iraq, Libano, Palestina e Siria

Scorri la pagina verso il basso per consultare gli aggiornamenti dal Medio Oriente e il Nord Africa (i paesi sono in ordine alfabetico)

Giordania (aggiornamento 21.09.2020)

  • In sintesi: ciò che inizialmente costituiva un'emergenza sanitaria si è trasformata in un'emergenza economica. Il lockdown totale fino a metà aprile ha causato l'impennata dei prezzi e la perdita del potere d'acquisto. Per le famiglie più vulnerabili rispondere ai bisogni essenziali diventa ogni giorno più difficile. Il governo ha annunciato un piano di incentivi per l’economia, duramente colpita dall’emergenza. Dopo un graduale allentamento delle misure di contenimento, a causa dell’aumento dei casi positive al COVID-19, il governo ha recentemente imposto nuove restrizioni.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 2 marzo 2020
  • I numeri del contagio: pagina del ministero della salute giordano dedicato alla situazione COVID-19 (Jo) >
  • Normativa in vigore: il governo ha ripristinato i voli passeggeri da/per la Giordania, classificando i paesi in base al rischio e imponendo l’obbligo sia di effettuare un test PCR (test di negatività al COVID-19) prima dell’ingresso in Giordania che di sottoporsi a isolamento fiduciario per una durata di 7 giorni. É in vigore nel paese la Defence Law, che concede poteri straordinari al primo ministro per l’implementazione di misure restrittive. Dopo una prima fase di misure altamente restrittive (il 21 marzo era stato proclamato il lockdown totale), dal 22 aprile il governo ha iniziato ad allentare gradualmente le misure di contenimento permettendo la riapertura delle attività commerciali, dei luoghi di culto e degli uffici pubblici e privati. Tuttavia, a fronte di un aumento nei casi positivi al COVID-19, recentemente sono state imposte nuove restrizioni: le scuole hanno adottato la didattica a distanza, sono vietati gli assembramenti con più di 20 persone e vige l’obbligo di indossare dispositivi di protezione (mascherina e guanti) nei luoghi pubblici rispettando le misure di distanziamento sociale.
  • Misure adottate da AVSI nel paese: il personale ha ricevuto una formazione specifica sulle norme di prevenzione del COVID-19 e per attività di protezione dei minori (via webinar) nell’ambito del progetto SAFE 2 (AICS). Nell’ambito dello stesso progetto, il personale ha ricevuto anche una formazione sullo psychosocial first aid grazie alla quale è stato in grado di fornire supporto psicosociale per via telefonica ai beneficiari precedentemente selezionati. Dopo un periodo di smartworking, gli uffici di AVSI ad Amman e Aqaba sono stati riaperti: per permettere al personale di tornare a lavorare in sicurezza è stato istituito un sistema di turnazioni e un protocollo di sicurezzada applicare sia in ufficio che sul campo. Continua lo smartworking per le attività che possono essere svolte a distanza.
  • Attività di AVSI sul territorio:
    • in risposta all’emergenza, AVSI ha fornito supporto al Ministero dello Sviluppo Sociale e alla Municipalità di Gweirah attraverso la fornitura di 250 mascherine e 3000 guanti
    • grazie a fondi di GIZ, e in coordinamento con il ministero dello Sviluppo Sociale, il governatorato di Aqaba, il distretto e la municipalità di Gweirah, AVSI ha distribuito pacchi alimentari nel distretto di Gweirah a più di 500 persone che sono state sensibilizzate sulle norme igienico-sanitarie che limitino la diffusione del nuovo Coronavirus
    • lo staff di AVSI ha organizzato una campagna telefonica di prevenzione per limitare il contagio del virus
    • nell’ambito di un progetto finanziato da AICS, un laboratorio di sartoria che impiega donne giordane è stato convertito alla produzione di mascherine; in questo modo, AVSI può contribuire alla prevenzione e al contenimento del virus e promuovere al tempo stesso opportunità lavorative a vantaggio di una categoria particolarmente vulnerabile: le donne
    • AVSI ha ripreso le attività di cash for work nell'ambito di 3 progetti finanziati da AICS e da GIZ. Queste attività, che rappresentano una fonte reddito importante per i giordani più vulnerabili e i rifugiati, includono lavori di manutenzione stradale, la riabilitazione di aree verdi, la ristrutturazione di una biblioteca pubblica, ma anche attività di tutela del patrimonio culturale.

نسعد اليوم بعودة اليونسكو وسلطة إقليم البترا التنموي السياحي إلى العمل في الميدان هذا الأسبوع! يمثّل اليوم بداية العمل...

Pubblicato da UNESCO Amman Office su Martedì 16 giugno 2020

Welcome back to work! Due to the #COVID19 pandemic, many people in #Jordan lost their jobs. Today AVSI resumed some of...

Pubblicato da AVSI Middle East su Lunedì 1 giugno 2020

Iraq (aggiornamento 21.09.2020)

  • In sintesi: da fine maggio la curva dei casi di infezione non ha cessato di aumentare. Al momento si registrano circa quasi 283.000 contagiati e 8.700 vittime. Tra questi, da attribuirsi al Kurdistan quasi 40.600 con circa 1-500 morti. Il fatto che la pandemia abbia raggiunto tutte le province, secondo le autorità ha reso inutili le restrizioni di circolazione tra i Governatorati che sono state quindi allentate.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 24 febbraio 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio dell'organizzazione mondiale della sanità > .
  • Normativa in vigore: il 27 febbraio le autorità locali avevano disposto la chiusura di università, scuole, ristoranti, palestre, centri sportivi e proibito ogni forma di assembramento; da marzo, era stata vietata la circolazione sia tra le regioni che all’interno dei centri urbani ed era stato indetto il coprifuoco totale. Dopo un parziale allentamento delle restrizioni nel mese di aprile, per il riacuirsi della pandemia a maggio è stato ristabilito il coprifuoco dalle 19 alle 6 del mattino dalla domenica al mercoledì e totale dal giovedì al sabato.

    Anche in Kurdistan, dove il coprifuoco era scattato il 13 marzo per i Governatorati di Erbil e Sulemanya e il 18 marzo per il Governatorato di Duhok, dopo fasi alternanti di riaperture e chiusure nei mesi di maggio e giugno, l’incremento di nuovi casi di infezione ha indotto il governo a ristabilire il coprifuoco parziale dalle 20 alle 5 del mattino, con chiusura degli uffici pubblici dal giovedì al sabato. Le comunicazioni tra i governatorati (sia del Kurdistan che dell'Iraq) che erano state interrotte da settembre sono state in gran parte riattivate. L'aeroporto di Erbil stato riaperto ad agosto con obbligo per chi entra di esibire un test negativo al COVID-19 effettuato entro le 48 ore prima dell'arrivo e di rispettare un periodo di quarantena di 14 giorni. Aggiornamenti ufficiali: pagina facebook del Ministero della Sanità iracheno (ARA) > e sito del governo del Kurdistan (En) > .

  • Misure adottate da AVSI nel paese: dal 20 aprile le sedi sono aperte rispettando i termini del coprifuoco; il personale lavora a rotazione in ufficio o in smartworking e ha ricevuto una formazione specifica sulle norme di prevenzione del COVID-19.
  • Attività di AVSI sul territorio:
    • tutti i progetti sono in corso
    • le attività formative vengono svolte in ambienti opportunamente spaziosi per piccoli gruppi (5 persone), rispettando le regole di distanziamento sociale; è in corso anche la formazione on line
    • governatorato di Ninive
      _ A Qaraqosh prosegue l'accompagnamento dei contadini e allevatori sostenuti dal progetto "A virtuous production cycle to relaunch a city and its economic fabric for IDPs and returnees to the Nineveh Plains, Iraq," (finanziato dal Dipartimento di Stato americano PRM (Bureau of Population, Refugees and Migration ) [qui un video] e la realizzazione di un giardino pubblico con area giochi. Nel periodo luglio-agosto e' stato anche implementato un centro di produzione di mascherine e camici protettivi in cui lavorano 37 donne formate ed equipaggiate dal progetto. Il progetto si e' concluso con successo il 31/08/2020.
    • _Il 01/09/2020 e' iniziato il progetto "Achieving Socio-economic stability of returnees, host community, and IDPs in Iraq" anch'esso finanziato dal BPRM sempre nel settore dello sviluppo agricolo che coprira' tutto il Dipartimento di Al Hamdaniya ed Essian Camp e tre Municipi nel governatorato di Duhok.
      _Consegnati dispositivi di protezione individuale al Comitato di Crisi del Distretto di Al Hamdaniya per il personale del Distretto di Salute di Al Hamdaniya.
      _ Attraverso il progetto finanziato dall'AICS "CSI - Ninive (Coesione Sociale in Iraq: lavoro, dignità, futuro)" sono stati distribuiti 220 ovini agli agricoltiri shabak del Distretto di Al Hamdaniya. Nel mese di luglio si e' completata la distribuzione degli ovini (500 capi in tutto a 25 allevatori) , mentre ad agosto sono stati consegnati 100 vitelli da ingrasso a 10 allevatori Shabak e sono state organizzate 4 sessioni di formazioni tecniche online.
    • governatorato di Duhok
      _ nell'ambito del progetto sostenuto da AICS “Rafforzamento della resilienza socio-economica dei rifugiati, sfollati, returnees e delle comunità ospitanti più vulnerabili in Iraq” prosegue la produzione di funghi; nel campo profughi Esyan sono state costruite e messe in produzione 8 serre gestite da 80 donne yazide per la coltivazione di fiori e piante ornamentali. Sono stati distribuiti kit igienici a 500 ospiti del campo. 300 famiglie hanno avviato una produzione artigianale di funghi Oyster ricevendo dal progetto formazione, equipaggiamento e materia prima (sostrato).
    • ​Erbil: avviato il progetto finanziato da UNICEF per accompagnare 1000 giovani nella ricerca del lavoro e nell'avvio di start-up. I moduli di formazione sono stati adattati all’e-learning, tradotti in kurdo ed arabo e caricati sulla piattaforma. Dal mese di agosto più di 300 giovani potranno incominciare la formazione.
  • Il progetto sostegno a distanza: a seguito delle normative, l'asilo di Qaraqosh (nel Governatorato di Ninive) frequentato da 500 bambini sostenuti a distanza è chiuso e non è possibile proseguire attività che prevedano un contatto ravvicinato con i bambini e le famiglie, ma si continua ad accompagnare a distanza con varie modalità per rispondere ai loro bisogni, come ad esempio sensibilizzazioni su comportamenti e norme sanitarie utili a prevenire i contagi e aiuto ai genitori perché possano far accedere i figli a corsi e materiale didattico online. Sono state organizzate 8 sessioni di lavori manuali online con consegna del materiale alle famiglie. In elaborazione un nuovo programma a sostegno di 150 bambini yazidi sfollati a Duhok per sfuggire al genocidio dell’Isis. Verranno sostenuti nell’accesso all’educazione, ad una corretta nutrizione e per le cure mediche e psicologiche. Da settembre e' iniziato un lavoro di costruzione del giardino e di un piccolo parco giochi nell'asilo "casa del bambino Gesu'" a Qararqosh..
  • Le testimonianze:

Libano (aggiornamento 16.07.2020)

Palestina (aggiornamento 02.09.2020)

  • In sintesi: nei territori palestinesi la situazione sanitaria rimane complessa e in peggioramento. Stando alle rilevazioni del 28 agosto, nella settimana tra il 12 ed il 28 agosto, i casi registrano un aumento esponenziale del 45%. Desta particolare preoccupazione l’inizio di una diffusione endogena del virus nella striscia di Gaza, che potrebbe aggravare la già insostenibile crisi umanitaria. Per questi motivi, nei territori permane un parziale lockdown, anche se poco rispettato dalla popolazione locale.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 05 marzo 2020
  • I numeri del contagio: report OCHA (EN) >
  • Normativa in vigore: il lockdown imposto a partire dal 06/03/2020, interrotto brevemente nella prima metà del mese di giugno e poi ripristinato per il crescere dei contagi, è stato nuovamente sospeso a fine agosto con l’introduzione del solo coprifuoco notturno e l'eventuale chiusura di zone circoscritte in caso di comparsa di nuovi focolai. Aggiornamenti: report OCHA (EN) > .
  • Misure adottate da AVSI nel paese: l’ufficio di Gerusalemme è regolarmente aperto. Il personale svolge servizio regolare in sede, integrandolo con lo smart working quando necessario.
  • Attività di AVSI sul territorio:
    • Mustaqbaluna e Specialitaly continuano le proprie attività laddove possibile, mantenendo comunque uno stretto contatto telefonico coi beneficiari delle zone ancora chiuse (Nablus, Hebron e Betlemme). Per quanto concerne Mustaqbaluna, è allo studio la conversione di alcune attività che non possono essere svolte a causa dell’emergenza.
    • per il progetto Pro.ED è attualmente al vaglio una variante che permetta di svolgere tutte le attività anche in caso di nuovo lockdown
  • Il progetto sostegno a distanza: a seguito della ripresa delle attività scolastiche dopo la pausa estiva, le scuole partner del progetto sostegno a distanza sono in fase di riapertura. I ragazzi dell’ultimo anno hanno ricominciato a seguire le lezioni in presenza, mentre per tutte le altre classi le lezioni si svolgeranno in forma mista (2 giorni a settimana in presenza e 3 a distanza a partire dal 06/09/2020). Ad oggi nessuno degli studenti supportati ha contratto il virus. Lo staff locale sta apportando alcune modifiche al budget previsto per le attività del 2020, riallocando i fondi stanziati per i corsi che molto probabilmente non si potranno tenere (in particolare le attività che prevedono la presenza fisica, come quelle artistiche e sportive) a favore delle nuove necessità emerse con l’emergenza. Saranno mantenute attive le attività extracurricolari che possono essere erogate e, nel frattempo, si valuterà con le scuole la necessità di acquisto di materiali per la sanificazione, la protezione personale e la didattica a distanza. Quest’ultimo problema in particolare rappresenta una priorità in quanto, fatta eccezione per Gerusalemme, in Cisgiordania molte famiglie non dispongono di connessione stabile ad internet o di dispositivi adeguati alla didattica online.

Siria (aggiornamento 06.07.2020)

#Buonenotizie: papa Francesco dona 10 ventilatori polmonari al progetto "Siria. Ospedali aperti". Nelle scorse...

Pubblicato da AVSI su Lunedì 20 aprile 2020

Tunisia (aggiornamento 10.09.2020)

  • In sintesi: durante la prima fase di pandemia, la risposta rapida e proattiva del governo era riuscita a limitare la diffusione del virus nel paese; dal momento della riapertura delle frontiere (27 giugno) si è assistito invece a un notevole aumento dei contagi. Se in un primo momento la maggioranza dei casi era importata (circa l’80%), attualmente l'aumento giornaliero medio di casi registrati (150 -200 cica) e' prevalentemente dovuto a contagi locali. Il numero totale di contagiati dall’inizio della pandemia è di 5.417, di cui 3.459 attivi, con 86 ricoveri in ospedale e 26 in terapia intensiva. Per attutire gli effetti negativi delle restrizioni imposte, il governo ha messo in campo una serie di misure economiche e ha anche annunciato l’avvio di una profonda riforma della sanità.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 2 marzo 2020
  • I numeri del contagio: aggiornamento del Ministero della Salute (FR) > .
  • Normativa in vigore nel paese: dal 18 marzo sono entrati in vigore il coprifuoco notturno su tutto il territorio dalle 18:00 alle 06:00 e la chiusura delle frontiere aeree. Il lockdown totale è scattato il 22 marzo; con l’inizio del Ramadan, il 24 aprile, le restrizioni sugli spostamenti sono state ridotte dalle 20 alle 6 e non è possibile spostarsi in altre città. Il 4 maggio il paese ha iniziato la progressiva riapertura delle proprie attività commerciali. Personale ridotto (50%) nel settore pubblico, industria, lavori pubblici e cantieri; asili nido e scuole materne riaperti con una capacità del 50%, le altre scuole restano chiuse fino al prossimo anno scolastico (si svolgerà solo la maturità). Durante la terza fase (dal 4 giugno) hanno riaperto le moschee e i luoghi di culto, i centri sportivi, centri culturali, gallerie d'arte, musei, gli hotel e i ristoranti (con una capacità del 50%). A partire dal 27 giugno erano state riaperte le frontiere aeree con modalità di accesso diverse a seconda dei paesi di provenienza, suddivisi in tre categorie (verde, arancione, rossa). Dal 26 agosto, invece, tutti i viaggiatori in arrivo dall’estero (inclusa l’Italia) devono presentare obbligatoriamente un certificato di laboratorio attestante l’esito negativo al test COVID-19 (test RT - PCR) effettuato nelle 72 ore precedenti il primo imbarco e al massimo nelle 120 ore precedenti l'ingresso nel paese. Restano in vigore le misure restrittive per il contenimento dei contagi da COVID-19: rispetto delle misure di distanziamento sociale e igienico-sanitarie, ricorso obbligatorio ai dispositivi di protezione individuale (mascherine), annullamento di eventi pubblici o sportivi, divieto di assembramenti, limitazioni del numero di passeggeri ammessi sui mezzi di trasporto pubblico. Per i casi sospetti è previsto l’isolamento sanitario e il trasferimento in strutture ospedaliere dedicate.
  • Misure AVSI nel paese: l'ufficio locale (Tunisi) è aperto, il personale ha ricevuto una formazione specifica sulle norme di prevenzione del COVID-19.

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