Nei paesi dove lavoriamo, monitoriamo costantemente l'evoluzione della pandemia del Coronavirus, consapevoli del rischio per le popolazioni che hanno accesso a sistemi sanitari precari, già afflitte da povertà, fame, conflitti.

Tutto lo staff, rispettando le normative di sicurezza nei paesi, è impegnato perché i nostri progetti non si interrompano, perché si trovino strade innovative (anche digitali) per non lasciare sole le comunità più vulnerabili.

I messaggi da scuole, volontari, donatori, sostenitori a distanza che ci chiedono quale sia la situazione in paesi lontani ci dimostrano ancora una volta il desiderio di rimanere solidali gli uni con gli altri, anche quando è il nostro paese tra i più vulnerabili oggi. Per questo condividiamo gli aggiornamenti dell'emergenza COVID-19 nei paesi in cui lavoriamo.

Libano

Attività di sensibilizzazione sulla prevenzione della diffusione del Coronavirus nei campi profughi

AFRICA

Burundi (aggiornamento 01.04.2020)

  • In sintesi: chiuse le frontiere, restrizioni sugli spostamenti interni nel paese, le attività continuano.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 31 marzo 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio dell'organizzazione mondiale della sanità > .
  • Normativa in vigore: quarantena obbligatoria per tutti i viaggiatori in arrivo da paesi con casi di Coronavirus nelle strutture allestite appositamente dal governo; dal 23 marzo sospesi i voli internazionali. Divieto di assembramenti di più di 50 persone, rispetto delle distanze interpersonali (1 metro), lavaggio mani obbligatorio in tutti gli esercizi commerciali e gli uffici. Aggiornamenti ufficiali: sito del ministero della Salute del Burundi (FR) > .
  • Misure adottate da AVSI nel paese: le sedi sono aperte; si lavora a rotazione in ufficio con obbligo di distanza di 2 metri o in smartworking. Lo staff è stato formato sulle misure di sicurezza e prevenzione e ha ricevuto i dispositivi di protezione: riunioni di massimo 10 persone, uso dei veicoli consentito solo per non più di 2 persone alla volta, in sede massimo un visitatore alla volta (con guanti e mascherina).
  • Attività di AVSI sul territorio e il progetto sostegno a distanza: proseguono senza interruzioni, le scuole sono aperte. Attivate sensibilizzazione con piccoli gruppi di persone e seguendo le norme igienico-sanitarie.

Camerun (aggiornamento 18.03.2020)

  • In sintesi: attualmente sono stati registrati solo pochi casi (10 al 18.03.2020). Per evitare il rischio della diffusione dell'epidemia il governo ha adottato alcune misure restrittive.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 14 febbraio 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio dell'organizzazione mondiale della sanità > .
  • Normativa in vigore: il governo ha attuato le prime misure di prevenzione che prevedono la chiusura delle frontiere per i viaggiatori in arrivo, l’interruzione delle attività scolastiche, il divieto di attività che coinvolgano più di 50 persone e la chiusura anticipata alle ore 18 per bar e ristoranti. Aggiornamenti ufficiali: sito della presidenza della Repubblica del Cameroun > .
  • Misure adottate da AVSI nel paese: al momento le attività nel paese vengono gestite da partner locali, non è presente personale AVSI.
  • Attività di AVSI sul territorio: per il momento rimane confermato l'avvio del primo progetto nel paese per la sicurezza alimentare e idrica di un villaggio nel Nord del paese (data di avvio prevista 1 aprile). Il centro Edimar per i ragazzi di strada che sosteniamo prosegue le attività.

Costa d'Avorio (aggiornamento 18.03.2020)

  • In sintesi: sono stati registrati 6 casi, in seguito ai quali il governo ha messo in atto le prime misure precauzionali. Le persone contagiate sono state messe in quarantena. Le scuole di ogni ordine e grado sono state chiuse. All'annuncio delle restrizioni, ad Abidjan sono partite le corse nei supermercati. Le ambasciate e le sedi dell'Unione Europea rimangono aperte, mentre gli uffici delle Nazioni Unite sono chiusi per quindici giorni.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 11 marzo 2020
  • I numeri del contagio: sito del Ministero della Salute e dell’Igiene Pubblica (FR) > .
  • Normativa in vigore il governo ha ridotto il numero di voli negli aeroporti e ha negato l'ingresso nel paese a chi proviene da paesi che abbiano registrato più di 100 casi di contagio. Chiusura di tutti gli istituti scolastici per 30 giorni e divieto di attività che coinvolgano più di 50 persone.
  • Misure adottate da AVSI nel paese: gli uffici rimangono aperti e operativi. Si provvede a informare regolarmente il personale e si ricevono aggiornamenti via WhatsApp dai collaboratori per un costante monitoraggio della loro salute. In ufficio vengono adottate tutte le misure igienico-sanitarie necessarie.
  • Attività di AVSI sul territorio: tutte le attività e i progetti procedono regolarmente, ad eccezione delle attività nelle scuole (chiuse).
  • Il progetto sostegno a distanza: nonostante la chiusura delle scuole, il progetto prosegue con attività per il follow-up educativo dei bambini e per la sensibilizzazione delle famiglie affinché osservino le misure igienico-sanitarie preventive. Prosegue anche l’opera degli assistenti sociali con cui rimaniamo in contatto telefonico settimanale. Sono invece state sospese le attività socio-ricreative di gruppo.
  • La testimonianza: l'intervista a Lorenzo Manzoni - Radio Popolare, trasmissione esteri, 31 marzo 2020 (min 10) >

Kenya (aggiornamento 20.03.2020)

  • In sintesi: il primo caso di Coronavirus registrato nel paese (13 marzo) ha generato panico tra la popolazione; le scuole sono state chiuse, le attività di AVSI proseguono con alcune limitazioni.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 13 marzo 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio dell'organizzazione mondiale della sanità > .
  • Normativa in vigore:
    • i viaggi da qualsiasi paese con casi di Coronavirus sono limitati. Solo i cittadini kenioti e tutti gli stranieri con permessi di soggiorno validi possono entrare nel paese, a condizione che procedano all'auto isolamento o si rechino in una struttura designata alla quarantena dal governo. Sospesi i voli internazionali a partire dal 25 marzo
    • tutte le scuole e gli istituti di istruzione superiore sono chiusi
    • il governo incoraggia i pagamenti elettronici e il lavoro da remoto tranne che per i servizi essenziali
    • invito a evitare gli assembramenti: matrimoni; frequentazione di centri commerciali, locali notturni, chiese; limitazione delle visite agli ospedali​.
  • Misure adottate da AVSI nel paese: le sedi sono aperte, in ufficio solo il personale essenziale, in smartworking il resto dello staff. Invito a non utilizzare i matatu, autobus tradizionali sovraffollati.
  • Attività di AVSI sul territorio: i progetti proseguono con alcune attività posticipate o riviste. L'attività di formazione è sospesa. Dove possibile si svolge on line. Allo studio, anche per le scuole in cui lavoriamo, la possibilità di attivare la didattica on line. Nel campo profughi di Dadaab gli scout coinvolti nei progetti sostenuti dal Dipartimento di Stato americano per il sostegno ai rifugiati e ai migranti (PRM) sono impegnati in una campagna di sensibilizzazione; continua la formazione degli insegnanti su gruppi whatsApp e attraverso la piattaforma Zoom.
  • Il progetto sostegno a distanza: la chiusura delle scuole è un problema soprattutto per i bambini più poveri che non possono avere il pasto garantito e rischiano di trovarsi a casa da soli. Altre attività proseguono, con alcune restrizioni, alle visite delle famiglie di Nairobi e alla formazione professionale dei giovani.
  • Le testimonianze:
    L'Africa si prepara all'arrivo del virus, intervista ad Antonino Masuri - Radio3i, 31 marzo 2020 >
    A Dadaab, i boy scout anti Shebab insegnano a lavarsi le mani, Corriere.it 27 marzo 2020 >
    In Kenya, a Kibera e negli altri slum niente scuola. E i bambini saltano il pasto, Corriere.it 27 marzo 2020 >
    Kenya, anche qui è arrivato il virus ma non chiediamo aiuto perchè la priorità siete voi, Antonino Masuri, Vita.it 25 marzo 2020 >

Mozambico (aggiornamento 24.03.2020)

  • In sintesi: restrizioni sugli spostamenti interni nel paese, le attività continuano.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 24 febbraio 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio dell'organizzazione mondiale della sanità >
  • Normativa in vigore:
    • quarantena obbligatoria (14 giorni) per tutti i viaggiatori in arrivo da paesi con casi di Coronavirus
    • assembramenti di più di 300 persone vietati
    • scuole chiuse dal 23 marzo.
  • Misure adottate da AVSI nel paese: la sede di Maputo è chiusa e il personale lavora in smartworing. La sede di Pemba è aperta e il lavoro dello staff prosegue, con misure di prevenzione sia negli uffici sia per il lavoro sul campo. È stato sviluppato un piano di emergenza, sulla base dell'analisi di tutte le attività pianificate fino al 30 aprile.
  • Attività di AVSI sul territorio e il progetto sostegno a distanza: proseguono senza interruzioni e sono in preparazione campagne di sensibilizzazione per la prevenzione del contagio. In elaborazione un piano di emergenza per i progetti in corso.
  • Le testimonianze: Intervista a Martina Zavagli - Radio popolare, trasmissione Esteri, 27 marzo 2020 >

Nigeria (aggiornamento 30.03.2020)

  • In sintesi: il Paese, nonostante una campagna mediatica interna su come affrontare l’emergenza, è assolutamente impreparato. Il sistema sanitario pubblico è carente, con scarse attrezzature mediche. Si rileva anche una scarsa considerazione sul rischio della pandemia di COVID-19: buona parte della popolazione crede che i nigeriani abbiano un sistema immunitario più forte degli europei. Forti di questa convinzione, nigeriani da tutto il mondo hanno fatto ritorno nel paese diffondendo il Coronavirus. Quando l’epidemia è scoppiata nelle grandi città, la gente ha cominciato a scappare nei villaggi e non si riferisce ai centri di screening.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 27 febbraio 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio del Nigeria Centre for Disease Control (EN) >
  • Normativa in vigore: chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado, le università, i mercati locali ad esclusione dei punti vendita di generi essenziali, luoghi di culto, bar, ristoranti e centri di ritrovo. Riduzione dei mezzi di trasporto. Chiusura degli aeroporti internazionali il 23 marzo, e alcune frontiere tra stati interni. Il Lagos state ha attivato un numero verde da chiamare in caso di sintomi, i tamponi vengono fatti nel caso di sospetto o contatto con un positivo e in caso di sintomi interviene una unità mobile per il ricovero nei centri di malattie infettive.
  • Misure adottate da Lovin gaze / The seed, partner AVSI nel paese: personale ridotto negli uffici e smartworking; rimangono aperte le cliniche. Il personale è stato formato sulle norme di prevenzione della diffusione del COVID-19 e ha ricevuto guanti e mascherine. Disinfezione regolare degli ambienti.
  • Attività sul territorio: le cliniche sono aperte, si accede dopo lavaggio mani obbligatorio e uso di dispositivi di protezione. Attivata una linea telefonica/whatsapp: il medico fornisce una prima consulenza e dove possibile prosegue il monitoraggio a distanza. Visite domiciliari solo in caso di urgenze. Il progetto di rimpatrio volontario assistito prosegue con le attività amministrative, sospese le visite di monitoraggio.
  • Il progetto sostegno a distanza: campagna di sensibilizzazione e informazione sulla pandemia di Coronavirus (nelle scuole prima della chiusura, via social e whatsapp dopo). Gli educatori rimangono in contatto telefonico con le famiglie. Le famiglie non sono pronte per le lezioni on line, ma vengono inviati i compiti e brevi lezioni attraverso whatsapp e email. Questo è possibile per i bambini che frequentano la scuola SS. Peter and Paul (area urbana di Lagos), mentre per i bambini della scuola St. John (in una zona rurale della città di Lagos) per ora non è possibile.

Repubblica del Congo (aggiornamento 01.04.2020)

  • In sintesi: Nel paese sono ancora pochi i casi ufficiali. Il 29 marzo è stato dichiarato lo stato di emergenza.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 14 marzo 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio dell'organizzazione mondiale della sanità >
  • Normativa in vigore: dal 19 marzo, per 30 giorni, sono stati chiusi i luoghi di culto, le scuole di ogni ordine e grado, i bar e le discoteche; vietati gli assembramenti superiori a 50 persone e le celebrazioni famigliari (funerali, matrimoni) devono svolgersi con un numero ristretto di parenti. Le principali compagnie aeree hanno sospeso i voli da e per la Repubblica del Congo. Dal 31 marzo coprifuoco nelle ore notturne; durante il giorno possono circolare soltanto i mezzi autorizzati e la priorità é data ai servizi di prima necessità
  • Misure adottate da AVSI nel paese: la sede a Pointe-Noire è aperta; il personale è invitato a seguire le norme igienico-sanitarie di prevenzione e il distanziamento sociale.
  • Attività di AVSI sul territorio: i progetti continuano, seguendo le indicazioni della normativa in vigore.

Repubblica Democratica del Congo (aggiornamento 23.03.2020)

Ruanda (aggiornamento 20.03.2020)

  • In sintesi: il primo caso di Coronavirus (14 marzo 2020) ha generato panico tra la popolazione; il paese ha adottato misure preventive. Gli uffici AVSI sono chiusi, le attività proseguono con alcune restrizioni.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 14 marzo 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio dell'organizzazione mondiale della sanità > .
  • Normativa in vigore:
    • tutti i voli in arrivo e in partenza sono interrotti a partire dal 20 marzo 2020 per un periodo iniziale di 30 giorni, chiuse le frontiere terrestri. Le scuole e i luoghi di culto sono chiusi per almeno 15 giorni (possibili estensioni in base all'evolversi della situazione).
    • incoraggiato il lavoro da remoto
    • limitazioni ad assembramenti di persone; matrimoni ed eventi sportivi devono essere posticipati; per le cerimonie funebri si chiede di ridurre al minimo i partecipanti
    • invito a evitare spostamenti non strettamente necessari, anche per evitare il sovraffollamento dei trasporti pubblici.
  • Misure adottate da AVSI nel paese: gli uffici sono chiusi; il personale lavora in smartworking.
  • Attività di AVSI sul territorio: i progetti continuano, ma le riunioni e le formazioni sono sospese.
  • Il progetto sostegno a distanza: i bambini sono a casa da scuola, le assistenti sociali continuano a restare in contatto con le famiglie; si stanno valutando soluzioni innovative per continuare la formazione dei giovani e il sostegno alle comunità nel rispetto delle misure di sicurezza.

Sierra Leone (aggiornamento 31.03.2020)

  • In sintesi: il governo ha adottato delle misure di prevenzione già il 16 marzo, due settimane prima del primo caso ufficiale.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 31 marzo 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio dell'organizzazione mondiale della sanità > .
  • Normativa in vigore: il 16 marzo, il governo sierraleonese ha dichiarato lo stato di preallerta e ha varato una serie di decreti per misure preventive volte a limitare eventuali contagi. Il 24 marzo ha dichiarato lo stato di emergenza per una durata di 9 mesi, al fine di velocizzare le manovre per una tempestiva azione in caso di diffusione del virus COVID-19. Sono state introdotte misure di prevenzione che limitano spostamenti e assembramenti nel territorio nazionale tra cui: divieto di entrata e uscita dal paese e conseguente sospensione dei voli internazionali; chiusura anticipata delle scuole a partire dal 31 Marzo 2020; divieto di assembramenti di più di 100 persone; chiusura anticipata dei locali di intrattenimento alle 22.00 e dei mercati alle 21.00; sospensione dei riti religiosi; obbligo di introduzione di norme igienico-sanitarie nel trasporto pubblico e privato e nei luoghi di lavoro.
  • Misure adottate da AVSI nel paese: gli uffici sono aperti e il personale lavora implementando le misure igienico-sanitarie consigliate e diffuse dal ministero della sanità e dall'OMS; costante monitoraggio della situazione e delle comunicazioni del governo.
  • Attività di AVSI sul territorio:
    • I progetti continuano, seguendo le restrizioni introdotte dai ministeri e anche lo staff sul terreno segue le misure igienico sanitarie consigliate
    • le attività con i beneficiari dei progetti verranno ricalibrate per un adeguamento alle nuove restrizioni e per prevenire un’eventuale diffusione del virus nel paese
    • sono sospese tutte le attività che coinvolgono più di 100 persone
    • la chiusura anticipata dei servizi scolastici al 31 marzo comporta un posticipo delle attività educative programmate per il mese di aprile, in particolare per le attività ricreative, le gite scolastiche, la formazione degli insegnanti e l'avvio di nuovi corsi di formazione professionale (previsti per aprile 2020).
  • Il progetto sostegno a distanza: nella settimana precedente a quella dello stato di emergenza, le scuole primarie sono state dotate di postazioni per il lavaggio delle mani. Gli assistenti sociali AVSI hanno svolto attività di sensibilizzazione ai bambini per il corretto lavaggio delle mani. Lo staff continuerà a seguire bambini e famiglie nelle loro comunità, assicurandosi che vengano seguite le buone pratiche di prevenzione e continuando a dare il supporto necessario.

Sud Sudan (aggiornamento 20.03.2020)

  • In sintesi: nessun caso registrato ufficialmente. Le attività continuano, ma ci si prepara all'arrivo dell'epidemia che sarebbe l'ennesima emergenza che affligge il paese.
  • Normativa in vigore: quarantena obbligatoria per tutti i viaggiatori in arrivo da paesi con casi di Coronavirus.
  • Misure adottate da AVSI nel paese: gli uffici sono aperti e il lavoro dello staff prosegue.
  • Attività di AVSI sul territorio e il progetto sostegno a distanza: proseguono senza interruzioni, abbiamo iniziato anche campagne di sensibilizzazione per la prevenzione del contagio.

Uganda (aggiornamento 31.03.2020)

  • In sintesi: il paese, già prima di registrare un contagio sul proprio territorio, ha adottato misure di prevenzione, considerando i casi accertati nei paesi confinanti.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 22 marzo 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio dell'organizzazione mondiale della sanità > .
  • Normativa in vigore: dal 22 marzo sospeso tutto il traffico aereo (solo voli cargo con un massimo di 3 persone a bordo possono continuare a volare); quarantena in strutture identificate dal governo per chi proviene da paesi che hanno registrato contagi da Coronavirus. Auto-Isolamento in caso di raffreddore e tosse. Asili, scuole, università, attività commerciali (ad eccezione degli alimentari) chiusi. Sospensione dei mezzi pubblici fino al 10 aprile e vietati gli spostamenti con mezzi privati. Obbligo di distanziamento sociale di 4 metri nei mercati; le industrie e i cantieri rimangono aperti solo se possono ospitare i lavoratori a dormire, per evitare il contagio nelle rispettive famiglie. Proibiti gli assembramenti di più di cinque persone: anche per questo sono state vietate le distribuzioni di generi alimentari nello slum. Coprifuoco notturno (dalle 19). Aggiornamenti ufficiali: comunicati stampa State of House Uganda > .
  • Misure adottate da AVSI nel paese: tutte le sedi sono aperte e gli ambienti vengono disinfettati. La maggior parte dello staff prosegue in smartworking, il personale in sede lavora seguendo le norme igienico-sanitarie e di distanziamento sociale necessarie; le attività che coinvolgono più di 10 persone sono sospese e prima di entrare negli uffici è richiesto di utilizzare lo spray disinfettante messo a disposizione.
  • Attività di AVSI sul territorio: proseguono seguendo le direttive nazionali a Kampala e sul terreno. Sono state organizzate attività di sensibilizzazione sia per lo staff sia per i partner locali e nelle comunità dove AVSI opera. Nei distretti di Gulu, Kitgum e Arua, AVSI è entrata a far parte della COVID-19 Task Force.
  • Il progetto sostegno a distanza: le scuole sono chiuse e sono sospese tutte le attività che prevedono un assembramento di più di dieci persone. AVSI continua a seguire i bambini sostenuti tramite le visite a casa condotte dagli assistenti sociali per i quali è stata organizzata una campagna di sensibilizzazione online in cui si informa, attraverso dei video, come prevenire il contagio.

AMERICA LATINA

Su directorio.org le misure adottate dai governi nel continente >

Argentina (aggiornamento 01.04.2020)

  • In sintesi: dopo la rilevazione dei primi casi (concentrati nella provincia di Buenos Aires), il paese ha preso immediatamente misure preventive poichè il sistema sanitario non è in grado di sostenere una pandemia. La sanità pubblica è carente in infrastrutture, risorse economiche, personale mentre la sanità privata è accessibile solo a una ristrettissima parte di cittadini.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 3 marzo 2020
  • I numeri del contagio: report quotidiani del Ministero della Salute argentino (SPA) > .
  • Normativa in vigore: il 15 marzo il presidente Alberto Fernández ha decretato la chiusura totale delle frontiere in entrata, chiusura delle scuole, cancellazione di tutti gli eventi pubblici e privati, chiusura degli uffici pubblici, congedo per i lavoratori di età superiore ai 60 anni, incoraggiamento allo smartworking per tutti i lavoratori. Dal 20 marzo, lockdown in tutto il paese, seguendo il modello italiano almeno fino al 13 di aprile. Le misure restrittive adottate rapidamente dal governo nazionale sono state accompagnate da ammortizzatori sociali per più di 3 milioni di lavoratori informali, lavoratrici domestiche e autonomi in regime minimo, con un contributo straordinario di 140 euro. Fermo restando l'evoluzione dell'epidemia, si prevede una riapertura parziale e graduale delle attività a partire dalla seconda metà di aprile. Aggiornamenti ufficiali: Gazzetta ufficiale (Spa) > .
  • Misure adottate da ACDI, socio fondatore di AVSI nel paese: le sedi sono chiuse, il personale lavora in smartworking.
  • Attività di ACDI sul territorio:
    • proseguono i progetti e, dove possibile, le attività vengono svolte online mentre sono sospese tutte le attività che implicano la circolazione del personale e dei destinatari
    • dove possibile, sensibilizzazione e supporto online e telefonico in relazione al COVID19 per le popolazioni vulnerabili destinatarie dei progetti.
  • Il progetto sostegno a distanza: in Argentina è attuato principalmente in collaborazione con scuole materne, elementari e superiori. Queste ultime hanno sospeso le attività didattiche per decreto ministeriale lunedí 16 marzo, ma continuano a provvedere il servizio mensa, riorganizzandone il funzionamento. L’emergenza alimentare dichiarata in Argentina a fine 2019 risulta, infatti, uno dei fattori più preoccupanti per la pandemia, visto l’alto tasso di minori colpiti da malnutrizione. Il personale scolastico e amministrativo continua a lavorare contribuendo all’organizzazione familiare, all’informazione generale e all’accompagnamento educativo dei minori che restano in quarantena.

Brasile (aggiornamento 23.03.2020)

  • In sintesi: sono stati registrati oltre 1600 casi con 25 morti, la maggior parte dei quali a San Paolo. Il paese ha decretato lo stato di calamità e sono in atto misure restrittive precauzionali, come la chiusura delle frontiere terrestri e delle scuole, la limitazione degli spostamenti e la sospensione della attività commerciali non indispensabili. Alcune industrie hanno sospeso le attività. Le persone sono incoraggiate a lavorare in smartworking e a rimanere nelle proprie residenze. Il governo federale ha deliberato delle misure economiche per ridurre il rischio di disoccupazione: l’emergenza potrebbe portare a 8 milioni di disoccupati in più, oltre agli attuali 12 milioni. Proseguono le attività delle istituzioni (ambasciate, delegazione dell’Unione Europea, Nazioni Unite), in alcuni casi da remoto.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 5 Marzo 2020
  • I numeri del contagio: sito del Ministero della Salute (portoghese) > .
  • Normativa in vigore: trattandosi di una federazione di stati esiste una diversa attuazione territoriale definita dai governatori, ma in generale tutti gli stati hanno ridotto il numero di voli negli aeroporti e hanno negato l'ingresso nel paese a chi proviene da paesi che confinano con il Brasile o con alti casi di contaminazione; hanno chiuso le scuole, le attività commerciali non essenziali, hanno proibiti eventi e limitato la mobilità.
  • Misure adottate da AVSI nel paese: le sedi di Salvador, Belo Horizonte e Rio de Janeiro rimangono aperte e operative per garantire le attività di carattere gestionale e amministrativo. Quasi tutti i progetti hanno sospeso le attività sul campo, seguendo le indicazioni dei partner/finanziatori. È stato creato un Comitato di Emergenza COVID-19 che monitora la crisi e delibera le azioni di prevenzione necessarie per i collaboratori, accompagna i partner/finanziatori e garantisce la sostenibilità economica. Negli uffici vengono adottate le misure igienico-sanitarie necessarie.
  • Attività di AVSI sul territorio:
    • nel caso specifico delle azioni di emergenza umanitaria relative alla migrazione venezuelana sono assicurate le attività minime vitali nei centri di accoglienza e per la protezione dei rifugiati e dei migranti
    • la maggior parte delle attività sono sospese tranne quelle che non richiedono la presenza fisica dei beneficiari.

Ecuador (aggiornamento 26.03.2020)

  • In sintesi: oltre 100 casi confermati, la maggior parte in auto-isolamento in casa monitorati dal personale incaricato dal Ministero della Salute. Si registrano i primi decessi. Il paese ha applicato misure restrittive.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 29 febbraio 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio del Ministero della Salute (SPA) > .
  • Normativa in vigore: l'Ecuador ha decretato lo stato di emergenza per 21 giorni. I servizi pubblici sono chiusi, ad eccezione dei servizi sanitari e di sicurezza. Non si fermano il settore dell’agricoltura e dell’allevamento, la filiera alimentare, i servizi di base e le esportazioni. Da martedì 17 marzo il trasporto interprovinciale, i voli nazionali e la circolazione di auto private sono sospesi per 14 giorni; le frontiere sono chiuse. Consentiti i trasporti funzionali alle attività essenziali. Aggiornamenti ufficiali: sito web dedicato all'emergenza coronavirusecuador.com > .
  • Misure adottate da AVSI nel paese: seguendo le linee guida governative a partire dal 16 marzo lo staff lavora in smartworking ed è in fase di riorganizzazione il lavoro nelle comunità per la sicurezza del personale e dei beneficiari. Il team impiegato in attività di prima assistenza è dotato di dispositivi di protezione.
  • Attività di AVSI sul territorio: prosegue il progetto “ACTIVADOS – UNHCR”, in cui sono state introdotte o potenziate attività di prima assistenza come la consegna di consegna di kit alimentari e l'aiuto a persone senza casa. All'attività di informazione ai migranti venezuelani sulle procedure di accoglienza è stata aggiunta anche una parte di informazione sulle norme di prevenzione del contagio da COVID-19.
  • Il progetto sostegno a distanza: finora nessun caso di Coronavirus registrato; sono state introdotte nuove modalità di accompagnamento delle famiglie
    • a Guayaquil gli educatori usano gruppi WhatsApp o gli SMS per comunicare con le famiglie (o i leader delle comunità dove non ci sono collegamenti internet o telefonici). Dove possibile vengono inviati messaggi di sensibilizzazione che invitano le famiglie a stare a casa e video tutorial su come prevenire il contagio (ad esempio su come lavarsi le mani). Gli educatori condividono anche le informazioni ufficiali
    • a Quito lo staff lavora da casa. I consulenti familiari chiamano le famiglie ogni 3 - 4 giorni e le accompagnano a vivere questo momento, consigliando: come aiutare i bambini nei compiti (come entrare nelle piattaforme del Ministero dell'Educazione, come svolgere i compiti, come dialogare con gli insegnanti); le precauzioni da prendere in conformità con le misure delle autorità civili (nel caso in cui qualcuno in famiglia debba continuare ad andare al lavoro) e come gestire le relazioni familiari problematiche in questo momento dove tutti sono tenuti a vivere insieme. Gli educatori hanno creato un gruppo su Facebook per i ragazzi che hanno più di 12 anni. È stato registrato un caso di Coronavirus in uno dei quartieri in cui operiamo e l'allerta è aumentata anche perché, a causa dell'elevato consumo di acqua nelle case della città, l'acqua scarseggia ed è disponibile solo in alcune ore del giorno.

Perù (aggiornamento 19.03.2020)

  • In sintesi: sono in vigore misure restrittive per prevenire la diffusione del Coronavirus, di cui sono stati registrati oltre 150 casi concentrati nella città di Lima. Ufficialmente non sono stati segnalati decessi.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 6 marzo 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio pubblicato sul sito del governo > .
  • Normativa in vigore: dal 15 marzo è stato dichiarato lo stato di emergenza, che impone l'isolamento sociale obbligatorio, la restrizione del transito delle persone e la sospensione dei diritti dei cittadini, per 15 giorni con una possibile proiezione fino ai 30 giorni. Le frontiere per l'ingresso e l'uscita delle persone sono state chiuse (ad eccezione dei casi umanitari); sono vietati i trasporti sia aerei sia terrestri. All'interno del paese, tutte le attività sono sospese ad eccezione di attività produttive, assistenza medica e approvvigionamento / commercializzazione di prodotti; è vietata la circolazione di veicoli privati. Dal 18/03/2020 è in vigore il "Toque de queda" (coprifuoco) tra le 20:00 e le 05:00. Aggiornamenti ufficiali: sezione dedicata al Coronavirus sul sito del governo (SPA) > .
  • Misure adottate da AVSI nel paese: la sede di Lima è chiusa; tutto il personale di Lima, Amazonas e Cusco lavora in smartworking.
  • Attività di AVSI sul territorio: sospese.
  • Il progetto sostegno a distanza: sospeso, monitoraggio continuo della situazione con l'ong partner CESAL.

AMERICA CENTRALE

Haiti (aggiornamento 23.03.2020)

  • In sintesi: il Paese ha incominciato a porre un’effettiva attenzione al problema a partire dal 29 gennaio 2020 quando il Ministero della Salute ha iniziato a disporre di dispositivi di controllo negli aeroporti (termometri rilevatori di febbre a distanza) e ha domandato agli ospedali di equipaggiarsi per eventuale contagio. Venerdi 13 marzo, la ministra della Salute e il direttore generale del Ministero della Salute di Haiti hanno presentato il piano nazionale di prevenzione e risposta al COVID-19. A partire da lunedi 16 marzo, il paese ha sospeso tutti i voli in provenienza da Europa, Canada e America Latina; la frontiera terrestre con la Repubblica Dominicana è chiusa. Giovedì 19 marzo il presidente Jovenel Moise ha confermato due casi positivi nel paese ed è stato dichiarato lo stato di allerta. La popolazione è divisa a metà tra chi è consapevole dell’emergenza e segue le misure comportamentali consone e chi sottovaluta la situazione e non rispetta le indicazioni. I supermercati, le banche e i distributori di benzina sono sotto pressione.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 19 marzo 2020
  • I numeri del contagio: sito dedicato all'emergenza Coronavirus ad Haiti> .
  • Normativa in vigore:
    • tramite decreto presidenziale, dichiarato lo stato di crisi ed emergenza nazionale per un mese (20 marzo)
    • sospesi i collegamenti con Europa, Canada e America Latina; la frontiera terrestre con la Repubblica Dominicana è chiusa fino a nuovo ordine. Restano attivi i collegamenti solo con gli USA
    • quarantena per i viaggiatori provenienti da paesi a rischio negli ultimi 14 giorni
    • chiusura delle scuole di primo e secondo grado, delle università, delle attività industriali e dei luoghi di culto fino a nuovo ordine
    • uffici pubblici e relativo personale in servizio al 50% per favorire il distanziamento sociale
    • impegno a fornire equipaggiamento medico per il personale delle strutture sanitarie, ad oggi il governo dichiara 124 letti per la rianimazione, ma ne risultano attivi solamente 27
    • le cliniche private hanno messo a disposizione dello stato i loro spazi di isolamento
      Aggiornamenti ufficiali: sito del ministero della Salute di Haiti (Fr) > .
  • Misure adottate da AVSI nel paese: gli uffici sono aperti. Lo staff è stato formato sulle misure di sicurezza e prevenzione; si lavora a rotazione (massimo 10 persone in ufficio) con obbligo di distanza di 1,5 metri e uso di mascherine; all’ingresso sono stati predisposti punti di lavaggio mani obbligatorio
  • Attività di AVSI sul territorio:
    • tutte le attività proseguono secondo la normativa e le restrizioni in atto, sono sospese le attività che prevedono assembramento di persone
    • riconversione delle attività di sensibilizzazione generiche in iniziative di sensibilizzazione su igiene e prevenzione specifiche, in piccoli gruppi, con materiali conformi e approvati
    • riconversione della strategia di tutti i progetti che lo consentono per il raggiungimento degli stessi obiettivi, con attività a ridotta partecipazione numerica dei beneficiari
    • nuova strategia di gestione delle distribuzioni per i progetti di cash transfer
    • inviata al Ministero della Salute Pubblica richiesta di validazione dello status di “prestatori di servizi di prima necessità” per le attività di presa in carico malnutrizione
    • progetti agricoli in fase di valutazione per una nuova strategia di azione.
  • Il progetto sostegno a distanza: le attività nelle scuole (chiuse) sono sospese, ma continuano le visite a domicilio delle famiglie e il doposcuola in piccoli gruppi. Sono organizzate iniziative di sensibilizzazione.
  • Le testimonianaza: Coronavirus, Cappellini (AVSI): “Haiti trema anche per i bambini, 1 su 10 è malnutrito”, 31 marzo 2020 Dire.it

Messico (aggiornamento 19.03.2020)

  • In sintesi: fino al 15 marzo i casi rilevati riguardavano persone in arrivo da Italia, Stati Uniti, Spagna o Germania; ora i contagi registrati hanno superato il centinaio.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 28 febbraio 2020
  • I numeri del contagio: pubblicazione dei comunicati della direzione generale di epidemiologia > .
  • Normativa in vigore: il 14 marzo il governo ha raccomandato di evitare i viaggi non indispensabili verso i paesi asiatici ed europei. Il 17 marzo ha pubblicato una serie di raccomandazioni per prevenire la diffusione del virus. Le misure prevedono norme igieniche e di distanziamento sociale e invitano a sospendere temporaneamente le attività non indispensabili, soprattutto quelle che implicano spostamenti e aggregazione di folle (5mila persone). Le raccomandazioni includono indicazioni per la protezione degli anziani. Dal 20 marzo le scuole sono chiuse. Aggiornamenti ufficiali: sezione dedicata al Coronavirus sul sito del governo (SPA) > .
  • Misure adottate da AVSI nel paese: gli uffici sono chiusi; il personale lavora in smartworking.
  • Attività di AVSI sul territorio: in fase di verifica il proseguimento delle attività.
  • Il progetto sostegno a distanza: dal 23 marzo sono sospese tutte le attività che prevedono un contatto ravvicinato con i bambini e le famiglie per prevenire il rischio di contagio. Nel frattempo lo staff si sta organizzando per trovare le modalità migliori per continuare l’accompagnamento durante il periodo di emergenza.

Repubblica Dominicana (aggiornamento 23.03.2020)

  • In sintesi: il Paese ha incominciato a dare un’effettiva attenzione al problema a partire da lunedì 16 marzo. Seppure nelle settimane precedenti ci siano state alcune segnalazioni di pazienti positivi (primo marzo primo caso accertato), solo dopo la tornata elettorale per le amministrative (domenica 15 marzo) si è deciso di comunicare dei dati ufficiali.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 1 marzo 2020
  • I numeri del contagio: sito del ministero della Salute, direzione generale di epidemiologia (SPA) > .
  • Normativa in vigore:
    • richiesta al congresso, per decreto presidenziale, di votare e approvare lo stato di crisi ed emergenza nazionale (19 marzo)
    • aeroporto chiuso al transito di qualsiasi aereo proveniente da Europa, Cina, Iran, Corea. Restano aperti i collegamenti con gli USA e tutti i voli con intermediazione diplomatica per il rimpatrio di cittadini stranieri
    • chiusura totale dei porti all’attracco di qualsiasi nave da crociera
    • chiusura totale di scuole di primo e secondo grado e delle università fino a lunedì 13 aprile 2020
    • chiusura di tutte le attività commerciali tranne quelle adibite a fornire servizi e beni di primo consumo (supermercati, alimentari, farmacie, stazioni di carburante)
    • uffici pubblici e relativo personale in servizio al 50% per favorire la condivisione degli spazi con margini di distanza garantiti a due metri. Interdizione dal lavoro per i dipendenti pubblici con età superiore a 60 anni o con comprovati problemi di salute
    • integrazione del sistema privato di salute a quello pubblico. Le cliniche private saranno abilitate a fare i tamponi in casa e a comunicare i dati al dipartimento generale di epidemiologia
    • installazione di due ospedali militari (esercito e polizia) destinati all’uso specifico ed esclusivo per i casi di COVID-19. 15 strutture sanitarie dedicate all’isolamento di casi sospetti.
  • Misure adottate da AVSI nel paese: gli uffici sono chiusi, il personale è stato formato sulle misure di sicurezza e prevenzione e lavora in smartworking.
  • Attività di AVSI sul territorio: le attività di aiuto ai migranti haitiani alla frontiera proseguono secondo la normativa e le restrizioni in atto; sono stati sospesi gli incontri di sensibilizzazione, formazione e informazione dove è previsto un assembramento di persone.

MEDIO ORIENTE & NORD AFRICA

Giordania (aggiornamento 01.04.2020)

  • In sintesi: ciò che inizialmente costituiva un'emergenza sanitaria si sta trasformando in un'emergenza economica. L'epidemia COVID-19 ha portato alla chiusura di tutte le attività economiche non essenziali in Giordania, causando l'impennata dei prezzi e la perdita del potere d'acquisto. Per le famiglie più vulnerabili rispondere ai bisogni essenziali diventa ogni giorno più difficile.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 2 marzo 2020
  • I numeri del contagio: sezione dedicata sul sito del governo (AR)> .
  • Normativa in vigore: sospesi tutti i voli passeggeri da/per la Giordania e chiuse le frontiere terrestri e marittime fino a nuovo ordine. Dal 21 al 24 marzo il Governo ha imposto un coprifuoco totale, con l’obbligo per qualsiasi attività commerciale e per tutti gli uffici di chiudere e per le persone di restare a casa. Dopo aver parzialmente allentato le misure, permettendo ai servizi essenziali (farmacie, supermercati) di aprire e alle persone di circolare a piedi tra le 10:00 e le 18:00 per adempiere ai propri bisogni primari, il Governo ha annunciato un nuovo coprifuoco di 24 ore in vigore dal a partire dalla mezzanotte del 2 aprile. É in vigore nel paese la Defence Law, che concede poteri straordinari al primo ministro per l’implementazione di misure restrittive quali il divieto di uscire dalle proprie abitazioni e l’impedimento degli spostamenti da un governatorato all’altro. Unità delle Forze Armate sono state disposte a presidio degli ingressi e dei principali punti nevralgici delle città. Dal 19 marzo la capitale Amman è completamente chiusa, così come la città di Irbid.
  • Misure adottate da AVSI nel paese: gli uffici sono chiusi. Lo staff lavora in modalità smartworking.
  • Attività di AVSI sul territorio:
    • in risposta all’emergenza, AVSI ha fornito supporto al Ministero dello Sviluppo Sociale e la Municipalità di Gweirah attraverso la fornitura di 250 mascherine e 3000 guanti.
    • In coordinamento con il ministero dello Sviluppo Sociale, il governatorato di Aqaba, il distretto e la municipalità di Gweirah, AVSI ha distribuito pacchi alimentari a più di 500 persone nel distretto di Gweirah.
    • lo staff ha ricevuto formazione specifica per attività di protezione dei minori (via webinar) nell’ambito del progetto SAFE 2 (AICS).
    • ​tutte le altre attività di progetto sul campo sono sospese e lo staff sta esplorando nuove modalità di lavoro e di implementazione.
  • Il progetto sostegno a distanza: i bambini sono a casa da scuola, insieme alle loro famiglie. Le scuole sono chiuse (si svolgono alcune lezioni tramite applicazioni online e i canali televisivi.). Il personale di AVSI è in contatto con il partner locale per il monitoraggio della situazione.

Iraq (aggiornamento 19.03.2020)

  • In sintesi: in Medio Oriente non è il paese maggiormente colpito dall'epidemia, anche se la vicinanza con l’Iran, che ha già superato il migliaio di decessi da Coronavirus dichiarati, suscita molto timore. Sono state adottate misure di isolamento dei centri cittadini molto restrittive, sul modello cinese.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 24 febbraio 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio dell'organizzazione mondiale della sanità > .
  • Normativa in vigore: dal 27 febbraio sono chiusi le università, le scuole, i ristoranti, le palestre e i centri sportivi; sono proibite tutte le forme di assembramento di persone. Da marzo è vietata la circolazione tra i centri urbani; il 16 marzo è stato indetto il coprifuoco dalle 17 alle 6 del mattino, dopo due giorni è stato esteso a 24 ore. Il coprifuoco in Kurdistan è scattato il 13 marzo per i Governatorati di Erbil e Sulemanya e dal 18 marzo per il Governatorato di Duhok. Chiusi tutti i negozi tranne alcuni supermercati, i punti vendita di generi alimentari e le farmacie. Aggiornamenti ufficiali: pagina facebook del Ministero della Sanità (ARA) > .
  • Misure adottate da AVSI nel paese: tutte le sedi sono chiuse, il personale lavora in smartworking.
  • Attività di AVSI sul territorio: sospese. Proseguono le attività di monitoraggio e pianificazione.
  • Il progetto sostegno a distanza: a seguito delle normative, l'asilo di Qaraqosh (nel Governatorato di Ninive) frequentato da 500 bambini sostenuti a distanza è chiuso e non è possibile proseguire attività che prevedono un contatto ravvicinato con i bambini e le famiglie, ma si continua ad accompagnare a distanza con varie modalità per rispondere ai loro bisogni, come ad esempio sensibilizzazioni sui comportamenti e norme sanitarie utili a prevenire i contagi.

Libano (aggiornamento 18.03.2020)

  • In sintesi: registrati oltre 100 contagiati e i primi morti. L'epidemia aggrava una situazione sociale ed economica già compromessa da mesi: dopo sei giorni dalla dichiarazione di bancarotta, il 15 marzo il governo ha proclamato lo "stato di emergenza sanitaria" e adottato misure di contenimento della diffusione del virus COVID-19.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 21 febbraio 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio dell'organizzazione mondiale della sanità > .
  • Normativa in vigore: il 15 marzo, il governo libanese ha annunciato lo "stato di emergenza sanitaria", chiudendo tutte le istituzioni pubbliche e private ad eccezione di ospedali e farmacie. Chiuse le attività commerciali ad eccezione di quelle essenziali come gli alimentari. Chiuso l'aeroporto internazionale di Beirut, tutti i porti e i valichi di frontiera terrestre dal 18 al 29 marzo 2020. Aggiornamenti ufficiali: Ministero della Salute libanese (EN) > .
  • Misure adottate da AVSI nel paese: tutte le sedi sono chiuse, il personale lavora in smartworking.
  • Attività di AVSI sul territorio:
    • il personale sta ricevendo una formazione specifica sulle norme di prevenzione del COVID-19. Iniziano le attività per diffondere norme igienico-sanitarie che limitino la diffusione del contagio: sessioni di sensibilizzazione nei campi informali per i siriani, messaggi telefonici e sui social media per i beneficiari.
    • le scuole AVSI sono chiuse; le attività di educazione non formale, di formazione professionale e avviamento al lavoro sono sospese.
  • Il progetto sostegno a distanza: le attività AVSI sul campo e nelle scuole (chiuse) sono momentaneamente sospese, ma si stanno individuando altre soluzioni innovative per continuare la formazione e il supporto nel rispetto delle misure di sicurezza.
  • Le testimonianze: l'intervento di Marco Perini, Regional manager AVSI Middle East durante gli Eventi Tende in streaming > .

Palestina (aggiornamento 26.03.2020)

  • In sintesi: i primi casi di Conavirus accertati in Cisgiordania - area di attività di AVSI - sono nell'area di Betlemme, seguita da Ramallah. Sebbene l'attuale numero di casi rilevati rimanga relativamente basso, la capacità del sistema sanitario palestinese di far fronte all'aumento previsto dei casi COVID-19 è gravemente compromessa da una situazione cronicamente critica. La situazione è particolarmente grave nella Striscia di Gaza - dove non è presente AVSI - in cui sono stati registratri alcuni casi. Le autorità palestinesi hanno previsto misure di contenimento su spostamenti e rimangono aperte solo le attività essenziali.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 05 marzo 2020
  • I numeri del contagio: report OCHA (EN) > .
  • Normativa in vigore:

    A partire dal 5 marzo, l’Autorità Nazionale Palestinese ha imposto misure via via più stringenti per contenere la diffusione del virus . Il 22 marzo è stato imposto il coprifuoco per 14 giorni, la totale chiusura di ogni attività a parte i servizi essenziali (alimentari e farmacie) ed il confinamento domiciliare, fatta eccezione per l’acquisto di beni di sostentamento, medicine e per casi di emergenza. Sono vietati gli assembramenti e sono state adottate misure di distanziamento sociale. Sempre il 22 marzo, le autorità israeliane e palestinesi hanno raggiunto un accordo per cui i lavoratori palestinesi in Israele permarranno nei pressi del luogo di lavoro per almeno un mese senza far ritorno alle proprie abitazioni in Cisgiordania. Aggiornamenti: report OCHA (EN) > .

  • Misure adottate da AVSI nel paese: la sede di Gerusalemme è chiusa dal 10 marzo e il personale lavora in smartworking.
  • Attività di AVSI sul territorio: sono sospese le attività dei progetti Mustaqbaluna e Specialitaly e Pro.ED.
  • Il progetto sostegno a distanza: a seguito della normativa in vigore, gli istituti dei partner locali con cui eroghiamo le attività del progetto sono chiusi. In Palestina l'anno scolastico termina a fine aprile. È molto probabile che le attività riprenderanno ad agosto 2020 in concomitanza con l’inizio del nuovo anno scolastico. Nel frattempo rimaniamo in contatto con il responsabile del progetto sostegno a distanza di ogni partner.

Siria (aggiornamento 26.03.2020)

  • In sintesi: già nei giorni precedenti all'accertamento del primo caso, il governo siriano ha imposto il parziale lockdown: scuole, università, ristoranti, caffè, e molte attività non essenziali sono chiusi fino al 2 aprile. Le banche sono ancora aperte con orario ridotto, ma potrebbero chiudere a breve. Il paese è di fatto isolato via terra: le frontiere con il Libano e la Giordania sono chiuse.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 24 marzo 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio dell'organizzazione mondiale della sanità > .
  • Normativa in vigore: il Consiglio dei Ministri ha deciso venerdì 13 marzo la chiusura fino al 02 aprile di tutte le scuole e le università, degli istituti pubblici e privati e la riduzione orario di lavoro (9-14) con turnazione dello staff (-40%) negli uffici di servizio pubblico. Il Ministero del Turismo lunedì 17 marzo ha ordinato la chiusura immediata di tutti ristoranti (è permessa solo la consegna a domicilio), caffè e club. Il 24 marzo il Ministro dgli Interni ha imposto il coprifuoco serale dalle 18 alle 6 di mattina.
  • Misure adottate da AVSI nel paese: al personale sono stati distribuiti alcool e mascherine di protezione. La sede locale (a Damasco) resterà chiusa dal 17/03 al 01/04 e lo staff lavora in smartworking; gli spostamenti e le riunioni interne sono contingentate; l'organizzazione di incontri con stakeholder locali viene gestita caso per caso.
  • Attività di AVSI sul territorio:
  • Le testimonianze: Coronavirus, «in Siria metà degli ospedali chiusi e pochi medici: si rischia catastrofe», Corriere.it 31 marzo 2020 >

Tunisia (aggiornamento 18.03.2020)

  • In sintesi: dal primo contagio rilevato i casi di Coronavirus crescono in media di 4-5 al giorno, migliaia di persone (più di 7000 al 18 marzo) sono state poste in auto-isolamento. La maggior parte dei casi sono stati registrati a Tunisi. 10 governatorati su 24 sono interessati dall’epidemia.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 2 marzo 2020
  • I numeri del contagio: aggiornamento del Ministero della Salute (FR) > .
  • Normativa in vigore nel paese: dal 18/03/20 sono entrati in vigore il coprifuoco notturno su tutto il territorio dalle 18:00 alle 06:00 e la chiusura delle frontiere aeree e terrestri fino al 5 aprile, ad eccezione dei voli di rimpatrio e di trasporto merci. Le istituzioni pubbliche sono soggette al regime di sessione unica di lavoro di 5 ore, con due turni dalle 8:00 alle 13:00 o dalle 9:30 alle 14:30. Dal 16 marzo è stato deciso l’annullamento di eventi pubblici, preghiere collettive e messe, eventi sportivi, la chiusura di tutte le scuole, bar, ristoranti, il divieto di assembramenti come mercati, bagni pubblici e feste.
  • Misure AVSI nel paese: ufficio locale (Tunisi) chiuso, staff in smartworking.

ASIA

Myanmar (aggiornamento 24.03.2020)

  • In sintesi: primi casi confermati in Myanmar, per ora si tratta di birmani di rientro dal Regno Unito e USA. In questo periodo gli spostamenti all'interno del paese e gli arrivi dalla Tailandia aumentano per festa di Thingyan (il capodanno buddista) e la fine degli esami di maturità. Le autorità locali sono preoccupate per le conseguenze che questi movimenti potrebbero avere sul contenimento del contagio. Il trattamento di pazienti positivi al COVID-19 è predisposto solo presso otto ospedali pubblici autorizzati in tutto il Myanmar.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 23 marzo 2020
  • I numeri del contagio: Monitoraggio sul sito del Ministero della salute birmano > .
  • Normativa in vigore:
    • sospensione eventi pubblici e chiusura degli istituti scolastici fino al 30 aprile;
    • invito a staff espatriato di evitare contatto con beneficiari locali e personale pubblico;
    • ingresso nel paese autorizzato per cittadini stranieri previa presentazione di tampone negativo a COVID-19 effettuato entro 72 ore dalla data di partenza. Quarantena obbligatoria di 14 giorni presso strutture governative (quarantena domiciliare concessa a diplomatici e ufficiali UN). I collegamenti con l'estero sono sempre più difficili;
    • sospensione servizio visto online e visto all’arrivo fino al 30 aprile 2020;
    • limitazione dei movimenti interni a causa della progressiva chiusura dei confini gli stati .
  • Misure adottate da AVSI nel paese:
    • uffici aperti ma con una persona sola per ufficio (amministratore). Il personale lavora in smartworking dalla propria abitazione e può recarsi in ufficio solo previa autorizzazione del responsabile sicurezza COVID-19;
    • spostamenti tra le sedi non consentiti;
    • spostamenti per attività consentiti previa autorizzazione del responsabile sicurezza COVID-19;
    • dispositivi di protezione individuale forniti a tutto il personale, anche se iniziano a scarseggiare;
    • predisposti prelievi di denaro contante per fondo emergenza.
  • Attività di AVSI sul territorio:
    • stiamo predisponendo delle campagne di sensibilizzazione per prevenire il contagio da Coronavirus
    • progetti educativi sospesi per chiusura scuole (prevista fino al 30 aprile 2020)
    • i progetti agricoli continuano grazie all'implementazione da parte del dipartimento di agricoltura, suddividendo i beneficiari in gruppi meno numerosi. Durante le attività vengono condivise con i contadini le norme igienico-sanitarie e di distanziamento sociale per limitare la diffusione del virus.
  • Il progetto sostegno a distanza: l’anno scolastico è finito, perciò i bambini sono rientrati presso le loro case. Continuano le attività di formazione e sostegno alle famiglie nel rispetto delle misure di sicurezza.

Kazakistan (aggiornamento 31.03.2020)

  • In sintesi: la maggior parte dei casi si registrano nelle città di Almaty e Nursultan, zone rosse dal 20 marzo. Preoccupano i casi nelle regioni russe al confine occidentale (ad Almaty e nella regione di Aktubinsky). Il governo ha da subito posto condizioni molto restrittive.
    MASP, socio fondatore di AVSI, ha la sua sede ad Almaty, zona rossa dal 20 marzo. Dal 31 marzo in città sono consentiti spostamenti di massimo 500 m per acquisto di beni di prina necessità, con controlli serrati e posti di blocco in tutta Almaty.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 16 marzo 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio dell'organizzazione mondiale della sanità > .
  • Normativa in vigore: dal 6 marzo sono state applicate restrizioni all’ingresso nel paese di stranieri con obbligo di quarantena in strutture dedicate (dall’8 marzo). Dal 20 marzo le frontiere sono chiuse, salvo eccezioni particolarmente gravi. Chiuse scuole di ogni ordine e grado, le università, le strutture diurne per anziani e disabili. Negli ospedali possono accedere solo i pazienti e il personale medico. Isolati gli ospiti e lo staff di orfanatrofi e delle strutture residenziali per anziani e disabili.
  • Dal 22 marzo in tutto il Kazakistan sono state chiuse le attività commerciali, sospesi le attività sportive ricreative in luoghi chiusi e gli assembramenti di più di cinque persone. Misure igienico sanitarie di prevenzione del contagio nei luoghi di lavoro, incoraggiamento allo smartworking per tutti i lavoratori. Tutte le disposizioni sono controllate molto rigidamente da polizia, esercito e forze speciali.
  • Misure adottate da MASP, socio fondatore di AVSI nel paese:
    • l’ufficio è aperto, seguendo le norme di prevenzione e con il personale essenziale per garantire le attività di carattere gestionale e amministrativo e garantire l’assistenza alle famiglie dei bambini sostenuti a distanza
    • dal 16 marzo sono stati chiusi gli ambulatori di riabilitazione, i corsi professionali e tutte le attività che implicavano la presenza al centro di minori e disabili.
  • Attività di AVSI sul territorio:
    • continuano la distribuzione di prodotti di prima necessità e di medicinali e le visite domiciliari di urgenza
    • la sartoria dove si svolgono corsi professionali è aperta, due ragazze sono al lavoro per produrre le mascherine
    • chiusura delle attività che prevedono la presenza di bambini e disabili e assembramenti di gruppo.
  • Il progetto sostegno a distanza: costante contatto con i bambini. Vengono distribuiti prodotti di prima necessità alle famiglie più in difficoltà

Russia (aggiornamento 01.04.2020)

  • In sintesi: anche la Russia si ferma fino al 5 aprile, con l’eccezione dei servizi essenziali: ospedali e trasporti pubblici.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 31 gennaio 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio dell'organizzazione mondiale della sanità > .
  • Normativa in vigore: il traffico internazionale è sospeso. Lockdown in tutto il paese fino al 5 aprile. Il presidente Vladimir Putin ha dichiarato: “Nessun russo dovrà recarsi al lavoro la prossima settimana”, escluso chi fornisce servizi essenziali e tutto il personale medico. Rimarranno aperti negozi di alimentari, banche e farmacie. A tutti i cittadini è proibito uscire di casa, tranne per cure mediche ed emergenza, recarsi al lavoro per le organizzazioni le cui attività non sono sospese da decreto (MAKSORA è tra queste organizzazioni), acquisto generi alimentari, medicine e sanitari nelle vicinanze della residenza; bisogni per animali domestici nell’arco non superiore a 100 metri dal luogo di residenza, rimozione della spazzatura.
    Previste anche misure di carattere economico per la lotta a COVID-19 tra cui una tassa (del 15%) sui capitali che dalla Russia vengono esportati all’estero, per finanziare le misure sociali anti-crisi e una tassa (del 13%) sugli interessi generati da investimenti finanziari, per i capitali superiori a 1 milione di rubli (12 mila euro al cambio attuale). Stop di tutti i voli internazionali a partire da venerdì 27 marzo.
  • ​​Misure adottate da Maksora, socio fondatore di AVSI nel paese: il personale dell'ufficio MAKSORA lavora in smartworking. I dipendenti delle case di accoglienza "Golubka" e "Margarita" continuano il loro servizio, in quanto è essenziale garantire la continuità lavorativa, diminuendo il personale in servizio e contemporaneamente adottando le dovute precauzioni. Il 23 marzo il direttore di MAKSORA, Vladimir Zhizhkov, è entrato a far parte dello staff della Amministrazione Pubblica nella lotta contro la diffusione del COVID-19 .
  • Attività di Maksora sul territorio e il progetto di sostegno a distanza: le attività continuano parzialmente; gli eventi pubblici con bambini e adulti e le lezioni nelle scuole sono sospesi. Il lavoro nelle scuole materne sospeso dal 28 marzo.

    Ogni famiglia che si trova in emergenza può contattare uno dei due centri di accoglienza per ricevere risposte e sostegno. Le ragazze e le educatrici delle due case di accoglienza, supportate da altre donne volontarie, hanno iniziato la produzione di mascherine che vengono regalate alle famiglie dei bambini sostenuti a distanza o vendute a chi ne fa richiesta via social. Alcune famiglie sono in contatto personale con Maksora, altre con gli insegnanti delle scuole con cui collaboriamo. Il 23 marzo Maksora ha spedito mascherine e vitamine al villaggio di Polovinnoe.

EUROPA

Albania (aggiornamento 01.04.2020)

  • In sintesi: dopo i primi due casi registrati (8 marzo 2020), il giorno seguente il governo ha adottato le prime misure di prevenzione. Il numero di casi cresce, e le misure restrittive vanno via via intensificandosi.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 8 marzo 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio dell'organizzazione mondiale della sanità > .
  • Normativa in vigore: dopo i primi casi registrati (8 marzo 2020), il governo ha adottato misure restrittive, rinforzate in seguito al primo decesso accertato (11 marzo). Chiusura totale di scuole, teatri, palestre, bar, ristoranti e strutture pubbliche fino al 3 aprile, con possibilità di proroga se la situazione non dovesse migliorare. Dal 12 marzo è consentita la circolazione dei veicoli solo dalle ore 13:00 alle ore 05:00 della mattina. Il 15 marzo il governo albanese ha emanato il Normative Act che prevede misure speciali da adottare contro i trasgressori. Sono previste pene pecuniarie, chiusura delle attività fino a 6 mesi e ritiro della patente fino a 3 anni con requisizione del veicolo. Con il passare dei giorni si sono aggiunte ulteriori restrizioni: al 31 marzo, solo una persona per famiglia può uscire per non più di un’ora al giorno e solo dopo aver richiesto l’autorizzazione il giorno precedente via app o tramite sms.
  • Misure adottate da Shis, socio fondatore di AVSI nel paese: le sedi di SHIS e dei suoi partner sono chiuse e il personale lavora in smartworking. È stata disposta la sanificazione degli ambienti. Si confezionano kit igienico-sanitari da distribuire ai beneficiari.
  • Attività di Shis sul territorio e per il progetto di sostegno a distanza: i progetti procedono con le opportune modifiche rispettando le normative vigenti. Si seguono i beneficiari attraverso la comunicazione online, telefonica o tramite visite per distribuzione di materiale didattico. I kit alimentari e medici a favore delle famiglie di beneficiari vengono distribuiti rispettando i criteri generali di sicurezza (uso di mascherine e guanti, rispetto della distanza di almeno 1 metro). Sui social media è stata attivata una campagna di sensibilizzazione e di supporto psicologico grazie agli assistenti sociali.

Italia (aggiornamento 17.03.2020)

Kosovo (aggiornamento 26.03.2020)

  • In sintesi: in piena emergenza da Covid-19, il Kosovo si ritrova senza esecutivo (il 25 marzo è stata votata una mozione di sfiducia) e con un sistema sanitario praticamente al collasso. La popolazione è esasperata e preoccupata e denuncia una situazione insostenibile.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 13 marzo 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio dell'organizzazione mondiale della sanità > .
  • Normativa in vigore: dichiarato lo stato di emergenza, vigono norme restrittive su spostamenti interni (ammessi solo ad orari limitati o con permessi speciali) e sono sospesi i collegamenti con l’estero. Solo i cittadini kosovari possono entrare nel paese con viaggi organizzati dallo stato e quarantena obbligatoria in una struttura designata. Tutte le scuole e gli istituti di istruzione superiore sono chiusi.
  • Misure adottate da Shpresa e Jetës, partner AVSI nel paese: chiuse le sedi, il personale lavora in smartworking.
  • Attività di Shpresa e Jetës sul territorio e per il progetto di sostegno a distanza: dove possibile, sensibilizzazione e supporto online e telefonico in relazione al COVID19 per i beneficiari dei progetti e per le famiglie dei bambini sostenuti a distanza. Lo staff sta informando le famiglie del programma scolastico avviato dallo stato sulle reti televisive. Sono sospese tutte le attività che implicano la circolazione del personale e dei destinatari e nelle scuole (chiuse).

Romania (aggiornamento 27.03.2020)

  • In sintesi: centinaia di migliaia di romeni sono tornati nel paese da diversi paesi dell’Europa. Il sistema sanitario è totalmente impreparato a far fronte a una emergenza di questo tipo.
  • Primo paziente positivo al COVID-19 registrato: 26 febbraio 2020
  • I numeri del contagio: monitoraggio dell'organizzazione mondiale della sanità > .
  • Normativa in vigore: tutto il paese è “zona protetta”. Chiusura di tutte le scuole, attività di ristorazione e negozi, tranne quelli legati ai servizi essenziali; gli spostamenti delle persone fisiche sono consentiti solo per recarsi al lavoro, per ragioni di salute o per necessità essenziali con autocertificazione (se non si rispetta c’è condanna penale). Vietata ogni forma di incontro di persone (al max 3 persone). Adozioni di misure restrittive di distanziamento sociale. Bloccati tutti i voli con i paesi europei più colpiti (Italia, Spagna, Inghilterra, Germania). Chi è tornato da questi paesi deve stare in quarantena obbligatoria per 14 giorni.
  • Misure adottate da FDP Protagonisti nell’Educazione, partner AVSI nel paese: chiuse le sedi, il personale d'ufficio lavora in smartworking. Lo staff impegnato nell'emergenza lavora con i sistemi di protezione necessari.
  • Attività di FDP Protagonisti nell’Educazione sul territorio:
    • modificati tutti i progetti in corso da attività educative a attività di emergenza
    • assistenza diretta a popolazione vulnerabile (80 famiglie a Bucarest, 27 famiglie a Cluj) attraverso consegna di beni di prima necessità (acqua, generi alimentari, prodotti igienico- sanitari)
    • attività di sensibilizzazione sui social
    • attività di supporto e counseling a distanza con famiglie e/o minori in caso di bisogno
    • proseguono normalmente due progetti di sviluppo di piattaforme multimediali